19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.





Gli americani sono dei banditi, cirminali a piede libero per il mondo, poveri noi…
Comunque le cose vadano, se Trumpetto pensa di cavarsela come alla vecchia maniera: “ce se mette d’accordo” (che poteva farlo anche prima risparmiando morti, inquinamento, disagi, sofferenze, ….), ci prende per i fondelli.
Spero che ci sia già, qualcuno qualificato, che invece abbia pensato a denunciarlo alla Corte Internazionale (assieme al suo amichetto bulletto israeliano) per una Riparazione Pecunaria o indennizzo. Perché utto l’aumento del prezzo del petrolio e del gas che ci sta già cadendo addosso è colpa di un’aggressione voluta solo da loro 2. Nessuna consultazione dei partner NATO o di altri istituzioni internazionali.
Se i governi temono le ritorsioni dei bulletti armati, noi come popolazione siamo una entità quasi invisibile e come babbo natale tutti dicono che esiste, ma poi nessuno lo ha mai visto..
P.s.: se solo tutti avessero visto il cartoon “Z la formica”.
Penso che Trump galoppi verso la follia pura e qualcuno dovrà pur fermarlo, perché continua a volere accendere la miccia per la 3 guerra mondiale.
Siccome continua a screditare le autorità religiose,, è giusto che oltre la Fatwa si meriti ora la scomunica del papa.
Perfetta Francesca Albanese.
Zelensky era già da tempo che lo diceva, e nessuno lo ha azzittito e neanche in europa nessuno gli ha detto di lasciare perdere.
Però a me sembra uno sgambetto fatto a tutti noi europei, perché sarà il fianco scoperto e facile alibi per una ritorsione militare iraniana.
Intanto una ingerenza diretta che non serve assolutamente a nulla, ma solo per mettersi in mostra e basta.
Un uomo che non riesce a risolvere i problemi a casa sua, ma va a rintuzzare i problemi degli altri.
La domanda è, gli danno veramente retta? Se ci sono il fior fiore di militari americani ed israeliani con tecnologie più avanzate, lui come li tira giù i doni, con le fionde? O gli racconta le barzellette e li fa sbellicare dalle risate, così perdono il controllo?
Non ho capito perché si continui a chiamarli “coloni”. Chiamiamo le cose col loro nome, sono pazzi esaltati
Netanyhau, non è proprio come dici tu perché avresti dovuto pensarci prima ad avvisare il mondo intero che avresti aggredito l’Iran e avresti dovuto concordare preventivamente con tutti sul da farsi.
Solo che tutti ti avrebbero detto che sei fuori di testa.
Chi ha cominciato sei tu con la complicità degli americani e adesso vuoi coinvolgerci perché ti stai cac.ndo sotto?
Ricordati che se ti andrà male dovrai pagare un conto salato, e questo è il minimo, perché poi ti presentatenno quello del genocidio: e quelli so caz.i
Se accettiamo l’ipotesi che the donald sia affetto da demenza senile sapremo che tale patologia è progressiva…I fatti ci stanno dando ampiamente ragione.
“sforzi appropriati” quindi, in barba alla costituzione, si torna in guerra. E si tornerà a subire il terrorismo come conseguenza tra un paio d’anni.
Mi pare una buona notizia quella di questo Joe Kent che si dimette, ma il ragazzo mi pare un po’ confuso: secondo lui è stata una buona idea uccidere Soleimani, cioè colui che ha dato un contributo decisivo a sconfiggere l’isis (altro che trump, come sembra credere lui, il che lascia ancora più perplessi…)
Quando al comando c’è un idiota, secondo le esatte definizioni dell’antica Grecia, si continua a bombardare le Città dove c’erano i filo Occidentali, e prenderle di Santa ragione, dai soldati nascosti nelle montagne, un super Vietnam che distruggerà per sempre l’apparato militare USA, grazie Dio nostro.
Evviva la Pace peró Bibí e the Donald possono essere convinti solo a Calci e Pugni…
Crosetto e Mattarella dai, Costotuzione Italiana forse vi dice qualcosa? Art. 11 , art. 52?
Se mandi le navi nello stretto di Hormuz o se mandi gli aerei a sostenerle:
1) non stai ripudiato la guerra, ma te la stai andando a cercare.
2) non stai difendendo la tua Patria e il suolo italiano, ma stai facendo un’invasione.
Penso che se il presidente della Repubblica Italiana non si oppone a questo intervento scellerato, allora vale come il 2 nella briscola.
Mi dispiace che la massa degli italiani non capisca che tutto questo non è il solito film americano.
Se ci portate in guerra sappiate che sarete i responsabili delle nostre sofferenze.
Dagli articoli che riportate si ha l’impressione che l’Iran stia solo subendo. E’ possibile? Sicuri che Israele abbia avuto solo qualche ferito lieve?
Il vero dramma è che c’è chi, per paura, imbecillità o tifo politico, pensa davvero che gli attacchi sia giustificati da fini superiori, come il bene del popolo Iraniano
Sanchez, per fortuna ancora c’è chi ragiona ed ha il coraggio di non farsi inghiottire dalla follia omicida.
Che sia di esempio agli altri capetti/e nostrani ed europei.
Poi il prossimo passo “go home yankees” o se qualcuno non capisce l’inglese in italiano sarebbe “fuori dalle b@lle”.
Ovviamente finché continueranno a mettere al vertice preti invece di Generali, perderanno.
A sentire Kallas, Metsola e Merz, viene da mettersi la mani nei capelli. Tajani no, è un due di coppe…
È banale dire che il rinnovamento passa attraverso gli americani, non si conosce la storia dell’Iran e non si conoscono gli iraniani.
Non esistono colpi di spugna.
Esistono processi di cambiamento lenti e nel lungo periodo.
Per l’IRAN il rinnovamento della classe dirigente è solo un bene, la morte di qualche migliaio di vecchi leaders renderà il paese ancora più forte, a pagare come sempre sarà l’Europa che restando senza petrolio e piena di leaders filo USA con dossier di vizi da capogiro che li rendono burattini, si ridurrà alla totale denatalità.
È difficile pensare che ci sia un uomo più malvagio di Trump.
Quest’uomo e il popolo americano ci stanno portando alla distruzione.
Loro sono il vero problema per la nostra incolumità.
Fanno guerre solo per depredare così come hanno fatto fin dall’inizio della loro storia.
Non hanno storia e non hanno cultura e devastano tutto quello che trovano sulla loro strada.
Stanno mettendo a rischio le nostre vite. Loro e tutti quelli che fanno i servetti e li seguono in questa sciagurata e delirante onnipotenza (politici nostrani e occidentali accondiscendenti) sono i veri nemici della gente comune, quelli che subiranno le vere conseguenze di un conflitto esteso.
Le guerre non si vincono mai perché producono sempre sofferenze e dolore e quindi ne produrranno altre.
Spero che la gente si svegli dal torpore e capisca che questi continui e deliranti attacchi mirati portano in una sola direzione: l’autodistruzione del genere umano.
Non mi aiutano, non aiutano le nostre famiglie e le nostre comunità, ma ci mettono a rischio.
Chi sono I veri nemici?
… ma che teste di c@**o!