22 marzo – Ore 18.30 – Sanchez chiede l’apertura dello Stretto di Hormuz
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha pubblicato un post sul proprio social X nel quale ha chiesto l’apertura dello Stretto di Hormuz e “la salvaguardia di tutti i siti energetici in Medio Oriente”. “Ci troviamo a un punto di svolta globale“, ha dichiarato il primo ministro spagnolo, aggiungendo che “una ulteriore escalation potrebbe innescare una crisi energetica di lungo termine per l’umanità” e che “il mondo non dovrebbe pagare le conseguenze di questa guerra”.
22 marzo – Ore 17.00 – Segretario Tesoro USA: “abbiamo soldi in abbondanza per guerra contro Iran”
Il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha affermato all’emittente NBC che Washington dispone di fondi “in abbondanza” per finanziare la guerra contro l’Iran e che dunque non sarà necessario aumentare le tasse per i cittadini. In relazione alla richiesta di bilancio supplementare avanzata dal Pentagono (che ha incontrato la forte opposizione del Congresso), Bessent ha dichiarato che “il presidente Trump ha potenziato le forze armate” e “vuole assicurarsi che l’esercito sia ben rifornito in futuro”.
22 marzo – Ore 15.40 – Netanyahu lancia un appello ai leader occidentali
“Nelle ultime 48 ore l’Iran ha dimostrato ancora una volta di essere nemico della civiltà e un pericolo per il mondo libero: prendendo di mira bambini, famiglie e anziani con missili terroristici, minacciando i luoghi santi di Gerusalemme, lanciando missili a lungo raggio e tentando di ricattare il mondo attraverso lo Stretto di Hormuz. Chiedo ai leader del mondo libero: cosa state aspettando?“. Con queste parole, il primo ministro israeliano Netanyahu si è rivolto ai leader del mondo occidentale, aggiungendo: “Israele non combatte solo per sé stesso, ma per tutti voi”. Nelle scorse ore, l’esercito israeliano ha ventilato la possibilità che gli attacchi iraniani possano arrivare fino nel cuore delle capitali europee, dichiarando che Teheran ja lanciato un missile a lungo raggio che “potrebbe” raggiungere i 5 mila km di distanza.
22 marzo – Ore 14.30 – Missili iraniani su Israele
Durante tutta la mattinata l’esercito israeliano ha segnalato il lancio dall’Iran di numerosi missili verso Israele, incitando la popolazione a proteggersi recandosi nei rifugi. Sarebbero 400 in tutto i missili balistici lanciati dall’Iran verso Israele dall’inizio della guerra, ma il 92% di questi sarebbe stato intercettato.
22 maro – Ore 14.00 – IDF: “eliminato comandante di Hezbollah”
L’esercito israeliano ha riferito di aver ucciso, nelle operazioni in corso ieri in Libano, Abu Khalil Barji, comandante delle forze speciali dell’unità Radwan Force, insieme ad altri membri di Hezbollah.”Le Forze di Difesa Israeliane continueranno ad agire con fermezza contro l’organizzazione terroristica Hezbollah, che ha deciso di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano”, e non permetteranno che venga arrecato danno ai cittadini dello Stato di Israele” ha scritto l’esercito.
22 marzo – Ore 12.00 – Missile Patriot esploso in Bahrein probabilmente lanciato da USA
Secondo una ricostruzione dei ricercatori del Middlebury Institute of International Studies, visualizzata da Reuters, sarebbe stata una batteria di difesa aerea Patriot USA ad aver lanciato il missile intercettore che lo scorso 9 marzo è esploso in Bahrein poco prima dell’alba, ferendo decine di civili (tra cui alcuni bambini in modo grave) e distruggendone le abitazioni. Entrambe i Paesi avevano attributo l’esplosione all’Iran.
22 marzo – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Trump ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se non verrà riaperto lo Stretto di Hormuz entro 48 ore. L’Iran ha risposto minacciando di colpire le infrastrutture idriche ed energetiche del Golfo.
- I raid USA e israeliani nel Paese sono intanto continuati per tutta la notte, così come quelli iraniani su Israele e sui Paesi del Golfo: secondo le Guardie Rivoluzionarie, citate da Al Jazeera, sarebbero state uccise almeno duecento persone negli attacchi. Un missile iraniano ha colpito la città israeliana di Dimona, nel deserto del Negev, dove ha sede il più importante sito nucleare del Paese. Secondo quanto riportato dall’AIEA, questo non è stato danneggiato dai missili. Colpita anche la città israeliana di Arad, nel sud di Israele: circa un centinaio di persone sono rimaste ferite nell’attacco, gravi danni agli edifici.
- L’Arabia Saudita ha ordinato ad alcuni membri del personale diplomatico iraniano di abbandonare il Paese, dichiarandoli persone non grate. Il governo ha anche dichiarato di aver intercettato un missile balistico lanciato verso Riyadh, mentre altri due sono atterrati in zone disabitate.
- Un elicottero del Qatar si è schiantato nelle sue acque territoriali, causando la morte di sei persone, ma la causa sarebbe un guasto interno.
- I combattimenti sono continuati anche nel sud del Libano, tra esercito israeliano ed Hezbollah, mentre esplosioni sono state registrate nella città di Beirut.
- Secondo il Financial Times, dall’inizio della guerra le 20 maggiori compagnie aeree al mondo quotate in borsa hanno perso complessivamente 53 miliardi di dollari di valore, in quella che il quotidiano ha definito la peggiore crisi del settore dalla pandemia da Covid-19.




