lunedì 3 Ottobre 2022

Iron Beam: il “muro laser” di Israele

Naftali Bennett, in un discorso all’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale di Tel Aviv, ha annunciato il nuovo sistema di difesa di Israele: Iron Beam, “raggio di ferro”, altrimenti chiamato Laser Wall.  In un primo momento il sistema di difesa affiancherà il famoso Iron Dome, la “cupola di ferro”, ovvero una vasta gamma di radar, sensori e batterie missilistiche utilizzate per intercettare i razzi in volo; in futuro, invece, il sistema di difesa sarà interamente costituito da armi laser che schermeranno l’intero territorio governato da Israele. Il “muro laser” dovrebbe entrare in funziona a partire dal prossimo anno.

«Questo ci permetterà, nel medio-lungo termine, di circondare Israele con un muro laser che ci difenderà da missili, razzi, UAV e altre minacce che essenzialmente porteranno via la carta più forte che i nostri nemici hanno contro di noi», ha detto Bennett durante il discorso di presentazione.

Durante il discorso e la presentazione del “muro laser”, il Primo Ministro Bennet si è scagliato con forza e aperta ostilità nei confronti dell’Iran: «La campagna per indebolire l’Iran è iniziata. Questa campagna è in tutte le dimensioni: azioni nucleari, economiche, cibernetiche, aperte e segrete, da sole e in cooperazione con gli altri. Più debole è l’Iran, più deboli sono i suoi delegati. Più affamato è il polpo, più i suoi tentacoli si avvizziscono». Secondo Bennet la schermatura laser è da considerarsi come un asso nella partita contro l’Iran, permettendo ad Israele di sventare attacchi nemici «con un impulso elettrico che costa pochi dollari». Inoltre, Israele si dice pronto a condividere la tecnologia con gli alleati nella regione mediorientale in chiara ed esplicita funzione anti-iraniana.

I primi test che sono stati fatto dall’esercito avrebbero assicurato il 100% di precisione alla distanza di 1 chilometro. Sebbene la sperimentazione sia stata effettuata montando la tecnologia laser su piccoli aerei che hanno centrato vari e diversi obiettivi in volo, la volontà espressa dal ministero della difesa è quella di costruire armi laser con una potenza di 100 kilowatt ed una portata di 20 chilometri.

Iron Beam high-energy laser (HEL), sviluppato da Rafael Advanced Defense Systems, permetterebbe di abbattere gli enormi costi che servono per tenere attiva e in funzione la “cupola di ferro” e sarebbe di una efficacia maggiore, distruggendo il bersaglio nemico circa quattro secondi dopo che i due laser a fibra ottica ad alta energia vi siano entrati in contatto.

Le armi ad energia diretta sono in rapido sviluppo in tutte le maggiori potenze mondiali e sono parte della nuova corsa agli armamenti. Dal Rapporto sul mercato globale dei sistemi d’arma laser 2022 si legge che il valore di questo settore ammonta attualmente a 4,81 miliardi di dollari e che nel corso dell’anno crescerà fino 5,39 miliardi; le proiezioni attuali indicano che nel 2026 il mercato delle armi laser varrà circa 8,53 miliardi di dollari.

Oltre la già citata israeliana Rafael Advanced Defense Systems, tra i principali attori nel mercato globale dei sistemi d’arma laser sono Applied Technology Associates, Boeing, Elbit Systems Ltd., General Atomics, BAE Systems, Lockheed Martin Corporation, MBDA, Northrop Grumman Corporation, Raytheon Technologies Corporation, Rheinmetall AG, Thales Group, Kratos, Leidos, Leonardo.

[di Michele Manfrin]

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