martedì 10 Febbraio 2026
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Calcio: il gioco diventato osservatorio speciale della finanziarizzazione del mondo

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Il calcio non è solo un gioco. Non solo perché tante persone ne fanno una questione tremendamente seria, ma soprattutto perché è diventato un settore economico di assoluta rilevanza e, negli ultimi anni, un osservatorio privilegiato per osservare e comprendere la progressiva finanziarizzazione dell’economia. Se è vero, infatti, che diversi cambiamenti hanno interessato il calcio moderno nella sua struttura, cioè nel modo in cui si affrontato i 90 minuti di gioco, a partire dal 26 ottobre 1863 -data della sua nascita- a mutare radicalmente negli anni è stata però la sovrastruttura, ovvero tutto...

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Le truppe cecene affermano che Lysychansk è stata liberata

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Ramzan Kadyrov, il capo delle truppe cecene schierate sul campo in Ucraina a fianco dei russi, ha annunciato che la citta’ di Lysychansk, nella Repubblica popolare di Lugansk, è stata liberata. «Lysychansk è libera! Libera dall’oppressione del regime di Kiev», ha scritto sul suo canale Telegram. Ha aggiunto che «i nostri stendardi adornano le strade e la piazza principale della città, simbolo della libertà, della forza e della grandezza della Russia». A stretto giro è arrivata la smentita di Kiev. Il consigliere del presidente ucraino Zelensky – Oleksiy Arestovych – ha affermato, infatti, che « I russi non hanno raggiunto il centro di Lysychansk, ma il controllo della città si deciderà entro lunedì». Ha poi ammesso, però, che le forze russe sono riuscite per la prima volta ad attraversare da nord il fiume che separa Lysychansk da Sievierodonetsk.

Sabato 2 luglio

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9.00 – Libia: durante alcune proteste contro il peggioramento delle condizioni di vita e lo stallo politico, un gruppo di manifestanti assalta il Parlamento di Tobruk.

11.00 – Usa: Google cancellerà la cronologia della localizzazione degli utenti che visiteranno cliniche per l’aborto, centri antiviolenza o altri luoghi sensibili.

13.00 – Iran: almeno 5 persone morte a causa di un terremoto di magnitudo 6.1.

16.00 – Siccità, a Verona limitato l’uso dell’acqua potabile.

18.00 – Texas: la Corte Suprema autorizza l’entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l’aborto e punisce chi lo pratica anche con la carcerazione.

19.00 – Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, accusa Kiev di aver cercato di attaccare la Bielorussia sparando dei missili, che sarebbero stati intercettati.

19.30 – Milano, il sindaco Giuseppe Sala annuncia: «Abbiamo da ieri riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali».

Siccità: Verona limita l’uso dell’acqua potabile

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A causa dell’emergenza idrica, un’ordinanza che limita l’uso dell’acqua potabile ai fini domestici, per la pulizia personale e per l’igiene, è stata firmata dal sindaco di Verona Damiano Tommasi. Nello specifico, fino al 31 agosto sarà vietato l’utilizzo dell’acqua potabile proveniente da fonte idrica per l’irrigazione di orti, giardini e campi sportivi, nonché per il riempimento di piscine e per ogni altra attività che non sia strettamente necessaria ai fini del fabbisogno umano. Tuttavia, come specificato poi dal Comune di Verona, “l’eventuale utilizzo per gli scopi sopra descritti e vietati, seppur sconsigliato, può avvenire soltanto dalle ore 21 alle 6”.

L’economia della felicità, al lavoro per un altro mondo possibile (documentario)

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Un documentario del 2011 della durata di 67 minuti diretto da Helena Norberg-Hodge, Steven Gorelick e John Page visibile liberamente su YouTube che descrive con estrema precisione e una chiarezza didattica che cos’è la globalizzazione e quali effetti negativi ha operato sia sull’intero pianeta che nelle vite di ognuno di noi. Celebrata come l’unica speranza per un futuro migliore per tutta l’umanità, una maggior comprensione e collaborazione fra i popoli e l’unico sistema per combattere la fame nel mondo, di fatto la globalizzazione è diventato un mero processo economico governato dalle grandi multinazionali che hanno come unico scopo un aumento sempre maggiore dei loro profitti e che, con il loro incontrastato potere anche politico, condizionano le decisioni del governi.

