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Iran: nel giorno del funerale dello scienziato nucleare, Israele attacca ancora

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Secondo assassinio in un meno di una settimana in Iran: il giorno del funerale dello scienziato nucleare Mohsen Fakhrizadeh, ucciso venerdì scorso in un agguato, il network emiratino Al-Arabiya ha dato la notizia di un’altra morte di peso. Secondo alcune fonti, un comandante dei Guardiani della Rivoluzione dell’Iran di cui è ancora da definire l’identità – il nome di battaglia era Muslim Shahdan – è stato preso di mira e successivamente ucciso da un drone mentre viaggiava con altre persone vicino al confine siriano-iracheno.

L’assassinio del pasdaran è stato definito un attacco “hi-tech senza precedenti”. Tutta l’operazione è durata tre minuti: a bordo strada ci sarebbe stata solo una Nissan armata con una mitragliatrice automatica di grosso calibro e comandata dal satellite. Secondo le autorità iraniane, questi agguati portano l’impronta di Israele. Il New York Times ha riportato le dichiarazioni di un funzionario senior del governo israeliano che oltre alla rivendicazione della paternità di Israele sull’operazione, sosteneva che il mondo dovrebbe ringraziare il governo di Benjamin Netanyahu per aver tolto di mezzo lo scienziato che guidava il programma nucleare di Teheran. Secondo il Washington Post, l’uccisione di Fakhrizadeh è avvenuta poco dopo una serie di incontri che hanno coinvolto alti funzionari americani, israeliani e sauditi.

Il presidente iraniano, Hassan Rohani ha assicurato che l’Iran risponderà all’omicidio “al momento giusto e in modo appropriato”, anche se non sembra certo che l’Iran per ora voglia rispondere alla provocazione israeliana. Anzi, il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif ha dichiarato che intende lavorare con il prossimo presidente americano, Joe Biden, allo scopo di “ridurre le tensioni”.

Come viene autorizzato un vaccino (e quali deroghe ci sono per quello contro il Covid)

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Secondo gli esperti, per frenare la diffusione del Sars-Cov2 e tornare alla normalità, sarà necessario che almeno il 70% della popolazione sia guarita o protetta dalla vaccinazione. Ma nessun vaccino è efficace al 100% e l’iter che porta all’approvazione è generalmente lungo e complesso.
Era il 1796 quando Edward Jenner sperimentò con successo il primo vaccino della storia: quello che portò all’eradicazione del vaiolo. Da allora i progressi sono stati esponenziali e ad oggi possiamo contare su almeno cinque differenti tipologie di vaccino. Che siano vitali, inattivati, attenuati, con antigeni ...

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La deforestazione dell’Amazzonia ha raggiunto il suo massimo storico

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È dal 2008 che l’Amazzonia non subiva un processo di deforestazione così alto. Secondo l’agenzia spaziale del paese (Inpe) un totale di 11.088 kmq di foresta pluviale sono stati distrutti nel corso di un solo anno: da agosto 2019 a luglio 2020. In percentuale, è andato perso il 9,5% di terreno in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Il fenomeno, secondo gli esperti, ha subito una forte accelerazione da quando Jair Bolsonaro, è diventato presidente del Brasile.

Proteggere l’Amazzonia significa preservare anche la nostra salute. Infatti, la foresta brasiliana è in grado, da sola, di smaltire gli eccessi di anidride carbonica e rallentare il ritmo del riscaldamento globale. Bolsonaro, invece, ne ha incoraggiato la deforestazione per favorire campi per l’agricoltura e spazi per gli allevamenti. Per far questo ha anche tagliato i finanziamenti alle agenzie federali che hanno il potere di controllare e, eventualmente, multare e arrestare agricoltori e taglialegna che violano la legge.

