Nel cuore dell’Appennino centro-meridionale, tra Campania e Molise, nasce ufficialmente il 25° Parco Nazionale italiano: il Parco Nazionale del Matese. Con la firma del decreto da parte del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, avvenuta simbolicamente il 22 aprile, Giornata della Terra, l’Italia compie un passo importante nella tutela della biodiversità, sancendo la nascita di un’area protetta di quasi 88mila ettari, frutto di un lungo e travagliato iter politico, amministrativo e giudiziario. La nuova area protetta tutela un territorio di elevata valenza ambientale, anche in virtù del ruolo di connessione ecologica tra i Parchi abruzzesi e quelli dell’Appennino Meridionale.
Il nuovo parco ingloba il precedente Parco Regionale del Matese, istituito nel 2002 ma mai pienamente attuato, e si estende su un territorio ricco di cascate, foreste, praterie di alta quota e siti storici, come quello archeologico di Saepinum. L’atto conclusivo arriva in risposta a una sentenza del TAR del Lazio dell’ottobre 2024, che aveva imposto al Ministero l’adozione di misure urgenti per garantire la salvaguardia ambientale dell’area. La scadenza, fissata proprio per il 22 aprile, è stata rispettata con la firma del decreto che definisce perimetrazione, zonizzazione e misure di protezione del Parco. «La firma di oggi, nella Giornata della Terra – ha dichiarato Pichetto Fratin – afferma in concreto il valore della biodiversità del nostro Paese: il Matese è uno scrigno di natura e cultura che entra formalmente nella lista dei Parchi nazionali, aprendosi a una visione di sviluppo nuova che vogliamo costruire con la forte condivisione di istituzioni e comunità locali». Il percorso che ha portato all’istituzione del Parco Nazionale del Matese non è stato semplice. Già previsto da una legge del 2017, il progetto era rimasto per anni in una fase di stallo, alimentando tensioni tra le comunità locali. Se da un lato molti cittadini e ambientalisti hanno sempre sostenuto l’istituzione del parco come strumento per la valorizzazione e tutela del territorio, dall’altro non sono mancate le preoccupazioni di chi temeva limitazioni alle attività economiche tradizionali, come agricoltura e pastorizia.
Anche il WWF Italia ha accolto con favore la notizia, sottolineando come si tratti di un passo importante verso l’obiettivo di proteggere il 30% del territorio italiano, in linea con la strategia europea per la biodiversità. «Il provvedimento ministeriale arriva per ottemperare a una pronuncia del TAR del Lazio dell’ottobre 2024 – ha ricordato l’associazione – ed è un peccato che la politica sia comunque arrivata solo a seguito dell’intervento della magistratura amministrativa». Il WWF ha inoltre offerto la propria esperienza, maturata con l’Oasi di Guardiaregia-Campochiaro, seconda per estensione in Italia, per supportare il nuovo parco fin dalla fase iniziale. Legambiente, da parte sua, ha celebrato la nascita del parco come l’esito di una lunga battaglia. «È il giusto riconoscimento all’impegno profuso da almeno tre generazioni di ambientalisti e amanti del territorio», ha dichiarato l’organizzazione, che ha voluto dedicare questo risultato alla memoria di Papa Francesco e al suo impegno per l’ambiente.



