25 marzo – Ore 20 – Iran: abbattuto aereo con nuovo sistema di difesa
Le forze armate iraniane hanno annunciato l’abbattimento di un caccia F-18 presumibilmente appartenente all’aeronautica statunitense. L’aereo sarebbe stato distrutto mediante l’impiego di un nuovo sistema di difesa aerea portatile mentre si trovava sopra la città di Chabahar, nel sud-est del Paese; secondo fonti militari, si sarebbe schiantato nell’Oceano Indiano. Gli Stati Uniti non hanno ancora commentato la notizia.
25 marzo – Ore 17 – La Russia evacua 163 dipendenti da Bushehr
La Russia avrebbe evacuato altri 163 dipendenti dalla centrale nucleare iraniana di Bushehr. A dare la notizia è la stampa russa, citando il direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev. Secondo Likhachev circa 300 dipendenti dell’azienda sarebbero rimasti a Bushehr, dove starebbero costruendo unità di produzione in collaborazione con le autorità iraniane.
25 marzo – Ore 15.30 – Le cinque condizioni di pace dell’Iran
Menzionando un rapporto diffuso da un funzionario, la televisione di Stato iraniana ha pubblicato le cinque condizioni per il termine della guerra:
- La cessazione completa di “aggressioni e terrorismo” da parte di Israele e USA.
- La creazione di meccanismi chiari per garantire che non scoppi un’altra guerra.
- Il pagamento “garantito e chiaro” dei danni e delle riparazioni di guerra.
- La fine della guerra su tutti i fronti aperti e per tutti i gruppi affiliati all’Iran coinvolti nel conflitto.
- Il riconoscimento internazionale sul diritto dell’Iran “di esercitare la sovranità sullo Stretto di Hormuz”.
A tali condizioni si aggiungono le richieste che Teheran aveva già presentato durante il secondo round di negoziati a Ginevra in materia dei programmi nucleare e missilistico della Repubblica Islamica: in occasione di tali incontri, l’Iran aveva affermato di non volere costruire un’arma nucleare, ma di avere intenzione di continuare a sviluppare autonomamente il proprio programma di ricerca nucleare a uso civile, e che il programma missilistico non sarebbe stato oggetto di trattative.
25 marzo – Ore 14.20 – Le IDF autorizzano la mobilitazione di 400mila riservisti
Riprendendo un comunicato dell’esercito, i media israeliani hanno comunicato che le IDF hanno autorizzato la mobilitazione di un massimo di 400.000 riservisti per la guerra all’Iran. L’esercito ha sottolineato che non intende lanciare una chiamata immediata a tutti i 400.000 soldati coinvolti, ma stabilire il numero massimo di riservisti che potrebbero essere mobilitati nell’ambito dell’operazione Rising Lion. All’indomani del 7 ottobre 2023, Israele aveva autorizzato la chiamata di 300mila riservisti secondo analoghe modalità.
25 marzo – Ore 12.00 – Invasione del Libano: Sánchez attacca Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu «sta cercando di infliggere al Libano lo stesso livello di danno e distruzione di quanto fatto a Gaza». Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sánchez in Parlamento.
Parlando dell’aggressione israelo-americana all’Iran, estesasi poi a Libano e Iraq, Sánchez ha detto: «E tutto per cosa? Per minare il diritto internazionale, destabilizzare il Medio Oriente, riaccendere i conflitti in Iraq e Libano e seppellire Gaza sotto le macerie dell’oblio e dell’indifferenza».
25 marzo – ore 10 – Hezbollah: lanciati missili contro soldati israeliani; Tel Aviv: 204 feriti in 24 ore
Hezbollah ha fatto sapere di aver lanciato dei missili su soldati e mezzi militari israeliani nel Sud del Libano, nei pressi della città di Qouzah, dove di fatto è in corso un’invasione terrestre.
Secondo il Ministero della Salute israeliano nelle ultime 24 ore sono state ferite 204 persone, a causa degli attacchi provenienti dal Libano e dall’Iran.
25 marzo – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito iraniano ha negato che siano in corso colloqui con l’amministrazione statunitense, dichiarando che sarà la propria amministrazione a decidere tempi e condizioni per la fine della guerra e il conseguente abbassamento dei pezzi del petrolio.
- Iran e Israele hanno proseguito con un fitto scambio di attacchi sulle rispettive città.
- Israele ha anche proseguito la propria offensiva nel sud del Libano, dove sta cercando di espandere i propri confini approfittando della guerra in Iran.
- Nonostante le dichiarazioni di Trump sui colloqui, i media statunitensi riportano che il Pentagono avrebbe inviato altri duemila soldati della 82ma divisione aviotrasportata dell’esercito, in grado di dispiegarsi in qualunque parte del mondo in sole 18 ore, in Medio Oriente. Aggiunti ai 4.500 marines già diretti verso la regione, porterebbero il numero totale di militari USA inviati in Medio Oriente a 7mila. Non è chiaro dove verranno dispiegate queste forze aggiuntive, ma secondo il New York Times potrebbero essere inviati sull’isola di Kharg, principale hub di esportazione del petrolio iraniano recentemente bombardata dagli USA.
- Il New York Times riporta anche che gli USA avrebbero consegnato all’Iran, attraverso mediatori del Pakistan, un piano di pace in 15 punti, ma non vi è alcuna conferma ufficiale della cosa.
- Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato di aver parlato questa mattina con il principe saudita Mohammed bin Salman, ribadendo la “ferma condanna” per gli attacchi contro il Regno saudita e ribadendo “l’incrollabile solidarietà e l’inequivocabile sostegno” al Paese. Ha anche dichiarato che il Pakistan è impegnato in “sforzi diplomatici” volti a “pace e stabilità regionale”.