L’Amazzonia non è solo foresta. Gli studi dicono che il suo ampio bacino territoriale ospiti circa tre milioni di specie di piante e animali e un milione di indigeni. Tra questi si è distinta Nemonte Nenquimo, leader indigeno dell’Amazzonia ecuadoriana è uno dei vincitori del premio ambientale Goldman. Si tratta di un riconoscimento che spetta a chi si distingue per attivismo, in questo caso a protezione dell’ambiente. La sua è una grande vittoria, senza precedenti: d’ora in poi il governo dovrà garantire il consenso libero, preventivo e informato prima di mettere all’asta qualsiasi altra terra in futuro.

“La cappella sistina degli antichi”: scoperti 13 km di incisioni rupestri nella foresta amazzonica

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Una delle più grandi collezioni al mondo di arte rupestre preistorica è stata scoperta nella foresta pluviale amazzonica. “La Cappella Sistina degli antichi”, cosi è stata soprannominata la parete che si estende per quasi 13 km in Colombia. Le rocce riportano migliaia di uomini e animali che non vagano nel continente da almeno 12.000 anni; il che ne ha permesso la datazione. Il tutto nel cuore della foresta amazzonica, nella Serrania de la Lindosa, in ottimo stato di conservazione. La scoperta è stata fatta da un team di archeologi nel Parco Nazionale Chiribiquete lo scorso anno, ma è stata tenuta segreta per mesi, in modo da consentire la completa messa in sicurezza dell’area. Gli esperti ritengono che la vastità dei dipinti sia tale che occorreranno diverse generazioni per studiarli tutti.

Ue: le emissioni di Co2 sono diminuite del 24% negli ultimi 30 anni

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Negli ultimi 30 anni le emissioni dei gas serra nelll’Unione europea sono diminuite del 24%. Al contrario, negli ultimi 3 decenni, il Pil del continente è cresciuto del 60%. Lo indica il rapporto annuale della Commissione europea sui progressi nell’azione climatica. L’Ue avrebbe quindi già superato l’obiettivo 2020 per il clima, che prevede di ridurre le emissioni del 20%.

Le prime stime sul 2020, l’anno dei vari blocchi causati della pandemia, indicano che nel primo semestre le emissioni sono calate dell’11%. Tuttavia, come afferma la Commissione, una rapida ripresa economica potrebbe portare ad un rapido rovesciamento delle emissioni. I risultati definitivi per l’anno 2020 non saranno noti prima del 2021.

Francia, vince la piazza: il governo riscriverà la legge che vieta di filmare la polizia

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A seguito della manifestazione a Parigi di ieri, 29 novembre, per protestare contro le violenze della polizia e chiedere il ritiro della «legge sulla sicurezza globale».  La maggioranza di governo francese ha deciso di erogare una versione completamente nuova di uno degli articoli più contestati, il n°24, che vieta di filmare poliziotti e gendarmi in azione e di diffondere poi i video «con intenzioni malevole». La decisione è arrivata dopo un vertice all’Eliseo, con ministri e capigruppo convocati dal presidente Macron.

Clima, 5 ragazzi contro i governi che non agiscono: la Corte europea accoglie il ricorso

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La Corte di Strasburgo per i Diritti Umani ha accolto il ricorso di cinque giovani attivisti climatici contro 33 paesi europei.  I cittadini, tutti portoghesi tra gli 8 e 21 anni, hanno accusato l’Italia e altri 32 Stati Membri di non aver rispettato gli impegni previsti dalla Cop21 e di aver violato i loro diritti, avendo dimostrato basse ambizioni nel ridurre le emissioni di CO2. Con la decisione di trattare il caso in via prioritaria, la Corte ha obbligato i paesi querelati a rispondere alle accuse entro il 23 febbraio. Se le motivazioni non convinceranno i giudici, gli Stati saranno costretti ad accelerare le loro azioni climatiche.

