mercoledì 7 Dicembre 2022

Nei mari italiani sono in sperimentazione le navi aspira plastica

Un nuovo dispositivo capace di trasformare le navi in vere e proprie aspira-plastica del mare, è quello in sperimentazione nelle imbarcazioni che operano in Italia del gruppo Grimaldi.  Il filtro è stato inserito a livello dei sistemi di depurazione dei gas di scarico – detti anche scrubber navali- i quali rimuovono ossidi di zolfo, idrocarburi, metalli pesanti e altri elementi inquinanti prodotti dai motori diesel delle grandi imbarcazioni. Dalle prove si è dimostrato in grado di ripulire i mari solcati dalle microplastiche, aiutando a ripristinare l’habitat marino.

Secondo l’associazione Plastics Europe, nel 2019 sono state prodotte 368 milioni di tonnellate di plastica a livello globale, di cui il 3% circa (11,4 milioni di tonnellate) è finito negli oceani. Per questo motivo, la multinazionale napoletana, in collaborazione con il gruppo Wärtsilä – grande produttore di motori nel settore marittimo – ha ideato un innovativo sistema di filtraggio per intrappolare le microplastiche prima che l’acqua di lavaggio venga restituita all’oceano. Si tratta, quindi, di una vera e propria “aspiraplastica” in grado di trattenere anche le particelle di dimensioni inferiori a 10 micrometri.

Questo sistema richiede pochissime modifiche alla procedura di bordo, e utilizza le funzionalità degli scrubber open loop (a circuito aperto) già installati su decine di navi del Gruppo Grimaldi, i quali prelevano ogni giorno enormi quantità di acqua per poi immetterla nuovamente in mare. Dotati del nuovo dispositivo di filtraggio, questi riuscirebbero a pulire l’acqua dalla plastica, salvaguardando, così, il delicato ecosistema marino. Il test pilota della nuova tecnologia è già stato effettuato e completato, e ha riguardato una delle navi Grimaldi impiegate tra Civitavecchia e Barcellona. I risultati sono stati molto positivi: più di 64.680 microparticelle sono state raccolte durante il viaggio.

[di Eugenia Greco]

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