giovedì 19 Febbraio 2026
Home Blog Pagina 1590

Rettifica: la vicenda dei militari americani a Vicenza è diversa da come avevamo scritto

15

Pubblichiamo questo testo per adempiere all’obbligo di rettifica, così come previsto dalla deontologia del giornalismo e dall’impegno di correttezza che abbiamo preso con tutti i nostri lettori al momento della fondazione de L’Indipendente.

Quanto abbiamo affermato in merito ai pattugliamenti effettuati dai militari Usa a Vicenza non si è rivelato corretto in seguito ad un’ulteriore verifica effettuata dalla nostra redazione. Basandoci su una serie di articoli non esatti prodotti dalla stampa locale, abbiamo diffuso delle informazioni solo parzialmente corrette. In tal senso, seppur sia vero che i carabinieri della Setaf (Southern European Task Force) e della military police (polizia militare) siano stati chiamati in causa dal sindaco di Vicenza, ciò non è stato fatto per controllare “la movida” in maniera generica. Nello specifico, i diretti interessati dei controlli Usa (sia dei pattugliamenti che delle possibili misure restrittive) non sono i vicentini, bensì esclusivamente i militari americani, che – come abbiamo riportato all’interno dell’articolo – si sono resi protagonisti di episodi movimentati, incluse risse e danneggiamenti del demanio pubblico. A Vicenza, infatti, vi è la caserma Carlo Ederle, una base militare dell’​Esercito degli Stati Uniti.

Dunque, i pattugliamenti Usa sono finalizzati a controllare ed eventualmente reprimere comportamenti scorretti degli stessi militari americani in libera uscita. Questo è quanto il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, ha anche riportato in una intervista, che ci era sfuggita al momento della pubblicazione della notizia.

Alla luce di questo ci scusiamo con i lettori, che conoscono bene il nostro modo di lavorare: facciamo sempre tutte le verifiche necessarie prima di pubblicare un articolo. Ci siamo presi l’impegno di cercare di evitare ogni notizia falsa e strumentalizzata (le quali sono spesso diffuse, come in questo caso, da giornali con una lunga storia alle spalle che, evidentemente, cercano di contrastare l’irreversibile crisi di vendite che li attanaglia cedendo al clickbait), ma sapevamo che non sarebbe stato sempre semplice e prima o poi un errore sarebbe potuto capitare. Tuttavia a differenza dei media mainstream, che spesso non rettificano e si limitano a cancellare gli articoli falsi, noi abbiamo scelto di applicare la norma che prevede la corretta deontologia del giornalismo: pubblichiamo la presente rettifica, dandogli lo stesso spazio concesso alla notizia rivelatasi non corretta, e ci scusiamo ancora con i lettori.

[la redazione de L’Indipendente]

 

Spagna: scarcerati i 9 leader separatisti catalani

0

I nove leader separatisti catalani, che erano stati condannati al carcere dopo il tentativo di secessione del 2017, sono usciti di prigione. Gli indipendentisti, che hanno trascorso tutti più di tre anni nei carceri della Catalogna, sono stati accolti da esponenti del governo regionale e di partiti indipendentisti.

Chi guarisce dal Covid-19 è immune per lungo tempo, forse per la maggior parte della vita

0

L’immunità naturale nei confronti del Covid, sviluppata in seguito all’infezione, dura a lungo: è quanto si apprende da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature che ha appena passato la revisione paritaria, motivo per cui il suo valore scientifico è ora confermato. Lo studio ha dimostrato che, nei pazienti che hanno contratto il virus, vi sia la presenza degli anticorpi anche ad 11 mesi dall’infezione. Inoltre, in base a quanto dimostrato, i ricercatori ritengono probabile il fatto che molte delle persone guarite produrranno anticorpi per la maggior parte della loro vita.

Lo studio ha avuto ad oggetto il monitoraggio nei confronti della produzione di anticorpi in 77 individui guariti da infezioni lievi. Innanzitutto è stato osservato un crollo degli anticorpi nei quattro mesi successivi all’infezione, cosa che era già emersa dai primi studi sull’immunità al Covid e che aveva appunto alimentato preoccupazioni in tal senso. Tuttavia, i ricercatori hanno poi scoperto che tale declino è successivamente rallentato e che gli anticorpi che riconoscono la proteina spike del coronavirus sono rilevabili anche dopo 11 mesi dall’infezione.

