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Dopo il disastro nucleare, il Giappone riavvia il reattore nucleare di Onagawa

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Il reattore numero 2 della centrale nucleare giapponese di Oganawa verrà riavviato, la decisione arriva a 9 anni di distanza dal disastro nucleare di Fukushima. A dare il via libera le autorità locali interessate, Il governatore del Miyagi e i sindaci di Onagawa e Ishinomaki. che hanno dato l’autorizzazione al riavvio del reattore dopo che questo aveva passato dei test di sicurezza nazionale. L’obiettivo annunciato è quello di mettere in moto l’impianto da 825 megawatt a partire dal 2023, in linea con il completamento delle misure di sicurezza imposte dalle autorità, inclusa la costruzione di un muro anti-tsunami alto 29 metri. La centrale di Oganawa si trova a  180 chilometri da Fukushima e durante lo Tsunami del 2011 subì danni un incendio alle turbine che obbligò a fermare la produzione, ma – secondo i tecnici giapponesi – senza comprometterne la sicurezza strutturale.

In seguito all’incidente nucleare, avvenuto nel marzo 2011, oltre 184.000 persone vennero evacuate, Prima del 2011 il Giappone possedeva 54 reattori, un numero sceso a 33 con la dismissione graduale degli impianti più obsoleti. Attualmente solo nove reattori sono in funzione, distribuiti su cinque centrali atomiche.

Almeno 110 migranti sono morti nel Mediterraneo negli ultimi 3 giorni

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Negli ultimi 3 giorni, 3 naufragi hanno causato la morte di almeno 110 persone nel Mediterraneo. Mercoledì, 6 persone sono morte dopo che il gommone su cui viaggiavano si è ribaltato al largo delle coste libiche. Tra le vittime un bambino di 6 mesi. Giovedì, 47 sopravvissuti sono stati portati a riva dalla guardia costiera e dai pescatori, mentre 74 corpi stavano galleggiando a riva. Inoltre, poche ore dopo la denuncia dei corpi, Medici Senza Frontiere ha aiutato 3 donne, uniche sopravvissute ad un altro naufragio con 20 vittime al largo della costa di Sorman, in Libia.

Approfittando del bel tempo di metà autunno, i trafficanti di persone hanno inviato in mare centinaia di migranti nell’ultima settimana. Secondo gli enti di beneficenza, la maggior parte dei viaggi è finita in tragedia.

Italia, reddito famiglie cala del 7,2%: peggior risultato tra i Paesi del G7

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L’OCSE afferma che durante il secondo trimestre 2020 il reddito reale delle famiglie italiane è diminuito del 7,2%. Sebbene quella italiana sia la peggiore tra le performance dei membri del G7, nessun Paese si trova in positivo. La Germania è in calo del 1,2%, la Francia del 2,3% e il Regno Unito del 3,4%. Nonostante la grande perdita rispetto al primo trimestre 2020, OCSE ritiene che a livello internazionale, le misure di sostengo governative stiano continuando a proteggere le famiglie dall’impatto economico del Covid-19.

Nella Via Lattea ci sarebbero almeno 300 milioni di pianeti potenzialmente abitabili

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Secondo gli scienziati, la sola Via Lattea ospiterebbe almeno 300 milioni di pianeti potenzialmente abitabili. Lo afferma la ricerca della Cornell University, basata sui dati forniti dal telescopio spaziale Kepler, che ha esaminato l’universo per otto anni. Lanciato nel 2009, aveva l’obiettivo di scoprire quanti esopianeti (corpi celesti che orbitano intorno ad una stella in sistemi simili a quello solare) ci sono nella nostra galassia, sebbene i risultati ottenuti non si possoano definire valori finali.

La metà delle stelle con temperature simili al nostro Sole potrebbero essere circondate da pianeti rocciosi con acqua e di conseguenza permettere la vita. Alcuni degli esopianeti potenzialmente abitabili potrebbero essere i vicini interstellari della Terra e almeno 4 di loro si trovano entro 30 anni luce dal Sole. Quello più vicino alla Terra è a circa 20 anni luce da noi.

Greenpeace: le temperature africane aumenteranno più velocemente della media globale

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«Le temperature future in Africa aumenteranno a un ritmo più veloce della media globale.» È quanto emerso dal rapporto “Weathering the Storm”, pubblicato da Greenpeace Africa e dai Greenpeace Research Laboratories. La nuova relazione esplora il legame tra eventi meteorologici estremi e cambiamenti climatici in Africa. La crisi climatica sta andando fuori controllo in tutto il continente, minacciandone la salute umana, la sicurezza alimentare, la pace e la biodiversità.

Senza un intervento per ridurre e poi azzerare le emissioni, l’aumento della temperatura di gran parte del continente rischia di arrivare a 6 gradi entro la fine del secolo. Troppo anche rispetto a quanto consentito dall’Accordo di Parigi.

Dopo l’annuncio del vaccino anti-Covid il capo della Pfizer vende le sue azioni per $5,6 mln

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Dopo l’annuncio di aver sviluppato un vaccino contro coronavirus efficace al 90%, l’amministratore delegato della multinazionale americana Pfizer, Albert Bourla, ha venduto le sue azioni dell’azienda per 5,6 milioni di dollari. Bouria ha venduto 132.508 azioni a 41,94 dollari per azione, pari al 62% della sua partecipazione in Pfizer, sfruttando il picco di valore generato dall’entusiasmo delle borse per il possibile vaccino anti-Covid, che in poche ore ha fatto fare un balzo alle azioni della società che guida, rispetto al valore antecedente all’annuncio che era di 36,40 $. La vendita di azioni è stata regolarmente registrata presso la Us Securities and Exchange Commission (l’agenzia americana che supervisiona le operazioni di borsa).

