venerdì 7 Ottobre 2022

Anche l’Italia dice addio agli allevamenti di pellicce

Dal primo gennaio 2022 in Italia non sarà più possibile allevare animali di qualsiasi specie con lo scopo di ricavarne pellicce. Divieto previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio approvato martedì in Commissione Bilancio del Senato. L’Italia seguirà la scia dei già venti Paesi europei in cui esistono interdizioni simili, possibile grazie all’emendamento numero 157.04 che prevede la dismissione degli allevamenti esistenti di animali da pelliccia entro e non oltre il 30 giugno 2022. Un grande traguardo se si pensa ai circa 60.000 visoni uccisi ogni anno in Italia e alle svariate specie animali allevate in cattività e poi uccise per ricavarne pellicce.

La manovra rappresenta una tappa fondamentale di una strada intrapresa dallo scorso novembre. Con l’esistenza dei focolai di Covid negli allevamenti di visoni, il ministero della Salute aveva ordinato la sospensione delle attività al loro interno, fino a dicembre 2021. Anche grazie a diverse campagne delle associazioni animaliste, si chiedeva non più una sola sospensione temporanea ma una chiusura definitiva. Così, da giugno del prossimo anno i cinque allevamenti ancora esistenti in Italia dovranno essere completamente smantellati. La loro fine vuole però essere una rinascita in chiave completamente diversa: la legge prevede l’assegnazione (entro la fine di gennaio 2022) di tre milioni di euro per la riconversione delle strutture in impianti agrivoltaici (un’agricoltura figlia dell’energia rinnovabile).

Sono previsti anche indennizzi per le strutture che dovranno chiudere i battenti e per quanto riguarda la nuova sistemazione degli animali ora in cattività è necessario attendere l’emanazione, entro il 31 gennaio 2022, di un decreto dei ministeri della Transizione ecologica, dell’Agricoltura e della Salute. Una notizia che dà sicuramente speranza e si aggiunge a diversi provvedimenti che cercano di rendere l’Europa un luogo più “umano”, dove viga il rispetto per ogni specie. Per quanto ci sia ancora molto da fare, è giusto riconoscere l’importanza di alcune azioni, come la recente iniziativa volta a mettere fine alla sperimentazione animale in Europa, la Francia intenta a migliorare esponenzialmente il benessere animale, il primo sì del Senato italiano per la tutela dell’ambiente e degli animali in Costituzione, il divieto all’importazione di animali esotici approvato in Italia e, sempre nel Bel paese, l’approvazione dell’emendamento per vietare l’abbattimento dei pulcini maschi.

[di Francesca Naima].

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