È scaduto oggi l’embargo imposto sulle armi 13 anni fa dalle Nazioni Unite all’Iran, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per estenderlo. Imponeva il divieto all’Iran, come stipulato negli accordi nucleari del 2015, di acquistare attrezzature militari da Russia, Cina, Germania, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Gli Usa si erano ritirati unilateralmente dall’intesa dopo l’elezione di Donald Trump, imponendo rigide sanzioni contro l’Iran. Ora stanno cercando di far passare una risoluzione per estendere l’embargo ma senza successo, poiché ben 13 membri su 15 del Consiglio di sicurezza hanno espresso la loro opposizione alla reimposizione di tutte le sanzioni Onu contro Teheran.
Sulle spiagge della Namibia sono state ritrovate 5.000 foche senza vita
Quasi 5.000 foche sono state trovate morte al largo della costa della Namibia nella penisola di Pelican Point. Molti dei corpi erano in gran parte dei nascituri che avrebbero dovuto essere partoriti per la fine di novembre. Le foche sono state trovate il 5 ottobre da Naude Dreyer di Ocean Conservation Namibia (OCN), che sorvolando le coste del Sud Africa, dove solitamente questa specie partorisce, ha individuato la colonia senza vita. Le femmine di foca, infatti, quando il cibo è carente, tendono ad abbandonare i loro piccoli o ad abortirne i feti, ma su larga scala, come in questo caso, era accaduto solo nella moria del 1994, quando le cause identificate furono la malnutrizione e un’infezione batterica.
Elezioni in Bolivia: Il partito di Evo Morales ha riconquistato il potere
Ancora non ci sono i dati definitivi delle urne, ma il risultato appare delineato: il nuovo presidente è Luis Arce, candidato del Movimento al Socialismo (Mas) ed ex ministro delle Finanze nei governi guidati da Evo Morales, l’ex presidente indigeno costretto all’esilio il 12 novembre 2019. Secondo le proiezioni Arce ha ottenuto il 52,4% dei voti, dietro di lui il centrista Carlos Mesa (32,5%) e il candidato della destra Luis Fernando Camacho (14,1%). Ad ammettere la vittoria del candidato della sinistra è stata anche la presidente ad Interim Janine Añez in un comunicato.
Il Mas torna così al potere dopo i fatti di novembre 2019, quando le opposizioni accusarono di brogli l’ex presidente Morales, e venne attuato quello che dagli analisti è stato definito un “golpe soft”: senza violenza, ma con comunicati dell’esercito che intimavano al primo presidente indigeno della storia boliviana di abbandonare il paese per evitare l’arresto. Morales riparò in Messico e poi in Argentina, mentre al governo ad interim andava la Añez, esponente di riferimento degli interessi della borghesia bianca e dei proprietari terrieri. Ora le elezioni hanno riportato il Mas al potere ed Evo Morales potrebbe presto fare rientro in patria.
Nuovo Dpcm in vigore da oggi: dai bar alle scuole, ecco tutte le misure
Il nuovo Dpcm, presentato da Conte il 18 ottobre, entra in vigore oggi e sarà efficace fino al 13 novembre. La nuova stretta prevede per bar e ristoranti la chiusura alle 24, servizio d’asporto consentito, obbligatorio dalle 18 quello al tavolo con un massimo di 6 clienti cad. e il vincolo di esporre un cartello con il numero limite di persone che il locale in sicurezza può contenere. Sale giochi e centri scommesse saranno aperti fino alle 21. Sospese sagre, feste e manifestazioni pubbliche a meno che non si svolgano rispettando il distanziamento. Ai sindaci la possibilità di disporre la chiusura di spazi pubblici dopo le 21. Stop a convegni e conferenze in presenza, con obbligo di meeting online.
Per quanto riguarda la scuola, le lezioni saranno in presenza per elementari e medie mentre superiori e università si regoleranno autonomamente in base ai contagi della regione di appartenenza.
Lo stop va a vietare infine le gare amatoriali e dilettantistiche se non svolte individualmente. Palestre e piscine, per ora, restano aperte, ma la scelta verrà smentita o confermata fra una settimana, dopo aver adeguato i protocolli e averne verificato il rispetto.
Un nuovo geoglifo è stato scoperto a Nazca, forse è il più antico di tutti
Un nuovo geoglifo raffigurante un felino e lungo 37 metri è stato scoperto nel complesso di Nazca, nel Perù meridionale. La scoperta è stata effettuata dagli archeologi del ministero dei Beni culturali del Perù. Il geoglifo era appena visibile, detereriorato dall’erosione naturale del terreno. Gli archeologi lo hanno pulito e restaurato, riportando alla luce la figura di un felino rappresentato con il corpo di profilo e la testa di fronte, con linee di larghezza variabile tra i 30 e i 40 cm. Dalle rilevazioni si stima che il felino sia più antico rispetto agli altri geolifi e sarebbe stato realizzato tra il II e il I secolo a.C. durante la civiltà Paracas, precedente a quella Nazca.
Le linee di Nazca sono un complesso di tredicimila geoglifi tracciati sul terreno e lunghi fino a 275 metri, raffiguranti oltre 800 enormi disegni di animali, figure geometriche e altre di difficile interpretazione. Sono state realizzate nei primi secoli d.C. presumibilmente da parte della civiltà Nazca che abitava questi luoghi, ma sono state scoperte solo nel 1927 da un aviatore che le notò sorvolando la zona.
