DIRETTA – Ucciso soldato UNIFIL – Trump mette nel mirino il petrolio iraniano


Secondo l’emittente statunitense CNN, l’Iran avrebbe rafforzato l’isola di Khark con truppe, difesa aerea e mine, e si starebbe preparando per una possibile operazione terrestre degli Stati Uniti. L’isola, situata in una delle parti più anguste del Golfo Persico, oltre lo Stretto di Hormuz, è sede delle maggiori infrastrutture logistiche per lo smistamento e il trasferimento di petrolio iraniano; è considerata da molti analisti come uno dei punti più sensibili del territorio iraniano, ed è stata attaccata dagli USA la scorsa settimana.


Una fonte militare ha dichiarato all’agenzia di stampa iraniana Tasnim che la Repubblica Islamica avrebbe pronto un esercito di un milione di persone nel caso di una invasione terrestre americana: «negli ultimi giorni un enorme numero di richieste da parte dei giovani iraniani si è riversato verso i centri Basij, dei Pasdaran e dell’esercito affinché anche loro possano partecipare a questa battaglia», si legge nell’articolo.


Secondo una notizia diffusa da media arabi e iraniani, il Primo Ministro del Libano avrebbe chiesto al Ministro degli Esteri del Paese di presentare una denuncia ufficiale al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo all’invasione del sud del Libano da parte di Israele.


Il colosso energetico francese TotalEnergies ha evacuato circa 1.300 dipendenti da tutto il Medio Oriente. A dare la notizia è stato l’amministratore delegato Patrick Pouyanne, che ha dichiarato che il personale è stato ritirato dagli Emirati Arabi Uniti, dal Qatar, dall’Arabia Saudita e dall’Iraq.
Pouyanne ha aggiunto che solo un numero limitato di dipendenti e appaltatori locali rimane sul posto per mantenere le operazioni essenziali.


Una fonte anonima ha comunicato all’agenzia di stampa iraniana Tasnim che l’Iran avrebbe mandato la sua risposta ufficiale al piano a 15 punti proposto da Trump a Teheran con la mediazione del Pakistan. L’Iran attende la risposta degli USA. Il contenuto del piano non è stato reso noto alla stampa. Tasnim, tuttavia, comunica che Teheran avrebbe chiesto agli USA di cessare le proprie aggressioni contro l’Iran e i gruppi affiliati, garantire che la guerra non si ripeta, fornire riparazioni al Paese e riconoscere la sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz. La risposta dell’Iran agli Stati Uniti è stata inviata ufficialmente la scorsa notte.

La risposta del funzionario ricalca in tutti i contenuti il piano di pace iraniano svelato ieri dalla televisione di stato iraniana.


L’esercito iraniano ha annunciato di avere attaccato centri strategici nel porto iraniano. Di preciso, l’esercito ha preso di mira il centro di costruzione e riparazione di imbarcazioni militari e i depositi di carburante per gli aerei da guerra.


Un raid israeliano su Bandar Abbas ha ucciso ieri sera il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione islamica, Alireza Tangsiri. Lo ha affermato un comandante militare israeliano citato dal quotidiano “Times of Israel“. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato la notizia, parlando di Tangsiri come del «diretto responsabile dell’operazione terroristica di minamento e blocco dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo».


Secondo quanto riporta Al Jazeera, che cita il media iraniano Tasnim, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero condotto una nuova serie di attacchi con droni contro Israele, prendendo di mira in particolare le infrastrutture del nucleare a sud del Mar Morto.


  • Trump ha detto che in realtà i leader iraniani stanno negoziando, ma hanno “paura di dirlo” perchè potrebbero “essere uccisi dal loro stesso popolo o da noi”. Dal canto suo, l’Iran continua a negare, mentre gli Stati Uniti ieri hanno inviato migliaia di soldati dei reparti speciali nell’area.
  • Attacchi e lancio di droni sono continuati in Iran, Israele e su tutti i Paesi del Golfo.
  • Nelle Filippine ci sono state proteste per via dell’aumento dei prezzi del carburante. Il Paese, che ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per via dell’impennata dei prezzi di petrolio e gas, ha attivato un piano di emergenza da 332 milioni di dollari.
  • A un mese dall’inizio della guerra, almeno duemila persone sono state uccise, delle quali 1200 negli attacchi di USA e Israele.

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