Ecco dunque come l’attivista, produttrice e co-autrice svedese Helena Norberg-Hodge, fondatrice e direttrice di Local Futures, spiega, con l’aiuto di analisti economici, attivisti, scienziati e gente comune, «le 8 scomode verità riguardo all’economia globale». Partendo da immagini suggestive, girare nel Ladakh (Piccolo Tibet) remota località sui monti dell’Himalaya occidentale, e dalla vita di quella popolazione un tempo tranquilla e serena anche se apparentemente arretrata, ci mostra poi tutti i danni causati dagli “aiuti” e dalle “sovvenzioni” erogati dalla Comunità Internazionale, unitamente ad un pesante bombardamento di pubblicità consumistica, quando negli anni 70 la globalizzazione raggiunse anche quei luoghi. “Le 8 scomode verità” raccontano tutti gli aspetti, alcuni veramente insospettabili, di che cos’è la globalizzazione e quali sono i reali interessi che muovono un meccanismo così ben congegnato che sembra non avere vie d’uscita. Un sistema che disattende quelle che forse erano le iniziali premesse e contraddice con fatti tangibili quanto ci viene propinato dai governi e da economisti conniventi.

La verità è che: «Non si può avere crescita infinita in un pianeta finito. Siamo arrivati a un punto dove realmente non ci sono più risorse per continuare a crescere». Nonostante  questa inoppugnabile realtà si continua ad affermare insistentemente che la crescita è la soluzione di tutti i problemi. Il PIL, “bestia nera” di ogni governo, domina e determina ogni decisione sul nostro futuro, rafforza la globalizzazione e di conseguenza aumentano l’inquinamento, le guerre, le disuguaglianze sociale, la disoccupazione e l’infelicità dell’uomo rendendolo confuso e insicuro in quanto si tende a colpevolizzarlo come l’unico responsabile degli sprechi e dell’ inquinamento stesso. “L’Economia della Felicità” è un film importante, utile a incoraggiare la riflessione per dare una nuova forma al nostro futuro. Una profonda e attenta analisi sulla crisi economica che si identifica con una crisi profonda dello spirito umano. In maniera forse un po’ utopistica è anche il manifesto di una nuova coscienza collettiva che si impegna a cercare un modo diverso di “consumare”, con valori legati alla comunità, all’autoproduzione, alla famiglia, mettendo l’uomo e lo sviluppo sostenibile al primo posto, non l’economia del profitto e della crescita ad ogni costo.

[di Federico Mels Colloredo]

La difesa dell’aborto non ha bisogno della disinformazione dei media mainstream

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La notizia dell’annullamento della famosa sentenza “Roe v. Wade” da parte della Corte Suprema statunitense ha generato un turbinio di reazioni e proteste. Purtroppo, in molti casi, anche di disinformazione, poiché non è stata trattata con la cura necessaria dai media e dai giornali. Titoli sensazionalistici, parziali o alle volte forzati hanno finito per veicolare l’idea falsa che la decisione di SCOTUS abbia “vietato” l’aborto negli Usa, quando non è affatto così. Uno dei concetti sbagliati più frequentemente usati nelle pagine di giornale è stato sicuramente quello di “abolizione del diritto”. Ma scavando si notano diverse varianti, fino anche a narrazioni che per far percepire una certa “gravità” della situazione ai lettori sono arrivate a sobillare direttamente odio.  

Chiariamo subito che ciò che ha fatto la Corte non è stato né abolire né vietare il diritto all’aborto. Piuttosto ha ritenuto che le argomentazioni usate nella precedente sentenza per renderlo diritto di “rango costituzionale”, come può essere, facendo un esempio banale, quello al lavoro sancito dalla nostra Carta, non erano abbastanza convincenti. Sulla scia di un’interpretazione così detta “originalista” del testo del 1789, ha quindi sancito che quello all’aborto è un diritto positivo, che può essere regolato dallo stato come ogni altra legge. Dunque ne ha rimesso la competenza ai singoli Stati Uniti

