Mentre la polizia blindava albergo e aeroporto, decine di turisti israeliani sono arrivati presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, a trenta chilometri da Cagliari; tra di essi, ci sarebbero anche famiglie di riservisti e soldati dell’esercito israeliano. È la denuncia di vari gruppi di attivisti sardi che si battono per i diritti del popolo palestinese, che si sono mobilitati per protestare contro la loro presenza sull’isola. «Pare che la nuova COLONIA [ndr. maiusolo originale] turistica dei simpatici giovani possa diventare la Sardegna, grazie anche all’indefesso lavoro della nostra impareggiabile presidentissima», si legge in un comunicato di Sardegna Palestina. Gli attivisti denunciano l’alone di segretezza che ha circondato il loro arrivo, che sarebbe stato nascosto «persino agli stessi operatori aeroportuali». Media locali parlano di un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, con unità cinofile e artificieri schierati in aeroporto e pattuglie di vigilanza presso l’albergo di lusso. Nei prossimi giorni sono previsti altri arrivi.
I primi voli diretti a Cagliari e provenienti da Tel Aviv sono atterrati il 28 maggio alle 8.45, alle 11.35, alle 12.50 e alle 14.30. Nei giorni successivi, riportano gruppi di attivisti, ulteriori aerei sarebbero arrivati con il ritmo sostenuto di 2/3 voli a settimana, atterrando anche ad Alghero. «Da alcuni di questi», si legge in un comunicato, sono sbarcati «militari che dopo aver partecipato ai massacri di Gaza usano il nostro mare e le nostre spiagge per rilassarsi». Interrogata dal Fatto Quotidiano, l’addetta stampa della questura avrebbe affermato che, da quello che risulta alla polizia, si tratterebbe di «turisti con le loro famiglie». Gli attivisti incalzano: «Ribadiamo, come già ampiamente spiegato più e più volte, che i cittadini israeliani sono per legge anche soldati, che tutti sono obbligati a servire nell’esercito, che tutti (a parte i rarissimi obiettori di coscienza) hanno partecipato in ogni modo all’occupazione, alla pulizia etnica, al genocidio», scrive il gruppo Alghero per Gaza.
In occasione dei vari arrivi, i gruppi di attivisti hanno organizzato un presidio pacifico presso gli aeroporti, mentre la polizia ha schierato ingenti dispositivi di sicurezza: il 28 maggio presso l’aeroporto Elmas di Cagliari, le forze dell’ordine hanno presidiato gli ingressi, schierato cinofila e artificieri, e mobilitato agenti in abiti civili e in divisa e poliziotti armati; il 1° giugno, invece, ad Alghero, sono stati schierati gli agenti della Digos, e i cittadini israeliani – un centinaio in totale – sono partiti a bordo di tre bus verso le strutture di ricezione. Per quanto riguarda l’albergo di lusso nel cagliaritano, l’Interpol sta sorvegliando l’edificio, presidiando gli ingressi alla struttura e alla spiaggia giorno e notte.
Il caso è arrivato in Consiglio Regionale, con il consigliere Valdo Di Nolfo, che ha espresso contrarietà alla ricezione dei soldati israeliani: «Non siamo una colonia per le vacanze di chi si concede relax dopo aver massacrato un popolo. La Sardegna deve ribadire la propria vocazione di pace e rispedire indietro questo “carico pesante”». Sul caso si è espresso anche il coordinatore regionale M5s Alessandro Solinas, che ha chiesto maggiore chiarezza sulla vicenda: «Chi organizza questi soggiorni? Esistono interlocuzioni tra autorità italiane e israeliane? Chi dispone e coordina le misure di sicurezza? Chi informa prefetture e forze dell’ordine dell’arrivo di questi gruppi?». Non è la prima volta che in Sardegna emerge un caso simile: già l’anno scorso era scoppiato il caso di decine di soldati israeliani ospitati in resort di lusso, e tenuti sotto stretta osservazione dalle forze di polizia. In generale, la pratica di ospitare soldati israeliani va avanti almeno dal 2024.




