sabato 21 Marzo 2026
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Covid, vaccini e problemi cardiaci: uno studio israeliano fa luce sulla correlazione

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“Aumento degli eventi cardiovascolari emergenziali nella popolazione di età inferiore ai 40 anni in Israele durante l’introduzione del vaccino e la terza ondata di Covid-19”: è questo il titolo di uno studio retrospettivo recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports, dal quale è infatti emerso che, nell’arco temporale che va da gennaio a maggio del 2021, le chiamate ai servizi medici di emergenza israeliani per arresto cardiaco (CA) e per sindrome coronarica acuta (ACS) sono aumentate di oltre il 25% rispetto al 2019 e al 2020. Lo studio – condotto con l’obiettivo di “valutare l’associazione tra il numero delle chiamate in questione nella popolazione di età compresa tra i 16 ed i 39 anni e potenziali fattori tra cui i tassi di infezione da Covid-19 e di vaccinazione” – ha mostrato che “i conteggi settimanali delle chiamate di emergenza erano significativamente associati ai tassi di somministrazione della prima e della seconda dose di vaccino” e non, invece, “ai tassi di infezione da Covid-19”.

Una scoperta significativa, dato che al momento i dubbi a riguardo sono molti. Da un lato, infatti, finora gli eventi avversi cardiovascolari (tra cui la sindrome coronarica acuta e l’arresto cardiaco) sono stati “identificati come conseguenze dell’infezione da Covid-19” e, dall’altro, “i dati dei sistemi di vigilanza regolamentare e di auto-segnalazione, tra cui il Vaccine Adverse events Reporting System (VAERS) negli Stati Uniti, il Yellow Card System nel Regno Unito e il sistema EudraVigilance in Europa, associano simili effetti collaterali cardiovascolari ad una serie di vaccini anti Covid attualmente in uso”. Inserendosi quindi in tale contesto, i ricercatori hanno usufruito dei dati dei servizi medici di emergenza israeliani (EMS), hanno analizzato tutte le chiamate riguardanti arresto cardiaco e sindrome coronarica acuta registratesi dal 1 gennaio 2019 al 20 giugno 2021 e, abbinando tali dati a quelli sui tassi di infezione da Covid-19 e sui tassi di vaccinazione, sono arrivati ai risultati sopracitati che fanno presumere vi possa essere un legame tra i vaccini e gli eventi cardiovascolari. Il periodo durante il quale si è avuto il già menzionato incremento delle chiamate, infatti, è quello durante il quale da un lato in Israele vi era la terza ondata di pandemia ma dall’altro era iniziata la campagna vaccinale tra la popolazione di età pari o maggiore a 16 anni, condizione di fondo che nel periodo antecedente analizzato non vi era.

I vaccini anti Covid, dunque, potrebbero rappresentare la causa di questo aumento, ma si tratta al momento ancora di un’ipotesi in quanto tale correlazione non viene provata dallo studio, i cui dati analizzati non includono determinate informazioni dei pazienti necessarie per determinare con certezza quale sia “l’esatta natura” dell’incremento osservato e quali siano i suoi fattori scatenanti. Lo studio, in pratica, non stabilisce “relazioni causali”, tuttavia i risultati a cui i ricercatori sono giunti da un lato generano “preoccupazioni in ottica effetti collaterali cardiovascolari gravi non rilevati indotti dal vaccino” e dall’altro mostrano “la già provata relazione causale tra vaccini e miocardite”. Quest’ultima – si legge infatti nello studio – costituisce una “causa frequente di arresto cardiaco inaspettato nei giovani”.