Inoltre, la fonte da cui provengono gli anticorpi è rappresentata dalle “plasmacellule del midollo osseo a vita lunga (BMPC)”. Esse sono molto simili alle cellule che producono gli anticorpi nelle fasi iniziali della malattia e si trovano appunto nel midollo osseo. In tal senso, 15 dei 18 campioni di midollo osseo presi in considerazione presentavano tracce di plasmacellule a lunga sopravvivenza a 7/8 mesi dalla guarigione ed i livelli delle stesse si sono confermati stabili in tutti e cinque i soggetti da cui sono stati prelevati altri campioni diversi mesi dopo. Inoltre, la loro formazione era stata innescata dalle infezioni da coronavirus: esse infatti non sono state rilevate negli aspirati effettuati nei confronti di 11 individui sani che non avevano contratto il Covid.

Detto ciò, seppur le plasmacellule restino all’interno del midollo osseo per diversi anni e nonostante il fatto che i ricercatori sostengano che probabilmente molte delle persone guarite produrranno anticorpi per gran parte della loro vita, non è ancora chiaro come appariranno i livelli di anticorpi nel corso degli anni e se offriranno una protezione adeguata. Infatti, la persistenza della loro produzione non garantisce un’immunità duratura al Covid, a maggior ragione se si tiene conto delle varianti, nei confronti delle quali gli anticorpi sviluppati potrebbero non essere sufficienti. Dunque, per avere maggiori certezze su quest’aspetto, bisognerà attendere ulteriori indagini scientifiche.

[di Raffaele De Luca]

Hong Kong: il giornale Apple Daily domani pubblicherà l’ultima edizione

0

Domani sarà pubblicata l’ultima edizione del giornale pro democrazia di Hong Kong, Apple Daily. Secondo quanto riportato dalla Bbc, il management di Apple Daily ha reso noto che, «tenendo conto della sicurezza del personale», le attività termineranno «immediatamente dopo la mezzanotte». A tal proposito, va ricordato che nella scorsa settimana vi è stato il blitz della polizia presso la sede del giornale: in base alla legge sulla sicurezza nazionale cinque dirigenti sono stati arrestati e 3 di loro sono stati poi rilasciati su cauzione.

La rivincita dei treni notte sugli aerei low cost è già cominciata

0

Ancora non più di dieci anni fa era possibile muoversi per l’Europa in treno. Dalle principali stazioni italiane si poteva partire per Parigi e per Monaco di Baviera, da Venezia addirittura si partiva alla volta di Zagabria e Belgrado e buona parte dell’Europa continentale era unita dai treni con cuccette della Bahn, la compagnia ferroviaria tedesca. Poi una dismissione totale e apparentemente irreversibile: il trionfo degli aerei a basso costo aveva reso i treni troppo lenti, costosi e vecchi. Un processo che pareva irreversibile. E invece no: pochi mesi fa Austria, Francia, Germania e Svizzera avevano concordato di aumentare nuovamente i treni notturni sulle loro reti ferroviarie ed ora arriva l’annuncio di una società francese che intende sviluppare collegamenti con treni di nuova concezione tra Parigi e dodici città europee, incluse Milano, Venezia, Firenze e Roma.

La Midnight Trains, azienda transalpina a capitale privato, ha annunciato infatti l’intenzione di investire massicciamente sui collegamenti ferroviari a medio raggio (fino ai 1.500 Km). L’idea è quella di proporre un nuovo tipo di treni notturni, senza più cabine miste e con arredi più simili a quelli degli hotel. Insomma una nuova linea di viaggi dal sapore maggiormente contemporaneo, in linea con una società sempre meno disposta a mescolarsi con gli sconosciuti nelle cuccette miste di un tempo. I nostalgici delle lunghe tratte in treno avranno di che storcere il naso, ma è probabilmente vero quanto affermano gli imprenditori d’Oltralpe nel comunicato: «Le persone oggi vogliono l’intimità, non vogliono condividere lo spazio per dormire con uno sconosciuto. Vogliono privacy, sicurezza e un letto di buona qualità». Il tutto, promette l’azienda, sarà a costi concorrenziali con gli aerei a basso costo, ma più piacevole e confortevole.

