23 marzo – Ore 18.50 – Iran: smentiti ufficialmente i dialoghi con gli USA
Il presidente del parlamento iraniano Qhalibaf ha smentito ufficialmente che l’Iran avrebbe intrattenuto dialoghi con gli USA sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Non sono state effettuate negoziazioni con gli Stati Uniti”, ha dichiarato Qhalibaf. “Le fake news servono a manipolare i mercati finanziari e petroliferi e a fuggire dalla palude in cui Stati Uniti e Israele sono intrappolati”.
23 marzo – Ore 15.42 – Trump alla stampa: accordo per controllare Hormuz congiuntamente
Il presidente degli USA Donald Trump è apparso davanti alla stampa per parlare dei presunti dialoghi con l’Iran e aggiornare i giornalisti sugli avanzamenti della guerra all’Iran. Trump ha ripetuto che gli USA avrebbero tenuto intensi colloqui con l’Iran che sarebbero stati cercati dalla stessa Teheran, e che – da parte statunitense –i tavoli sarebbero stati guidati da Kushner e Witkoff; durante le discussioni avrebbero trovato 15 punti di accordo, tra cui il presunto controllo congiunto dello Stretto di Hormuz USA-Iran. Ha poi affermato che l’Iran vorrebbe raggiungere un accordo, e messo in dubbio che la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei sia ancora viva, affermando che la sistematica uccisione dei leader iraniani corrisponderebbe a un cambio regime.
23 marzo – Ore 14.20 – Media iraniani: nessun colloquio con gli USA
I media ufficiali e semiufficiali iraniani riportano smentite all’annuncio di Trump riguardo a presunti accordi preliminari per porre fine alla guerra. L’agenzia di stampa semiufficiale Tasnim cita un funzionario anonimo che avrebbe affermato che in questo momento non ci sarebbero negoziati in corso per la riapertura di Hormuz. L’agenzia di stampa Mehr, riporta una dichiarazione del ministro degli Esteri di Teheran Araghchi – assente sui canali ufficiali – che avrebbe detto che le dichiarazioni di Trump sarebbero volte a “comprare tempo” mentre continuano i dialoghi tra Washington e i Paesi della regione. L’emittente statale IRIB, infine, cita una fonte anonima che avrebbe smentito la stessa esistenza di negoziati diretti tra Iran e USA.
L’emittente statunitense Fox News, intanto, ha riportato una contro-smentita di Trump, che avrebbe affermato che ieri notte Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero preso parte a tavoli di dialogo con le autorità iraniane.
23 marzo – Ore 13.20 – Israele lancia nuovi attacchi su Teheran
Cresce l’attesa per le comunicazioni ufficiali da parte dell’Iran, in risposta alle parole di Trump. Nel frattempo l’aviazione israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran.
23 marzo – Ore 12.15 – Trump: “colloqui positivi con l’Iran”
Secondo quanto scritto da Trump sul suo profilo Truth, gli Stati Uniti e l’Iran avrebbero concluso una due giorni di colloqui positivi, per porre fine alla guerra in Asia Occidentale. In base a ciò, e in attesa di ulteriori sviluppi, il presidente USA ha «istruito il Dipartimento della Difesa di rinviare tutti gli attacchi militari contro le strutture energetiche e le centrali elettriche iraniane per cinque giorni».

23 marzo – Ore 11.10 – Media: un missile USA ha ferito diversi civili in Bahrein
Secondo un’analisi rivelata da Reuters, un missile della batteria difensiva Patriot, in dotazione agli USA, avrebbe causato un’esplosione che ha ferito decine di civili in Bahrein.
L’incidente risalirebbe al 9 marzo scorso, quando un attacco aereo iraniano innescò il sistema difensivo USA presente in Bahrein.
23 marzo – Ore 9.50 – Israele intensifica l’aggressione al Libano
Continuano incessanti gli attacchi aerei israeliani sul Libano meridionale. Colpiti i Comuni di Kfar Sir, nei pressi del fiume Litani, e Kfar Tebnit. Distrutto anche il ponte di Qaqaiya, una delle cinque infrastrutture che collega le due parti del Libano divise dal fiume Litani.
I bombardamenti aerei supportano l’invasione di terra, per ora circoscritta ad alcune municipalità meridionali ma suscettibile di trasformarsi presto su larga scala, come paventato dalle autorità libanesi. La presenza dei soldati israeliani si registra ad esempio a Khiam, a diversi chilometri dal confine. Qui vanno avanti gli scontri con Hezbollah, che supporta la difesa terrestre con il lancio di razzi e droni sulle truppe israeliane.
23 marzo – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha fatto saltare in aria il ponte di Qasimiyah, nel sul del Libano: il presidente del Paese, Joseph Aoun, ha detto di ritenerlo un preludio a un’invasione terrestre.
- Raid aerei si sono verificati su Baghdad, in Iraq, colpendo il quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare, alleate dell’Iran. Nei giorni scorsi nella città si erano verificati attacchi contro un diplomatico USA e l’aeroporto locale. Gli USA starebbero evacuando temporaneamente le forze americane e NATO dalla Victory Base, a 20 km da Baghdad. Kataib Hezbollah, uno dei gruppi iracheni sostenuti dall’Iran, avrebbe lanciato un ultimatum agli USA, avvisandoli di avere cinque giorni per evacuare l’ambasciata nella capitale prima di finire sotto attacco.
- I prezzi del petrolio continuano ad essere instabili: il greggio Brent (standard internazionale) ha superato i 113 dollari al barile, prima di assestarsi intorno ai 111, mentre il West Texas Intermediate (WTI), il greggio di riferimento USA, ha superato leggermente i 100 dollari a barile (prima della guerra i due valori erano rispettivamente di 72,5 e 67 dollari al barile).
- I mercati asiatici hanno registrato un crollo, ma la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi, secondo gli analisti.
- Israele ha condotto una “vasta ondata di attacchi” alle infrastrutture governative a Teheran. Esplosioni sono state registrate in tutta la capitale iraniana. Giornalisti presenti nella città riportano “esplosioni senza precedenti”, soprattutto nella zona orientale della capitale.
- I Paesi del Golfo hanno continuato ad intercettare missili e droni diretti verso le loro basi e obiettivi interni.
- Starmer e Trump hanno avuto un colloquio telefonico, ma dal comunicato rilasciato dall’ufficio del premier inglese le conversazioni non sembrano essere state significative.