Detto ciò, lo studio pur essendo limitato rappresenta senza dubbio un campanello d’allarme, e non è dunque un caso il fatto che i suoi autori evidenzino il bisogno di indagare su quanto emerso in maniera più approfondita. “Il significativo aumento delle chiamate sottolinea la necessità di un’indagine approfondita sull’apparente associazione tra la somministrazione del vaccino anti Covid e gli eventi cardiovascolari avversi tra i giovani adulti”, affermano infatti i ricercatori aggiungendo che “Israele e altri paesi dovrebbero raccogliere immediatamente i dati necessari per determinare se tale associazione esista davvero, anche conducendo indagini approfondite sui singoli casi di arresto cardiaco e sindrome coronarica acuta nei più giovani e sulla loro potenziale connessione al vaccino o ad altri fattori”. “Ciò sarebbe fondamentale per comprendere meglio il rapporto rischi-benefici del vaccino”, si legge infine nello studio, nel quale si sottolinea che in tal modo si potrebbero “prevenire danni a pazienti potenzialmente evitabili”.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 15:25 DEL 09/05/2022: In seguito alla pubblicazione dello studio, l’editore della ricerca ha aggiunto una nota nella quale avvisa i lettori del fatto che “le conclusioni a cui è giunto l’articolo sono soggette a critiche che sono al vaglio della redazione” e che “un’ulteriore risposta editoriale verrà fornita una volta che a tutte le parti sarà stata data l’opportunità di rispondere in modo completo”.

[di Raffaele De Luca]

Trump perde la causa contro Twitter: non c’è lesione della libertà di parola

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Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, ha perso la sua battaglia contro Twitter, cominciata dopo essere essere stato allontanato dalla piattaforma per via dei contenuti dei suoi post. I suoi avvocati avevano cercato di appellarsi al Primo Emendamento, sostenendo che il fatto costituisse lesione della libertà di parola, ma il giudice ha fatto notare che tale articolo si impegna a proteggere i cittadini dalla censura del Governo e non fa riferimento alle libere scelte editoriali dei singoli imprenditori. La causa è stata, quindi, rifiutata.

La Francia mette nel mirino l’obsolescenza programmata con una nuova etichetta

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La Francia introduce per legge “l’indice di riparabilità” sulle etichette dei prodotti elettronici: una serie di informazioni che renderanno note al consumatore le possibilità di smontare, riparare e trovare i pezzi di ricambio di quanto si appresta ad acquistare. Un tentativo per contrastare una delle principali cause dell’eccessivo consumo di risorse e produzione di rifiuti elettronici: l’obsolescenza programmata. Si tratta del fenomeno per cui diversi apparecchi sono destinati a guastarsi in tempi prestabiliti dalle aziende produttrici.

L’indice di riparabilità è entrato in vigore nel gennaio del 2021, ma riguardava soltanto smartphone, televisori, lavatrici a oblò e tosaerba. Oggi, la Francia ha deciso di inserire sei nuove categorie merceologiche: lavatrici a carica dall’alto, lavastoviglie, robot aspirapolvere, idropulitrici cablate e non e ad alta pressione. Nello specifico, questa etichetta obbligatoria riporterà un voto da 1 a 10 calcolato su una griglia di cinque voci: documentazione (punteggio determinato dall’impegno del produttore a rendere disponibili gratuitamente i documenti tecnici per un certo numero di anni a riparatori e consumatori); facilità di smontaggio (punteggio determinato dalla facilità di smontaggio del prodotto, dal tipo di attrezzi richiesti e dalle caratteristiche degli elementi di fissaggio); disponibilità dei pezzi di ricambio (viene attribuito un voto sulla base dell’impegno del produttore a rendere disponibili per un tot di anni i pezzi di ricambio e il tempo della loro consegna); prezzo dei pezzi di ricambio (il punteggio determinato dal rapporto tra il prezzo di vendita dei pezzi di ricambio e il prezzo del prodotto); criteri specifici legati alla categoria del prodotto con un punteggio calcolato da sottocriteri specifici per la categoria di prodotto interessata (per i computer portatili viene valutato l’aggiornamento software, per le lavatrici il servizio di assistenza). Il punteggio finale dell’indice di riparabilità, che può arrivare fino a 10, si ottiene facendo la media dei punteggi dei vari criteri.

Il provvedimento rientra nella legge anti-spreco per un’economia circolare e si tratta di un’ iniziativa messa in atto dal governo francese per ridurre gli sprechi, non solo modificando le pratiche dei produttori, ma anche rendendo più consapevoli i consumatori orientandoli verso l’acquisto di prodotti che possano essere aggiustati più facilmente, e incoraggiandoli a ricorrere alla riparazione, piuttosto che a un nuovo acquisto, in caso di guasto. Per supportare al meglio l’introduzione dell’indice di riparabilità, il Ministero della Transizione Ecologica ha messo a disposizione i documenti necessari per il suo calcolo e la sua visualizzazione.

[di Eugenia Greco]

Domenica 8 maggio

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9.30 – Ucraina, evacuati tutti i civili dall’acciaieria Azovstal.

10.30 – Siberia, oltre 120 incendi stanno devastando la regione: già 5 i morti.

11.30 – Nigeria, da lunedì stop indefinito a voli interni: insostenibile il costo del carburante.

12.30 – Francia, al via etichetta obbligatoria contro obsolescenza programmata apparecchi elettronici.

15.30 – Hong Kong, eletto nuovo governatore John Lee Ka-Chiu, candidato prediletto dal governo centrale di Pechino.

16.30 – Ucraina, incontro tra la moglie di Zelensky e la first lady americana Jill Biden.

17.00 – G7, Zelensky in videoconferenza: “obiettivo è ritiro completo dei russi dall’Ucraina”.

18.00 – UE, aumenta in modo significativo l’installazione di nuovi impianti eolici: nel 2021 raggiunto nuovo picco di 25 Gigawatt di capacità installata.

19.00 – Trump perde la causa contro Twitter: il suo allontanamento dal social non ha leso la sua libertà di espressione.

 

G7, Zelensky in videoconferenza: “obiettivo è ritiro completo russi da Ucraina”

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In videoconferenza con i leader del G7 il presidente Zelensky ha dichiarato che l’obiettivo dell’Ucraina è “il ritiro completo dei russi”. In una nota rilasciata al termine del vertice, ospitato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, è stato dichiarato che le azioni di Putin rappresentano “una vergogna” per la Russia e il suo popolo ed è stata ribadita “la ferma determinazione dell’Ucraina a proteggere la propria sovranità e integrità territoriale”. Durante l’incontro si è discusso anche della possibilità di inasprire ulteriormente le sanzioni nei confronti della Russia.

Nigeria, voli interni sospesi: carburante ha costo “insostenibile”

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A partire da lunedì 9 maggio la Nigeria sospenderà tutti i voli interni a causa dell’aumento insostenibile dei prezzi del carburante, che sono arrivati anche a quadruplicare soprattutto a causa dello scoppio della guerra in Ucraina. L’Airline Operators of Nigeria ha perciò annunciato che le compagnie aeree “interromperanno le operazioni a livello nazionale con effetto da lunedì 9 maggio 2022, fino a nuovo avviso”. Pur producendo fino a 1,4 milioni di barili di greggio al giorno, la Nigeria ha bisogno di affidarsi quasi completamente alle importazioni di carburante per il consumo interno.

La svolta dell’Irlanda del Nord: vince il Sinn Fein e sogna l’indipendenza da Londra

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In Irlanda del Nord si è assistito a una svolta politica di portata storica: per la prima volta il partito nazionalista a maggioranza cattolica Sinn Fein ha vinto le elezioni al Parlamento locale, acquisendo così il diritto di eleggere il primo ministro. Il Partito Democratico Unionista (DUP), a maggioranza protestante, si è aggiudicato il secondo posto e il diritto a scegliere il viceministro, ma i rappresentanti hanno già manifestato l’intenzione di boicottare qualsiasi tentativo di formare un governo guidato da Sinn Fein. La vittoria dei cattolici rappresenta la più grande svolta politica in cento anni di storia del Paese, aprendo le porte a quella che la leader di Sinn Fein Michelle O’Neil ha definito una “nuova era” per la politica irlandese.

Sinn Fein, il principale partito nazionalista irlandese, si è aggiudicato la maggioranza dei seggi nell’Assemblea dell’Irlanda del Nord: 27, contro i 24 andati al DUP. Si tratta della prima vittoria per un partito che desidera l’Irlanda unita. Il DUP, che desidera invece che l’Irlanda del Nord rimanga parte del Regno Unito, era al potere da quasi un quarto di secolo, ovvero dalla firma degli accordi di pace di Belfast (Belfast Agreement), nel 1998, quando fu creato un sistema di governo a obbligatoria condivisione di potere tra le due parti. Durante la campagna elettorale Sinn Fein, ex ala politica dell’organizzazione cattolica paramilitare IRA (Irish Republican Army), non ha posto particolare insistenza sul tema della riunificazione dell’Irlanda, ma con tutta probabilità ora cercherà di organizzare un referendum per proporre il distacco dalla Gran Bretagna e la riunificazione con la Repubblica d’Irlanda. Tuttavia, per il momento sarà Londra a decidere: secondo quanto stabilito dagli accordi di pace, infatti, il voto popolare sarà concesso solo quando sarà chiaro che la maggioranza è a favore.

