DIRETTA – Ucciso soldato UNIFIL – Trump mette nel mirino il petrolio iraniano


La Mezzaluna Rossa iraniana ha affermato che dal 28 febbraio gli attacchi israelo-statunitensi in Iran hanno colpito 21.720 edifici. Tra di essi: 4.122 esercizi commerciali, 17.353 abitazioni, e 245 tra centri sanitari, scuole e infrastrutture umanitarie.


Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato il completamento di una ulteriore ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani e del movimento libanese Hezbollah. In Iran, sarebbe stata presa di mira prevalentemente Teheran, dove l’aeronautica israeliana avrebbe ucciso dei membri dei pasdaran, attaccato quartieri generali e complessi militari delle IRGC e colpito siti di stoccaggio di armi; in Libano, invece, l’aviazione israeliana ha preso di mira Beirut, colpendo depositi di armi e infrastrutture militari.


L’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha annunciato che i Paesi membri avrebbero concordato il rilascio di 400 milioni di barili di petrolio per stabilizzare i prezzi degli idrocarburi in aumento dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. La misura segue un annuncio rilasciato dai Paesi del G7, che avevano dichiarato che sarebbero stati pronti a liberare le proprie riserve strategiche di petrolio per far fronte alla crisi energetica. Anche Germania e Giappone hanno detto di essere pronti a rilasciare sul mercato parte delle proprie riserve, annuncio di intenti a cui è seguito una analoga dichiarazione dall’Austria.


Gli Stati Uniti hanno raccomandato i civili iraniani di stare lontani dai porti lungo lo Stretto di Hormuz affermando che Teheran li starebbe utilizzando come base per le proprie operazioni militari.


I pasdaran iraniani hanno annunciato il lancio della trentanovesima ondata di attacchi contro Israele e USA. In questa ondata, si legge in un comunicato diffuso dai media iraniani, “le basi dell’esercito criminale e terroristico americano nella regione del Golfo Persico sono state distrutte dai sistemi di artiglieria multipla Qader, Khorramshahr e Emad”. Continuano, inoltre, gli attacchi contro le petroliere presso lo stretto di Hormuz. Da questa mattina sono state prese di mira tre navi, e le autorità di Teheran hanno annunciato che continueranno il blocco del transito, minacciando un possibile aumento del prezzo del petrolio a 200 dollari al barile.


Il governo spagnolo, il più critico a livello europeo verso le politiche di USA e Israele, ha deciso di ritirare il suo ambasciatore da Tel Aviv. Madrid ha anche deciso di declassare la sua rappresentanza diplomatica in Israele al livello di incaricata d’affari.


Giorgia Meloni ha definito l’intervento americano e israeliano contro l’Iran una violazione del diritto internazionale. Nel farlo, ha precisato che l’attacco si inserirebbe infatti in un filone più ampio, che vede «venir meno un ordine mondiale condiviso» e ha «un punto di svolta ben preciso»: l’invasione russa dell’Ucraina. «La destabilizzazione globale che ne è derivata— continua Meloni — ha avuto le sue ripercussioni anche in Medio Oriente, dove pure l’attuale conflittualità ha una data di inizio chiara e non è quella del 28 febbraio 2026 ma quella del 7 ottobre 2023».


L’esercito israeliano ha riferito di aver concluso una nuova ondata di attacchi contro Beirut e quelli che ha dichiarato essere i “quartieri generali” di Hezbollah. “Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui allerte preventive, l’uso di armi di precisione e osservazioni aeree” hanno riferito i militari.


  • Israele ha condotto una nuova ondata di bombardamenti su Teheran, dopo aver detto di aver registrato una nuova serie di lanci di missili dall’Iran, che hanno fatto scattare l’allarme nel centro di Tel Aviv e altri luoghi del Paese.
  • Israele ha anche bombardato un edificio nel centro di Beirut, mentre si sono verificati attacchi incrociati con Hezbollah.
  • L’esercito USA ha dichiarato di aver distrutto 16 navi posamine iraniane nei pressi dello Stretto di Hormuz, poche ore dopo che Trump aveva promesso ritorsioni nel caso in cui l’Iran avesse bloccato il passaggio di petrolio dallo stretto.
  • Droni iraniani avrebbero nuovamente preso di mira il giacimento petrolifero di Shaybah, in Arabia Saudita, ma sarebbero stati intercettati e distrutti.
  • Oggi Giorgia Meloni riferirà in Parlamento sulla guerra in Iran.

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