Dopo 175 anni di espulsioni, sfratti e perdita forzata del territorio, una comunità indigena delle montagne Sierra Nevada, in California, è tornata finalmente a casa. La Southern Sierra Miwuk Nation ha riacquistato circa 364 ettari di terra ancestrale nei pressi dell’attuale Parco nazionale di Yosemite. Un’area da cui i loro antenati erano stati cacciati a partire dalla metà dell’Ottocento, prima durante la corsa all’oro e poi con l’espansione dell’industria del legname e delle politiche di conservazione federali che, paradossalmente, escludevano i popoli originari dai territori che avevano abitato e custodito per secoli.
I Miwuk della Sierra Meridionale vivevano da tempo immemorabile tra le foreste, i prati e le sorgenti dell’area oggi compresa tra la contea di Mariposa, la Yosemite Valley e la Sierra National Forest. Erano custodi di un territorio montano complesso, attraversato da corsi d’acqua e da antichi sentieri che collegavano la Central Valley all’alta Sierra. Con l’arrivo dei coloni negli anni Quaranta dell’Ottocento e la corsa all’oro, la popolazione Miwuk venne progressivamente espulsa. L’ultimo atto arrivò nel 1969, quando anche gli ultimi residenti tribali ancora presenti nella valle furono sfrattati dal National Park Service.
Il terreno ora tornato alla tribù confina direttamente con il Parco nazionale di Yosemite e con la Sierra National Forest. Il cuore dell’area è Henness Ridge, una cresta di grande valore naturale e culturale. Qui passa un tradizionale sentiero dei nativi americani che collegava la Central Valley alla Yosemite Valley e che coincide ancora oggi con un corridoio migratorio fondamentale per cervi e altri mammiferi. La proprietà domina inoltre entrambi i rami del fiume Merced, uno dei corsi d’acqua più importanti della regione, e include affluenti che alimentano il South Fork Merced, una risorsa idrica indispensabile anche per le comunità a valle.
La tribù ha annunciato che l’area diventerà un santuario, ma anche un luogo vivo, gestito secondo pratiche ecologiche tradizionali. Tra gli interventi previsti ci sono incendi culturali controllati, riforestazione, ripristino di piante autoctone e tutela di specie vegetali utilizzate storicamente come cibo e medicina. Secondo Tara Fouch-Moore, segretaria tribale, il recupero della terra rafforzerà anche il percorso verso la sovranità alimentare e ambientale. «Potremo coltivare e raccogliere i nostri cibi, fibre e medicinali tradizionali e gestire il territorio con le nostre conoscenze ecologiche», ha spiegato. Un approccio che, secondo numerosi studi, contribuisce a ridurre il rischio di incendi boschivi ad alta intensità, migliorando allo stesso tempo la biodiversità e la resilienza climatica.
Ora che il ritorno a casa è ormai notizia certa, la Southern Sierra Miwuk Nation chiede che il “percorso” venga suggellato con il riconoscimento federale come entità, uno status per cui la comunità si batte dal 1982 e che consentirebbe alla tribù di esercitare pienamente la propria sovranità, accedere a fondi federali per sanità, istruzione e abitazione, e rafforzare le proprie istituzioni.



