giovedì 25 Luglio 2024

Fondazione per la Scuola: l’istruzione pubblica sempre più al servizio di interessi privati

Lo scorso 24 giugno, UniCredit, Banco BPM, Enel Italia S.p.A, Leonardo S.p.A e Autostrade per l’Italia hanno presentato a Milano la Fondazione per la Scuola Italiana, ente «no-profit» che opererà in coordinamento con il ministero dell’Istruzione e del Merito per gestire risorse ed esigenze del mondo dell’istruzione attraverso lo sviluppo di progetti e bandi. L’evento, che segna un ulteriore passo verso la subordinazione della scuola pubblica agli interessi privati, è passato quasi del tutto in sordina. Nel board della Fondazione, che entro il 2029 intende raccogliere 50 milioni di euro da aziende, privati e bandi, vi sono professori universitari, ma anche presidenti di altre fondazioni private e di banche. La nascita della Fondazione rappresenta un ulteriore tassello del piano neoliberale promosso dal Word Economic Forum (e dal suo modello di New Educational Institution) e si pone in continuità con la riforma della scuola italiana, iniziata nel 2022 con l’introduzione dei licei TED, cui collaborano colossi privati.

La Fondazione per la Scuola Italiana, stata presentata presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, si occuperà dunque di recepire le esigenze territoriali e ottimizzare l’allocazione di risorse, attraverso lo sviluppo di progetti e bandi nazionali. Per la collaborazione tra il pubblico e il privato è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra il ministero e la Fondazione che riunisce UniCredit, Banco BPM, Enel Italia S.p.A, Leonardo S.p.A e Autostrade per l’Italia. Sul proprio sito, il ministero ha sottolineato come in Italia gli investimenti dei privati nella scuola rappresentino solamente lo 0,5% delle spese totali rispetto alla media OCSE, che invece si attesta al 2%. «All’insegna di una grande alleanza tra pubblico e privato, è importante incoraggiare anche gli investimenti del mondo dell’imprenditoria e della finanza per contribuire a supportare, in sintonia con le politiche pubbliche, il sistema scolastico, rendendolo sempre più competitivo. In questa direzione va la costituzione della Fondazione per la scuola italiana», ha dichiarato il ministro Valditara. Nello svolgimento della propria attività, la Fondazione ha fissato come obiettivo la raccolta di 10 milioni di euro nel primo anno, per arrivare a 50 milioni entro il 2029. Gli ambiti in cui intervenire saranno definiti in coordinamento con il ministero dell’Istruzione e del Merito.

Nominato a presiedere la nuova Fondazione, Stefano Simontacchi, partner dello studio legale BonelliErede. Il Consiglio di Amministrazione è invece formato da Giovanni Azzone (presidente della Fondazione Cariplo), Fabrizio Palenzona (presidente del Gruppo Prelios) e Rosa Lombardi, docente ordinario dell’Università La Sapienza di Roma. Inoltre, la Fondazione si è dotata di un Collegio dei Garanti, formato da Mario Comba, in qualità di Presidente, e dai professori Giampio Bracchi, Francesco Magni, Francesco Manfredi e Anna Maria Poggi, oltre all’avvocato Umberto Ambrosoli (presidente di Fondazione BPM e di Banca Aletti), Maurizio Beretta (presidente della Fondazione Unicredit) e Nicolò Mardegan, direttore delle relazioni esterne di ENEL. «La Fondazione ha lo scopo di fornire, di concerto con il Ministero, un sostegno economico concreto alle istituzioni scolastiche italiane. Aspiriamo a instaurare un dialogo virtuoso tra aziende e istituti per contribuire a rafforzare ulteriormente il sistema scolastico per affrontare le sfide di oggi e di domani», ha dichiarato Stefano Simontacchi.

Andrea Orcel, CEO di UniCredit Group, ha commentato: «UniCredit si impegna a sostenere lo sviluppo delle competenze dei giovani e ciò si aggiunge anche alle iniziative di promozione dell’istruzione che abbiamo realizzato in tutta Europa grazie a UniCredit Foundation e alla strategia sociale del Gruppo. UniCredit conferma così il proprio ruolo attivo nel promuovere un sistema scolastico innovativo e inclusivo puntando a ridurre il divario educativo e a incrementare gli investimenti privati nell’istruzione, essenziali per la crescita e il progresso del Paese». Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, ha invece affermato: «Leonardo ha aderito con entusiasmo alla nascita della Fondazione per la scuola italiana, un progetto pienamente coerente con le attività di outreach del gruppo Leonardo a sostegno della valorizzazione delle discipline Stem. La formazione dei giovani è il miglior investimento possibile per il futuro del Paese». «Il tema dell’istruzione e del capitale umano è cruciale. Lo è perché il mondo delle imprese abbia a disposizione i lavoratori con le giuste competenze e anche, e soprattutto, per una questione di equità sociale. Dobbiamo dare la possibilità ai giovani di costruirsi un futuro. I dati ci dicono oggi che sempre più spesso le imprese hanno difficoltà a trovare le competenze di cui hanno bisogno», le parole di Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia.

A parte le considerazioni e i commenti riguardo l’equità sociale e il futuro dei giovani, quello che emerge è fondamentalmente l’interesse del settore privato a formare i lavoratori di domani, il capitale umano da mettere al servizio dei grandi gruppi privati, più che esseri umani con capacità critiche e cittadini consapevoli con una propria dignità sociale – al di là delle competenze tecniche necessarie al mondo del lavoro che cambia, che pur ci devono essere, ma non come scopo primario della scuola pubblica. Questo si pone in linea di continuità con la riforma della scuola del 2022 e l’istituzione dei licei TED, il cui programma e il cui funzionamento si avvale della rete di grandi gruppi e imprese che aderiscono al Consorzio di aziende CONSEL, tra cui figurano aziende come Microsoft, Eni, Atlantia, Huawei, BNL, Enel, Generali, IBM, Leonardo, Cisco, Nokia, Oracle, Sky, Vodafone e Snam. Tutto quanto rientra poi nel piano neoliberale più ampio portato avanti dal Word Economic Forum e il suo modello educativo “alternativo” per il futuro, chiamato New Educational Institution.

[di Michele Manfrin]

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1 commento

  1. Occorrerebbe che come le squadre di Calcio hanno un Presidente che le sovvenziona, anche le Università e gli Istituti di studi superiori fossero in grado di avere dei Presidenti che le sovvenzionano oltre lo Stato per poter prendere dei Professori anche dall’estero, davvero all’avanguardia specie in materie come elettronica e IA dove conta arrivare primi proprio come nel calcio e con ritorni che sarebbero mille volte tanto.

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