È stata depositata una proposta di legge per inserire il diritto ad abitare in Costituzione

Il comitato Ma Quale Casa? ha presentato in Cassazione una proposta di legge per inserire il diritto ad abitare nella Costituzione. La proposta modificherebbe tre articoli della Carta fondamentale, introducendo tra gli obblighi della Repubblica il dovere di garantire l’accesso all’abitazione e quello di tutelare l’accesso al “godimento” della casa (ossia anche a forme quali l’affitto), oltre a rafforzare il potere dello Stato in materia di politiche abitative generali. La proposta ha ora tempo fino a settembre per raggiungere le 50.000 firme necessarie a essere sottoposta al Parlamento. Se dovesse venire approvata, spiega il comitato, «ogni altra norma dovrà adeguarsi a un principio tanto semplice quanto disarmante: avere un tetto sopra la testa è giusto».

La proposta di legge di Ma Quale Casa? è stata presentata lo scorso 6 marzo. Con essa, verrebbero modificati l’articolo 44, l’articolo 47 e l’articolo 117 della Costituzione. Al primo, che ha il fine di “conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali”, verrebbe aggiunto un periodo, che sancirebbe che, allo stesso fine, “la Repubblica indirizza e coordina lo sviluppo delle aree urbane e garantisce l’accesso all’abitazione quale bene primario e mezzo necessario per assicurare alla persona l’effettivo esercizio dei diritti e una vita libera e dignitosa”. L’articolo 47, invece, stabilisce che la Repubblica “favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione” e verrebbe modificato tramite l’aggiunta del “godimento dell’abitazione a fianco alla già favorita “proprietà”. L’articolo 117 è relativo alle competenze Stato-regione e inserirebbe, tra le materie di competenza statale, “le norme generali in materia di politiche abitative”, e, tra le materie di competenza regionale, “i programmi di edilizia residenziale pubblica”.

«Occuparsi di casa oggi non implica solo parlare di studenti, caro-affitti, caro-bollette o case popolari. Ma tutte queste e altre cose, insieme», scrivono gli attivisti. Per tale motivo, il comitato ha lanciato una raccolta firme per raggiungere la soglia necessaria per presentare la proposta di legge in Parlamento. La data limite è l’11 settembre. Per ora, alla campagna hanno aderito o mostrato apertura: Pd, M5s, Avs, Iv, +Europa, Possibile, Sunia, Acli, Volt, Gd, Pds, Udu, Link, Ugs, Unione Inquilini, Sicet, Spin Time Labs, Baobab Experience, Adi, Radicali (Milano, Venezia, Verona, Torino, Rimini, Sardegna, Marche), Gev, Tocca a Noi, Koinè Journal, Move Roma, Fgci Marche, Arci Toscana, Casa del Popolo Scafati, Vuoti a Rendere Torino, Forum Disuguaglianze e diversità, Associata, Inoltre Alternativa Progressista, Rete Numeri Pari.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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