Ovvio l’imbarazzo dell’azienda, la quale si è limitata a dichiarare che “la vendita delle azioni faceva parte della pianificazione finanziaria personale del dottor Bourla”. La Pfizer, lavorando insieme all’azienda tedesca BioNTech, ha investito 2 miliardi di dollari nello sviluppo del vaccino. Secondo la società d’investimenti Morgan Stanley il vaccino, se si dimostrerà realmente efficace arrivando ad essere messo in commercio, potrebbe generare un utile di 13 miliardi solo nel primo anno di vendita.

 

Hong Kong: tutti i parlamentari pro-democrazia si sono dimessi

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Tutti i deputati del governo locale si sono dimessi a seguito dell’espulsione di 4 colleghi del Civic Party. Lo ha comunicato in conferenza stampa Wu Chi-wai, rappresentante dei pro-democrazia nel parlamento di Hong Kong.

La risoluzione adottata dal Parlamento cinese è un’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale imposta alla città lo scorso giugno. Essa prevede che i parlamentari in carica possano essere direttamente privati del loro seggio se promuovono l’indipendenza di Hong Kong e rifiutano la sovranità di Pechino. Chi non rispetta la “nuova struttura costituzionale” è considerato non conforme al requisito di giurare fedeltà alla Regione amministrativa speciale. Quindi espulso.

Perù: il Parlamento destituisce il presidente, in strada esplode la rabbia

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Migliaia di peruviani sono scesi in piazza, ieri a Lima, per protestare contro la destituzione del Presidente Martin Vizcarra, chiedendo le dimissioni del neo incaricato Manuel Merino de Lama. La polizia antisommossa ha usato i lacrimogeni per disperdere la folla ed ha arrestato centinaia di manifestanti. Lunedì il parlamento peruviano ha votato a favore della cacciata del popolare Vizcarra, legata ad un presunto episodio del 2014, in cui avrebbe ricevuto del denaro in cambio di appalti pubblici. Il presidente che, al contrario, ha promosso iniziative anti-corruzione, ha subito negato le accuse.

La situazione mostra la debolezza del sistema politico peruviano e l’accaduto potrebbe mettere a repentaglio la Democrazia. I legislatori, infatti, possono annullare il veto presidenziale con una maggioranza di due terzi e rimuovere il Presidente per motivi vagamente definiti. Molti degli stessi che hanno cacciato Vizcarra, inoltre, dovranno affrontare indagini penali.

Geopolitica del Covid: le potenze mondiali si sfidano nella corsa al vaccino

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Ieri l’annuncio della multinazionale americana Pfizer, che ha annunciato che il suo vaccino anti-Covid risulta efficace al 90%, oggi la risposta del governo russo il quale ha comunicato che, in base ai dati preliminari, il suo vaccino Sputnik V ha un’efficacia del 92%. Nessun vaccino ha ancora terminato la fase III della sperimentazione, quella che avviene direttamente sull’uomo, ma già fioccano gli annunci in quella che sempre di più è una battaglia geopolitica tra nazioni, oltreché economica tra le aziende farmaceutiche. L’annuncio della Pfizer ancora deve essere verificato dalle agenzie indipendenti (per l’Europa se ne occuperà l’Agenzia europea del farmaco) ma l’annuncio ha già provocato un’impennata in borsa e l’accordo con l’Unione Europea che si è affrettata a chiudere un contratto per l‘acquisto di 300 milioni di dosi. L’Europa intende tutelarsi avendo da subito abbastanza dosi del vaccino che si rivelerà efficace e quello con la Pfizer è il sesto contratto di questo tipo chiuso, anche se difficilmente tutti e sei andranno a buon fine.

Nel mondo la corsa al vaccino si è scatenata, correndo sulla stessa linea degli schieramenti geopolitici. Ci sono gli Usa, dove oltre alla Pfizer sono in corsa l’azienda farmaceutica Moderna e la Johnson & Johnson; c’è la Cina, dove i vaccini in sperimentazione sono tre e già testati anche su migliaia di cittadini: uno di produzione privata (Sinovac), uno pubblico (Sinopharm) e uno militare (CanSino); c’è appunto la Russia, con il suo Sputnik V già in fase avanzata di sperimentazione in molti paesi; c’è l’Europa con diversi vaccini in fase di sperimentazione (tra i quali ReiThera, di produzione 100% italiana); ci sono anche Israele (BriLife) e l’India, che punta a produrre un vaccino che possa essere conservato anche a temperatura ambiente e quindi teoricamente ideale per l’esportazione nei paesi più poveri dove mancano infrastrutture mediche di alto livello.

 

150 operai sfruttati e minacciati per costruire yacht di lusso: 8 arresti a La Spezia

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La Guardia di Finanza di La Spezia ha scoperto che una società che realizzava yacht di lusso, sfruttava e minacciava con la violenza 150 dipendenti. Le fiamme gialle, dopo vari accertamenti e intercettazioni, hanno arrestato 8 persone. L’operazione, condotta tra La Spezia, Savona, Ancona e Carrara, si è conclusa con la confisca di circa 900.000 euro.

Gli operai, prevalentemente di origine bengalese, venivano pagati dai 4 ai 5 euro all’ora con turni fino a 14 ore, sotto il controllo di caporali loro connazionali. Nessun giorno di festa o permessi e in caso di infortunio, erano costretti a rilasciare false dichiarazioni al pronto soccorso che li medicava. L’azienda risultava essere in regola sotto ogni profilo: buste paga, permessi, ferie e bonifici. Tuttavia, gli operai erano costretti a restituire parte della retribuzione dichiarata e chi non rispettava queste condizioni, veniva minacciato o subiva violenza fisica.