DIRETTA – Ucciso soldato UNIFIL – Trump mette nel mirino il petrolio iraniano

La Commissione europea ha esortato i Paesi membri ad abbassare gli obiettivi di stoccaggio del gas, in risposta alla crisi energetica in corso.

Stando a France24, il commissario europeo per l’energia, Dan Jorgensen, avrebbe inviato una lettera ai partner, chiedendo di «ridurre l’obiettivo di riempimento delle riserve dal consueto 90% all’80%», in vista del prossimo inverno.


Salgono a 22 i Paesi pronti a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dopo il raggiungimento di una tregua. Alla dichiarazione dei giorni scorsi, firmata da Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, si sono uniti altri 16 Paesi.

Si tratta di Canada, Repubblica di Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania, Bahrein, Lituania, Australia ed Emirati Arabi Uniti.

Lo rende noto il sito del governo britannico.

Downing Street 10, residenza ufficiale del primo ministro britannico.

Le IDF hanno annunciato l’arrivo di una nuova ondata di missili iraniani, dopo una pausa di circa 8 ore. Come riportato dal Times of Israel, le sirene dovrebbero a breve suonare in tutto il Paese.


Israele ha lanciato una nuova serie di attacchi sul Sud del Libano. Incendi ed esplosioni si sono registrati in diverse zone di Beirut, la capitale. Da inizio mese gli attacchi israeliani hanno ucciso più di mille persone in Libano, cui si aggiungono circa 3mila feriti.

Poco dopo diversi razzi lanciati da Hezbollah hanno colpito il Nord di Israele, danneggiando strade e due edifici. Non si registrano feriti.


L’Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi gestiti da compagnie straniere, imponendo la sospensione totale della produzione nelle aree coinvolte. La decisione, secondo fonti del settore energetico, non prevede alcun risarcimento per le aziende, nonostante gli accordi contrattuali. Alla base della misura ci sono le gravi difficoltà nella navigazione nello Stretto di Hormuz, compromessa da un’intensa attività militare.


L’Iran ha riferito che Israele e gli Stati Uniti hanno colpito l’impianto nucleare di Natanz, utilizzato per l’arricchimento dell’uranio. La notizia è stata diffusa da media iraniani e confermata dall’Organizzazione per l’energia atomica del Paese. Secondo le autorità, non si sono verificate fughe di materiale radioattivo. L’attacco viene descritto da Teheran come un’azione ostile contro il territorio nazionale, mentre fonti israeliane sottolineano l’assenza di conseguenze radiologiche nell’area colpita.


  • Israele e Iran si sono attaccati reciprocamente nella notte, mentre gli Stati Uniti rafforzavano la presenza militare in Medio Oriente inviando migliaia di marines. Tel Aviv ha affermato che gli attacchi contro l’Iran hanno colpito Teheran, Karaj a ovest della capitale e la città centrale di Isfahan, mentre le sirene antiaeree in Israele hanno avvertito dell’arrivo di missili fin dalle prime ore del mattino, costringendo milioni di persone a rifugiarsi nei bunker. Israele ha colpito anche Beirut, prendendo di mira Hezbollah. Dall’inizio del conflitto sono morte oltre 2.000 persone.
  • L’amministrazione Trump ha sospeso per 30 giorni le sanzioni sul petrolio iraniano trasportato via mare, nel tentativo di contenere l’aumento dei prezzi causato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La misura potrebbe immettere circa 140 milioni di barili sul mercato globale, riducendo la pressione sull’offerta energetica. La decisione riflette i timori della Casa Bianca per l’impatto dei rincari su imprese e consumatori in vista delle elezioni di medio termine. La deroga consente anche eventuali importazioni negli USA, finora assenti dal 1979, ma con alcune esclusioni geografiche e validità fino al 19 aprile. Axios segnala che la decisione degli Stati Uniti di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano già caricato sulle navi consentirà all’Iran di ottenere circa 14 miliardi di dollari di entrate petrolifere.
  • L’Iran ha lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, distante circa 4.000 km. L’azione non ha avuto successo: uno dei missili ha subito un guasto durante il volo, mentre l’altro è stato intercettato da una nave militare statunitense con un sistema SM-3. L’episodio resta però significativo, perché suggerisce che l’Iran possiede missili con una portata molto superiore ai circa 2.000 km finora conosciuti. Diego Garcia rappresenta un punto strategico fondamentale per bombardieri, sottomarini e operazioni militari a lunga distanza.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria