11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
22 aprile – Ore 18.55 – Iran: ancora nessuna risposta sulla estensione della tregua
I media di Stato iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, riguardo alla estensione della tregua con gli USA; L’Iran, precisano i medesimi media, non ha fornito risposte dirette alla proposta di estensione del cessate il fuoco: “La Repubblica Islamica dell’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi sul campo e in ambito politico, adotta le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran, e le forze armate sono pienamente vigili e pronte a una difesa totale e decisa dell’integrità dell’Iran contro qualsiasi minaccia e atto di ostilità”, si legge nel comunicato.
22 aprile – Ore 17.05 – IDF arresta coloni che cercano di entrare in Siria
L’esercito israeliano ha riferito di aver arrestato una quarantina di coloni che avevano superato il confine con la Siria e si stavano addentrando nel Paese. I soggetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. “L’IDF condanna fermamente l’incidente e sottolinea che si tratta di un evento grave che costituisce un reato penale che mette in pericolo i cittadini e le forze dell’IDF” ha scritto l’esercito.
22 aprile – Ore 15.45 – Macron: morto un altro soldato francese dell’UNIFIL
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo soldato francese parte del contingente UNIFIL attaccato la scorsa settimana. L’attacco si era verificato lo scorso sabato nella zona di Ghandouriyeh a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, ed è stato attribuito a Hezbollah, che tuttavia ha affermato di non essere legato all’incidente. Il soldato era stato rimpatriato per ricevere cure.
22 aprile – Ore 14.30 – Libano: colloqui in corso per il cessate il fuoco
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha rilasciato un comunicato in cui annuncia che sono in corso dialoghi per l’estensione del cessate il fuoco in Libano. Washington, intanto, sta preparandosi a ricevere rappresentanti israeliani e libanesi per una seconda di colloqui, che si dovrebbe tenere domani presso il Dipartimento di Stato. Agli incontri, come nella prima occasione, non saranno presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano infatti gli scontri tra Israele e il gruppo libanese, mentre l’esercito di Tel Aviv rimane stazionato nel sud del Paese.
22 aprile – Ore 13.00 – Iran: sequestrate due navi
I pasdaran hanno annunciato di aver attaccato e sequestrato due navi, che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza autorizzazione. Si tratta della MSC-Francesca e della Epaminondas, trasferite nelle acque territoriali iraniane.
22 aprile – Ore 10.50 – Marina: nelle missioni UE in Asia occidentale ci sono solo navi italiane
Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto alla Camera sulla possibilità di dispiegare una forza europea nello Stretto di Hormuz. “Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”. Il riferimento è alle missioni Aspides, nel Mar Rosso, e Atlanta, nell’Oceano Indiano.
22 aprile – Ore 8.00 – Trump ha esteso a tempo indeterminato la tregua in Iran
- L’Iran non ha ancora risposto formalmente all’estensione del cessate il fuoco (il cui termine scadeva oggi) annunciata da Trump. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha ringraziato [67] Trump e dichiarato che il proprio Paese continuerà i propri “sinceri sforzi” per trovare una soluzione per una pace definitiva. Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invece definito [68] il blocco dei porti iraniani da parte degli USA “un atto di guerra” e dunque “una violazione del cessate il fuoco” – ma anche che “l’Iran sa come neutralizzare le restrizioni”, come “difendere i propri interessi” e come “resistere al bullismo”.
- Nella notte, Trump ha scritto [69] che “l’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno” e che “dicono di volerlo bloccare perchè io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’. Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ha poi aggiunto [70] che “L’Iran sta collassando finanziariamente“. Nei giorni scorsi, Trump aveva più volte dichiarato che il cessate il fuoco non sarebbe stato esteso e che avrebbe ricominciato a bombardare l’Iran nel caso non si fosse arrivati a un accordo.
- Sul fronte dei colloqui, in realtà, non vi è stato alcun miglioramento: l’ambasciatore iraniano all’ONU, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che questi riprenderanno non appena gli USA revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz. A quel punto, nuovi colloqui di pace potranno aver luogo a Islamabad. Il media semi-ufficiale di Stato iraniano, Tasnim, ha confermato [71] (citando fonti) che l’Iran non sarà presente ai colloqui previsti per oggi nella capitale pakistana, in quanto la parte americana avrebbe “violato gli impegni” presi subito dopo il primo annuncio di una tregua, due settimane fa, “rifiutandosi di costringere gli israeliani a un cessate il fuoco in Libano”. Gli americani avrebbero poi avanzato “numerose richieste eccessive che costituivano di fatto una violazione dei contorni iniziali dei colloqui”, fatto che ha portato al “completo stallo” nel primo round di negoziati. Su tali richieste non è stata mai fatta “marcia indietro” e tra le parti non sono stati scambiati “messaggi significativi” in tal senso. Allo stato attuale delle cose, dunque, l’Iran considera partecipare ai colloqui di oggi come “una perdita di tempo”.
- Nel mentre, il CENTCOM (il Comando Centrale USA) ha dichiarato [72] che le proprie forze rimarranno “pronte”.
- L’Iran ha giustiziato una “spia israeliana”, Mehdi Farid, accusata [73] di aver fornito informazioni sul Paese al Mossad. L’uomo, ucciso per impiccagione, avrebbe ammesso di aver collaborato con l’intelligence israeliana.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
23 aprile – Ore 19.53 – Attive le difese aeree di Teheran
Momenti di confusione in Iran: diversi canali indipendenti e media arabi stanno riportando di una ipotetica attivazione delle difese aeree a Teheran, mentre nella capitale si sta svolgendo la quotidiana marcia serale di vicinanza al regime. Le versioni sulla vicenda sono discordanti: alcuni scrivono che le difese sarebbero impegnate in una operazione di intercettazione, mentre altre fonti riportano che sarebbe in corso una semplice esercitazione.
23 aprile – Ore 18.15 – Trump reclama il controllo di Hormuz
Trump ha reclamato il controllo totale dello Stretto di Hormuz da parte degli USA, e annunciato di avere ordinato alle proprie navi di sparare a qualsiasi imbarcazione si avvicini per minare l’area; il presidente ha inoltre affermato che le operazioni di sminamento sarebbero in corso, ma l’Iran non ha ancora commentato tali dichiarazioni.
23 aprile – Ore 14.15 – L’Iran deposita i primi pagamenti dei pedaggi da Hormuz
Il secondo vicepresidente del parlamento iraniano, Hamidreza Haji-Babaei, ha dichiarato che l’Iran ha ricevuto i primi pagamenti sui pedaggi imposti alle navi che hanno attraversato lo stretto di Hormuz; gli introiti, ha dichiarato il funzionario, sono stati depositati presso la Banca Centrale dell’Iran.
23 aprile – Ore 11.00 – Direttore AIE: “il mondo affronta la peggiore minaccia energetica della storia”
Faith Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha dichiarato a Reuters che quella attuale rappresenta la peggiore minaccia alla sicurezza energetica di sempre. L’aumento dei prezzi e le misure attuate dai governi in alcuni casi causeranno, a suo parere, “una pressione al ribasso sulla domanda”. La guerra in Iran, sostiene Faith, ha inoltre avuto un impatto notevole, con la perdita di “13 milioni di barili di petrolio al giorno”.
23 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che gli USA non considerano il sequestro delle navi iraniane una violazione del cessate il fuoco e che Trump non ha fissato una scadenza per la fine della tregua.
- Nel sud del Libano l’esercito israeliano ha ucciso una giornalista libanese, Amal Khalil, e gravemente ferito una sua collega, Zeinab Faraj, che stavano documentando un precedente raid israeliano in una città dove due persone sono rimaste uccise. I soccorsi libanesi non sono inoltre potuti arrivare in tempo, perchè i militari israeliani hanno distrutto le strade per rallentarli e poi preso di mira le ambulanze. L’IDF ha anche ucciso altre quattro persone in Libano e almeno cinque nella Striscia di Gaza.
- Il portavoce del governo iraniano, Mohamed Ghalibaf, ha detto che il cessate il fuoco non ha senso se è in vigore un blocco marittimo che “sequestra l’economia mondiale” e se le velleità belliche israeliane non vengono fermate. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco” ha detto Ghalibaf, che ha aggiunto che gli obiettivi che gli USA non hanno raggiunto in guerra non verranno raggiunti nemmeno “con l’intimidazione”.
22 aprile – Ore 18.55 – Iran: ancora nessuna risposta sulla estensione della tregua
I media di Stato iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, riguardo alla estensione della tregua con gli USA; L’Iran, precisano i medesimi media, non ha fornito risposte dirette alla proposta di estensione del cessate il fuoco: “La Repubblica Islamica dell’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi sul campo e in ambito politico, adotta le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran, e le forze armate sono pienamente vigili e pronte a una difesa totale e decisa dell’integrità dell’Iran contro qualsiasi minaccia e atto di ostilità”, si legge nel comunicato.
22 aprile – Ore 17.05 – IDF arresta coloni che cercano di entrare in Siria
L’esercito israeliano ha riferito di aver arrestato una quarantina di coloni che avevano superato il confine con la Siria e si stavano addentrando nel Paese. I soggetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. “L’IDF condanna fermamente l’incidente e sottolinea che si tratta di un evento grave che costituisce un reato penale che mette in pericolo i cittadini e le forze dell’IDF” ha scritto l’esercito.
22 aprile – Ore 15.45 – Macron: morto un altro soldato francese dell’UNIFIL
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo soldato francese parte del contingente UNIFIL attaccato la scorsa settimana. L’attacco si era verificato lo scorso sabato nella zona di Ghandouriyeh a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, ed è stato attribuito a Hezbollah, che tuttavia ha affermato di non essere legato all’incidente. Il soldato era stato rimpatriato per ricevere cure.
22 aprile – Ore 14.30 – Libano: colloqui in corso per il cessate il fuoco
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha rilasciato un comunicato in cui annuncia che sono in corso dialoghi per l’estensione del cessate il fuoco in Libano. Washington, intanto, sta preparandosi a ricevere rappresentanti israeliani e libanesi per una seconda di colloqui, che si dovrebbe tenere domani presso il Dipartimento di Stato. Agli incontri, come nella prima occasione, non saranno presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano infatti gli scontri tra Israele e il gruppo libanese, mentre l’esercito di Tel Aviv rimane stazionato nel sud del Paese.
22 aprile – Ore 13.00 – Iran: sequestrate due navi
I pasdaran hanno annunciato di aver attaccato e sequestrato due navi, che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza autorizzazione. Si tratta della MSC-Francesca e della Epaminondas, trasferite nelle acque territoriali iraniane.
22 aprile – Ore 10.50 – Marina: nelle missioni UE in Asia occidentale ci sono solo navi italiane
Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto alla Camera sulla possibilità di dispiegare una forza europea nello Stretto di Hormuz. “Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”. Il riferimento è alle missioni Aspides, nel Mar Rosso, e Atlanta, nell’Oceano Indiano.
22 aprile – Ore 8.00 – Trump ha esteso a tempo indeterminato la tregua in Iran
- L’Iran non ha ancora risposto formalmente all’estensione del cessate il fuoco (il cui termine scadeva oggi) annunciata da Trump. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha ringraziato [67] Trump e dichiarato che il proprio Paese continuerà i propri “sinceri sforzi” per trovare una soluzione per una pace definitiva. Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invece definito [68] il blocco dei porti iraniani da parte degli USA “un atto di guerra” e dunque “una violazione del cessate il fuoco” – ma anche che “l’Iran sa come neutralizzare le restrizioni”, come “difendere i propri interessi” e come “resistere al bullismo”.
- Nella notte, Trump ha scritto [69] che “l’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno” e che “dicono di volerlo bloccare perchè io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’. Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ha poi aggiunto [70] che “L’Iran sta collassando finanziariamente“. Nei giorni scorsi, Trump aveva più volte dichiarato che il cessate il fuoco non sarebbe stato esteso e che avrebbe ricominciato a bombardare l’Iran nel caso non si fosse arrivati a un accordo.
- Sul fronte dei colloqui, in realtà, non vi è stato alcun miglioramento: l’ambasciatore iraniano all’ONU, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che questi riprenderanno non appena gli USA revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz. A quel punto, nuovi colloqui di pace potranno aver luogo a Islamabad. Il media semi-ufficiale di Stato iraniano, Tasnim, ha confermato [71] (citando fonti) che l’Iran non sarà presente ai colloqui previsti per oggi nella capitale pakistana, in quanto la parte americana avrebbe “violato gli impegni” presi subito dopo il primo annuncio di una tregua, due settimane fa, “rifiutandosi di costringere gli israeliani a un cessate il fuoco in Libano”. Gli americani avrebbero poi avanzato “numerose richieste eccessive che costituivano di fatto una violazione dei contorni iniziali dei colloqui”, fatto che ha portato al “completo stallo” nel primo round di negoziati. Su tali richieste non è stata mai fatta “marcia indietro” e tra le parti non sono stati scambiati “messaggi significativi” in tal senso. Allo stato attuale delle cose, dunque, l’Iran considera partecipare ai colloqui di oggi come “una perdita di tempo”.
- Nel mentre, il CENTCOM (il Comando Centrale USA) ha dichiarato [72] che le proprie forze rimarranno “pronte”.
- L’Iran ha giustiziato una “spia israeliana”, Mehdi Farid, accusata [73] di aver fornito informazioni sul Paese al Mossad. L’uomo, ucciso per impiccagione, avrebbe ammesso di aver collaborato con l’intelligence israeliana.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
24 aprile – Ore 18.20 – Media: delegazione USA diretta in Pakistan
Secondo la CNN, anche una delegazione statunitense starebbe raggiungendo Islamabad per un nuovo round negoziale con l’Iran. Ne farebbero parte l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, consigliere di Trump.
24 aprile – Ore 17.45 – Araghchi conferma il viaggio a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha confermato le ultime indiscrezioni, annunciando un viaggio in serata per Islamabad. Successivamente Araghchi visiterà anche Muscat e Mosca, con l’obiettivo di “coordinarci con i nostri partner su questioni bilaterali nonché sugli sviluppi regionali”.
24 aprile – Ore 14.05 – Il Pakistan rilancia la soluzione diplomatica tra Iran e USA
Fonti del governo pakistano hanno confermato ad Al Jazeera [75]che esiste una “alta probabilità di una svolta” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. In serata dovrebbe arrivare a Islamabad una delegazione guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
24 aprile – Ore 11.10 – Media: Gli USA valutano misure per “punire” gli alleati della NATO
Una mail interna del Pentagono visionata dall’agenzia di stampa Reuters [76]delineerebbe le opzioni degli USA per punire gli alleati della NATO che non hanno supportato le operazioni statunitensi nella guerra all’Iran. Tra le indicazioni, la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione statunitense sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland.
24 aprile – Ore 9.50 – L’Iran riprende i voli tra Teheran e Mashhad
L’Iran riprenderà i voli tra Teheran e la città nord-orientale di Mashhad a partire da domani. A dare la notizia è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim [77], specificando che il primo volo partirà domani alle 10. L’Iran ha iniziato a riaprire parzialmente il proprio spazio aereo e a riprendere le operazioni di volo il 18 aprile, attuando un piano graduale in quattro fasi per riavviare il settore dell’aviazione. Le prime operazioni sono iniziate nella parte orientale del Paese il 20 aprile.
24 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Ieri sera, negli Stati Uniti, si è tenuta una seconda tornata di colloqui tra rappresentanti istituzionali del Libano e di Israele; il presidente Trump [78] ha annunciato una estensione del cessate il fuoco di tre settimane, e ha affermato che gli Stati Uniti “collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah”. Agli incontri hanno partecipato funzionari israeliani, il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, il Segretario di Stato, Marco Rubio, l’Ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, e l’Ambasciatore in Libano, Michel Issa; come in occasione dei primi colloqui, non erano presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano intanto i combattimenti nel sud del Paese.
- Una terza portaerei statunitense è arrivata in Medio Oriente: nella sera di ieri, la USS George H.W. Bush si è unita [79] alla USS Gerald R. Ford e alla USS Abraham Lincoln, già presenti nella regione.
- I contratti futures sul petrolio greggio Brent continuano ad aumentare e ora il prezzo si attesta a 105,6 dollari al barile.
23 aprile – Ore 19.53 – Attive le difese aeree di Teheran
Momenti di confusione in Iran: diversi canali indipendenti e media arabi stanno riportando di una ipotetica attivazione delle difese aeree a Teheran, mentre nella capitale si sta svolgendo la quotidiana marcia serale di vicinanza al regime. Le versioni sulla vicenda sono discordanti: alcuni scrivono che le difese sarebbero impegnate in una operazione di intercettazione, mentre altre fonti riportano che sarebbe in corso una semplice esercitazione.
23 aprile – Ore 18.15 – Trump reclama il controllo di Hormuz
Trump ha reclamato il controllo totale dello Stretto di Hormuz da parte degli USA, e annunciato di avere ordinato alle proprie navi di sparare a qualsiasi imbarcazione si avvicini per minare l’area; il presidente ha inoltre affermato che le operazioni di sminamento sarebbero in corso, ma l’Iran non ha ancora commentato tali dichiarazioni.
23 aprile – Ore 14.15 – L’Iran deposita i primi pagamenti dei pedaggi da Hormuz
Il secondo vicepresidente del parlamento iraniano, Hamidreza Haji-Babaei, ha dichiarato che l’Iran ha ricevuto i primi pagamenti sui pedaggi imposti alle navi che hanno attraversato lo stretto di Hormuz; gli introiti, ha dichiarato il funzionario, sono stati depositati presso la Banca Centrale dell’Iran.
23 aprile – Ore 11.00 – Direttore AIE: “il mondo affronta la peggiore minaccia energetica della storia”
Faith Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha dichiarato a Reuters che quella attuale rappresenta la peggiore minaccia alla sicurezza energetica di sempre. L’aumento dei prezzi e le misure attuate dai governi in alcuni casi causeranno, a suo parere, “una pressione al ribasso sulla domanda”. La guerra in Iran, sostiene Faith, ha inoltre avuto un impatto notevole, con la perdita di “13 milioni di barili di petrolio al giorno”.
23 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che gli USA non considerano il sequestro delle navi iraniane una violazione del cessate il fuoco e che Trump non ha fissato una scadenza per la fine della tregua.
- Nel sud del Libano l’esercito israeliano ha ucciso una giornalista libanese, Amal Khalil, e gravemente ferito una sua collega, Zeinab Faraj, che stavano documentando un precedente raid israeliano in una città dove due persone sono rimaste uccise. I soccorsi libanesi non sono inoltre potuti arrivare in tempo, perchè i militari israeliani hanno distrutto le strade per rallentarli e poi preso di mira le ambulanze. L’IDF ha anche ucciso altre quattro persone in Libano e almeno cinque nella Striscia di Gaza.
- Il portavoce del governo iraniano, Mohamed Ghalibaf, ha detto che il cessate il fuoco non ha senso se è in vigore un blocco marittimo che “sequestra l’economia mondiale” e se le velleità belliche israeliane non vengono fermate. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco” ha detto Ghalibaf, che ha aggiunto che gli obiettivi che gli USA non hanno raggiunto in guerra non verranno raggiunti nemmeno “con l’intimidazione”.
22 aprile – Ore 18.55 – Iran: ancora nessuna risposta sulla estensione della tregua
I media di Stato iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, riguardo alla estensione della tregua con gli USA; L’Iran, precisano i medesimi media, non ha fornito risposte dirette alla proposta di estensione del cessate il fuoco: “La Repubblica Islamica dell’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi sul campo e in ambito politico, adotta le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran, e le forze armate sono pienamente vigili e pronte a una difesa totale e decisa dell’integrità dell’Iran contro qualsiasi minaccia e atto di ostilità”, si legge nel comunicato.
22 aprile – Ore 17.05 – IDF arresta coloni che cercano di entrare in Siria
L’esercito israeliano ha riferito di aver arrestato una quarantina di coloni che avevano superato il confine con la Siria e si stavano addentrando nel Paese. I soggetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. “L’IDF condanna fermamente l’incidente e sottolinea che si tratta di un evento grave che costituisce un reato penale che mette in pericolo i cittadini e le forze dell’IDF” ha scritto l’esercito.
22 aprile – Ore 15.45 – Macron: morto un altro soldato francese dell’UNIFIL
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo soldato francese parte del contingente UNIFIL attaccato la scorsa settimana. L’attacco si era verificato lo scorso sabato nella zona di Ghandouriyeh a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, ed è stato attribuito a Hezbollah, che tuttavia ha affermato di non essere legato all’incidente. Il soldato era stato rimpatriato per ricevere cure.
22 aprile – Ore 14.30 – Libano: colloqui in corso per il cessate il fuoco
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha rilasciato un comunicato in cui annuncia che sono in corso dialoghi per l’estensione del cessate il fuoco in Libano. Washington, intanto, sta preparandosi a ricevere rappresentanti israeliani e libanesi per una seconda di colloqui, che si dovrebbe tenere domani presso il Dipartimento di Stato. Agli incontri, come nella prima occasione, non saranno presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano infatti gli scontri tra Israele e il gruppo libanese, mentre l’esercito di Tel Aviv rimane stazionato nel sud del Paese.
22 aprile – Ore 13.00 – Iran: sequestrate due navi
I pasdaran hanno annunciato di aver attaccato e sequestrato due navi, che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza autorizzazione. Si tratta della MSC-Francesca e della Epaminondas, trasferite nelle acque territoriali iraniane.
22 aprile – Ore 10.50 – Marina: nelle missioni UE in Asia occidentale ci sono solo navi italiane
Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto alla Camera sulla possibilità di dispiegare una forza europea nello Stretto di Hormuz. “Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”. Il riferimento è alle missioni Aspides, nel Mar Rosso, e Atlanta, nell’Oceano Indiano.
22 aprile – Ore 8.00 – Trump ha esteso a tempo indeterminato la tregua in Iran
- L’Iran non ha ancora risposto formalmente all’estensione del cessate il fuoco (il cui termine scadeva oggi) annunciata da Trump. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha ringraziato [67] Trump e dichiarato che il proprio Paese continuerà i propri “sinceri sforzi” per trovare una soluzione per una pace definitiva. Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invece definito [68] il blocco dei porti iraniani da parte degli USA “un atto di guerra” e dunque “una violazione del cessate il fuoco” – ma anche che “l’Iran sa come neutralizzare le restrizioni”, come “difendere i propri interessi” e come “resistere al bullismo”.
- Nella notte, Trump ha scritto [69] che “l’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno” e che “dicono di volerlo bloccare perchè io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’. Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ha poi aggiunto [70] che “L’Iran sta collassando finanziariamente“. Nei giorni scorsi, Trump aveva più volte dichiarato che il cessate il fuoco non sarebbe stato esteso e che avrebbe ricominciato a bombardare l’Iran nel caso non si fosse arrivati a un accordo.
- Sul fronte dei colloqui, in realtà, non vi è stato alcun miglioramento: l’ambasciatore iraniano all’ONU, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che questi riprenderanno non appena gli USA revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz. A quel punto, nuovi colloqui di pace potranno aver luogo a Islamabad. Il media semi-ufficiale di Stato iraniano, Tasnim, ha confermato [71] (citando fonti) che l’Iran non sarà presente ai colloqui previsti per oggi nella capitale pakistana, in quanto la parte americana avrebbe “violato gli impegni” presi subito dopo il primo annuncio di una tregua, due settimane fa, “rifiutandosi di costringere gli israeliani a un cessate il fuoco in Libano”. Gli americani avrebbero poi avanzato “numerose richieste eccessive che costituivano di fatto una violazione dei contorni iniziali dei colloqui”, fatto che ha portato al “completo stallo” nel primo round di negoziati. Su tali richieste non è stata mai fatta “marcia indietro” e tra le parti non sono stati scambiati “messaggi significativi” in tal senso. Allo stato attuale delle cose, dunque, l’Iran considera partecipare ai colloqui di oggi come “una perdita di tempo”.
- Nel mentre, il CENTCOM (il Comando Centrale USA) ha dichiarato [72] che le proprie forze rimarranno “pronte”.
- L’Iran ha giustiziato una “spia israeliana”, Mehdi Farid, accusata [73] di aver fornito informazioni sul Paese al Mossad. L’uomo, ucciso per impiccagione, avrebbe ammesso di aver collaborato con l’intelligence israeliana.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
25 aprile – Ore 18.00 – Trump annulla il viaggio dei delegati USA
Il presidente Donald Trump ha annullato il viaggio, imminente, della delegazione USA in Pakistan. Pochi minuti fa Araghchi aveva lasciato la capitale Islamabad.
25 aprile – Ore 17.15 – Araghchi ha già lasciato il Pakistan
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha già lasciato Islamabad, capitale del Pakistan, prima dell’arrivo della delegazione statunitense. Il viaggio di Araghchi continua: nelle prossime 48 ore visiterà i partner regionali a Muscat e a Mosca. Non è chiaro se al termine del tour, il ministro degli Esteri iraniano tornerà in Pakistan per riprendere i colloqui con gli USA.
25 aprile – Ore 14.25 – Libano: 4 persone uccise nei bombardamenti israeliani
Nonostante il recente annuncio dell’estensione del cessate il fuoco in Libano, Israele continua a bombardare il sud del Paese. Il Ministero della Salute libanese ha riportato l’uccisione di 4 persone durante gli attacchi sulla città di Yahmor al-Shaqif.
25 aprile – Ore 13.30 – L’Iran è senza internet da due mesi
Sono 57 giorni, per l’esattezza, che in Iran è in vigore il blackout di internet imposto dal regime, iniziato lo scorso 28 febbraio all’indomani dell’attacco congiunto di USA e Israele. Lo riporta NetBlock, che scrive come il blocco “soffochi le voci degli iraniani, lasci amici e familiari scollegati e danneggi l’economia”.
25 aprile – Ore 11.15 – La Turchia potrebbe partecipare allo sminamento di Hormuz
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto ai giornalisti che la Turchia potrebbe prendere parte alle operazioni di rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz, dopo che USA e Iran sigleranno un accordo di pace. A compiere le operazioni potrebbe essere un team di esperti internazionale, alla quale il Paese prenderebbe parte “senza problemi”.
25 aprile – Ore 9.00 – I fatti della notte
- Per ora non vi è conferma ufficiale di nuovi negoziati: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismael Baqei, ha detto [82] che la visita di Araghchi in Pakistan prevede incontri con alti funzionari del Paese, ma non con gli Stati Uniti. “Le osservazioni dell’Iran saranno comunicate al Pakistan”, ha fatto sapere il portavoce. Nel frattempo, tuttavia, la Casa Bianca ha confermato che una delegazione composta da Jared Kushner e Steve Witkoff si recherà oggi a Islamabad (non sarà presente, questa volta, il vicepresidente USA JD Vance). Tuttavia, la presenza di delegazioni di entrambe i Paesi nella capitale pakistana lo stesso giorno ha generato “cauto ottimismo” nei mediatori, riferisce Al Jazeera.
- Trump ha detto [83] a Reuters che Teheran presenterà un’offerta con l’obiettivo di soddisfare le richieste USA, ma di non conoscerne ancora il contenuto. Prerogativa assoluta, ha aggiunto, è che la proposta contenga la rinuncia all’uranio arricchito e garanzie sulla riapertura di Hormuz e sul transito sicuro attraverso lo Stretto.
- Israele ha condotto raid in tutta la Cisgiordania occupata, arrestando tre palestinesi a Nablus, e colpito tre città nel sud del Libano, nell’ultima violazione del cessate il fuoco in vigore tra i due Paesi.
24 aprile – Ore 18.20 – Media: delegazione USA diretta in Pakistan
Secondo la CNN, anche una delegazione statunitense starebbe raggiungendo Islamabad per un nuovo round negoziale con l’Iran. Ne farebbero parte l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, consigliere di Trump.
24 aprile – Ore 17.45 – Araghchi conferma il viaggio a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha confermato le ultime indiscrezioni, annunciando un viaggio in serata per Islamabad. Successivamente Araghchi visiterà anche Muscat e Mosca, con l’obiettivo di “coordinarci con i nostri partner su questioni bilaterali nonché sugli sviluppi regionali”.
24 aprile – Ore 14.05 – Il Pakistan rilancia la soluzione diplomatica tra Iran e USA
Fonti del governo pakistano hanno confermato ad Al Jazeera [75]che esiste una “alta probabilità di una svolta” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. In serata dovrebbe arrivare a Islamabad una delegazione guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
24 aprile – Ore 11.10 – Media: Gli USA valutano misure per “punire” gli alleati della NATO
Una mail interna del Pentagono visionata dall’agenzia di stampa Reuters [76]delineerebbe le opzioni degli USA per punire gli alleati della NATO che non hanno supportato le operazioni statunitensi nella guerra all’Iran. Tra le indicazioni, la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione statunitense sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland.
24 aprile – Ore 9.50 – L’Iran riprende i voli tra Teheran e Mashhad
L’Iran riprenderà i voli tra Teheran e la città nord-orientale di Mashhad a partire da domani. A dare la notizia è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim [77], specificando che il primo volo partirà domani alle 10. L’Iran ha iniziato a riaprire parzialmente il proprio spazio aereo e a riprendere le operazioni di volo il 18 aprile, attuando un piano graduale in quattro fasi per riavviare il settore dell’aviazione. Le prime operazioni sono iniziate nella parte orientale del Paese il 20 aprile.
24 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Ieri sera, negli Stati Uniti, si è tenuta una seconda tornata di colloqui tra rappresentanti istituzionali del Libano e di Israele; il presidente Trump [78] ha annunciato una estensione del cessate il fuoco di tre settimane, e ha affermato che gli Stati Uniti “collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah”. Agli incontri hanno partecipato funzionari israeliani, il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, il Segretario di Stato, Marco Rubio, l’Ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, e l’Ambasciatore in Libano, Michel Issa; come in occasione dei primi colloqui, non erano presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano intanto i combattimenti nel sud del Paese.
- Una terza portaerei statunitense è arrivata in Medio Oriente: nella sera di ieri, la USS George H.W. Bush si è unita [79] alla USS Gerald R. Ford e alla USS Abraham Lincoln, già presenti nella regione.
- I contratti futures sul petrolio greggio Brent continuano ad aumentare e ora il prezzo si attesta a 105,6 dollari al barile.
23 aprile – Ore 19.53 – Attive le difese aeree di Teheran
Momenti di confusione in Iran: diversi canali indipendenti e media arabi stanno riportando di una ipotetica attivazione delle difese aeree a Teheran, mentre nella capitale si sta svolgendo la quotidiana marcia serale di vicinanza al regime. Le versioni sulla vicenda sono discordanti: alcuni scrivono che le difese sarebbero impegnate in una operazione di intercettazione, mentre altre fonti riportano che sarebbe in corso una semplice esercitazione.
23 aprile – Ore 18.15 – Trump reclama il controllo di Hormuz
Trump ha reclamato il controllo totale dello Stretto di Hormuz da parte degli USA, e annunciato di avere ordinato alle proprie navi di sparare a qualsiasi imbarcazione si avvicini per minare l’area; il presidente ha inoltre affermato che le operazioni di sminamento sarebbero in corso, ma l’Iran non ha ancora commentato tali dichiarazioni.
23 aprile – Ore 14.15 – L’Iran deposita i primi pagamenti dei pedaggi da Hormuz
Il secondo vicepresidente del parlamento iraniano, Hamidreza Haji-Babaei, ha dichiarato che l’Iran ha ricevuto i primi pagamenti sui pedaggi imposti alle navi che hanno attraversato lo stretto di Hormuz; gli introiti, ha dichiarato il funzionario, sono stati depositati presso la Banca Centrale dell’Iran.
23 aprile – Ore 11.00 – Direttore AIE: “il mondo affronta la peggiore minaccia energetica della storia”
Faith Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha dichiarato a Reuters che quella attuale rappresenta la peggiore minaccia alla sicurezza energetica di sempre. L’aumento dei prezzi e le misure attuate dai governi in alcuni casi causeranno, a suo parere, “una pressione al ribasso sulla domanda”. La guerra in Iran, sostiene Faith, ha inoltre avuto un impatto notevole, con la perdita di “13 milioni di barili di petrolio al giorno”.
23 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che gli USA non considerano il sequestro delle navi iraniane una violazione del cessate il fuoco e che Trump non ha fissato una scadenza per la fine della tregua.
- Nel sud del Libano l’esercito israeliano ha ucciso una giornalista libanese, Amal Khalil, e gravemente ferito una sua collega, Zeinab Faraj, che stavano documentando un precedente raid israeliano in una città dove due persone sono rimaste uccise. I soccorsi libanesi non sono inoltre potuti arrivare in tempo, perchè i militari israeliani hanno distrutto le strade per rallentarli e poi preso di mira le ambulanze. L’IDF ha anche ucciso altre quattro persone in Libano e almeno cinque nella Striscia di Gaza.
- Il portavoce del governo iraniano, Mohamed Ghalibaf, ha detto che il cessate il fuoco non ha senso se è in vigore un blocco marittimo che “sequestra l’economia mondiale” e se le velleità belliche israeliane non vengono fermate. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco” ha detto Ghalibaf, che ha aggiunto che gli obiettivi che gli USA non hanno raggiunto in guerra non verranno raggiunti nemmeno “con l’intimidazione”.
22 aprile – Ore 18.55 – Iran: ancora nessuna risposta sulla estensione della tregua
I media di Stato iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, riguardo alla estensione della tregua con gli USA; L’Iran, precisano i medesimi media, non ha fornito risposte dirette alla proposta di estensione del cessate il fuoco: “La Repubblica Islamica dell’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi sul campo e in ambito politico, adotta le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran, e le forze armate sono pienamente vigili e pronte a una difesa totale e decisa dell’integrità dell’Iran contro qualsiasi minaccia e atto di ostilità”, si legge nel comunicato.
22 aprile – Ore 17.05 – IDF arresta coloni che cercano di entrare in Siria
L’esercito israeliano ha riferito di aver arrestato una quarantina di coloni che avevano superato il confine con la Siria e si stavano addentrando nel Paese. I soggetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. “L’IDF condanna fermamente l’incidente e sottolinea che si tratta di un evento grave che costituisce un reato penale che mette in pericolo i cittadini e le forze dell’IDF” ha scritto l’esercito.
22 aprile – Ore 15.45 – Macron: morto un altro soldato francese dell’UNIFIL
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo soldato francese parte del contingente UNIFIL attaccato la scorsa settimana. L’attacco si era verificato lo scorso sabato nella zona di Ghandouriyeh a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, ed è stato attribuito a Hezbollah, che tuttavia ha affermato di non essere legato all’incidente. Il soldato era stato rimpatriato per ricevere cure.
22 aprile – Ore 14.30 – Libano: colloqui in corso per il cessate il fuoco
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha rilasciato un comunicato in cui annuncia che sono in corso dialoghi per l’estensione del cessate il fuoco in Libano. Washington, intanto, sta preparandosi a ricevere rappresentanti israeliani e libanesi per una seconda di colloqui, che si dovrebbe tenere domani presso il Dipartimento di Stato. Agli incontri, come nella prima occasione, non saranno presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano infatti gli scontri tra Israele e il gruppo libanese, mentre l’esercito di Tel Aviv rimane stazionato nel sud del Paese.
22 aprile – Ore 13.00 – Iran: sequestrate due navi
I pasdaran hanno annunciato di aver attaccato e sequestrato due navi, che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza autorizzazione. Si tratta della MSC-Francesca e della Epaminondas, trasferite nelle acque territoriali iraniane.
22 aprile – Ore 10.50 – Marina: nelle missioni UE in Asia occidentale ci sono solo navi italiane
Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto alla Camera sulla possibilità di dispiegare una forza europea nello Stretto di Hormuz. “Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”. Il riferimento è alle missioni Aspides, nel Mar Rosso, e Atlanta, nell’Oceano Indiano.
22 aprile – Ore 8.00 – Trump ha esteso a tempo indeterminato la tregua in Iran
- L’Iran non ha ancora risposto formalmente all’estensione del cessate il fuoco (il cui termine scadeva oggi) annunciata da Trump. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha ringraziato [67] Trump e dichiarato che il proprio Paese continuerà i propri “sinceri sforzi” per trovare una soluzione per una pace definitiva. Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invece definito [68] il blocco dei porti iraniani da parte degli USA “un atto di guerra” e dunque “una violazione del cessate il fuoco” – ma anche che “l’Iran sa come neutralizzare le restrizioni”, come “difendere i propri interessi” e come “resistere al bullismo”.
- Nella notte, Trump ha scritto [69] che “l’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno” e che “dicono di volerlo bloccare perchè io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’. Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ha poi aggiunto [70] che “L’Iran sta collassando finanziariamente“. Nei giorni scorsi, Trump aveva più volte dichiarato che il cessate il fuoco non sarebbe stato esteso e che avrebbe ricominciato a bombardare l’Iran nel caso non si fosse arrivati a un accordo.
- Sul fronte dei colloqui, in realtà, non vi è stato alcun miglioramento: l’ambasciatore iraniano all’ONU, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che questi riprenderanno non appena gli USA revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz. A quel punto, nuovi colloqui di pace potranno aver luogo a Islamabad. Il media semi-ufficiale di Stato iraniano, Tasnim, ha confermato [71] (citando fonti) che l’Iran non sarà presente ai colloqui previsti per oggi nella capitale pakistana, in quanto la parte americana avrebbe “violato gli impegni” presi subito dopo il primo annuncio di una tregua, due settimane fa, “rifiutandosi di costringere gli israeliani a un cessate il fuoco in Libano”. Gli americani avrebbero poi avanzato “numerose richieste eccessive che costituivano di fatto una violazione dei contorni iniziali dei colloqui”, fatto che ha portato al “completo stallo” nel primo round di negoziati. Su tali richieste non è stata mai fatta “marcia indietro” e tra le parti non sono stati scambiati “messaggi significativi” in tal senso. Allo stato attuale delle cose, dunque, l’Iran considera partecipare ai colloqui di oggi come “una perdita di tempo”.
- Nel mentre, il CENTCOM (il Comando Centrale USA) ha dichiarato [72] che le proprie forze rimarranno “pronte”.
- L’Iran ha giustiziato una “spia israeliana”, Mehdi Farid, accusata [73] di aver fornito informazioni sul Paese al Mossad. L’uomo, ucciso per impiccagione, avrebbe ammesso di aver collaborato con l’intelligence israeliana.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.
Dopo aver scatenato, lo scorso 28 febbraio, una nuova guerra contro l’Iran insieme all’alleato israeliano, gli USA hanno annunciato lo scorso 7 aprile una prima tregua di 15 giorni nei combattimenti con Teheran, volta a stabilire le condizioni di una pace definitiva. Nel frattempo Israele, non contento dell’accordo, sta tentando di sabotarlo lanciando [17] una fitta serie di attacchi contro il Libano, contro il quale sta conducendo la propria guerra per cercare di annettersi una parte del Paese. Nel giro di una sola giornata, oltre 250 civili sono stati uccisi dai bombardamenti di Tel Aviv. Le azioni israeliane hanno messo in bilico la tregua, con l’Iran che ha minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz se questi non finiranno.
I precedenti aggiornamenti sulla guerra sono disponibili qui [84].
26 aprile – Ore 18.15 – Libano: Israele estende la “linea gialla”
Israele ha esteso i confini della “linea gialla”, con la quale nei giorni precedenti aveva [85] formalizzato l’invasione del Libano meridionale. Il nuovo fronte si estende per diversi chilometri a nord del fiume Litani. Quest’ultimo, secondo la visione di diversi esponenti del governo Netanyahu, dovrebbe diventare il nuovo confine tra Libano e Israele.
26 aprile – Ore 15.50 – Media: Araghchi torna in Pakistan
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi starebbe tornando a Islamabad, sede dei negoziati con gli USA. Ne parla Al Jazeera, citando fonti statali iraniane. C’è attesa per la risposta statunitense.
26 aprile – Ore 12.40 – Nuovi sfollamenti forzati in Libano
Continuano [86] gli sfollamenti forzati in Libano. L’esercito israeliano ha emesso nuovi ordini di evacuazione per altri 7 villaggi situati nel Libano meridionale, a nord del fiume Litani. Continuano gli scontri con Hezbollah, che dichiara di aver colpito un gruppo di soldati israeliani stanziati nella città di Taybeh, all’interno della “linea gialla” con cui Tel Aviv ha formalizzato [85] l’invasione del Libano.
26 aprile – Ore 10.00 – I fatti della notte
- Continua il viaggio del ministro degli esteri iraniano Araghchi nella regione. In Oman, nella capitale Muscat, ha incontrato il sultano Haitham bin Tariq Al Said. Sul tavolo la sicurezza regionale e la fine del conflitto con gli USA. L’Oman è stato uno dei protagonisti della prima fase negoziale.
- Anche i rappresentanti di Emirati Arabi e India si sono [87] incontrati per discutere della sicurezza regionale, concentrandosi sulle conseguenze economiche della guerra in Asia Occidentale.
- Non si fermano gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Nelle ultime ore sono state uccise 4 persone durante i bombardamenti. Sono 811 i palestinesi uccisi dall’ottobre scorso, quando è stato dichiarato il “cessate il fuoco”. Dal 7 ottobre 2023 si contano almeno 72mila vittime.
- L’esercito israeliano ha lanciato volantini dai cieli del distretto di Tiro, nel Libano meridionale, per “mettere in guardia” i residenti da spostamenti sia a sud sia verso il fiume Litani, parlando di scontri in corso con Hezbollah.
25 aprile – Ore 18.00 – Trump annulla il viaggio dei delegati USA
Il presidente Donald Trump ha annullato il viaggio, imminente, della delegazione USA in Pakistan. Pochi minuti fa Araghchi aveva lasciato la capitale Islamabad.
25 aprile – Ore 17.15 – Araghchi ha già lasciato il Pakistan
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha già lasciato Islamabad, capitale del Pakistan, prima dell’arrivo della delegazione statunitense. Il viaggio di Araghchi continua: nelle prossime 48 ore visiterà i partner regionali a Muscat e a Mosca. Non è chiaro se al termine del tour, il ministro degli Esteri iraniano tornerà in Pakistan per riprendere i colloqui con gli USA.
25 aprile – Ore 14.25 – Libano: 4 persone uccise nei bombardamenti israeliani
Nonostante il recente annuncio dell’estensione del cessate il fuoco in Libano, Israele continua a bombardare il sud del Paese. Il Ministero della Salute libanese ha riportato l’uccisione di 4 persone durante gli attacchi sulla città di Yahmor al-Shaqif.
25 aprile – Ore 13.30 – L’Iran è senza internet da due mesi
Sono 57 giorni, per l’esattezza, che in Iran è in vigore il blackout di internet imposto dal regime, iniziato lo scorso 28 febbraio all’indomani dell’attacco congiunto di USA e Israele. Lo riporta NetBlock, che scrive come il blocco “soffochi le voci degli iraniani, lasci amici e familiari scollegati e danneggi l’economia”.
25 aprile – Ore 11.15 – La Turchia potrebbe partecipare allo sminamento di Hormuz
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto ai giornalisti che la Turchia potrebbe prendere parte alle operazioni di rimozione delle mine nello Stretto di Hormuz, dopo che USA e Iran sigleranno un accordo di pace. A compiere le operazioni potrebbe essere un team di esperti internazionale, alla quale il Paese prenderebbe parte “senza problemi”.
25 aprile – Ore 9.00 – I fatti della notte
- Per ora non vi è conferma ufficiale di nuovi negoziati: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismael Baqei, ha detto [82] che la visita di Araghchi in Pakistan prevede incontri con alti funzionari del Paese, ma non con gli Stati Uniti. “Le osservazioni dell’Iran saranno comunicate al Pakistan”, ha fatto sapere il portavoce. Nel frattempo, tuttavia, la Casa Bianca ha confermato che una delegazione composta da Jared Kushner e Steve Witkoff si recherà oggi a Islamabad (non sarà presente, questa volta, il vicepresidente USA JD Vance). Tuttavia, la presenza di delegazioni di entrambe i Paesi nella capitale pakistana lo stesso giorno ha generato “cauto ottimismo” nei mediatori, riferisce Al Jazeera.
- Trump ha detto [83] a Reuters che Teheran presenterà un’offerta con l’obiettivo di soddisfare le richieste USA, ma di non conoscerne ancora il contenuto. Prerogativa assoluta, ha aggiunto, è che la proposta contenga la rinuncia all’uranio arricchito e garanzie sulla riapertura di Hormuz e sul transito sicuro attraverso lo Stretto.
- Israele ha condotto raid in tutta la Cisgiordania occupata, arrestando tre palestinesi a Nablus, e colpito tre città nel sud del Libano, nell’ultima violazione del cessate il fuoco in vigore tra i due Paesi.
24 aprile – Ore 18.20 – Media: delegazione USA diretta in Pakistan
Secondo la CNN, anche una delegazione statunitense starebbe raggiungendo Islamabad per un nuovo round negoziale con l’Iran. Ne farebbero parte l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, consigliere di Trump.
24 aprile – Ore 17.45 – Araghchi conferma il viaggio a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha confermato le ultime indiscrezioni, annunciando un viaggio in serata per Islamabad. Successivamente Araghchi visiterà anche Muscat e Mosca, con l’obiettivo di “coordinarci con i nostri partner su questioni bilaterali nonché sugli sviluppi regionali”.
24 aprile – Ore 14.05 – Il Pakistan rilancia la soluzione diplomatica tra Iran e USA
Fonti del governo pakistano hanno confermato ad Al Jazeera [75]che esiste una “alta probabilità di una svolta” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran. In serata dovrebbe arrivare a Islamabad una delegazione guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
24 aprile – Ore 11.10 – Media: Gli USA valutano misure per “punire” gli alleati della NATO
Una mail interna del Pentagono visionata dall’agenzia di stampa Reuters [76]delineerebbe le opzioni degli USA per punire gli alleati della NATO che non hanno supportato le operazioni statunitensi nella guerra all’Iran. Tra le indicazioni, la sospensione della Spagna dall’alleanza e la revisione della posizione statunitense sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland.
24 aprile – Ore 9.50 – L’Iran riprende i voli tra Teheran e Mashhad
L’Iran riprenderà i voli tra Teheran e la città nord-orientale di Mashhad a partire da domani. A dare la notizia è l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim [77], specificando che il primo volo partirà domani alle 10. L’Iran ha iniziato a riaprire parzialmente il proprio spazio aereo e a riprendere le operazioni di volo il 18 aprile, attuando un piano graduale in quattro fasi per riavviare il settore dell’aviazione. Le prime operazioni sono iniziate nella parte orientale del Paese il 20 aprile.
24 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Ieri sera, negli Stati Uniti, si è tenuta una seconda tornata di colloqui tra rappresentanti istituzionali del Libano e di Israele; il presidente Trump [78] ha annunciato una estensione del cessate il fuoco di tre settimane, e ha affermato che gli Stati Uniti “collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah”. Agli incontri hanno partecipato funzionari israeliani, il Vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, il Segretario di Stato, Marco Rubio, l’Ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, e l’Ambasciatore in Libano, Michel Issa; come in occasione dei primi colloqui, non erano presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano intanto i combattimenti nel sud del Paese.
- Una terza portaerei statunitense è arrivata in Medio Oriente: nella sera di ieri, la USS George H.W. Bush si è unita [79] alla USS Gerald R. Ford e alla USS Abraham Lincoln, già presenti nella regione.
- I contratti futures sul petrolio greggio Brent continuano ad aumentare e ora il prezzo si attesta a 105,6 dollari al barile.
23 aprile – Ore 19.53 – Attive le difese aeree di Teheran
Momenti di confusione in Iran: diversi canali indipendenti e media arabi stanno riportando di una ipotetica attivazione delle difese aeree a Teheran, mentre nella capitale si sta svolgendo la quotidiana marcia serale di vicinanza al regime. Le versioni sulla vicenda sono discordanti: alcuni scrivono che le difese sarebbero impegnate in una operazione di intercettazione, mentre altre fonti riportano che sarebbe in corso una semplice esercitazione.
23 aprile – Ore 18.15 – Trump reclama il controllo di Hormuz
Trump ha reclamato il controllo totale dello Stretto di Hormuz da parte degli USA, e annunciato di avere ordinato alle proprie navi di sparare a qualsiasi imbarcazione si avvicini per minare l’area; il presidente ha inoltre affermato che le operazioni di sminamento sarebbero in corso, ma l’Iran non ha ancora commentato tali dichiarazioni.
23 aprile – Ore 14.15 – L’Iran deposita i primi pagamenti dei pedaggi da Hormuz
Il secondo vicepresidente del parlamento iraniano, Hamidreza Haji-Babaei, ha dichiarato che l’Iran ha ricevuto i primi pagamenti sui pedaggi imposti alle navi che hanno attraversato lo stretto di Hormuz; gli introiti, ha dichiarato il funzionario, sono stati depositati presso la Banca Centrale dell’Iran.
23 aprile – Ore 11.00 – Direttore AIE: “il mondo affronta la peggiore minaccia energetica della storia”
Faith Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha dichiarato a Reuters che quella attuale rappresenta la peggiore minaccia alla sicurezza energetica di sempre. L’aumento dei prezzi e le misure attuate dai governi in alcuni casi causeranno, a suo parere, “una pressione al ribasso sulla domanda”. La guerra in Iran, sostiene Faith, ha inoltre avuto un impatto notevole, con la perdita di “13 milioni di barili di petrolio al giorno”.
23 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha detto che gli USA non considerano il sequestro delle navi iraniane una violazione del cessate il fuoco e che Trump non ha fissato una scadenza per la fine della tregua.
- Nel sud del Libano l’esercito israeliano ha ucciso una giornalista libanese, Amal Khalil, e gravemente ferito una sua collega, Zeinab Faraj, che stavano documentando un precedente raid israeliano in una città dove due persone sono rimaste uccise. I soccorsi libanesi non sono inoltre potuti arrivare in tempo, perchè i militari israeliani hanno distrutto le strade per rallentarli e poi preso di mira le ambulanze. L’IDF ha anche ucciso altre quattro persone in Libano e almeno cinque nella Striscia di Gaza.
- Il portavoce del governo iraniano, Mohamed Ghalibaf, ha detto che il cessate il fuoco non ha senso se è in vigore un blocco marittimo che “sequestra l’economia mondiale” e se le velleità belliche israeliane non vengono fermate. “L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco” ha detto Ghalibaf, che ha aggiunto che gli obiettivi che gli USA non hanno raggiunto in guerra non verranno raggiunti nemmeno “con l’intimidazione”.
22 aprile – Ore 18.55 – Iran: ancora nessuna risposta sulla estensione della tregua
I media di Stato iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, riguardo alla estensione della tregua con gli USA; L’Iran, precisano i medesimi media, non ha fornito risposte dirette alla proposta di estensione del cessate il fuoco: “La Repubblica Islamica dell’Iran, monitorando attentamente gli sviluppi sul campo e in ambito politico, adotta le misure necessarie per proteggere gli interessi e la sicurezza nazionale dell’Iran, e le forze armate sono pienamente vigili e pronte a una difesa totale e decisa dell’integrità dell’Iran contro qualsiasi minaccia e atto di ostilità”, si legge nel comunicato.
22 aprile – Ore 17.05 – IDF arresta coloni che cercano di entrare in Siria
L’esercito israeliano ha riferito di aver arrestato una quarantina di coloni che avevano superato il confine con la Siria e si stavano addentrando nel Paese. I soggetti sono stati consegnati alla polizia israeliana. “L’IDF condanna fermamente l’incidente e sottolinea che si tratta di un evento grave che costituisce un reato penale che mette in pericolo i cittadini e le forze dell’IDF” ha scritto l’esercito.
22 aprile – Ore 15.45 – Macron: morto un altro soldato francese dell’UNIFIL
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo soldato francese parte del contingente UNIFIL attaccato la scorsa settimana. L’attacco si era verificato lo scorso sabato nella zona di Ghandouriyeh a Bint Jbeil, nel Libano meridionale, ed è stato attribuito a Hezbollah, che tuttavia ha affermato di non essere legato all’incidente. Il soldato era stato rimpatriato per ricevere cure.
22 aprile – Ore 14.30 – Libano: colloqui in corso per il cessate il fuoco
L’ufficio del presidente libanese Joseph Aoun ha rilasciato un comunicato in cui annuncia che sono in corso dialoghi per l’estensione del cessate il fuoco in Libano. Washington, intanto, sta preparandosi a ricevere rappresentanti israeliani e libanesi per una seconda di colloqui, che si dovrebbe tenere domani presso il Dipartimento di Stato. Agli incontri, come nella prima occasione, non saranno presenti rappresentanti di Hezbollah. Continuano infatti gli scontri tra Israele e il gruppo libanese, mentre l’esercito di Tel Aviv rimane stazionato nel sud del Paese.
22 aprile – Ore 13.00 – Iran: sequestrate due navi
I pasdaran hanno annunciato di aver attaccato e sequestrato due navi, che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza autorizzazione. Si tratta della MSC-Francesca e della Epaminondas, trasferite nelle acque territoriali iraniane.
22 aprile – Ore 10.50 – Marina: nelle missioni UE in Asia occidentale ci sono solo navi italiane
Il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, è intervenuto alla Camera sulla possibilità di dispiegare una forza europea nello Stretto di Hormuz. “Anche in Mar Rosso e nell’Oceano Indiano siamo all’interno di una coalizione e siamo lì come Europa, ma mi preme dire che ad oggi, in entrambe le operazioni, ci sono solo navi italiane”. Il riferimento è alle missioni Aspides, nel Mar Rosso, e Atlanta, nell’Oceano Indiano.
22 aprile – Ore 8.00 – Trump ha esteso a tempo indeterminato la tregua in Iran
- L’Iran non ha ancora risposto formalmente all’estensione del cessate il fuoco (il cui termine scadeva oggi) annunciata da Trump. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha ringraziato [67] Trump e dichiarato che il proprio Paese continuerà i propri “sinceri sforzi” per trovare una soluzione per una pace definitiva. Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha invece definito [68] il blocco dei porti iraniani da parte degli USA “un atto di guerra” e dunque “una violazione del cessate il fuoco” – ma anche che “l’Iran sa come neutralizzare le restrizioni”, come “difendere i propri interessi” e come “resistere al bullismo”.
- Nella notte, Trump ha scritto [69] che “l’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno” e che “dicono di volerlo bloccare perchè io l’ho completamente BLOCCATO (CHIUSO!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia’. Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!”. Ha poi aggiunto [70] che “L’Iran sta collassando finanziariamente“. Nei giorni scorsi, Trump aveva più volte dichiarato che il cessate il fuoco non sarebbe stato esteso e che avrebbe ricominciato a bombardare l’Iran nel caso non si fosse arrivati a un accordo.
- Sul fronte dei colloqui, in realtà, non vi è stato alcun miglioramento: l’ambasciatore iraniano all’ONU, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che questi riprenderanno non appena gli USA revocheranno il blocco dello Stretto di Hormuz. A quel punto, nuovi colloqui di pace potranno aver luogo a Islamabad. Il media semi-ufficiale di Stato iraniano, Tasnim, ha confermato [71] (citando fonti) che l’Iran non sarà presente ai colloqui previsti per oggi nella capitale pakistana, in quanto la parte americana avrebbe “violato gli impegni” presi subito dopo il primo annuncio di una tregua, due settimane fa, “rifiutandosi di costringere gli israeliani a un cessate il fuoco in Libano”. Gli americani avrebbero poi avanzato “numerose richieste eccessive che costituivano di fatto una violazione dei contorni iniziali dei colloqui”, fatto che ha portato al “completo stallo” nel primo round di negoziati. Su tali richieste non è stata mai fatta “marcia indietro” e tra le parti non sono stati scambiati “messaggi significativi” in tal senso. Allo stato attuale delle cose, dunque, l’Iran considera partecipare ai colloqui di oggi come “una perdita di tempo”.
- Nel mentre, il CENTCOM (il Comando Centrale USA) ha dichiarato [72] che le proprie forze rimarranno “pronte”.
- L’Iran ha giustiziato una “spia israeliana”, Mehdi Farid, accusata [73] di aver fornito informazioni sul Paese al Mossad. L’uomo, ucciso per impiccagione, avrebbe ammesso di aver collaborato con l’intelligence israeliana.
21 aprile – Ore 22.27 – Trump estende il cessate il fuoco
Nella notte, Trump “Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa peraltro non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria”. Così il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato la proroga del cessate il fuoco con l’Iran, che sarebbe dovuto scadere alle 1.50 di mercoledì 22 aprile. “Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e, per il resto, di rimanere pronte e operative, estendendo di conseguenza il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro”. Ancora in bilico, invece, lo svolgimento dei colloqui, organizzati per domani a Islamabad.

21 aprile – Ore 19.40 – Colloqui ancora in bilico
L’ipotesi di colloqui tra USA e Iran rimane ancora in bilico. I media iraniani riportano una dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri, che ha affermato che il Paese non ha ancora preso una decisione sull’invio di funzionari al possibile incontro a Islamabad, previsto domani; la Repubblica Islamica contesta la contraddittorietà delle dichiarazioni statunitensi in merito all’invio della propria delegazione in Pakistan. Intanto, la CNN riporta che Trump avrebbe sospeso temporaneamente il viaggio di Vance a Islamabad, attendendo conferme iraniane.
21 aprile – Ore 18 – L’Ue estende le sanzioni all’Iran
I Paesi dell’UE hanno concordato di estendere le sanzioni contro l’Iran per includere i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz. A dare la notizia a margine del Consiglio Esteri dell’UE è l’Alta Rappresentante Kaja Kallas. Kallas ha aggiunto di aver chiesto ai ministri degli esteri di rafforzare la missione navale dell’UE Aspides, attiva nel Mar Rosso contro il gruppo yemenita Ansar Allah, meglio noto con il nome di Houthi.
21 aprile – Ore 14.30 – USA abbordata: nave iraniana
Nella notte, le forze statunitensi hanno abbordato la M/T Tifani, nave inserita nella lista delle sanzioni internazionali all’Iran. Gli USA sostengono che la nave verrebbe utilizzata per commerciare petrolio verso l’Asia.
21 aprile – Ore 12.15 – L’Iran ripristina i voli interni
Iran Air ha annunciato da domani il ripristino dei voli interni, dopo cinquanta giorni di stop. Stando all’agenzia Tasnim, il primo volo sarà Teheran-Mashhad.
Nel frattempo, in Europa il commissario all’Energia Dan Jorgensen mette i cittadini in guardia da “un’estate difficile” a causa dell’incertezza sui mercati energetici.
21 aprile – Ore 10.30 – UE in bilico sulla cooperazione con Israele
Oggi è previsto l’incontro dei ministri degli Esteri dell’UE. Sul tavolo c’è anche la richiesta avanzata da Spagna, Slovenia e Irlanda di sospendere l’accordo di cooperazione con Israele. Servirà l’unanimità dei 27 Paesi membri. Pochi giorni fa la petizione nata dal basso con l’obiettivo di sospendere l’intesa commerciale tra UE e Israele ha raggiunto [59] il milione di firme, obbligando la Commissione a considerare la richiesta.
21 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- L’esercito israeliano ha ucciso alcuni cittadini libanesi nella zona di Bint Jbeil e Litani – in violazione del cessate il fuoco – dopo che questi si erano avvicinati alla Zona di Difesa Avanzata. Uccise anche due persone all’interno di Gaza. Tutte le vittime sono state accusate di “terrorismo”.
- Il presidente Trump ha detto di star vincendo “di molto” la guerra in Iran e che le cose stanno andando “molto bene”, accusando New York Times, Wall Street Journal e Washington Post di diffondere fake news al riguardo. “I media anti-americani che diffondono fake news tifano per la vittoria dell’Iran, ma non succederà, perché ci sono io al comando!” ha detto [60] il presidente.
- Nonostante il cessate il fuoco termini mercoledì, non è chiaro se è previsto che vi siano nuovi colloqui tra Washington e Teheran, e quando.
- Il Comando Centrale USA dichiara [61] di aver interdetto il passaggio di 27 navi nello Stretto di Hormuz dall’inizio del blocco.
20 aprile – Ore 20.50 – Libano: Israele continua le demolizioni nel sud
Nonostante l’annuncio di un cessate il fuoco, le operazioni delle IDF nel sud del Paese non accennano infatti a fermarsi, con l’esercito che continua a portare avanti le operazioni di demolizione delle abitazioni in quella che ha definito “linea gialla”. Intanto, Washington ha spianato la strada per un nuovo confronto tra rappresentanti libanesi e israeliani, che anche questa volta vedrebbe escluso Hezbollah dai tavoli.
20 aprile – Ore 19.35 – Austria: 56mila di tonnellate di petrolio dalla riserva per stabilizzare il mercato
Il ministero dell’Economia austriaco ha annunciato che OMV, il maggiore produttore di petrolio del Paese, ha acquistato 56.000 tonnellate di petrolio greggio dalla riserva obbligatoria di emergenza per stabilizzare il mercato.
20 aprile – Ore 17.20 – Trump: “Improbabile una estensione della tregua”
Il presidente degli USA Trump ha affermato in una intervista telefonica al quotidiano Bloomberg che ritiene “molto improbabile” una estensione della tregua con l’Iran, che scadrà nella sera di mercoledì. Trump ha aggiunto che anche JD Vance parteciperà agli incontri di Islamabad che inizieranno oggi. A tal proposito, l’emittente statunitense Fox News ha affermato che oggi verrà firmato un accordo a Islamabad, senza fornire ulteriori specifiche.
20 aprile – Ore 15.10 – Il Qatar riprende gradualmente i voli aerei stranieri
L’Autorità per l’aviazione civile del Qatar (QCAA) ha annunciato che le compagnie aeree straniere riprenderanno gradualmente i voli da e per l’aeroporto internazionale di Hamad. La decisione “fa seguito a una valutazione completa della situazione, condotta in coordinamento con tutti gli enti nazionali competenti, al fine di garantire i massimi livelli di prontezza ed efficienza operativa”, si legge in una nota diffusa dalla compagnia.
20 aprile – Ore 14.15 – Il Pakistan si prepara per nuovi colloqui. Ancora nessuna apertura da Teheran
Islamabad si sta preparando per un ciclo di negoziati previsto per oggi, e da quanto riporta l’emittente Al Jazeera sarebbe pronta a ricevere delegazioni di ambo le parti; nonostante ciò, l’Iran non ha dato segnali di apertura per la ripresa dei dialoghi e – almeno per ora – continua a fare fede la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri di questa mattina, il quale ha dichiarato che il Paese non ha intenzione di partecipare a questa nuova tornata di negoziati a causa delle violazioni del cessate il fuoco statunitensi.
20 aprile – Ore 13.00 – L’UE prova a rassicurare sul carburante
Il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà nel fine settimana, quando è previsto anche il vertice del Consiglio europeo. L’approvvigionamento di carburante resta una priorità, su cui l’UE prova a rassicurare: “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio greggio e di produzione di carburante per aerei”, spiega un portavoce della Commissione.
20 aprile – Ore 12.25 – “Lavoravano per il Mossad”: giustiziate 2 persone in Iran
L’agenzia Tasnim [51] riporta che due persone, accusate di lavorare per il mossad israeliano, sono state giustiziate questa mattina in Iran.
20 aprile – Ore 10.00 – L’Iran respinge l’ipotesi di nuovi negoziati
Il Ministero degli Esteri iraniano ha affermato che Teheran non ha in programma un nuovo ciclo di colloqui negoziali con gli Stati Uniti. Il portavoce del ministero ha poi denunciato violazioni del cessate il fuoco da parte degli USA sin dall’inizio della sua implementazione. «Gli Stati Uniti non stanno imparando la lezione e questo non porterà mai a buoni risultati», ha aggiunto.
20 aprile – Ore 8.30 – Il video dell’assalto USA alla nave iraniana
Il Comando Centrale USA ha pubblicato un video dell’assalto condotto contro la nave iraniana Touska, accusata di aver tentato di forzare il blocco marino statunitense.
20 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- La marina statunitense ha attaccato una nave iraniana che, secondo quanto dichiarato [54] da Trump, stava cercando di forzare il blocco navale. La nave, chiamata Touska, è stata intercettata dal cacciatorpediniere lanciamissimile della Marina USA USS Spruance nel Golfo di Oman, dove le è stato chiesto di fermarsi. Quando, secondo il resoconto di Trump, l’equipaggio si è rifiutato di obbedire, i marines hanno sparato aprendo un varco nella sala macchine e hanno preso il controllo dell’imbarcazione. Il resoconto di Trump è stato confermato [55] poche ore dopo dal Comando Centrale USA (CENTCOM). La nave era stata in precedenza sottoposta a sanzioni.
- Al Jazeera riporta che, secondo i dati della società di analisi marittima Kpler, oltre 20 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz quando l’Iran lo ha brevemente riaperto, nei giorni scorsi. Il quotidiano qatariota ha anche intervistato il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, il quale ha dichiarato che, per quanto riguarda i colloqui di pace con gli USA, il Paese ha accettato ulteriori incontri, ma rimane fisso sulle proprie posizioni, che includono la fine dell’aggressione israeliana in Libano e lo sblocco dei beni iraniani congelati.
- Media locali riportano che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha richiesto (e ottenuto) da un tribunale di Gerusalemme la cancellazione dell’udienza di questa settimana nell’ambito del caso che lo vede accusato di corruzione, nonostante l’opposizione dell’ufficio del procuratore.
- Mentre continua le violazioni del cessate il fuoco in vigore con il Libano, l’IDF ha fatto sapere di aver istituito [56] una Linea di Difesa Avanzata (simile alla “Linea Gialla” di Gaza) in Libano, a sud della quale stanno operando cinque divisioni per smantellare i siti di Hezbollah.
19 aprile – Ore 18.10 – Iran, nessuna conferma su invio delegazione ai colloqui con gli USA
Non c’è ancora conferma ufficiale sull’invio di una delegazione iraniana ai negoziati di Islamabad, previsti per i prossimi giorni e annunciati dagli Stati Uniti. Le agenzie iraniane Fars e Tasnim riportano incertezze e scetticismo: Teheran non avrebbe preso una decisione definitiva e giudica le prospettive dei colloqui poco positive. Secondo fonti interne, l’Iran non intende partecipare finché gli Usa manterranno il blocco navale sui suoi porti, né prendere in considerazione ulteriori incontri. Anche l’emittente statale Irib segnala l’assenza di conferme ufficiali, mentre fonti citate dalla Cnn indicano un possibile arrivo della delegazione martedì.
19 aprile – Ore 15.05 – Trump: “Martedì nuovi negoziati con l’Iran”
Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato in una telefonata al New York Post che Steve Witkoff e Jared Kushner guideranno la delegazione statunitense diretta a Islamabad per una nuova tornata di negoziati volta a fermare la guerra con l’Iran. Confermata anche la partecipazione del vicepresidente James David Vance, presente anche nel precedente round. Trump ha lasciato aperta la possibilità di un suo viaggio successivo in caso di progressi. La telefonata si è conclusa bruscamente per impegni con alti ufficiali militari.
19 aprile – Ore 13.30 – Ancora nessuna nave in transito nello Stretto di Hormuz
Secondo i dati del sito di tracciamento navale MarineTraffic, nello Stretto di Hormuz non risulterebbero al momento navi in transito. La BBC segnala che molte imbarcazioni risultano ancorate nel Golfo, soprattutto al largo di Oman ed Emirati Arabi Uniti. Dopo che due navi battenti bandiera indiana hanno riferito di essere state attaccate durante il passaggio, il traffico marittimo si sarebbe interrotto nelle prime ore di oggi, domenica 19 aprile. Una petroliera cinese e una nave gasiera indiana erano state avvistate in transito verso est, ma sarebbero state respinte, e da mezzanotte nessuna nave è entrata o uscita dal Golfo.
19 aprile – Ore 12.00 – IDF procede alla distruzione di villaggi nel sud del Libano
Le Forze di Difesa Israeliane stanno portando avanti la distruzione sistematica di diversi villaggi nel sud del Libano nonostante sia in vigore un cessate il fuoco. Secondo dichiarazioni di comandanti militari ad Haaretz, l’operazione includerebbe la demolizione di case civili, edifici pubblici e scuole nell’ambito di una strategia definita di “bonifica dell’area”. Decine di mezzi pesanti, tra cui escavatori gestiti da appaltatori privati retribuiti per numero di strutture abbattute, sono stati impiegati nelle ultime settimane. Alcuni operatori avrebbero già lavorato a Gaza, e in un villaggio sarebbero attivi circa 20 escavatori contemporaneamente.
19 aprile – Ore 11.00 – Houti in stato di massima allerta
Il generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, ha dichiarato lo «stato di massima allerta» contro possibili aggressioni. Ha rivendicato l’efficacia dell’«asse della resistenza» contro Israele e Stati Uniti. A fine marzo, gli Houthi sono entrati nel conflitto legato all’Iran, lanciando missili e droni contro Israele. Il gruppo ha promesso di proseguire gli attacchi, puntando su obiettivi militari e minacciando anche il traffico marittimo nel Mar Rosso.
19 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che i colloqui di pace tra Iran e USA hanno «fatto progressi», ma che un accordo definitivo è «ancora lontano». «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran, parlando di «numerose divergenze» e di «alcuni punti fondamentali» che sono «ancora irrisolti».
- La più grande portaerei al mondo, la USS Gerald R. Ford, è rientrata in Medio Oriente: dopo il passaggio nel Canale di Suez si trova nel Mar Rosso. La nave, prima nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez con i cacciatorpediniere USS Mahan e USS Winston S. Churchill. Torna nel Mar Rosso dopo oltre un mese nel Mediterraneo per un incendio a bordo.
- Il segretario generale dell’Onu António Guterres ha condannato l’attacco all’Unifil in Libano, in cui un soldato francese ha perso la vita e altri tre sono rimasti feriti. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato di pace caduto e auguro una pronta e completa guarigione ai soldati di pace feriti», ha scritto su X, ricordando che si tratta del «terzo incidente» avvenuto nelle ultime settimane «che ha causato la morte di soldati di pace in servizio in Libano». «Questi attacchi devono cessare», ha concluso, lanciando un monito a «tutti gli attori coinvolti», che «devono rispettare la cessazione delle ostilità e il cessate il fuoco».
18 aprile – Ore 15.55 – Libano, ucciso soldato francese dell’UNIFIL: Macron accusa Hezbollah
Una pattuglia dell’UNIFIL è stata presa di mira nel sud del Libano mentre era impegnata in attività di sminamento. Un soldato francese è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Hezbollah dell’attacco; nel frattempo le Nazioni Unite hanno avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto.
Il movimento libanese ha respinto le accuse.
18 aprile – Ore 14.00 – Gli USA rilanciano il blocco navale all’Iran
Lo United States Central Command (CENTCOM) ha ribadito che le forze navali statunitensi stanno continuando il blocco marittimo nei confronti dei porti iraniani, nonostante ciò ha provocato la richiusura dello Stretto di Hormuz.
18 aprile – Ore 10.35 – Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane: «Lo Stretto di Hormuz è di nuovo chiuso»
Il comando militare congiunto delle Guardie Rivoluzionarie ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è «tornato al suo stato precedente» a causa del blocco imposto ai porti iraniani dagli Stati Uniti, che hanno «continuato ad commettere atti di pirateria e furto marittimo con il pretesto di un cosiddetto blocco». Lo Stretto di Hormuz è dunque ora «sotto la stretta gestione e il controllo delle forze armate», si legge nel comunicato, in cui si annuncia che la situazione rimarrà tale «fino a quando gli Stati Uniti non ripristineranno la piena libertà di navigazione per le navi che viaggiano dall’Iran verso le loro destinazioni e viceversa».
18 aprile – Ore 9.30 – I fatti della notte
- Un convoglio di petroliere sta attraversando lo Stretto di Hormuz: si tratta del primo movimento di navi di rilievo in questo tratto da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro offensiva contro l’Iran sette settimane fa. Lo dicono i dati di MarineTraffic, citati da BBC, che localizzano un gruppo di quattro navi cisterna per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici a sud dell’isola di Larak, seguito da altre petroliere provenienti dal Golfo.
- Come annunciato nella notte, l’aviazione civile iraniana ha parzialmente riaperto lo spazio aereo e alcuni aeroporti a partire dalle 7 di questa mattina (le 5.30 italiane). La ripresa delle operazioni aeroportuali sarà progressiva e, come ha spiegato l’ente che gestisce gli scali iraniani, sarà graduata in base alla disponibilità tecnica e operativa delle strutture.
- Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha arrestato oltre 120 persone che, a suo dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare da parte del nemico». Le Guardie Rivoluzionarie, scrive Tasnim, hanno arrestato sette sospetti nella provincia dell’Azerbaigian Orientale, accusandoli di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale».
17 aprile – Ore 17.30 – Meloni apre all’invio di navi nello Stretto di Hormuz
Si è concluso il vertice internazionale sullo Stretto di Hormuz. “L’Italia è pronta a fare la sua parte” ma “è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità” e previa “un’autorizzazione parlamentare”. Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine dell’incontro.
Pochi minuti prima le autorità iraniane avevano scelto di aprire lo stretto. Se la concessione dovesse reggere, i leader europei dovranno decidere se e come attuare questa “missione esclusivamente difensiva” promossa da Francia e Germania.
Al vertice l’Unione europea è stata rappresentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che si è detta pronta a rafforzare la missione Aspides [47]. Quest’ultima è già operativa da due anni nel Mar Rosso, “a difesa di un principio: la libertà e la sicurezza della navigazione”, come spiegato ai tempi dal capo della Farnesina Antonio Tajani.
17 aprile – Ore 17.05 – Trump torna all’attacco della NATO
“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz è finita, ho ricevuto una chiamata dalla NATO che chiedeva se avremmo avuto bisogno di aiuto. HO DETTO CHE SI TENGANO LONTANI, A MENO CHE VOGLIANO SOLO CARICARE LE LORO NAVI DI PETROLIO. Sono stati inutili quando servivano, una Tigre di Carta!”. Lo ha dichiarato Trump su Truth.

17 aprile – Ore 15.15 – L’Iran apre lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha appena annunciato l’apertura dello stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla fine della tregua con gli USA.
“Alla luce del cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il restante periodo del cessate il fuoco”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto è completamente aperto e pronto per il passaggio completo. Grazie!”, ha commentato il presidente USA Trump.
17 aprile – Ore 14.30 – Al via in Turchia il Diplomacy Forum
Si sta svolgendo ad Antalya, in Turchia, l’edizione annuale del Diplomacy Forum, un vertice regionale. C’è attesa per l’incontro — il terzo da marzo — tra i ministri degli Esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. Verrà discussa la tenuta del cessate il fuoco in Iran e gli sforzi successivi per il raggiungimento di un accordo duraturo nella regione.
17 aprile – Ore 13.15 – Il presidente iraniano parla al Paese: “La diplomazia ha fermato Israele”
Secondo il presidente iraniano Pezeshkian, Israele è stato “costretto a dichiarare un cessate il fuoco” a seguito di un intenso lavoro diplomatico. A tal proposito ha ringraziato il Pakistan per il ruolo ricoperto. Pezeshkian ha poi aggiunto che Israele non ha “alcun diritto di attaccare Hezbollah e altri fronti in Libano”.
Per quanto riguarda l’arma atomica, nodo cruciale dei negoziati con gli USA, Pezeshkian ha dichiarato che “l’Iran non ha mai cercato armi nucleari”.
17 aprile – Ore 11 – Diversi civili libanesi rientrano a sud
Video diffusi da canali di informazione locali mostrano lunghe file di auto inondare le infrastrutture libanesi in direzione sud. Nonostante le richieste pervenute tanto dall’esercito quanto da esponenti di Hezbollah, diversi civili starebbero dirigendosi nelle proprie case nell’area meridionale del Paese. Ieri con l’annuncio del cessate il fuoco Israele ha affermato che non ha intenzione di ritirare le proprie truppe dal Libano.
17 aprile – Ore 9.15 – L’accordo di cessate il fuoco in Libano nel dettaglio
Gli USA hanno rilasciato un comunicato [48]in cui elencano i punti salienti della tregua in Libano siglata tra Israele e governo centrale di Beirut. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a partire dalle 23 (ora italiana) di ieri e durerà dieci giorni. «Questo periodo iniziale potrà essere prorogato di comune accordo tra Libano e Israele qualora si registrino progressi nei negoziati e il Libano dimostri concretamente la propria capacità di affermare la propria sovranità». Altri punti salienti dell’accordo sono:
- Il riconoscimento a Israele del diritto di adottare «in qualsiasi momento» tutte le misure che individui come «necessarie» per la propria «autodifesa», tanto contro attacchi in corso, quanto contro attacchi pianificati; «tale diritto non sarà impedito dalla cessazione delle ostilità». Nonostante l’accordo preveda che Israele non attacchi postazioni libanesi, insomma, lo Stato ebraico potrà di fatto continuare a esercitare la forza a propria discrezione.
- La promozione di un «arginamento» delle attività dei gruppi interni al Paese dei Cedri, al fine di rendere l’esercito regolare l’unica entità capace di portare armi nella Nazione. Questa clausola implica, in maniera indiretta, la smilitarizzazione di Hezbollah, come richiesto dal premier israeliano Netanyahu.
- L’impegno di ambo le Nazioni a creare le condizioni per una pace duratura e al «pieno riconoscimento della sovranità e dell’integrità territoriale reciproca».
- L’adozione da parte del governo libanese di misure atte a impedire a Hezbollah di effettuare attacchi contro Israele.
- Il riconoscimento del governo libanese come unica entità responsabile della sovranità del Paese.
17 aprile – Ore 8 – I fatti della notte
- Alle 23 di ieri è entrato in vigore il fragile cessate il fuoco in Libano. Concordata tra le autorità israeliane e libanesi – senza consultare Hezbollah – la tregua dovrebbe durare dieci giorni, ma Netanyahu [49] ha già comunicato che le truppe israeliane rimarranno stazionate nel Paese. Nella mattina di oggi sono state segnalate alcune violazioni [50] israeliane nel sud del Libano, ma, almeno per ora, la tregua sembra reggere.
- Oggi a Parigi si terrà il vertice di quella che è già stata definita “Coalizione Hormuz”. Convocato dal presidente francese Macron e dal premier britannico Keir Starmer, l’incontro riunirà i leader di 40 Paesi per discutere della riapertura e dello sminamento dello Stretto di Hormuz; anche la Prima Ministra Giorgia Meloni è volata a Parigi per partecipare alle consultazioni.
16 aprile – Ore 21.05 – Netanyahu conferma la tregua, ma annuncia: “Rimaniamo in Libano”
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha confermato che Israele ha accettato di implementare un cessate il fuoco in Libano, ma ha affermato che Israele rimarrà nelle aree a sud del Libano e ha chiesto il disarmo del movimento Hezbollah. Hezbollah, di contro, ha sempre rimarcato la sua disponibilità a interrompere gli attacchi in caso di tregua estesa a tutto il Paese.
16 aprile – Ore 19.45 – USA: 10mila soldati per il blocco su Hormuz
L’esercito statunitense ha dichiarato che oltre 10.000 soldati americani sono stati dispiegati per implementare il blocco navale degli USA sui porti iraniani. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, nei primi tre giorni dell’operazione militare, 14 navi avrebbero invertito la rotta anziché affrontare il blocco; la marina USA tuttavia non avrebbe ancora abbordato alcuna petroliera né sparato alcun colpo.
16 aprile – Ore 18 – Trump invita Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca. Ancora nessuna risposta da Hezbollah
Trump ha pubblicato una risposta al post di annuncio del cessate il fuoco in Libano in cui invita il presidente libanese Aoun e il premier israeliano Netanyahu alla Casa Bianca per svolgere colloqui di pace.
Ancora nessuna traccia di una risposta di Hezbollah all’annuncio di tregua.
16 aprile – Ore 17.45 – Trump annuncia il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato [36] un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Da quanto comunica il presidente USA, la tregua durerà 10 giorni e inizierà alle 23 di oggi.
“Ho appena avuto un’eccellente conversazione con il rispettatissimo Presidente Joseph Aoun del Libano e con il Primo Ministro Bibi Netanyahu di Israele. Questi due leader hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17:00 EST (ndr. le 23 italiane)”, si legge in un post di Trump sul social Truth. “Martedì, i due Paesi si sono incontrati per la prima volta in 34 anni qui a Washington, D.C., con il nostro stimato Segretario di Stato, Marco Rubio. Ho incaricato il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Rubio, insieme al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Dan Razin’ Caine, di lavorare con Israele e Libano per raggiungere una pace duratura. È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la mia decima, quindi facciamolo!”.

16 aprile – Ore 17.00 – USA: no alla proroga delle esenzioni a idrocarburi russo
Il Segretario del dipartimento del Tesoro USA, Scott Bessent ha annunciato alla stampa che gli Stati Uniti non intendono prorogare le esenzioni alle sanzioni al petrolio russo: “Non rinnoveremo la licenza generale relativa al petrolio russo”, ha affermato Bessent. L’annuncio arriva dopo che gli USA hanno rilasciato concessioni a diversi Paesi per acquistare gli idrocarburi russi con lo scopo di fare fronte alla crisi energetica globale, in un momento in cui risulta in discussione l’ipotesi di prorogare le esenzioni all’acquisto di gas e petrolio moscoviti.
16 aprile – Ore 16.20 – Media: niente colloquio tra Aoun e Netanyahu
Secondo fonti riportate dai media internazionali, il presidente libanese Joseph Aoun si sarebbe rifiutato di parlare con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A dare la notizia sono le agenzie di stampa internazionali Reuters [37] e Associated Press [38] che citano in totale quattro anonimi funzionari governativi (rispettivamente tre e uno). Se dovesse venire confermata, la notizia smentirebbe le dichiarazioni di Trump, che aveva affermato che oggi si sarebbe tenuto un incontro tra i due leader.
16 aprile – Ore 15.55 – Media: Iran valuta la riapertura di Hormuz da lato omanita
Secondo una indiscrezione apparsa sull’agenzia di stampa internazionale Reuters, che menziona una fonte iraniana, Teheran starebbe valutando di consentire la riapertura della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz da lato omanita. La concessione si inserisce nell’ambito delle proposte nei negoziati con gli USA nel caso in cui si dovesse raggiungere un accordo.
16 aprile – Ore 14.00 – Incontro tra capo dell’esercito pakistano e Qhalibaf
Sullo sfondo di trattative ancora in stallo, il Capo della Difesa del Pakistan, Maresciallo di Campo Assim Muneer, ha incontrato il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qhalibaf – membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica – per cercare una mediazione per la fine della guerra. Una delegazione pakistana è arrivata ieri a Teheran per tenere colloqui con i mediatori iraniani; agli incontri di ieri avrebbe partecipato anche il ministro degli Interni di Islamabad.

16 aprile – Ore 11.00 – In Iran il blocco di internet continua per il 48° giorno di fila
NetBlocks ha registrato come anche oggi, per il 48° giorno di fila, prosegua il blocco della linea internet in tutto l’Iran. L’impatto economico, sostiene NetBlocks, si aggira attorno agli 1,8 miliardi di dollari e si va ad aggiungere ai danni ai diritti umani per la popolazione.
16 aprile – Ore 10.00 – Funzionario israeliano conferma colloqui Netanyahu-Aoun
Un funzionario israeliano ha confermato [42] alla CNN che oggi il primo ministro Netanyahu avrà un colloquio con il presidente libanese Joseph Aoun, confermando quanto anticipato da Trump in un post sul suo social Truth. Se la notizia fosse ufficialmente confermata, si tratterebbe dei primi colloqui di questo genere in decenni tra i due Paesi. Nel frattempo, proseguono senza sosta gli attacchi israeliani nel sud del Libano, con l’IDF che ha emanato un avviso di evacuazione urgente per la popolazione a sud del fiume Litani.
16 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [43] che nelle prossime ore ci saranno colloqui tra i leader di Libano e Israele, i quali “non si parlano da molto tempo, tipo 34 anni”. Netanyahu non ha fatto [44] riferimento alla cosa, ma ha detto che le forze israeliane stanno continuando a colpire Hezbollah e di aver dato istruzione alle IDF di “rafforzare la zona di sicurezza”. Funzionari del governo libanese hanno riferito ad Al Jazeera di non avere informazioni in merito a colloqui tra i due Paesi in previsione per oggi. In merito all’Iran, Netanyahu ha invece dichiarato che gli obiettivi di Tel Aviv sono “identici” a quelli di Washington e che “in vista della possibilità che i combattimenti riprendano, siamo preparati per ogni scenario” – ipotizzando quindi il fallimento dei negoziati di pace.
- Trump ha anche continuato a prenderesela con Giorgia Meloni, dichiarando a Fox News che ormai “non hanno più lo stesso rapporto” (come con tutti i leader che non hanno dato appoggio alla guerra USA, sostiene il presidente) perchè “lei è stata negativa”.
- Nel corso di una telefonata con il suo omonimo cinese Wang Yi, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli USA dovrebbero fare attenzione alle conseguenze delle “azioni provocatorie” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz.
15 aprile – Ore 17.55 – Una delegazione pakistana atterra a Teheran
Una delegazione pakistana guidata dal capo di stato maggiore Asim Munir e dal ministro dell’Interno Mohsin Naqvi è atterrata a Teheran per portare un nuovo messaggio da Washington e discutere l’apertura di un secondo round di colloqui. L’iniziativa arriva mentre Trump afferma che un accordo sarebbe sempre più vicino, sullo sfondo del cessate il fuoco che scadrà il prossimo 22 aprile.
15 aprile – Ore 15.45 – UNIFIL: ancora violazioni israeliane in Libano
L’UNIFIL, la missione dell’ONU in Libano guidata dall’Italia, continua a segnalare violazioni da parte di Israele. In un post sul social X, la missione scrive che “ieri pomeriggio, un convoglio di routine che trasportava militari e civili delle forze di pace, insieme a personale essenziale, da Beirut al quartier generale dell’UNIFIL, è stato fermato dal personale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) a pochi chilometri dalla sua destinazione a Naqoura”.
I veicoli dell’ONU sono stati autorizzati a proseguire, ma quelli degli appaltatori locali sono stati rispediti a Beirut “nonostante il convoglio fosse stato previamente autorizzato”, inclusi i contractor locali. UNIFIL ha denunciato che “non si tratta di un incidente isolato”; il fermo di ieri si inserisce in un contesto di costanti tentativi di bloccare le missioni di supporto umanitario da parte di Israele, con posti di blocco e revoche di autorizzazioni.
15 aprile – Ore 14.10 – Media USA: altri soldati in arrivo in Asia Occidentale
Secondo una indiscrezione del Washington Post, che cita fonti interne al Pentagono, gli USA invieranno migliaia di soldati aggiuntivi in Asia Occidentale nei prossimi giorni. Le forze in arrivo nella regione includerebbero circa 6.000 soldati a bordo della portaerei USS George H.W. Bush e diverse navi da guerra di scorta; altri 4.200 soldati, appartenenti al “Boxer Amphibious Ready Group” e alla task force dei Marines “11th Marine Expeditionary Unit”, dovrebbero arrivare verso la fine del mese.