Il Belfast Agreement aveva messo fine a decenni di lotte definendo un confine aperto sull’isola e bilanciando il potere unionista, protestante e di maggioranza, con quello nazionalista, cattolico e in minoranza. Tuttavia le tendenze demografiche hanno cambiato questo equilibrio, segnando una rapida crescita della popolazione cattolica. Inoltre, secondo alcune analisi, la Brexit avrebbe avuto un importante ruolo nel determinare l’esito di queste elezioni. Non vi sarebbe, infatti, un’improvvisa svolta nel sentimento nazionalista irlandese, quanto più un profondo sentimento di insoddisfazione dell’elettorato unionista, che ha dato maggior peso alle questioni economiche rispetto che alle lotte di parte.

La Brexit ha infatti complicato lo status dell’Irlanda del Nord, parte del Regno Unito ma confinante con un Paese membro dell’Unione europea, la Repubblica d’Irlanda. Una delle conseguenze è stata la stipula di un complesso accordo commerciale, il Protocollo dell’Irlanda del Nord, che impone controlli al confine per le merci in ingresso provenienti dal Regno Unito e che, secondo molti unionisti, ha contribuito ad aumentare il sentimento di separazione tra i due lati del Mare d’Irlanda. Il DUP ha inizialmente approvato l’accordo, salvo poi cambiare idea e ritirarsi dall’ultimo governo dell’Irlanda del Nord in segno di protesta, mossa non gradita all’elettorato.

Con il risultato di queste elezioni Sinn Fein avrà diritto a scegliere il primo ministro locale, mentre PDU sceglierà il viceministro. Tuttavia, gli unionisti hanno già dichiarato di non voler entrare a far parte di un governo a guida nazionalista. L’eventuale stallo che così si viene a prefigurare renderebbe il passaggio in gran parte simbolico e imporrebbe l’amministrazione diretta da parte di Londra.

[di Valeria Casolaro]

India, premio internazionale a progetto di conservazione dei grandi felini

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Il direttore esecutivo della Snow Leopard Trust, un’organizzazione per la conservazione dei leopardi delle nevi con sede in India, ha vinto questa settimana il premio Whitley per aver elaborato un modello di conservazione della popolazione dei grandi felini in 12 Paesi, tra i quali India, Pakistan e Afghanistan. Il suo sistema pionieristico si fonda sulla conservazione basata sulla comunità, ovvero nel fornire ai membri delle comunità locali strumenti e conoscenze per occuparsi della tutela e della conservazione degli animali. Il premio, 100 mila sterline, sarà utilizzato per esportare il modello in altri Paesi.

Vulvodinia: la malattia che in Italia è ancora invisibile

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Alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica è stata depositata una proposta di legge per il riconoscimento di vulvodinia e neuropatia del pudendo. Malattie considerate “invisibili” perché ancora non ufficialmente riconosciute come tali. Anche se la vulvodinia, di cui soffre in media una donna su sette, è stata appena riconosciuta dall'Organizzazione mondiale della sanità nell'ultima revisione della classificazione internazionale delle malattie. Da gennaio 2022 rientra nell'ICD-11, categoria che riunisce il dolore correlato alla vulva, alla vagina o al pavimento pelvico. Un motivo in ...

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Filippine, al via oggi elezioni presidenziali

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Avranno il via oggi nelle Filippine le elezioni presidenziali, definite dagli analisti le più importanti della storia recente del Paese. Sono 10 i candidati in lizza per sostituire il presidente uscente Duterte, fortemente criticato per il suo governo violento e repressivo. Secondo le analisi, solamente due candidati hanno possibilità di vittoria: Ferdinand Marcos Jr, figlio dell’ex dittatore Marcos, e Leni Robredo, che ha promesso un governo più democratico. Saranno 67,5 milioni i filippini chiamati al voto, insieme all’1,7 milioni residenti all’estero. Non ci sarà un secondo turno di votazioni.