DIRETTA – Ucciso soldato UNIFIL – Trump mette nel mirino il petrolio iraniano

Le IDF hanno rilasciato un rapporto sulle ultime 48 ore di guerra. Da quanto comunica il portavoce in lingua araba Avichay Adraee, l’esercito israeliano avrebbe colpito oltre 300 obiettivi iraniani e 17 libanesi. A Iran sarebbero stati presi di mira siti di stoccaggio di missili sotterranei e superficiali, nascondigli, basi delle forze Basij, piattaforme di lancio di missili balistici e 16 aerei delle IRGC. In Libano sarebbero stati attaccati una base delle IRGC iraniane, piattaforme di lancio di missili, siti di Hezbollah nella regione della Beqaa e comandanti di Hezbollah nella regione di Tripoli.


Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane in lingua araba Avichay Adraee ha rilasciato ordini di evacuazione per i cittadini delle aree meridionali di Beirut. Le forze aree israeliane scaglieranno un attacco sulla capitale libanese a momenti. Come a Beirut, nel sud del Paese: le IDF hanno chiesto ai residenti di abbandonare le aree a sud del fiume Litani, dove in questo momento sono in corso raid aerei, oltre a scontri terrestri con i membri del gruppo Hezbollah.


Il Centro operativo di emergenza del ministero della Sanità libanese ripreso dall’agenzia di stampa statale NNA ha comunicato il bilancio dei morti aggiornati: dall’inizio della settimana a oggi pomeriggio, le vittime causate dagli attacchi israeliani sono 294, mentre altre 1023 persone sono rimaste ferite.


I pasdaran hanno annunciato il lancio della ventiseiesima ondata di attacchi della guerra. Gli attacchi si sono concentrati su Israele, prendendo di mira varie aree del Paese con droni e missili. L’operazione ha impiegato missili di nuova generazione Emad, Qadr e diverse testate Kheibar. I media iraniani riportano inoltre di rumori di esplosioni in Bahrein.

Intanto, la milizia libanese Hezbollah ha dichiarato di avere preso di mira l’avamposto militare israeliano “Balat”, che Israele avrebbe installato nel sud del Libano dopo il cessate il fuoco di novembre e la base militare “Dawud”, a nord-est di Safad, in Israele.


Le IRGC hanno annunciato di avere colpito un’altra petroliera nel Golfo Persico. La nave, registrata con il nome commerciale “Louise p” batte bandiera delle Isole Marshall, ma da quanto comunicano i pasdaran sarebbe di proprietà statunitense. L’attacco iraniano è stato scagliato con un drone.


Ieri sera, la missione dell’ONU in Libano UNIFIL ha dichiarato di avere subito un attacco, in seguito a cui tre soldati ghanesi sono rimasti feriti. Non è chiaro esattamente cosa sia successo: i caschi blu sarebbero stati attaccati nell’area di Al Qawzah, nel sud del Paese, e i feriti più gravi sono stati trasferiti a Beirut. In queste ore stanno arrivando le prime condanne da parte di leader internazionali e libanesi, e il presidente del Libano Joseph Aoun ha accusato Israele dell’attacco. Il Ghana, invece, ha lanciato una richiesta formale all’ONU per chiedere di indagare sulla vicenda, definendola una “grave violazione del diritto internazionale”.


In un comunicato che segue le dichiarazioni del presidente Pezeshian delle scorse ore, riportato dai media iraniani, il consiglio ad interim ha approvato lo stop agli attacchi contro i Paesi del Golfo – a meno che non siano questi ad attaccare. “Dopo le dichiarazioni del presidente, le forze armate ribadiscono ancora una volta il loro rispetto per gli interessi e la sovranità nazionale dei Paesi confinanti e affermano di non aver commesso alcuna aggressione nei loro confronti fino a questo momento”, riporta il comunicato, che tuttavia specifica che “qualora le precedenti azioni ostili dovessero continuare, tutte le basi militari e gli interessi dell’America criminale e del falso regime sionista sulla terraferma, in mare e nell’aria in tutta la regione saranno considerati obiettivi primari e saranno oggetto di potenti e devastanti attacchi da parte delle potenti forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.


Sarebbero almeno 6.668 gli edifici ad uso civile presi di mira dagli attacchi di USA e Iran, secondo quanto riferito dalla Mezzaluna Rossa iraniana. Di questi, 5.535 sono abitazioni, 1.041sono centri commerciali, 14 i centri medici e 65 le scuole, oltre a 13 edifici appartenenti alla Mezzaluna Rossa.


  • La guerra lanciata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran entra nella seconda settimana: intense esplosioni sono state registrate a Teheran, ma il presidente Masoud Pezeshkian ha annunciato che, secondo quanto deciso dal consiglio di leadership provvisorio, i Paesi confinanti con l’Iran non verranno più attaccati a meno che non lancino un attacco contro l’Iran. Gli attacchi sono comunque proseguiti per tutta la notte.
  • L’ambasciatore iraniano all’ONU ha accusato Washington e Tel Aviv di prendere di mira, con i propri bombardamenti, zone densamente popolate del Paese.
  • L’ONU ha chiesto una indagine indipendente sull’attacco alla scuola di Minab, nel sud dell’Iran, nel quale sono state uccise 165 bambine. Secondo un’inchiesta del New York Times, l’attacco sarebbe opera degli USA.
  • I primi corpi dei militari americani uccisi nella guerra sono rientrati negli USA.
  • In un’intervista rilasciata a Fox News, Scott Bessent, segretario del Tesoro, ha dichiarato che gli USA potrebbero concedere lo stop ad altre sanzioni sul petrolio russo (oltre a quella concessa ieri all’India), dal momento che il petrolio dei Paesi del Golfo risulta ancora bloccato.
  • Meloni sente Starmer, Macron e Merz: a seguito della telefonata, il premier inglese ha rilasciato un comunicato nel quale si reitera la condanna agli attacchi iraniani di questi giorni e si annuncia una “intensa attività diplomatica” e uno “stretto coordinamento militare”. Inoltre, “i leader hanno accolto con favore l’offerta del presidente Zelensky di mettere a disposizione dei partner nella regione la sua esperienza nell’intercettazione dei droni” (oltre a ribadire la necessità del sostegno all’Ucraina).

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