15 aprile – Ore 13.00 – Norvegia: record nell’export di petrolio; Trump apre all’accordo con l’Iran entro fine aprile
I blocchi alla navigazione nello stretto di Hormuz hanno fatto impennare le esportazioni di petrolio della Norvegia, primo produttore europeo dopo la Russia. A marzo, la Norvegia ha guadagnato 6 miliardi di dollari dall’export di greggio, +67,9% rispetto allo stesso mese del 2025.
Nel frattempo, in un’intervista a Sky News, Trump ha detto che “un accordo con l’Iran entro fine aprile è più che possibile”.
15 aprile – Ore 12.00 – Il Pakistan ricorre alle interruzioni di corrente per contenere i prezzi
Secondo Bloomberg [31], il Pakistan ricorrerà a due ore di interruzione di corrente al giorno con l’obiettivo di contenere i costi energetici, aumentati a seguito della guerra in Asia Occidentale.
15 aprile – Ore 10.25 – Israele continua gli attacchi in Libano, Hezbollah risponde
Nuovi bombardamenti israeliani hanno colpito il Libano meridionale, dove continua l’invasione terrestre. Il tutto poche ore dopo la conclusione del primo round negoziale a Washington.
Nel frattempo, Hezbollah ha confermato di aver lanciato diversi missili sul Nord di Israele, prendendo di mira i centri di Metula, Kfar Giladi e Kiryat Shmona.
15 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha detto [32] al New York Post che nei prossimi due giorni potrebbero riprendere i negoziati con l’Iran e che probabilmente si svolgeranno nuovamente a Islamabad.
- Continuano gli attacchi israeliani nel sud del Libano, mentre si è concluso [33] il primo round di negoziati tra le due parti a Washington. Sebbene Israele dichiari che la sua guerra sia contro Hezbollah, nessun rappresentante del gruppo era presente ai negoziati.
- L’IDF sta continuando a condurre raid e operazioni anche nella Striscia di Gaza: nella serata di ieri sono stati smantellati 4 tunnel sotterranei, mentre continuano [34] a uccidere civili definendoli “terroristi di Hamas”.
- Il Comando Centrale USA (CENTCOM) ha dichiarato [35] di aver completato il blocco dei porti iraniani e di aver “completamente bloccato” gli scambi economici in uscita e in entrata dall’Iran.
14 aprile – Ore 20.08 – Libano: uccise 2.124 persone dall’inizio della guerra
Dal lancio dell’attacco israelo-statunitense sull’Iran, e dall’entrata in guerra della milizia libanese Hezbollah, Israele ha ucciso 2.124 persone nel Paese dei Cedri, di cui almeno 35 solo oggi. Il bilancio è stato fornito dalle autorità libanesi, che hanno specificato che 168 delle vittime risultano bambini e altri 88 operatori sanitari.
14 aprile – Ore 18.50 – Trump: “Colloqui in due giorni, non in Pakistan”
In una intervista al New York Post, il presidente USA Trump ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero riprendere di qui ai prossimi due giorni, ma che non è ancora noto se avranno sede in Pakistan: “Abbiamo in mente un altro luogo”, ha detto Trump. “Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro”, ha aggiunto, riferendosi al Pakistan.
14 aprile – Ore 16.20 – Trump: “Scioccato da Meloni”
Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente degli USA Donald Trump ha affermato di essere “scioccato” dalla premier italiana Giorgia Meloni, criticando la sua presa di posizione a sostegno del Papa; Trump aveva dichiarato che Prevost non sarebbe stato nominato Pontefice senza il sostegno della Casa Bianca, e Meloni ha giudicato le critiche del presidente USA al Papa “inaccettabili”: “È lei che è inaccettabile”, ha detto Trump “perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. “Giorgia Meloni non è più la stessa persona e l’Italia non sarà lo stesso Paese. L’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

14 aprile – Ore 13.10 – Francia e Regno Unito annunciano conferenza su Hormuz
La Francia e il Regno Unito terranno venerdì una video conferenza per discutere del ripristino della “libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. L’incontro virtuale sarà aperto a tutti i Paesi intenzionati a partecipare a questa “missione puramente difensiva” nello stretto.
14 aprile – Ore 11.00 – Bombardamenti israeliani sul Libano: 3 morti e case distrutte
L’agenzia libanese NNA ha riportato un primo bilancio parziale degli attacchi sferrati in mattinata da Israele, a poche ore dall’inizio dei colloqui diplomatici. Una famiglia di 3 persone è stata uccisa a causa di un bombardamento su Adloun, nel distretto di Sidone. Si registrano diversi feriti nel Libano meridionale e una decina di case distrutte.
14 aprile – Ore 10.15 – Cina: “Il blocco USA su Hormuz è pericoloso e irresponsabile”
La Cina, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha dichiarato che il blocco USA sullo stretto di Hormuz e quindi sui porti iraniani è «pericoloso e irresponsabile». Contestualmente, stando ai dati di tracciamento marittimo, la petroliera cinese Rich Starry ha sfidato il blocco navale americano, trovandosi ora sulla rotta di uscita dal Golfo dopo aver attraversato Hormuz.
«Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni militari e intrapreso un’azione di blocco mirata, che non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo stretto», ha dichiarato Jiakun. Quest’ultimo ha risposto anche alle minacce di Donald Trump, affermando che in caso di nuovi dazi Pechino «adotterà sicuramente contromisure risolute».
14 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Oggi inizieranno i negoziati tra Israele e Libano, ma a quanto si apprende saranno presenti solo ambasciatori e non diplomatici di alto livello. I colloqui dovrebbero svolgersi a Washington alla presenza anche del segretario di Stato USA Marco Rubio. In un discorso televisivo svoltosi ieri, il leader di Hezbollah Naim Qassem ha rifiutato [26] di incontrare una delegazione israeliana e ha chiesto al governo libanese di cancellare gli incontri. Nel mentre, gli attacchi israeliani in Libano non si sono mai fermati.
- Associated Press riporta [27], citando due funzionari anonimi, che il Pakistan sarebbe disposto a ospitare un secondo round di colloqui, spiegando che un cambio di luogo dipenderà dalla volontà delle parti. Hanno aggiunto che i primi colloqui non rappresentavano uno sforzo isolato, ma una parte di un percorso diplomatico più ampio.
- L’ambasciatore iraniano all’ONU ha rifiutato le richieste di risarcimento avanzate dai Paesi del Golfo, sostenendo [28] che questi avrebbero favorito l’aggressione statunitense e accusandoli di violazione del diritto internazionale, motivo per il quale sono loro che devono risarcire l’Iran.
- Secondo [29] il New York Times, che cita funzionari israeliani e statunitensi anonimi, nel corso dei colloqui gli USA non avrebbero chiesto una sospensione permanente del programma nucleare iraniano, ma una della durata di vent’anni. L’Iran avrebbe avanzato una controproposta di sospensione di cinque anni, che gli USA avrebbero rifiutato.
13 aprile – Ore 19.55 – IEA: “Pronti a un altro rilascio di riserve, se necessario”
Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), Fatih Birol, ha dichiarato che l’Agenzia sarebbe “pronta ad agire” nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario rilasciare ulteriori riserve petrolifere nel mercato. Birol ha ribadito che la guerra ha causato la peggiore crisi energetica globale di sempre e ha affermato che oltre 80 impianti petroliferi e del gas, tra cui impianti di produzione, terminali e raffinerie, sono stati danneggiati durante il conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
13 aprile – Ore 17.35 – Meloni: “Parole di Trump sul Papa inaccettabili”
“Le parole di Trump nei confronti del Santo Padre sono inaccettabili. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”. Così la Prima Ministra italiana Giorgia Meloni ha condannato le critiche del presidente statunitense Trump al pontefice Leone XIV; Trump ha detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 17.35 – Israele convoca l’ambasciatore italiano
Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha convocato l’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferraro per discutere delle dichiarazioni del ministro Tajani in merito ai bombardamenti in Libano, definiti “inaccettabili”. A dare la notizia è l’agenzia di stampa Ansa, menzionando fonti anonime.
13 aprile – Ore 16 – Scatta il blocco USA: i dettagli forniti da Washington
Il Comando Centrale degli USA ha diramato una nota in cui spiega come funzionerà l’imposizione del blocco navale nel Golfo dell’Oman e nel Mar Arabico, scattato alle 16 di oggi. La nota è stata ripresa dall’agenzia di stampa internazionale Reuters, che ha reso noto che il blocco si applicherà a tutto il traffico navale, indipendentemente dalla bandiera.
“Qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione è soggetta a intercettazione, deviazione e cattura”, si legge nella nota citata da Reuters. “Il blocco non impedirà il transito di navi neutrali attraverso lo Stretto di Hormuz da o verso destinazioni non iraniane”. Il blocco “comprende l’intera costa iraniana, inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, porti e terminal petroliferi”.
13 aprile – Ore 14.20 – UE: dall’inizio della guerra il costo dell’energia è aumentato di 22 miliardi
La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che, dall’inizio del conflitto, “la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa in cui la presidente dell’esecutivo comunitario ha condannato timidamente gli attacchi israeliani in Libano, affermando che essi “rischiano di fare deragliare il processo” di pace.
13 aprile – Ore 13.15 – Vola il prezzo del gas sui mercati
Dopo il fallimento dei colloqui di pace tra USA e Iran e l’annuncio di Trump sul blocco dei porti iraniani, il prezzo del gas è cresciuto notevolmente sui mercati internazionali. Sulla piazza TTF di Amsterdam i contratti future sul mese di maggio hanno registrato dei rialzi fino al 10%, arrivando a 48 euro al MWh. Si prospettano ulteriori rincari in Europa.
13 aprile – Ore 11.30 – Papa Leone risponde a Trump: “non ho paura”
Papa Leone XIV ha dichiarato all’emittente NBC di non aver “alcun timore dell’amministrazione Trump” e aggiunto che “non siamo politici, non affrontiamo la politica estera con la stessa prospettiva con cui lui potrebbe intenderla, ma credo nel messaggio del Vangelo, come operatore di pace”. Nelle scorse ore Trump aveva detto che Papa Leone è stato eletto “solo perchè lui si trova alla Casa Bianca”.

13 aprile – Ore 10.00 – Media iraniani: blocco USA dei porti è illegale
Le forze armate iraniane hanno dichiarato al quotidiano locale IRIB che il blocco USA dei porti è un atto “illegale” e che di conseguenza i porti del Golfo Arabico e del Mare di Oman saranno aperti “per tutti o per nessuno”. “L’esercizio della sovranità della Repubblica isrlamica dell’Iran nelle acque territoriali del nostro Paese è un diritto naturale della nazione iraniana” hanno dichiarato. “L’imposizione criminale da parte degli Stati Uniti di restrizioni alla circolazione delle navi nelle acque internazionali è un atto illegale e equivale a pirateria”.
13 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Trump ha affermato di non essere interessato a un ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e annunciato [22] che bloccherà i porti iraniani a partire da lunedì 13 alle 10 (ora USA). Il CENTCOM, il Comando Centrale USA, ha spiegato [23] che questo verrà applicato a tutto il trafficoin entrata e in uscita, compreso nei porti che affacciano sul Golfo Arabico e sul Golfo di Oman, mentre non verrà ostacolato il transito attraverso Hormuz delle navi da e verso porti non iraniani.
- Il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz continua a essere bloccato.
- Il petrolio è tornato a superare i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche sono di nuovo in calo.
- Trump ha duramente criticato papa Leone XIV, definendolo “debole” in materia di criminalità e “pessimo” nella politica estera. “Non voglio un papa che pensi che sia ok che l’Iran abbia un’arma nucleare” ha dichiarato. Poco dopo, ha pubblicato [24] un’immagine generata con l’IA che lo paragona a Gesù Cristo.
- Continuano gli attacchi e i bombardamenti israeliani nel sud del Libano. La missione UNIFIL ha dichiarato [25] che in due occasioni i soldati dell’IDF hanno speronato veicoli della missione con un carro armato Merkava, causando “danni significativi”. La missione ha anche aggiunto che, negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato “colpi di avvertimento” colpendo e danneggiando veicoli chiaramente dell’UNIFIL. In un caso, uno di questi è caduto a un metro di distanza da un casco blu. In aggiunta a ciò, hanno ripetutamente ostacolato i movimenti della missione, distrutto le telecamere di protezione e spruzzato vernice sui vetri delle strutture impedendo la visibilità.
12 aprile – Ore 17 – Trump ha detto che il Regno Unito aiuterà a sminare lo Stretto di Hormuz
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, il presidente USA Trump ha dichiarato che il Regno Unito e altri Paesi avrebbero inviato mezzi navali per sminare lo Stretto di Hormuz. L’Iran avrebbe infatti posizionato mine nello Stretto, per bloccare il transito delle navi. Non è ancora noto se l’operazione sia stata concordata con Londra o se quella di Trump sia solo una ipotesi.
12 aprile – Ore 15.30 – Trump ha dichiarato che gli USA bloccheranno lo Stretto di Hormuz
In un post [15] sul proprio social Truth, Trump ha dichiarato di aver saputo, dopo essere stato a colloquio con il suo vice Vance, con l’inviato speciale Witkoff e con Jared Kushner, tutti e tre parte della delegazione che ha trattato con l’Iran, che Teheran “non è disposta a rinunciare alle sue ambizioni nucleari”. “Per molti versi, i punti concordati sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla loro conclusione – ha proseguito il presidente USA – ma tutti questi punti non contano nulla rispetto al fatto di consentire che l’energia nucleare finisca nelle mani di persone così instabili, difficili e imprevedibili”. Trump ha poi dichiarato che “l’Iran non avrà mai l’arma nucleare” e che questo è il punto più importante sul quale vi è stato disaccordo con la delegazione iraniana – per il resto, “l’incontro è andato bene” e “la maggior parte dei punti è stata concordata”.
Trump ha inoltre aggiunto che “con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, avvierà operazioni di BLOCCO di tutte le navi che tenteranno di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz” e che “a un certo punto arriveremo a una situazione in cui ‘TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A ENTRARE, TUTTI SARANNO AUTORIZZATI A USCIRE’, ma l’Iran non ha permesso che ciò accadesse limitandosi a dire: ‘Potrebbe esserci una mina là fuori da qualche parte’, di cui nessuno sa nulla tranne loro”. Il presidente ha riferito inoltre di aver “ordinato alla nostra Marina di cercare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà un passaggio sicuro in alto mare”. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posato nello Stretto”.

12 aprile – Ore 13.30 – Iran: oltre 3.300 morti da inizio guerra
Abbas Masjedi Arani, capo dell’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha dichiarato che sono 3.375 i morti dall’inizio della guerra scatenata contro l’Iran da USA e Israele. Nello specifico, sono stati uccisi 2.875 uomini e 500 donne.
