Il Parlamento polacco ha vietato gli allevamenti di animali da pelliccia

Con 339 voti a favore, 78 contrari e 19 astensioni, il Parlamento polacco ha approvato una legge che vieta l’esistenza di allevamenti di animali da pelliccia, rendendo così la Polonia il 23° Paese dell’Unione Europea a prendere misure in questo senso. Si tratta di un notevole passo avanti nella tutela degli animali, considerato che la Polonia è il terzo più grande produttore al mondo di pellicce (dopo la Cina e la Danimarca), con circa 3,5 milioni di animali uccisi ogni anno per trasformarli in capi alla moda. La legge tutelerà visoni, volpi e procioni, ma non comprende i conigli. Per diventare definitiva, dovrà ora essere approvata dal Senato per poi essere firmata dal presidente.

Gli animali da pelliccia, che vengono allevati solamente per via della bellezza del loro pelo, sono spesso sottoposti a maltrattamenti indicibili. Una recente inchiesta di PETA Germania (People for Ethical Treatment of Animals, l’organizzazione internazionale per la tutela degli animali) condotta in cinque allevamenti polacchi ha rivelato come volpi e procioni fossero stipati in gabbie in filo metallico incrostate di sporcizia e feci e come gli animali tendessero a impazzire e a sviluppare malattie gravi, con conseguenti sofferenze, a causa del confinamento in spazi incredibilmente ristretti. La PETA ha quindi festeggiato la decisione del parlamento polacco, definendola una «grande vittoria, soprattutto per i visoni, volpi e procioni.

Salgono così a 23 i Paesi nell’Unione che hanno preso decisioni simili, con la Norvegia che si è aggiunta alla lista solamente pochi mesi fa e la Lituania che introdurrà definitivamente la detenzione, l’allevamento, la vendita e qualsiasi trasferimento di animali allo scopo di produzione di pelliccia a partire dal 1° gennaio 2027 (con indennizzi per gli allevatori che decidano di interrompere le attività prima di tale data). In Italia, gli allevamenti da pelliccia sono vietati a partire dal 1° gennaio 2022, anche se è ancora possibile importare i prodotti finiti dall’estero.

In generale, negli ultimi 10 anni è stato registrato un forte calo, a livello mondiale, nella realizzazione di pellicce, la cui produzione è diminuita dell’85% dal 2013. Solamente nell’Unione Europea, si è passati dalle 18 milioni di pellicce di visone prodotte nel 2020 alle 7,5 milioni del 2022, con un crollo nella produzione di 11,5 milioni di capi in soli due anni. Le pellicce di volpe, invece, sono passate da 1,2 milioni a 700 mila nello stesso periodo. Anche in Cina, principale produttore a livello mondiale, i numeri sono drasticamente calati: da 9,3 a 5,8 milioni di capi in visone in meno, da 12 a 8 milioni di capi in volpe.

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