8 marzo – Ore 18.15 – Emirati Arabi smentiscono attacchi all’Iran: “non vogliamo escalation”
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato di non voler essere coinvolti in un’escalation con l’Iran, pur ribadendo il diritto di difendere sovranità e sicurezza nazionale secondo il diritto internazionale e la Carta dell’Nazioni Unite. Il ministero degli Esteri ha precisato che il Paese non cerca conflitti, nonostante sia tra quelli colpiti da proiettili iraniani. Abu Dhabi ha inoltre smentito le notizie diffuse dal Jerusalem Post su un presunto attacco emiratino a un impianto di desalinizzazione iraniano. Anche esponenti governativi hanno negato qualsiasi operazione offensiva, sottolineando la volontà di mantenere una postura difensiva e di evitare un aumento delle tensioni nella regione del Golfo.
8 marzo – ore 17.17 – Nuovi raid israeliani su Tehran: “Smantellato quartier generale spaziale iraniano”
L’esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi aerei su Tehran, dichiarando di aver colpito il quartier generale spaziale e satellitare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Secondo le Israel Defense Forces, la struttura fungeva da centro di ricezione, trasmissione e ricerca collegato all’Iranian Space Agency e veniva utilizzata per attività di ricerca e monitoraggio satellitare. L’esercito israeliano sostiene di aver smantellato il sito durante l’operazione. Nella stessa offensiva sarebbero stati colpiti anche decine di altri obiettivi militari, tra cui circa 50 bunker che, secondo Israele, contenevano munizioni, oltre a un complesso delle Guardie della Rivoluzione e a un centro di sicurezza interna.
8 marzo – ore 15.55 – Israele, 6 feriti per frammenti di missili dall’Iran
Almeno sei persone sono rimaste ferite nel centro di Israele dopo la caduta di frammenti di missili lanciati dall’Iran. Tra i feriti c’è anche una persona in gravi condizioni a Tel Aviv. I soccorritori riferiscono che i vigili del fuoco stanno intervenendo in due punti dove sono precipitati frammenti di una bomba a grappolo, mettendo in sicurezza l’area e assistendo i feriti. Intanto il bilancio sanitario del conflitto continua a crescere: secondo il ministero della Salute israeliano, dall’inizio della guerra il 28 ottobre sono stati ricoverati negli ospedali del Paese almeno 1.619 civili colpiti dagli attacchi.
8 marzo – ore 14.08 – Iran, gli ayatollah: “Designata la nuova Guida Suprema”, attesa sul nome
L’Assemblea degli Esperti iraniana, l’organo incaricato di scegliere la nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica, ha concluso i propri lavori e avrebbe già designato il successore, anche se il nome non è ancora stato reso pubblico. Lo ha dichiarato Ahmad Alamolhoda, membro dell’assemblea, smentendo le voci secondo cui non sarebbe stata presa alcuna decisione. L’annuncio ufficiale spetterà ora al segretario dell’organismo, l’ayatollah Hosseini Bushehri. L’Assemblea, composta da 88 membri, ha il potere di nominare la Guida Suprema e, secondo l’articolo 111 della Costituzione iraniana, deve provvedere rapidamente alla successione in caso di morte o incapacità del leader in carica.
8 marzo – ore 13.30 – Libano, le vittime dei raid israeliani sono 394
Il ministro della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio del conflitto tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, riaccesosi nell’ennesimo scoppio del conflitto in Medio Oriente negli scorsi giorni, è salito a 394 vittime. Tra questi ci sono 83 bambini. I nuovi attacchi israeliani sono iniziati la scorsa settimana, dopo che Hezbollah ha lanciato razzi verso il nord dello Stato ebraico nei primi giorni di guerra contro l’Iran.
8 marzo – Ore 12.10 – Teheran, interrotta la distribuzione di carburante
La distribuzione di carburante a Teheran è stata interrotta dopo gli intensi attacchi notturni che hanno colpito alcuni serbatoi di stoccaggio nella capitale iraniana. Lo ha riferito il governatore Mohammad Sadegh Motamedian, citato dall’agenzia statale IRNA, precisando che «il problema si sta risolvendo». Secondo le autorità non si registrano carenze di carburante, ma il ripristino completo della rete potrebbe richiedere tempo; per questo i cittadini sono stati invitati a «gestire il consumo di carburante». I media iraniani riferiscono che missili israelo-americani hanno colpito depositi in tre aree della città. Alcuni incendi sono stati domati, mentre in altri impianti le fiamme sono ancora sotto controllo ma non del tutto spente.
8 marzo – Ore 9.00 – Gli aggiornamenti della notte
- Trump ha nuovamente chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran, affermando che la guerra sarà finita solo quando i leader iraniani “si sfogheranno” o quando il loro esercito sarà reso inutile.
- A nove giorni dall’inizio del conflitto, il bilancio umanitario in Iran continua ad aumentare. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, sarebbero 1.300 le vittime e circa centomila gli sfollati. L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati segnala un’impennata di richieste urgenti di assistenza.
- Israele e USA attaccano impianti petroliferi e di desalinizzazione: le forze israeliane e statunitensi nella notte hanno colpito quattro depositi di carburante e un centro per il trasporto di prodotti petroliferi nelle province di Teheran e Alboroz, in una manovra che mira a mettere sotto pressione le capacità energetiche iraniane. Gli USA hanno colpito anche un impianto di desalinizzazione nell’isola di Qeshm, compromettendo l’approvvigionamento idrico di 30 villaggi. Si tratta di un attacco contrario al diritto internazionale in quanto colpisce impianti di nessuna rilevanza militare ma fondamentali per assicurare acqua potabile ai civili.
- Attacchi iraniani continui sui Paesi del Golfo: nonostante le autorità israeliane e statunitensi continuino a dichiarare che le forze iraniane siano ormai compromesse, continua senza sosta la reazione di Teheran anche contro i Paesi del Golfo. Attacchi missilistici nell’aeroporto del Kuwait hanno ucciso due lavoratori, mentre l’Arabia Saudita afferma di aver sventato un attacco nel quartiere diplomatico di Riad e di aver abbattuto diversi droni nel suo spazio aereo.
- Israele continua a commettere crimini di guerra in Libano: i bombardamenti hanno colpito un hotel, uccidendo 4 persone e ferendone 10.