La Corte Europea per i Diritti Umani nasce per assicurare il rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le sentenze emesse da questa hanno un certo peso globale, pertanto, la portata del caso avanzato dai giovani attivisti potrebbe influire fortemente sulle scelte climatiche dei paesi accusati e segnare una svolta a favore della società civile.

Giappone, il numero di suicidi supera quello delle vittime Covid

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Il Giappone è uno dei primi paesi a mostrare gli effetti indesiderati che una pandemia può portare con sé. Secondo i dati del governo, il suicidio ha causato più vittime a ottobre di quante ne abbia fatte il Covid-19 durante l’intero anno. Nel mese scorso, infatti, il numero di suicidi ammontava a 2.153, come riportato dall’Agenzia nazionale di polizia giapponese. Il Covid, invece, ha ucciso in Giappone un totale di poco più di 2000 individui.

Tra i primi anni del 2000 fino allo scorso anno, il Giappone era riuscito a tenere a bada il numero dei suicidi, seppur mantenendo uno dei tassi più alti al mondo. Le ragioni sono complesse, svariate, e riguardano soprattutto la costruzione della società giapponese. Lunghi orari di lavoro, pressione scolastica, il tabù delle malattie mentali a cui si aggiunge l’isolamento sociale della pandemia. Ad essere particolarmente colpite le donne. Ad ottobre si sono tolte la vita l’83% in più delle giapponesi. Gli esperti ipotizzano che la causa possa essere ricondotta alla condizione delle donne in Giappone, paese che tende a gravare sui soggetti deboli. Le donne, infatti, costituiscono una percentuale maggiore di lavoratori part-time, ad esempio, e per questo più soggette a licenziamenti.

Francia e GB: accordo per fermare i migranti a nuoto con droni e radar sulle spiagge

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Francia e Gran Bretagna hanno firmato un accordo, per fermare i migranti che tentano di attraversare le acque della Manica a nuoto o con mezzi di fortuna. La Francia dovrà raddoppiare, dal primo dicembre, le pattuglie di controllo, i droni, le telecamere ed i radar per monitorare le spiagge. L’operazione, concordata tra il britannico Priti Patel ed il francese Gerald Darmanin, sarà finanziata con 31 milioni di euro da entrambi i Paesi.

Da gennaio 2020 più di 8.000 migranti hanno intrapreso l’attraversamento del Canale della Manica a nuoto ed almeno 7 sono morti durante l’impresa. Nel solo mese di settembre le autorità francesi hanno intercettato 1.300 migranti irregolari. Secondo le autorità di sicurezza il fenomeno, che in passato ha alimentato diverse tensioni tra Londra e Parigi, va interrotto.

Nonostante tutto, nel mondo continuano a diminuire i morti per terrorismo

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Il Global Terrorism Index (GTI) del 2020 riporta questa settimana che le morti per terrorismo hanno raggiunto il picco nel 2014 e da allora il numero di morti è diminuito del 59%. Il rapporto annuale sviluppato dal think tank Institute of Economics and Peace (IEP) utilizza vari fattori per calcolarne il punteggio, tra cui decessi, lesioni e danni alla proprietà. 103 paesi hanno migliorato i loro punteggi. Afghanistan e Nigeria hanno avuto la maggior diminuzione delle morti, sebbene siano gli unici 2 Paesi ad aver subito più di 1.000 vittime. Il Medio Oriente e il Nord Africa hanno registrato il più grande miglioramento, registrando il numero più basso di morti dal 2003. Il maggiore aumento del terrorismo, invece, si è verificato in Burkina Faso, con un peggioramento anche per Sri Lanka, Mozambico, Mali e Niger.

Il conflitto rimane il motore principale del terrorismo: oltre il 96% delle morti nel 2019 si è verificato nei paesi già in conflitto. Questa diminuzione è stata anche accompagnata dall’attuale pandemia che ne ha ridotto l’impatto del 25%.  Il Covid-19 infatti ha portato ad un calo sia degli incidenti che dei decessi nella maggior parte del mondo.