Libia, ex capo della Guardia costiera arrestato per traffico di migranti verso l’Italia
Un noto trafficante di esseri umani libico, noto come Bija, è stato catturato a Tripoli nel quartiere Hay-al-Andalus ed è ora detenuto dalle forze speciali. L’uomo è stato arrestato questa settimana con l’accusa di aver fatto arrivare migliaia di migranti in Italia e in Europa, mentre lavorava come comandante della guardia costiera libica. Le rivelazioni sull’attività di Bija avevano spinto le Nazioni Unite a sanzionarlo nel 2018. Inoltre l’anno scorso, un’inchiesta aveva documentato la sua presenza in Italia, suscitando critiche nei confronti dell’allora ministro dell’Interno, Marco Minniti del Pd, che tre mesi prima aveva firmato un memorandum con il leader del governo libico per la cooperazione con la guardia costiera libica. L’accordo ha consentito di intercettare le barche dei migranti e di reindirizzarle in Libia, dove le agenzie umanitarie affermano che i rifugiati subiscono abusi e torture.
A Madrid analizzano le fogne per localizzare i focolai di Covid (e sembra funzionare)
La Spagna è uno dei paesi più colpiti in assoluto dal Covid-19, ma nell’area di Madrid, la situazione epidemiologica sta migliorando grazie all’approccio adottato dal governo locale: andare a caccia del virus nelle fogne e chiudere con mini-lockdown i soli quartieri dove stanno per scoppiare nuovi focolai. È il “metodo Madrid”: misurando il virus nelle acque reflue (di scarico), si può capire se entro 48 ore esploderà un focolaio. Ciò ha permesso di chiudere solo le aree più a rischio e non l’intera metropoli, tutelando così l’economia e quanto più possibile la libertà delle persone. Il “metodo Madrid” in realtà non è totalmente nuovo, infatti negli Stati Uniti viene sfruttato non solo per proteggere le singole città, ma complessi circoscritti come i campus universitari.
Le analisi delle acque reflue sono un importante campanello d’allarme per la pandemia, lo dimostrano anche i dati in Italia. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nei mesi scorsi, ha accertato che tracce di coronavirus erano presenti nelle fognature di Milano e Bologna già a dicembre del 2019. Nessuno si immaginava cosa sarebbe accaduto dopo, ma monitorare le fogne può essere un metodo efficace per spezzare la catena dei contagi.
Reggio Emilia, spari nel centro: 5 feriti, uno è grave
A Reggio Emilia in pieno centro, 5 giovani sono rimasti feriti in una sparatoria intorno alle 23:30 di ieri, uno è grave ed è stato portato d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova. Ad aprire il fuoco, sarebbe stato un ragazzo dopo una discussione con altri giovani, per motivi da ricostruire. Il presunto responsabile, italiano residente in città, è stato arrestato ed è stata sequestrata anche l’arma, una pistola scacciacani modificata che risulta rubata. Per lui l’accusa è di tentato omicidio plurimo. Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile, oltre a Carabinieri, Polizia municipale e Guardia di finanza, che erano in zona a presidiare i luoghi della movida in ottemperanza al Dpcm del governo. Ora la zona è transennata.
Colombia: migliaia di indigeni stanno marciando per protesta verso la capitale
Migliaia di indigeni stanno marciando, a piedi o con mezzi di fortuna, verso la capitale colombiana Bogotà dalla quale hanno annunciato di non volersene andare senza prima essere ricevuti dal presidente della Repubblica, Iván Duque. La protesta è iniziata il 12 ottobre a Cali (capitale del distretto di Cauca, Colombia sud-occidentale) in seguito al rifiuto del presidente di incontrare i leader indigeni che da tempo chiedono attenzione per il problema dei sempre più frequenti assassini di attivisti dei movimenti sociali, e per la questione del diritto alla terra. Gli indigeni hanno così deciso di proclamare una “minga” e percorrere gli oltre 500km che li separano dal palazzo presidenziale. La marcia sta raccogliendo nuove persone lungo il tragitto ed è ora formata da circa cinquemila manifestanti. La minga è una forma di protesta diffusa tra gli indigeni della Colombia, che prevede la marcia e la mobilitazione pacifica come forma di resistenza e rivendicazione.
Nel deserto del Sahara ci sono molti più alberi di quanto si pensasse
Gli alberi che popolano il Sahara occidentale, il Sahel e la zona sudanese hanno superato le aspettative degli scienziati: ne sono stati individuati più di 1,8 miliardi. Lo afferma lo studio “An unexpectedly large count of trees in the West African Sahara and Sahel” pubblicato recentemente su Nature. Secondo quanto emerso «Gli alberi isolati coprono un’area di 1,3 milioni di km², ovvero circa 2,5 volte l’area della Francia. La dimensione della loro chioma è maggiore di 3 m² e il loro numero dipende strettamente dal regime climatico e dall’utilizzo del suolo».
Il contributo degli alberi, affermano i ricercatori, è importante per le risorse locali, la biodiversità e lo stoccaggio del carbonio; oltre a svolgere un ruolo cruciale negli ecosistemi e negli agrosistemi tropicali aridi.