La Repubblica se n’è uscita subito il 24 giugno con il titolo forse più tragico fra quelli in circolazione: “la Corte Suprema sancisce la fine del diritto all’aborto”. Poco dopo, integrando al pezzo un video del presidente Biden, il giornale ha ribadito questa presunta “fine” in modo anche più forte. Troviamo il primo esempio dell’uso erroneo del concetto di abolizione: “La Corte Suprema abolisce il diritto all’aborto”. Una cosa simile è possibile a vedersi nel sito del Sole 24 Ore ad esempio, dove un breve video “informa” i lettori che la Corte avrebbe “abolito” l’aborto. Degni di nota per originaltà sono poi l’Adn Kronos, che scrive che la Corte avrebbe “cancellato” il diritto all’aborto, e L’Agi, che racconta di un “no” all’aborto da parte dei giudici supremi. In questo secondo caso sembra addirittura che i giudici dovessero esprimersi nel merito della pratica dell’aborto e che quindi, con quel presunto “no”, l’abbiano giudicata negativamente. 

[Titoli sensazionalistici, parziali o alle volte forzati di alcune testate che veicolano l’idea falsa che la Corte Suprema abbia “vietato” l’aborto negli Usa.]
Quello che questi come molti altri fra articoli o contenuti in rete hanno in comune è una netta contraddizione fra ciò che, in modo scioccante, prima presenta il titolo, e poi spiega, più o meno chiaramente, il corpo del testo. Prendiamo il caso più evidente: Repubblica. Fermandosi a quel “sancisce la fine del diritto” non ci sono dubbi sulla “notizia”, sembra davvero che negli States sia stato clamorosamente “abolito” o “vietato” l’aborto e che quindi una donna non possa più ricorrervi. E non c’è dubbio che purtroppo questo è quello che hanno pensato molti lettori. Nell’articolo però, a dire il vero dopo un bel po’, si specifica anche che l’interruzione di gravidanza non è stata “abolita”, né come pratica né come diritto. “Ora quindi i singoli Stati – si legge su Repubblica – saranno liberi di applicare le loro leggi in materia. Si torna agli anni precedenti alla sentenza, quando l’aborto negli Usa era disciplinato da ciascuno Stato”.

La Stampa fornisce invece esempi di narrazioni che, oltre a presentare in modo non esattamente corretto la decisione della Corte, puntano sull’odio. Il quotidiano di Giannini prima ha titolato in modo forzato “L’America che odia le donne”, e poi, a braccetto con Repubblica, se n’è uscito con un pezzo dove, accanto alla bufala del diritto all’aborto “abolito” nel titolo, metteva il volto bello sorridente del senatore della Lega Pillon. Ma forse la narrazione più odiosa è quella che delegittima la decisione della Corte in quanto presa da una maggioranza di repubblicani, da “uomini di Trump”, o anche semplicemente da “uomini”. Già il presidente Biden ha in più modi cercato di renderla invisa agli occhi degli americani rimarcando che quelli che hanno “rovesciato la legge” sono i giudici che Trump aveva scelto. Repubblica scrive ad esempio che quella sull’aborto è “una forzatura” compiuta dai “giudici nominati di Trump” e che “lacererebbe” l’America tanto che si rischia una “Seconda Guerra Civile”. Il vero rischio è che in questo modo venga completamente spostato il focus dalle ragioni alla base della scelta a un cieco tifo ideologico. Dove il perché giuridico o filosofico non è neanche considerato poiché ciò che viene a contare è solo l’apparenza del chi, assieme a tutte le etichette negative ad esso appiccicabili. 

Se c’è una cosa che davvero minaccia il diritto all’aborto, e che potrebbe contribuire ad una sua retrocessione reale rispetto all’oggi, è la disinformazione dei media mainstream. Le ragioni di questo importante diritto non ne hanno bisogno per farsi valere, così come non hanno bisogno di narrazioncine demagogiche e sensazionalistiche, fatte per mero opportunismo contingente. E nemmeno ancora hanno bisogno di denigrare chi politicamente, filosoficamente o religiosamente la pensa diversamente. I diritti si edificano con la ragione, non con la propaganda né con l’odio. 

[di Andrea Giustini]

Istat: a giugno inflazione sale all’8%, non si registrava dal 1986

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“A giugno l’inflazione accelera di nuovo salendo a un livello (+8,0%) che non si registrava da gennaio 1986 (+8,2%)”: è quanto comunica l’Istat in base alle stime preliminari. L’indice nazionale dei prezzi al consumo, però, registra un aumento anche su base mensile, precisamente dell’1,2%. “Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai Beni energetici agli altri comparti merceologici, nell’ambito sia dei beni sia dei servizi”, comunica inoltre l’Istat.