A prescindere dal successo che avrà l’avventura privata della Midnight Trains quello che è importante sottolineare è il cambio di approccio che si sta verificando sul tema dei trasporti intra-europei. L’emergenza climatica e l’inquinamento hanno insegnato che pensare che la mobilità si possa basare interamente sulle rotte aeree o sui bus a lunga percorrenza non è sostenibile. Il cambio di rotta lo ha segnato anche l’Unione Europea che nella Strategia per la mobilità sostenibile, pubblicata a dicembre 2020 ha previsto un importante spostamento dei passeggeri su rotaia, compresi i treni notturni, tornando a delineare i treni come mezzi di trasporto del futuro e predisponendo investimenti per nuove linee ad alta velocità.

Secondo gli obiettivi che si sono dati diverse compagnie di trasporto pubblico ferroviario (con l’assenza ingiustificata delle Ferrovie dello Stato italiane) nuove tratte Vienna-Monaco-Parigi e Zurigo-Colonia-Amsterdam verranno lanciate a dicembre 2021. Nel 2022, invece, Zurigo sarà collegata a Roma e nel 2023 Berlino, Bruxelles e Parigi avranno servizi di cuccette. Barcellona entrerà a far parte della rete nel 2024.

 

Ex Ilva, il Consiglio di Stato impone che l’attività continui nonostante i rischi per la salute

0

Il Consiglio di Stato ha annullato la sentenza con la quale il 15 febbraio scorso il Tar di Lecce aveva imposto la chiusura di sei degli impianti produttivi. L’acciaieria di Taranto, potrà quindi continuare la produzione. Il Tar di Lecce ne aveva imposto il fermo a causa della «Situazione di grave pericolo per la salute dei cittadini» sottolineando che a causa degli impianti vecchi c’è il «rischio che si ripetano fenomeni inquinanti». Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’azienda. motivando nella sentenza che «L’istruttoria procedimentale e quella processuale non evidenziano un pericolo ‘ulteriore’ rispetto a quello ordinariamente collegato allo svolgimento dell’attività produttiva dello stabilimento industriale e gestito attraverso la disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale». A Tarando, insomma, per il Consiglio di Stato è tutto nella norma, inclusi fumi nocivi e tumori fuori controllo.

Era stato lo stesso Governo italiano a scendere in campo appoggiando il ricorso dell’azienda, con il Ministro Cingolani (proprio quello che secondo l’incarico ricevuto si occupa della “transizione ecologica”) che aveva parlato di «sentenza superficiale ed ideologica».

A Taranto è stata registrata una mortalità in eccesso rispetto alla media nazionale. A confermarlo anche il quinto report dello Studio Epidemiologico Sentieri. Aumento dei casi di tumore al polmone, mesotelioma della pleura e diverse malattie dell’apparato respiratorio, queste alcune delle patologie legate all’inquinamento atmosferico prodotto dall’insediamento siderurgico. Si tratta di studi che hanno influenzato anche la giurisprudenza, visto che all’inizio di quest’anno la magistratura ha per la prima volta stabilito il nesso diretto tra l’inquinamento ambientale prodotto dalla fabbrica e la morte di un cittadino, ovvero il piccolo Lorenzo Zanatta, avvenuta nel 2014. Insomma, le evidenze che la produzione di acciaio produca danni evidenti sulla salute non solo dei lavoratori, ma della popolazione tarantina in genere, sono provate. Ad essere ideologica, viene il dubbio, è più che altro la determinazione del Governo a voler continuare la produzione ad ogni costo.

Ucraina-Gran Bretagna: cooperazione militare in funzione anti-russa

0

Ucraina e Gran Bretagna firmeranno, lunedì prossimo, un memorandum che incrementerà la cooperazione militare tra i due paesi. L’accordo è stato raggiunto sulla HMS Defender, un cacciatorpediniere britannico per la difesa aerea arrivato a Odessa la scorsa settimana, ed è stato firmato dal Vice-Ministro della Difesa ucraino, Alexander Mironyuk, e dal Ministro britannico per gli appalti della difesa, Jeremy Quin. L’accordo precede di una settimana i giochi di guerra con navi NATO nel Mar Nero, nell’ambito di Exercise Sea Breeze 2021, a cui parteciperà anche la marina militare ucraina.

