Roma inaugurerà il primo ospedale veterinario gratuito d’Italia

Il Comune di Roma si prepara a inaugurare il primo ospedale veterinario pubblico d’Italia, un progetto che rappresenta un passo avanti nella tutela e nella cura degli animali, senza discriminazione economica. Con un investimento di 6,5 milioni di euro, la struttura sorgerà all’interno del canile della Muratella e offrirà cure gratuite agli animali senza famiglia, con l’obiettivo di estendere progressivamente il servizio anche ai cittadini. L’ospedale occuperà una superficie di 916 metri quadrati e sarà organizzato in tre aree distinte e comunicanti. La prima sarà dedicata al pronto soccorso, dotato di un’infermeria attrezzata per gestire emergenze e interventi clinici immediati. La seconda ospiterà le sale operatorie, due sale chirurgiche con locali annessi per la preparazione dei medici e la sterilizzazione degli strumenti. La terza area comprenderà gli spazi destinati ai servizi complementari: spogliatoi e servizi igienici per il personale, locali per la degenza post-operatoria e la terapia intensiva, con box adeguati per la cura degli animali più fragili. La struttura sarà inoltre dotata di un laboratorio radiografico e un laboratorio analisi, oltre a stanze dedicate al personale medico e a un’area relax per gli operatori.

Parallelamente alla realizzazione dell’ospedale, il progetto prevede anche un ampliamento significativo del canile della Muratella. Verranno costruiti tre nuovi edifici destinati all’accoglienza di un massimo di 60 cani, suddivisi in 30 cucce, ciascuna delle quali potrà ospitare due animali. Sarà realizzata un’area recintata per lo sgambamento e la socializzazione dei cani, nonché un modulo sanitario dedicato alla degenza degli animali con patologie infettive, suddiviso in due sezioni separate per la gestione congiunta tra Comune e ASL. Inoltre, il complesso sarà dotato di nuovi edifici destinati al personale e alle attrezzature di supporto, comprensivi di servizi igienici, una sala break, un deposito per le attrezzature, un magazzino per il cibo degli animali e un locale tecnico per gli impianti. Il progetto prevede anche la realizzazione di un parcheggio all’aperto per facilitare l’accesso alla struttura e la recinzione dell’intero lotto per garantire sicurezza e controllo.

L’ospedale veterinario e il rinnovato canile saranno un punto di riferimento per la salute e il benessere degli animali della Capitale. Il servizio, che si prevede sarà operativo entro il 2027, inizialmente si occuperà degli animali ospitati nei canili comunali e di quelli in attesa di adozione. In prospettiva, l’obiettivo del Comune è estendere l’accesso alle cure veterinarie gratuite ai cittadini, con priorità per coloro che scelgono di adottare da strutture pubbliche.

[di Gloria Ferrari]

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10 Commenti

  1. Offrire assistenza sanitaria veterinaria gratuita a categorie svantaggiate è un segno di civiltà e un perno di sanità pubblica (mai sentito parlare di zoonosi?). Non si parla mica di toelettare barboncini.
    Nulla toglie ai gravi dissesti della sanità pubblica umana. Ma le risorse sottratte non sono certo in questo civilissimo progetto…quanto in quelle 800 cucuzze in mano a sora Ursula.
    Vediamo di volgere lo sdegno dalla parte giusta…

  2. Anche la scrofa ed il suinetto, la pecora e l’ agnello, la capra ed il capretto, la vacca ed il vitello, la giumenta ed il puledro, la leonessa ed il leoncino, la…sono esseri senzienti. A pensar male si fa’ peccato però a ben pensare qualche voto dei sedicenti animalisti torna utile al Campidoglio.

  3. Non sono daccordo ne in disaccordo con i vostri commenti, purtroppo come dicono a Napoli ” l’acqua è poca e la papera non galleggia”. C’è, poi un bel film di Vittorio DeSica che potrebbe essere utile a tutti, vi esorto a guardarlo: “Umberto C.” del 1952, capolavoro del neorealismo.

    • Condiderando che per molte persone sole e anziane, i cani e i gatti sono la famiglia, sono quasi gli unici affetti, migliorano la loro vita, la rendono più attiva e piena, direi persino che sono la ragione di vita per chi non ha una famiglia attorno, be’ credo che l’accesso gratuiro alle cure dei loro amici più cari sia un aiuto alla loro stessa vita. Non dimentichiamo che chi si trova in questa situazione spesso ha pochi soldi con cui vivere, quindi non può spendere per le cure e per i farmaci veterinari che scandalisamente costano più di quelli umani solo per questioni di politiche di mercato delle aziende. Se poi è prevista la priorità per animali adottati direi che il prigetto è veramente da paese civile. Non trovo che sia uno spreco di risorse. SPERIAMO SOLO CHE IL PROGETTO NON RESTI SOLO TALE!

      • Forse dovremmo chiederci che tipo di società siamo diventati se “…i cani e i gatti sono la «famiglia»”. Che tipo di società siamo diventati se molte persone anziane sono sole e con poche risorse (non solo gli anziani per la verità), se molti di essi hanno figli che si prendono molta cura dei loro cani e gatti e abbandonano a se stessi i loro genitori, quando non li chiudono in uno ospizio (per usare un termine non edulcorato) per vendersi persino la loro casa.
        Ecco, io preferirei che il Comune di Roma, per essere in un paese civile, investisse le risorse pubbliche per porsi domande come queste, per chiedersi come sia stato possibile diventare una società dove si accetta con grande disinvoltura che il suo nucleo fondamentale, la famiglia, diventi quella costituita da un essere umano con cani e gatti.

      • Non concordo: trattare da esseri senzienti gli “altri” animali e’ segno di civilta’: basta col sostenere che devi scegliere se amare gli animali o le persone: ognuno ha un proprio vissuto che va rispettato, e le brutte esperienze esistenziali sono quasi tutte legate al rapporto con l’essere “umano”. Cio’ che ti qualifica e’ la tua ricchezza umana interiore: l’essere un indigente non ti rende migliore, ma quanto sei disposto a dare per gli aaltri, animali o persone che siano, e quanto ti dedichi alla tua cura e crescita personale.

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