In tutto il mondo la censura si abbatte su giornalismo e dissenso

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La libertà di stampa e il dissenso si trovano sempre più soffocati dai poteri autoritari. Potrebbe sembrare un’ovvietà, se non addirittura un luogo comune qualunquista, eppure il fenomeno risulta evidente e misurabile. Per ogni scenografico scandalo in stile Jamal Khashoggi, per ogni vergognosa applicazione dello spyware Pegasus, esistono un’infinità di stratagemmi politici ben più discreti che stanno progressivamente logorando le possibilità di manovra del giornalismo, se non addirittura della libertà di parola. Si tratta di una deriva che tendenzialmente attribuiamo a nazioni lontane e illib...

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Divieto aborto, Google cancellerà localizzazione se utente va in clinica

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Google ha annunciato che cancellerà la cronologia della localizzazione di utenti che visiteranno cliniche per l’aborto, centri antiviolenza o altri luoghi sensibili. La società ha così compiuto i primi passi in direzione della tutela delle donne i cui dati potrebbero essere utilizzati dalle autorità degli Stati che vietano l’aborto, dopo la cancellazione della sentenza Roe v. Wade che garantiva il diritto di interruzione di gravidanza a livello federale. La notizia giunge dopo che qualche giorno fa è stato comunicato che la magistratura potrà chiedere a piattaforme digitali dati di varia natura, tra i quali visite o semplici contatti con le cliniche di aborto, acquisto di pillole abortive, applicazioni che registrano il ciclo mestruale e molto altro, per poter perseguire le donne sospettate di aver abortito.

Vaccini anti-Covid ai bambini, studio ISS rivela: proteggono molto meno del previsto

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Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet il 30 giugno e realizzato dagli scienziati dell’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute italiano ha rivelato che l’efficacia del vaccino contro il Covid sui bambini nella fascia di età 5-11 anni è molto più bassa di quanto si pensasse. Su quasi 3 milioni di bambini osservati, dei quali 1,1 milioni vaccinati e 1,7 milioni non vaccinati, ha indicato una copertura inferiore al 30% per l’infezione e del 41,1% appena contro lo sviluppo di forme gravi della malattia. Inoltre la protezione diminuisce rapidamente dopo il primo ciclo di vaccinazione. Lo studio è il più grande di questo tipo mai realizzato e l’unico ad essere stato effettuato al di fuori degli Stati Uniti.

Dall’inizio della pandemia, in Italia, sono 10 mila le ospedalizzazioni di bambini di età inferiore agli 11 anni e meno di 200 i ricoveri in terapia intensiva. A partire dal 7 dicembre 2021 il Ministero della Salute italiano ha aperto alle vaccinazioni con vaccino Pfizer-BioNTech per i bambini in questa fascia d’età, con un regime di due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. Al 13 aprile 2022 – data di conclusione dello studio dell’ISS – su 3,6 milioni di bambini idonei alla vaccinazione, appena il 38% (1,2 milioni) aveva ricevuto la prima dose e il 34% (1,1 milioni) aveva completato la vaccinazione completa.

