sabato 7 Febbraio 2026
Home Blog Pagina 1295

Cremlino: adesione Finlandia alla NATO è una minaccia per la Russia

0

L’adesione della Finlandia alla NATO rappresenta una minaccia per la Russia: è ciò che avrebbe affermato il ​​portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass. «Un’ulteriore espansione della NATO non rende il nostro continente più stabile e sicuro», avrebbe aggiunto Peskov, sottolineando che la Russia elaborerà le misure necessarie per garantire la propria sicurezza. La risposta di Mosca dipenderà però dalla misura in cui «le infrastrutture militari si avvicineranno ai nostri confini», avrebbe precisato in tal senso il portavoce del Cremlino.

Strage di Viareggio: il sindaco prende i soldi e ritira il comune dal processo

1

«È una pugnalata che ci arriva al cuore, è un rigirare il coltello nella piaga», ha affermato ai microfoni di Radio Onda d’Urto Daniela Rombi, madre di Emanuela, ragazza di 21 anni morta a seguito delle ustioni riportate nella “strage di Viareggio”, l’incidente ferroviario che il 29 giugno del 2009 costò la vita a 32 persone, ferendone più di un centinaio. Il commento si riferisce alla decisione del sindaco Giorgio Del Ghingaro di ritirare il comune dalla costituzione in sede civile nell’appello-bis del processo sulla strage. Il sindaco di Viareggio ha accettato infatti un risarcimento da 200.000 euro, che va ad aggiungersi ai 2,8 milioni incassati nel 2011 dal governo precedente. Il rimborso è stato, invece, rifiutato dai parenti delle vittime che cercano giustizia per quanto accaduto la sera del 29 giugno del 2009, quando un treno merci che trasportava gas gpl deragliò, provocando l’enorme esplosione che investì ogni cosa nel raggio di oltre 100 metri causando la strage.

In questi anni, mentre il comune portava avanti la battaglia giudiziaria, la parte restante del versamento era rimasta congelata, anche in seguito all’autocritica del sindaco che ha accettato il patto nel 2011, Luca Lunardini, il quale ha dichiarato di aver commesso «un grave errore, dovuto anche al fatto di essere stato consigliato male». A marzo, però, la parte mancante è stata trasferita da Assicurazioni Generali nelle casse pubbliche viareggine, con conseguente ritiro da parte del comune dall’appello-bis, alimentando un coro di critica rivolto al sindaco Del Ghingaro, che attualmente governa sulla maggioranza delle liste civiche nate a suo sostegno.

[di Salvatore Toscano]

Il lungo viaggio di Munduruku: dall’Amazzonia all’Europa per chiedere giustizia

1

Come rappresentante del proprio popolo e dei diritti troppo spesso a loro negati, l’attivista indigena Maria Leusa Kaba Munduruku ha deciso di viaggiare oltreoceano e parlare direttamente con le aziende responsabili della devastazione della sua terra, facendo appello all’Europa. Un anno fa la donna ha visto il proprio villaggio letteralmente attaccato dagli invasori e la sua casa è andata in fiamme. I minatori si sono impossessati dei luoghi dell’Amazzonia in cui tribù come quella di Maria Leusa vivono da sempre, non solo danneggiando il territorio e l’ambiente ma calpestando i diritti di intere popolazioni.E visto come il presidente Jair Bolsonaro non agisca in favore della protezione delle popolazioni indigene, ma anzi trovi ogni scusa per annientare intere etnie, allora la donna ha deciso di chiedere l’intervento europeo.

L’intenzione di Maria Leusa, la quale ha dovuto letteralmente fuggire con i bambini perché minacciata dai minatori, è quella di assicurarsi che l’Europa lavori sulla creazione di una valida legislazione. Un intervento che possa andare oltre le aziende europee e possa arrivare a proteggere l’Amazzonia quando necessario. Perché altrimenti, chi ha potere nelle terre ormai notoriamente devastate e continuamente minacciate da altri interventi aggressivi, non solo non agirà per la protezione dei popoli e dell’ambiente, ma continuerà a ostacolare ogni possibile atto volto alla rivendicazione dei diritti dei popoli e della terra in cui essi vivono, e rispettano.

Il Governo brasiliano è ancora intento a fare approvare la discussa legge (PL191) volta a legalizzare l’attività mineraria nelle terre in cui vivono i popoli indigeni, questo nonostante il Brasile abbia raggiunto il doppio del record precedente per numero di ettari di foresta amazzonica andati perduti, tra il disboscamento intensivo, l’agricoltura e l’estrazione mineraria. Anzi, nonostante proteste, mobilitazioni e appelli alla Corte internazionale, le ingiustizie e gli interventi invasivi hanno subito un netto aumento dall’inizio del 2022. E allora oltre all’ostilità del governo brasiliano, anche l’Europa tanto intenta a una svolta green, è stata pesantemente criticata. Come sottolinea Maria Leusa, per ogni intervento incontrollato delle aziende europee, c’è il sangue di persone innocenti e il dolore della Terra. Le ONG hanno chiarito come l’Europa abbia un ruolo essenziale nella distruzione dell’Amazzonia, aziende e banche europee hanno infatti finanziato e acquistato prodotti causa e conseguenza della deforestazione. Allora da Bruxelles a febbraio è stato deciso di creare una legge apposita, così da vietare l’importazione di materie prime legate alla deforestazione e al degrado forestale, come legno e soia.

Ma per quanto la proposta di nuove linee su una sostenibilità aziendale sembrasse un’azione storica e salvifica, “Solo l’1 percento più delle aziende in Europa sarà preso di mira dalle regole proposte”, sottolineano gli attivisti. I continui danni ambientali dovrebbero essere vietati una volta per tutte e invece anche le nuove legislazioni sembrano non prendere mai davvero una decisione che cambi le sorti dell’Amazzonia, dei popoli, del Pianeta.

La proposta è ora in discussione al Parlamento Europeo, e la leader dei Munduruku si è presentata fisicamente così da assicurarsi che l’Europa ammetta le sue colpe e possa rendersi conto dell’importanza del suo ruolo. Ma certo per attivisti come Maria Leusa c’è da costruirsi una corazza, visto come gli incontri non vadano come sperato. Giovedì scorso la donna ha infatti viaggiato verso Berna, in Svizzera con altri rappresentanti indigeni, confrontandosi con i dirigenti delle raffinerie d’oro Metalor, Précinox e Argor Heraeus e l’Associazione svizzera dei produttori e dei commercianti di metalli preziosi (ASFCMP). Società molto attive in territorio europeo e per questo soggette alle regole proposte. Con le cinque tonnellate d’oro arrivate dall’Amazzonia in Svizzera, il Paese è stato il secondo importatore di oro brasiliano nel 2021, subito dopo il Canada. È stata la Società tedesca per le persone minacciate (STP) a sottolineare l’entità e l’origine delle esportazioni, che sono partite anche dalla terra in cui vivono i Munduruku, popolo di Maria Leuasa.

Per quanto l’azienda abbia chiarito come ogni attività sia stata ben controllata assicurandosi che la catena di approvvigionamento fosse libera da violazioni dei diritti umani, gli attivisti continuano a credere che l’oro arrivato in Svizzera sia “macchiato”. Consapevoli della mancanza di prove, gli attivisti confrontatosi con i grandi capi aziendali dopo avere raccontato la loro drammatica storia e mostrato la loro ricerca di responsabilità, si sono sentiti presi in giro e guardati con indifferenza. La stessa Maria Leusa Kaba Munduruku, la quale ha raccontato la propria storia in una lunga intervista per Politico ha riassunto l’incontro di giovedì scorso. La donna ha speso parole durissime per sintetizzare ciò che ha provato nel cercare di confrontarsi con governi, dirigenti e chiunque si trovi ai vertici: «Quello che sembra importare alle persone che abbiamo incontrato è l’oro e non le vite dei gruppi indigeni. Ad essere onesti non riuscivo nemmeno a guardarli dritto in faccia».

[di Francesca Naima]

Le opposizioni contro Draghi: sulla guerra riferisce anche in Parlamento o solo a Biden?

4

Il presidente del Consiglio Mario Draghi svolgerà nella mattinata di giovedì 19 un’informativa in aula al Senato sulla crisi in Ucraina, per poi replicare alle 11:30 alla Camera. Al termine dell’informativa, che consiste in una serie di interventi verbali, non sono previste risoluzioni, quindi alcun voto. Inizialmente la scelta era ricaduta sul question time, con risposte alle interrogazioni parlamentari, tra le critiche dell’opposizione che chiedevano invece delle comunicazioni da parte di Draghi con successivo voto. Alternativa ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico di calendarizzare tali comunicazioni, in modo da “poter presentare risoluzioni, certamente più idonee e costruttive in termini di dibattito politico nonché unico strumento per impegnare il Governo a prendere una posizione politica approvata dal Parlamento”.

La critica si è poi estesa alle modalità di diffusione della notizia dell’incontro con Draghi (attraverso agenzie di stampa e non canali ufficiali) e allo strumento stesso dell’informativa, che “risolve” un dibattito complicato, come quello relativo all’Ucraina, attraverso una serie di brevi interventi. “Qualora dovesse permanere la volontà governativa di rendere l’informativa, ciò costituirebbe un’ulteriore riprova della debole rilevanza della Camera dei deputati e all’interno dell’assetto costituzionale e all’interno dell’assetto politico italiano”, concludono i deputati nella lettera a Fico. Nei giorni scorsi, il Movimento 5 Stelle ha chiesto al presidente del Consiglio le comunicazioni urgenti sull’escalation della guerra in Ucraina, mentre le componenti Movimenta e Alternativa del gruppo Misto della Camera hanno chiesto delucidazioni in merito “al massiccio invio di armi a Kiev” e all’oggetto del bilaterale avvenuto negli Stati Uniti, che ha visto coinvolti Joe Biden e Mario Draghi. Prima della sua partenza, il presidente del Consiglio italiano non ha consultato il Parlamento, seguendo la strada solitaria intrapresa dall’esecutivo in materia di guerra in Ucraina, e non solo.

Durante i mesi del governo Draghi, Camera e Senato hanno potuto discutere in termini marginali gran parte delle proposte avanzate dall’esecutivo, visto il massiccio ricorso all’istituto della questione di fiducia. Gran parte dei disegni di legge approvati portano la firma del governo, essendo di conversione dei decreti-legge, uno strumento di eccezionalità e urgenza. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, la distanza tra esecutivo e Parlamento si è ampliata, con il primo che ha deciso di ricorrere alla fiducia sui provvedimenti in materia, come nel caso dell’aumento delle spese militari, e di non divulgare la lista degli armamenti inviati a Kiev, optando per liste secretate rese note in parte dalle forze filo-russe.

[Di Salvatore Toscano]

NATO, Finlandia chiede adesione “senza indugio”

0

“La Finlandia deve presentare domanda per l’adesione alla Nato senza indugio. Ci auguriamo che i passaggi a livello nazionale ancora necessari per formalizzare questa decisione vengano presi rapidamente entro i prossimi giorni”. Lo hanno annunciato in una nota congiunta il presidente finlandese, Sauli Niinisto, e il primo ministro, Sanna Marin. Gli eventi recenti hanno reso necessario “un avvicinamento all’Alleanza e ai suoi membri”. Entrare nella Nato vorrebbe dire “rafforzare la sicurezza della Finlandia”, si legge nel comunicato. Al suo interno viene citata anche la vicina Svezia che a questo punto potrebbe annunciare la medesima decisione nelle prossime ore.

L’Ente nazionale della salute USA ha ricevuto milioni di dollari da fonti ignote

2

Centinaia di milioni di dollari sono stati pagati agli scienziati del National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti, dal 2009 ad oggi. La rivelazione è opera dell’ONG statunitense OpenTheBooks che, dal 2011, opera in favore della trasparenza riguardo ai soldi spesi dalle agenzie federali statunitensi, contribuendo a smascherare le storture del sistema USA e i miliardi di dollari usciti in maniera non trasparente dalle casse statali. Questa volta, il rapporto pubblicato da OpenTheBooks, riguarda soldi che sono fluiti direttamente nelle casse dell’ente. Nello specifico, milioni di dollari che da terze parti sono finiti nelle tasche di dirigenti, funzionari, medici e scienziati dell’agenzia federale statunitense che si occupa di salute.

Secondo OpenTheBooks, i pagamenti effettuati in favore di persone che lavorano per agenzie federali potrebbero rappresentare un potenziale conflitto di interessi e necessitano quindi di divulgazione. OpenTheBooks accusa il NIH di non rispettare il “Freedom of Information Act” e di utilizzare i soldi dei contribuenti per tenere nascoste delle informazioni che invece dovrebbero essere pubbliche e trasparenti, manipolando inoltre i documenti che l’Istituto deve adesso rendere noti.

Grazie alla causa federale intentata da OpenTheBooks contro il NIH, l’agenzia federale è stata costretta a rivelare oltre 22.100 pagamenti di royalty, per un totale di quasi 134 milioni di dollari, pagati all’agenzia e a quasi 1.700 scienziati dipendenti del NIH. I pagamenti resi noti fino ad ora, grazie all’azione dell’organizzazione guidata da Adam Andrzejewski, riguardano il periodo 2009-2014. Infatti, delle circa 3.000 pagine che il NIH è costretto a pubblicare, solo 1.200 sono state presentate ai cittadini statunitensi, con un ritmo di 300 pagine al mese. Inoltre OpenTheBooks denuncia la manipolazione dei documenti da parte del NIH, il quale omette l’importo di ogni singolo pagamento e da chi questo sia stato effettuato; dettagli di non poco conto che impediscono di fatto ai cittadini di sapere chi ha finanziato l’ente nazionale della salute. Secondo le stime effettuate da OpenTheBooks, sarebbero circa 350 milioni di dollari il totale delle royalty pagate da terze parti nell’intero periodo 2009-2020.

Tra coloro che hanno ricevuto somme di denaro troviamo le più alte cariche dell’agenzia. Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), e consigliere medico capo del Presidente Biden, ha ricevuto 23 pagamenti. Francis Collins, direttore del NIH dal 2009 al 2021, ha ricevuto 14 pagamenti in royalty. Clifford Lane, vice direttore del NIAID, ha ricevuto 8 pagamenti. Come già detto, non è dato sapere l’ammontare delle somme di ogni singola royalty e da chi questa sia stata pagata.

L’organizzazione non governativa accusa l’agenzia federale di essere una porta girevole fatta di miliardi di dollari tra sovvenzioni governative e pagamenti che i privati forniscono in maniera non trasparente tramite royalty. Il fondatore di OpenTheBooks, Adam Andrzejewski, si domanda: «Quando un burocrate federale appare in televisione dandoci istruzioni sulla salute, chi li ha pagati e per quale ricerca e tecnologia? Quando un paziente accetta una sperimentazione clinica o un trattamento sperimentale, quali interessi finanziari sono coinvolti?»

[di Michele Manfrin]

Usa, la Camera approva 4 misure contro Russia e Bielorussia

0

La Camera statunitense ha approvato quattro provvedimenti contro la Russia e la Bielorussia. La prima misura punta a escludere i funzionari russi dalla partecipazione a incontri del G20, del comitato di Basilea per gli standard bancari e del Financial Stability Board. Il secondo provvedimento riguarda, invece, la sospensione dei pagamenti multilaterali dovuti da Kiev, mentre il terzo chiarisce che le controllate estere di istituzioni americane dovranno rispettare le sanzioni imposte dall’amministrazione Biden a Russia e Bielorussia. Infine, la quarta misura vieta al Tesoro americano di prendere parte a transazioni che riguardano lo scambio di Special Drawing Rights, i diritti speciali di prelievo che rappresentano la valuta del Fondo monetario internazionale (FMI), controllati da Russia o Bielorussia.

Mercoledì 11 maggio

0

6.00 – Usa, la Camera approva il nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina da 40 miliardi di dollari.

8.20 – Shireen Abu Aqleh, giornalista di Al Jazeera, uccisa in Palestina: il quotidiano afferma che è stata colpita “a sangue freddo da un soldato israeliano”.

10.00 – El Salvador: donna condannata a 30 anni di carcere per un aborto spontaneo.

12.30 – Il Senato ha approvato in via definitiva la legge Salvamare.

13.00 – L’Ue presenta la legge per combattere gli abusi sui minori online.

13.30 – Muore lo storico britannico Paul Ginsborg, fondatore del movimento dei “girotondi” insieme al professor Francesco Pardi.

14.30 – Dal 16 maggio stop all’obbligo di indossare la mascherina sui voli nell’Ue.

14.50 – Il premier britannico Boris Johnson firma un patto di difesa militare con Svezia e Finlandia.

16.00 – Il Senato approva il ddl per il riconoscimento del Teatro Regio di Parma come monumento nazionale.

17.10 – Draghi a Washington: «Priorità è pace ma non a scapito dell’Ucraina. Tutti devono fare uno sforzo, Usa inclusi».

18.30 – Hacker russi attaccano i siti istituzionali dell’Italia: irraggiungibili portali di Senato e Difesa.

Attacco hacker a siti italiani: colpiti Senato e Ministero della Difesa

0

È in questi istanti in corso un attacco hacker nei confronti di alcuni siti web italiani, tra cui il sito del Senato e quello del Ministero della Difesa. L’attacco informatico, che sarebbe stato rivendicato dal collettivo filo-russo Killnet, al momento non avrebbe compromesso le infrastrutture. Starebbe però rallentando, se non rendendo impossibile, l’accesso ai siti presi di mira.

Dal Senato arriva l’ok definitivo al ddl Salvamare: ecco cosa contiene

1

Nella giornata di oggi l’Aula del Senato ha dato il via libera, con 198 voti a favore, nessun contrario e 17 astensioni, al cosiddetto ddl Salvamare. Il provvedimento, avente ad oggetto il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne nonché la promozione dell’economia circolare, è stato approvato in via definitiva. Il percorso che ha portato a tale esito, però, è stato alquanto lungo: l’iter parlamentare, infatti, era cominciato nel lontano 2019 su iniziativa dell’allora ministro dell’ambiente Sergio Costa, che oggi esulta per il risultato ottenuto. Il fatto che ci sia voluto del tempo per giungere all’approvazione definitiva del ddl, infatti, quasi passa in secondo piano analizzando quello che è il contenuto del provvedimento, che tutela in maniera importante l’ecosistema marino. È quanto emerge soffermandosi sui dettagli del testo che, seppur non ancora pubblicati sul sito del Senato, sono stati diffusi dall’agenzia di stampa parlamentare PublicPolicy.

In tal senso, innanzitutto il provvedimento disciplina la gestione dei rifiuti pescati casualmente. Questi ultimi, definiti rifiuti accidentalmente pescati (Rap), sono precisamente i rifiuti raccolti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune dalle reti durante le operazioni di pesca nonché quelli raccolti occasionalmente nei medesimi luoghi con qualunque mezzo. Ebbene, il comandante della nave o semplicemente il conducente del natante potrà portare, dopo averli pesati, tali rifiuti all’impianto portuale appositamente predisposto per la raccolta dall’Autorità di sistema portuale o dal Comune. Il conferimento è gratuito per il soggetto in questione, in quanto i costi di gestione sono a carico della collettività: una componente – di cui sostanzialmente si occupa l’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) – viene infatti aggiunta alla tassa o tariffa sui rifiuti. Tali disposizioni sono in linea con la direttiva europea n. 883 del 2019 dell’Ue, la quale infatti prevede che anche i rifiuti accidentalmente pescati debbano essere raccolti.

Il ddl, poi, definisce anche i rifiuti volontariamente raccolti (Rvr), facendo rientrare in tale deonominazione tutti quelli raccolti mediante i sistemi di cattura, purché questi ultimi non interferiscano con “le funzioni ecosistemiche dei corpi idrici”. In tal modo, pare che si voglia dunque agevolare ed incentivare le attività di raccolta effettuate volontariamente, finora rese difficoltose, se non addirittura vietate. Vere e proprie campagna di pulizia possono inoltre essere attuate in modo da favorire la raccolta volontaria dei rifiuti, che può dunque essere effettuata mediante i sistemi di cattura sopracitati: la dettagliata disciplina a riguardo, però, viene rimessa ad un decreto ministeriale. Sempre in ottica campagna di pulizia, il provvedimento prevede un riconoscimento ambientale a favore degli imprenditori ittici che partecipano alle stesse, nonché per quelli che utilizzano materiali di ridotto impatto ambientale e conferiscono i rifiuti. Un riconoscimento può infine essere attribuito anche da parte del Comune ai possessori di imbarcazione che raccolgono e conferiscono a terra i rifiuti in plastica accidentalmente pescati così come quelli volontariamente raccolti. In ottica prevenzione, inoltre, il ddl si occupa anche delle attività di monitoraggio e controllo dell’ambiente marino: a riguardo, il provvedimento demanda a specifiche linee guida interministeriali, da diffondere entro tre mesi, di stabilire il quadro all’interno del quale far rientrare le attività tecnico-scientifiche funzionali alla protezione dell’ambiente marino che comportano l’immersione subacquea in mare al di fuori degli ambiti portuali.

Venendo poi nello specifico alle misure relative alla raccolta dei rifiuti nei fiumi, il provvedimento impone alle Autorità di distretto di introdurre nei propri atti di pianificazione delle misure sperimentali che – rispettando le esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi – siano utili a catturare i rifiuti galleggianti ed impedire così che gli stessi arrivino in mare. Viene dunque affidato al Ministero della transizione ecologica l’avvio di un programma sperimentale triennale a riguardo.

Ad un decreto del ministro della Transizione ecologica, inoltre, viene dato il compito di determinare i criteri e le modalità con cui tutti i tipi di rifiuti – sia quelli raccolti accidentalmente che quelli raccolti volontariamente – non possono più essere definiti come rifiuti. A tal proposito, infatti, il ddl contiene delle disposizioni in ottica “gestione delle biomasse vegetali spiaggiate”, prevedendo la loro reimmissione nell’ambiente naturale. In più, sempre ad un decreto ministeriale viene destinata la definizione di criteri specifici per la disciplina di autorizzazione degli scarichi degli impianti di desalinizzazione. Con riferimento a questi ultimi, infatti, il provvedimento prevede la preventiva valutazione di impatto ambientale.

Inoltre viene data la possibilità di effettuare campagne di sensibilizzazione sulla gestione dei rifiuti urbani alle Autorità di sistema portuale e ai comuni territorialmente competenti, mentre nelle scuole di ogni ordine e grado viene promossa la realizzazione di attività atte a rendere gli studenti consapevoli dell’importanza della conservazione dell’ambiente e delle corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Infine, viene anche istituito presso il ministero della Transizione ecologica un tavolo interministeriale di consultazione permanente, le cui funzioni sono relative al contrasto dell’inquinamento marino, all’ottimizzazione dell’azione dei pescatori ed al monitoraggio dell’andamento del recupero dei rifiuti.

[di Raffaele De Luca]