DIRETTA – Ucciso soldato UNIFIL – Trump mette nel mirino il petrolio iraniano


La capitale dell’Arabia Saudita Riyad sta venendo bombardata intensamente dall’Iran. L’offensiva arriva dopo lanci balistici contro il Kuwait, e poco dopo un annuncio della milizia libanese Hezbollah, che ha dichiarato di avere colpito obiettivi israeliani nel nord di Israele, nel sud del Libano e di avere portato avanti la battaglia terrestre con i soldati delle IDF situati a sud del fiume Litani.


Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che dall’inizio del conflitto l’esercito israeliano ha ucciso 968 persone nel Paese. Secondo il Ministero tra le vittime figurano 77 donne, 116 bambini e 40 operatori sanitari, oltre a 2.432 feriti.


Con un post sul social X, il Presidente iraniano ha confermato l’uccisione del ministro dell’Intelligence di Teheran Esmail Khatib, e quella del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh.


Israele ha lanciato un attacco missilistico contro uno dei maggiori impianti di lavorazione di gas naturale iraniano. Si tratta del giacimento di gas di South Pars, descritto come la più grande riserva di gas naturale al mondo, gestito congiuntamente da Iran e Qatar. La riserva è situata nel Golfo Persico; video che circolano online mostrano del fumo sollevarsi dagli impianti. Ancora ignoti i danni causati dall’attacco.


Le autorità iraniane hanno emanato ordini di evacuazione a tutti i cittadini degli Stati limitrofi che abitano nei pressi di cinque raffinerie di petrolio. Gli impianti interessati sono: 1) la Raffineria Samref in Arabia Saudita, 2) il Complesso petrolchimico di Al Jubail in Arabia Saudita, 3) il Campo di gas di Al Hosn negli Emirati Arabi Uniti, 4) il Complesso petrolchimico di Mesaieed in Qatar, e 5) la Raffineria Ras Laffan (fasi 1 e 2) sempre in Qatar.

Questi siti sono diventati obiettivi diretti e legittimi e saranno presi di mira nelle prossime ore”, comunica Teheran. “In precedenza, erano stati dati avvertimenti chiari e ripetuti ai vostri governanti riguardo all’ingresso in questo pericoloso percorso e al rischio che comporta per il destino delle loro nazioni. Tuttavia, hanno deciso di continuare su questa strada di cieca obbedienza e di prendere decisioni che non riflettono la volontà del loro popolo, ma che sono imposte dall’esterno dei loro confini e in assenza di qualsiasi reale sovranità”.


Il ministro della Difesa israeliano ha resto noto che nei raid tra ieri e oggi sarebbe stato preso di mira e ucciso anche il ministro dell’Intelligence di Teheran Esmail Khatib. L’Iran non ha confermato la sua morte.

Nell”immagine, l’ex ministro della Difesa iraniano Mohammad-Reza Ashtiani (a sinistra), il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib (al centro), e il ministro della Giustizia Amin-Hossein Rahimi (a destra).

Le sirene tornano a suonare a Tel Aviv e nel centro di Israele. I pasdaran hanno minacciato massicci attacchi dopo il tramonto. «Stanotte verrà la pena osservare il cielo del nemico», avrebbe detto il generale Seyyed Majid Mousavi, stando al Tehran Times.

L’inviato speciale dell’UE per il Golfo Luigi Di Maio ha incontrato a Riyad il viceministro degli Esteri saudita Waleed Elkhereiji. La riunione è stata organizzata «per esprimere la piena solidarietà dell’Ue al Regno e al suo popolo». «L’escalation militare regionale e gli attacchi iraniani contro il Regno e i Paesi del Golfo devono cessare», ha detto Di Maio, sottolineando la necessità di «ripristinare la libertà di navigazione» nello Stretto di Hormuz.


  • Le autorità iraniane hanno confermato la morte di Ali Larijani in un attacco israelo-americano. Si tratta di una delle più importanti perdite del regime dopo la morte di Ali Khamenei. Larijani, ex comandante dei pasdaran, guidava infatti il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano. Negli ultimi mesi si era ritagliato sempre più spazio all’interno degli equilibri politici del Paese.
  • Non si è fatta attendere la reazione iraniana, che nella notte ha intensificato gli attacchi su Israele. Colpita la stazione Savidor di Tel Aviv, i cui danneggiamenti hanno bloccato per ore la circolazione ferroviaria del Paese. Il servizio di ambulanze Magen David Adom ha annunciato la morte di due persone a Ramat Gan, periferia est della capitale, a seguito dell’esplosione di una bomba a grappolo.
  • La reazione iraniana si è abbattuta anche sui Paesi del Golfo. A Baghdad è stata colpita nuovamente l’ambasciata USA, mentre un drone è stato intercettato nei pressi dell’aeroporto. Arabia Saudita e Kuwait fanno sapere di aver neutralizzato diversi missili e droni provenienti dall’Iran. Un incendio ha interessato la base militare australiana di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti.
  • La coalizione israelo-americana ha condotto nuovi attacchi su Teheran e Beirut, colpendo aree densamente popolate. I raid sulla capitale libanese non hanno riguardato soltanto la periferia meridionale ma si sono estesi alle zone centrali, colpendo anche un condominio di 15 piani. Negli attacchi sul Libano sono morte almeno 6 persone, cui si aggiungono decine di feriti.

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