I dati sono forniti dallo stesso studio dell’ISS, il più esteso mai realizzato di questo tipo per numero di soggetti osservati e il primo realizzato al di fuori degli Stati Uniti, dal titolo Efficacia del vaccino BNT162b2 contro l’infezione da SARS-CoV-2 e il Covid-19 grave nei bambini tra i 5 e gli 11 anni in Italia: analisi retrospettiva del periodo gennaio-aprile 2022. I bambini presi in considerazione per lo studio, tutti italiani e senza precedente diagnosi di infezione da Covid-19, sono stati seguiti dal 17 gennaio al 13 aprile 2022. Le osservazioni sono state condotte su un totale di 2.965.918 bambini, dei quali il 35,8% (1.063.035) vaccinati con due dosi, il 4,5% (134.386) con una sola dose e il 59.6% (1.768.497) non vaccinati. Durante l’osservazione, sono stati registrati 766.756 casi di Covid, tra i quali 644 di infezione grave – di questi, 627 sono stati ospedalizzati, 15 ricoverati in terapia intensiva e 2 deceduti. All’interno del gruppo completamente vaccinato, l’efficacia del vaccino è risultata essere del 29,4% nei casi di infezione da Covid e del 41,1% nei casi di infezione grave. Nel gruppo parzialmente vaccinato, gli stessi dati scendono rispettivamente al 27,4 e al 38,1%. L’efficacia del vaccino, inoltre, ha raggiunto il picco del 38,7% dei primi 14 giorni successivi alla vaccinazione completa, per poi scendere al 21,2% nei 43-82 giorni successivi. “La vaccinazione contro il Covid-19 nei bambini tra i 5 e gli 11 anni in Italia”, scrivono gli scienziati, “mostra una minore efficacia nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 e Covid-19 gravi rispetto a soggetti di età superiore ai 12 anni. L’efficacia contro l’infezione sembra diminuire dopo il completamento dell’attuale ciclo di vaccinazione primaria”.

“Molti Paesi in Europa e altrove hanno un livello di copertura vaccinale nei bambini tra i 5 e gli 11 anni relativamente basso. I nostri risultati suggeriscono che BNT162b2 [Pfizer-BioNTech] è moderatamente efficace nel prevenire le infezioni e le malattie gravi in questo gruppo di età. Tuttavia, l’efficacia è inferiore rispetto ad altri gruppi e, almeno contro le infezioni, sembra diminuire. Questi dati devono essere interpretati dalle autorità sanitarie pubbliche insieme ai dati sulla sicurezza dei vaccini e alla probabilità di mortalità e morbidità causate dal Covid-19 in questa fascia d’età”.

Come fatto notare da Antonio Cassone, immunologo membro dell’American Academy of Microbiology, in un articolo su Repubblica – l’unico, tra i media mainstream, che abbia trattato la questione -, i dati sull”incidenza di malattia grave nei bambini si aggirano a 2 ogni 100 mila per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva e di uno ogni 100 mila per infezioni che portano al decesso. Tuttavia, poco dopo, lo stesso Cassone difende il principio delle vaccinazioni nei bambini anche di fronte a questi dati, in quanto il beneficio dei vaccini non è solo “evitare una grave malattia”, ma – riportiamo testualmente – “va visto anche in un’ottica educativa e sociale“, che si traduce nella possibilità di “andare a scuola, fare sport e altre attività insieme”.

“Il punto più cogente riguarda la dose booster: fare cioè un richiamo vaccinale, una terza dose, anche nei bambini. I dati dell’ISS ne suggeriscono chiaramente l’opportunità se non la necessità. Di fatto la Pfizer ne ha già ottenuto l’autorizzazione negli USA dimostrando che il richiamo causa un aumento del livello anticorpale, anche se forse solo transitorio, ed un probabile incremento del grado di protezione” scrive l’immunologo.

Fermo restando che la somministrazione di farmaci e medicinali dovrebbe perseguire scopi puramente sanitari ed esulare completamente dall’intento educativo paventato su Repubblica, ricapitolando quanto dedotto dai dati siamo di fronte a un virus che nella fascia di popolazione in oggetto ha un tasso di ospedalizzazione irrisorio e un tasso di mortalità quasi nullo. Di queste bassissime percentuali di bambini infettati, la copertura di questo specifico vaccino dall’infezione da Covid-19 non arriva al 30%. Va notato come la distribuzione del vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni sia stata autorizzata dopo l’esito di uno studio – condotto da Pfizer negli USA – che ne esaminava l’effetto su appena 2000 soggetti di tale fascia d’età e che suggeriva un’efficacia del vaccino fino al 98%. Quanto emerso dalla ricerca dell’ISS non può non sollevare alcune riflessioni sull’esaustività di studi condotti su porzioni estremamente limitate di popolazione in tempi brevi, con la pretesa di applicarli successivamente su scala globale. Negli ultimi mesi si sono inoltre susseguiti studi che hanno dato risultati insoddisfacenti circa il rapporto rischi-benefici della vaccinazione pediatrica – della quale abbiamo fornito un’accurata disamina in un nostro articolo -, risultati che lo studio prodotto dall’ISS non fa altro che confermare.

[di Valeria Casolaro]