La Gran Bretagna progetterà e costruirà navi militari da combattimento e basi militari navali per il governo di Kiev. L’accordo prevede anche che la Gran Bretagna aiuti Kiev a ricostruire la sua industria cantieristica e navale, fornendo nuovo impulso alla marina ucraina che ha perso parte significativa della sua capacità a seguito del referendum della Crimea che ha deciso di tornare a far parte della Russia nel 2014. Con la perdita del porto di Sebastopoli, Kiev perse la maggior parte delle sue infrastrutture navali, così come gran parte del suo personale. L’accordo prevede anche che tutte le navi della classe Sandown che la marina britannica ha sostituito con sistemi automatizzati saranno inviate all’Ucraina.

Già otto mesi fa, quando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky visitò Londra, l’Ucraina aveva firmato un accordo da 1,25 miliardi di sterline con il Regno Unito per la fornitura di otto navi missilistiche ad attacco rapido classe Barzan.

[di Michele Manfrin]

Etna: eruzione e 9 km di nube

0

Nel corso della notte, l’Etna è tornato a farsi vivo con una fontana lavica eruttata dal cratere Sud-Est. La nube che si è sprigionata dall’eruzione ha superato i 9 chilometri di altezza al di sopra del livello del mare. Al momento, l’attività vulcanica non ha avuto alcun impatto sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania

Le “star” di Twitter potranno proporre contenuti a pagamento

0

Twitter ha annunciato che le “star” del social  network potranno fornire contenuti a pagamenti fruibili dai soli abbonati grazie a “Ticketed Spaces” o a “Super Follows”. Twitter prenderà il 3% degli incassi totali di “Ticketed Spaces” e “Super Follows” per cifre inferiori ai 50mila dollari, mentre tratterrà il 20% per introiti superiori.

Le città del Nord Italia si confermano le più inquinate d’Europa

2

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato una mappa sulla qualità dell’aria delle aree urbane europee. Le città (con almeno 50.000 abitanti) sono classificate dalla più pulita alla più inquinata sulla base dei livelli medi di particolato fine (PM2,5) degli ultimi due anni. Nel biennio 2019-2020 le tre città europee con la migliore qualità dell’aria sono state Umeå (Svezia), Tampere (Finlandia) e Funchal (Portogallo), mentre le tre più inquinate sono state Nowy Sacz (Polonia), Cremona (Italia) e Slavonski Brod (Croazia).

Delle 323 città che figurano nella mappa, 127 hanno una qualità dell’aria classificata come buona, rispetto ai parametri indicati dall’OMS, ovvero, al di sotto dei 10 microgrammi per metro cubo d’aria (10 μg/m3). Come possiamo vedere dalla mappa e dai dati forniti, una sfilza di città italiane e polacche figurano ai gradini più bassi della classifica sulla qualità dell’aria. La Polonia presenta diverse città sparse sul proprio territorio a causa del massiccio utilizzo dell’energia derivante dall’utilizzo del carbone. L’Italia, invece, concentra al nord la maggior parte delle città con l’aria più inquinata da particolato.

Cremona, la penultima in Europa (322°), sfiora i 26 μg/m3 di PM2,5. Le altre città italiane che risultano maggiormente inquinate a livello atmosferico sono: Vicenza (320°) 25,6 μg/m3; Brescia (315°) 24 μg/m3; Pavia (314°) 22,9 μg/m3; Venezia (311°) 22,4 μg/m3; Piacenza (307°) 20,8 μg/m3; Bergamo (306°) 20,6 μg/m3; Treviso (304°) 20,3 μg/m3; Milano (303°) 20,1 μg/m3. Il motivo della concentrazione di PM2,5 nell’aria delle aree urbane del Nord Italia, sembrerebbe essere la massiccia presenza dell’industria in una zona quasi circondata da montagne che non ne permettono la dispersione del particolato fine.

Le tre città italiane con la qualità dell’aria migliore sono Sassari (14°) con 5,8 μg/m3, seguita da Genova (26°) con 7,1 μg/m3 e Livorno (64°) con 8,8 μg/m3.

Il PM2,5 è l’inquinante atmosferico con la maggiore incidenza sulla salute dei cittadini in termini di morti e malattie, causando malattie cardiovascolari e respiratorie. L’ultima valutazione annuale effettuata dall’AEA ha riscontrato che nel 2018 l’esposizione al PM2,5 ha causato 379.000 morti in 41 paesi europei.

[di Michele Manfrin]