12 aprile – Ore 12.30 – Portavoce Iran: gli USA non hanno conquistato la fiducia dell’Iran
Il portavoce del governo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il Paese ha “la buona fede e la buona volontà necessarie” ma che le due guerre precedenti fanno sì che vi sia diffidenza nei confronti degli interlocutori statunitensi. “I miei colleghi nella delegazione iraniana hanno presentato iniziative costruttive, ma la controparte alla fine non è riuscita a guadagnare la fiducia della delegazione iraniana in questo round di negoziati” ha dichiarato, aggiungendo che “non ci fermeremo un istante dagli sforzi per consolidare i risultati dei quaranta giorni di difesa nazionale degli iraniani”.
12 aprile – Ore 11.00 – Israele continua a bombardare senza sosta il Libano
Nella ultime ore sarebbero almeno 24 le persone uccise da Israele nel corso degli attacchi contro il Libano, che proseguono senza sosta e con intensità crescente da quando è stato annunciato il cessate il fuoco tra USA e Iran. Secondo Al Jazeera, che cita media locali, almeno sei persone sarebbero state uccise nel corso dei raid sulla città di Maaroub, mentre altre cinque sarebbero rimaste vittima degli attacchi sulla città di Qana. Altre 13 persone sarebbero state uccise stanotte nel corso degli attacchi contro la città di Tefahta. Bombardamenti sono stati inoltre registrati sulle città di Bazouriyeh, Qalila, Bafliyeh, Qlawiya, Kafra, Haris, Rachaf e Srebbine.
Di seguito un nostro articolo sulla questione:
12 aprile – Ore 9.00 – Falliscono per il momento i negoziati USA-Iran
Il vicepresidente USA JD Vance ha abbandonato i colloqui di pace con l’Iran in corso a Islamabad, dichiarando che la delegazione iraniana ha rinunciato ad accettare le condizioni di Washington. “Abbiamo avuto una serie di discussioni sostanziali con gli iraniani – ha dichiarato il vicepresidente USA in una comunicazione ufficiale – Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo – e penso sia una cattiva notizia per l’Iran molto più di quanto non lo sia per gli Stati Uniti d’America”.
Il portavoce della delegazione iraniana Esmaeil Baqaei, citato dai media iraniani, ha dichiarato che le parti hanno raggiunto un’intesa su varie questioni, ma con divergenze su alcuni punti – tra i quali, verosimilmente, la gestione del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che trovare un accordo dopo un solo incontro sarebbe stato impensabile. Secondo [21] i media iraniani, le richieste statunitensi sarebbero state “eccessive”. Nel corso dei colloqui, durati all’incirca 24 ore, si sarebbero svolti in un clima “di sfiducia e sospetto”, motivo per il quale “non ci si aspettava che si raggiungesse un accordo”.
11 aprile – Ore 17.40 – Trump: “Stiamo sminando lo Stretto di Hormuz”
Con un post su Truth, il presidente USA Trump ha dichiarato che la marina statunitense sta avviando le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz. Al momento non ci sono conferme da parte della autorità iraniane.

11 aprile – ore 15.30 – In corso la prima fase indiretta dei colloqui
È in corso la prima fase indiretta dei colloqui tra Iran e Stati Uniti. Entrambe le delegazioni, presenti al Serena Hotel di Islamabad, stanno trasmettendo le proprie richieste ai mediatori pakistani. Soltanto in un secondo momento previsto in giornata si arriverà al colloquio diretto.
11 aprile – Ore 14.10 – Continuano gli attacchi israeliani in Libano
Mentre Islamabad accoglie i negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti, il Libano continua a essere bombardato da Israele. L’agenzia governativa NNA [1] riporta l’uccisione di 4 persone, tra cui un paramedico, nei recenti bombardamenti sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh. A pochi chilometri è stata colpita anche Toul, dove un bilancio parziale parla di tre morti e tre feriti.
11 aprile – Ore 10.00 – I negoziati iniziano tra le minacce di Trump
Alla vigilia dei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad, la tensione resta altissima. Donald Trump accusa Teheran di bloccare lo Stretto di Hormuz e minaccia nuovi raid militari, avvertendo: “Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima”. Il vicepresidente Vance afferma che Washington non accetterà tattiche dilatorie. L’Iran pone condizioni precise: cessate il fuoco in Libano e sblocco degli asset prima di avviare il negoziato. Le delegazioni, guidate da Vance per gli USA e dal presidente del Parlamento Ghalibaf per Teheran, sono già in Pakistan.
10 aprile – Ore 18.00 – Tensioni diplomatiche tra Iran e USA prima dei colloqui
Il presidente del parlamento iraniano Bagher Ghalibaf ha chiesto un cessate il fuoco in Libano e il rilascio degli asset iraniani congelati prima dell’inizio dei tavoli negoziali con gli USA. Si tratta di due «misure concordate reciprocamente tra le parti», scrive Ghalibaf.
Nel frattempo il vicepresidente USA JD Vance, in volo verso Islamabad, ha avvertito l’Iran di «non prendere in giro» gli Stati Uniti. «Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo», ha detto il vice di Trump.
10 aprile – Ore 16.20 – Israele espelle la Spagna del centro di coordinamento per Gaza
Con un post su X, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l’espulsione della Spagna dal Centro di coordinamento-civile militare istituito per monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
«L’espulsione — dice Netanyahu — arriva dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di opporsi a Israele». L’organismo creato dagli Stati Uniti nel novembre scorso conta 14 Paesi, Italia compresa.
10 aprile – Ore 14.00 – Stretto di Hormuz: il traffico è ancora fermo
Secondo quanto risulta sul sito [4] Marine Traffic, non risulta migliorata la situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico è pressochè fermo. Una delle condizioni del cessate il fuoco era la riapertura al traffico navale attraverso lo Stretto, ma l’Iran ha minacciato di bloccarlo nuovamente se Israele non avesse fermato l’aggressione contro il Libano – anche questa condizione per la tregua.

10 aprile – Ore 13.00 – Starmer e Trump avrebbero discusso delle “capacità militari” per riaprire Hormuz
Prima di lasciare il Qatar, dove si trova in visita, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso con Trump di un piano che prevede le “capacità militari” per ripristinare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Nel corso della telefonata, svoltasi ieri, i due leader avrebbero discusso della possibilità di mettere insieme una “coalizione di Paesi” valutando anche “capacità militari e aspetti logistici”. Ha anche aggiunto che da tempo il Regno Unito è “convinto sostenitore della NATO” e che sia necessario “fare di più” per mantenere l’alleanza.
10 aprile – Ore 11.30 – Emirati: “Rivedremo le nostre relazioni internazionali”
Gli Emirati Arabi Uniti intendono rivedere le proprie relazioni internazionali e rafforzare il sistema economico e finanziario dopo i recenti attacchi iraniani. Lo ha dichiarato Anwar Gargash, consigliere diplomatico senior del presidente, sottolineando che il Paese, forte della risposta all’attacco, analizzerà con attenzione alleanze e partner per capire di chi fidarsi. Parallelamente, avvierà una ristrutturazione volta ad aumentare la resilienza economica. Gargash ha evidenziato che una «revisione razionale delle priorità nazionali» rappresenta il percorso strategico degli Emirati verso il futuro.
10 aprile – Ore 9.30 – Il prezzo del petrolio è in rialzo
Il petrolio ha registrato un modesto rialzo, arrivando a sfiorare [6] i 100 dollari al barile, a causa dell’imprevedibile andamento degli eventi in Medio Oriente. Il prezzo si è comunque tenuto molto al di sotto dei picchi degli scorsi giorni, quando si è arrivati a superare i 110 dollari a barile. Nella mattinata, i mercati azionari asiatici hanno registrato un leggero miglioramento, sulla scia dei rialzi di Wall Street.
10 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Israele ha continuato a condurre intensi attacchi contro il Libano, mentre Hezbollah avrebbe rivendicato almeno 50 attacchi nelle ultime 24 ore, molti di questi lanciati oltre la frontiera su territorio israeliano. Nella notte, ordini di evacuazione da parte di Israele sono arrivati in quartieri di Beirut dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati. Nella serata di ieri, il primo ministro israeliano Netanyahu ha annunciato [7] l’avvio di negoziati diretti con il Libano per raggiungere due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un accordo di pace “storico e duraturo” tra le due parti.
- Trump ha criticato [8] il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, lamentando: “Non è questo l’accordo che abbiamo!”. Ha anche criticato [9] la possibilità del pagamento di un pedaggio da parte delle navi che lo attraverseranno.
- Gli ambasciatori di 66 Paesi hanno condannato l’attacco contro l’UNIFIL avvenuto in Libano.
- Oggi dovrebbero iniziare a Islamabad, in Pakistan, i colloqui di pace tra la delegazione iraniana e quella statunitense. Quest’ultima dovrebbe essere guidata dal vicepresidente USA JD Vance e ad affiancarlo dovrebbero esserci l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, uomo fidato di Trump che ha affiancato Witkoff in altre trattative – incluso con il presidente russo Putin. Per quanto riguarda la parte iraniana, questa dovrebbe essere guidata dal presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. L’inizio dei colloqui, mediati dal primo ministro pakistano Shebhaz Sharif, dipenderà da quando le delegazioni arriveranno in Pakistan.
9 aprile – Ore 17.50 – Netanyahu apre alla tregua col Libano
«A seguito di ripetute richieste da parte del Libano, ho dato istruzioni per iniziare dei negoziati diretti il prima possibile. I colloqui si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo NBC [10], dietro l’apertura di Netanyahu ci sarebbero le pressioni di Trump.
9 aprile – ore 16.10 – Paesi del Golfo: “oggi nessun attacco dall’Iran”
Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar e Oman non hanno registrato alcun attacco iraniano per la prima volta dal 28 febbraio scorso.
Le prossime ore restano cruciali, con il cessate il fuoco in Libano fissato da Teheran come un punto necessario per la riuscita dei tavoli negoziali in programma domani.
9 aprile – ore 13.50 – Il presidente del Libano condanna i raid israeliani e spinge per il cessate il fuoco
Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha riferito le parole del presidente Joseph Aoun dopo una riunione di governo. Il Libano sta cercando di essere incluso nel cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, mantenendo contatti con gli alleati per favorire una tregua e la ripresa dei negoziati. Aoun ha ribadito che nessuno può trattare a nome dello Stato libanese. Il governo ha inoltre condannato tutte le operazioni militari israeliane sul territorio, comprese quelle contro gli sfollati, assicurando al contempo assistenza alla popolazione colpita e interventi per la rimozione delle macerie.
9 aprile – ore 12.55 – Traffico ai minimi nello Stretto di Hormuz
Nel quadro della fragile tregua di due settimane tra USA e Iran, il traffico nello Stretto di Hormuz resta fortemente ridotto: solo quattro navi cargo hanno attraversato ieri il passaggio, contro una media di nove al giorno nei giorni precedenti. Non si registrano segnali di ripresa né code di imbarcazioni in attesa, segno della persistente incertezza. Teheran, tramite il viceministro Saeed Khatibzadeh, assicura la volontà di garantire la sicurezza del transito, ma subordina una piena riapertura alla fine delle ostilità. L’Iran ribadisce il rispetto del diritto internazionale, pur rivendicando un controllo condiviso dello Stretto con l’Oman.
9 aprile – ore 11.40 – Libano, bilancio raid israeliani: 203 morti e oltre mille feriti
Gli attacchi israeliani lanciati ieri in modo coordinato su Beirut e in varie aree del Libano hanno causato in tutto 203 vittime e più di mille feriti. Si tratta di un bilancio ufficiale ancora provvisorio, diramato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il bilancio è stato aggiornato rispetto alle cifre fornite ieri, che parlavano di 182 persone decedute e 890 ferite.
9 aprile – Ore 11 – Giorgia Meloni condanna ogni violazione del cessate il fuoco
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora ci troviamo di fronte a una fragile prospettiva di pace che deve essere perseguita con determinazione” ha dichiarato Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa sull’azione del governo tenuta questa mattina in Parlamento. Per l’UE, ha sottolineato la presidente del Consiglio, è “fondamentale” che venga riaperto lo Stretto di Hormuz e che vi sia permessa la libera navigazione.
9 aprile – Ore 9.30 – La Spagna riapre l’ambasciata di Teheran
Il ministro degli Esteri spagnolo Jose Manuel Albares ha riferito ai giornalisti di aver dato istruzioni di riaprire l’ambasciata del proprio Paese a Teheran, chiusa lo scorso mese per via dei bombardamenti americani e israeliani. La decisione è stata presa a seguito della “nuova situazione”, che prevede l’inizio della tregua tra Iran e Stati Uniti.
9 aprile – Ore 8.00 – I fatti della notte
- Il presidente degli USA Trump e il segretario di Stato Mark Rubio hanno incontrato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, per discutere dell’ipotesi [11] che gli USA abbandonino l’Alleanza. Trump si era infatti detto deluso dal mancato supporto di alcuni Paesi NATO alla guerra in Iran. La Casa Bianca ha quindi avanzato l’ipotesi di “punire” questi Paesi, ritirando le truppe USA dai loro territori per spostarli in quelli che sono stati più utili durante la guerra. Trump “è deluso dagli alleati” ha dichiarato [12] Rutte alla CNN durante un’intervista, “e posso capire i motivi, ma la maggior parte dei Paesi europei si è reso utile mettendo a disposizione le proprie basi, la logistica” e così via. Nessuna obiezione è stata sollevata da Rutte in merito al fatto che l’Alleanza Atlantica ha scopo difensivo e non offensivo, impegnando i suoi membri a intervenire in difesa di un membro che sia attaccato da un altro Paese e non viceversa – e, in questo contesto, sono gli USA ad aver attaccato l’Iran.
- Il presidente Trump ha anche dichiarato [13] che i mezzi militari USA rimarranno dispiegati in Iran fino a che “l’ACCORDO REALE [maiuscolo orginale, ndr] non sarà pienamente rispettato”. Se questo non dovesse avvenire (circostanza secondo lui “altamente improbabile”) allora “inizieranno gli ‘spari’, più grandi, migliori e più potenti di quanto chiunque abbia mai visto prima”. Secondo Trump, l’Iran ha garantito che non avrà armi nucleari e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Le condanne agli attacchi israeliani sono giunte da più parti, con il segretario generale ONU Antonio Guterres che ha condannato i bombardamenti e il primo ministro australiano Anthony Albanese che ha dichiarato che gli accordi di tregua devono applicarsi anche al Libano.
- Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato [14] di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, al quale ha espresso solidarietà per “gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”. “Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza” ha dichiarato Tajani, che riferisce di aver convocato l’ambasciatore israeliano alla Farnesina. “Ministro, l’Italia deve smettere di armare e commerciare con Israele. Altrimenti le sue parole al presidente del Libano varranno meno del costo della telefonata” ha risposto la relatrice speciale ONU, Francesca Albanese.