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Al via ClearSpace-1, la prima missione di raccolta rifiuti nello Spazio

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L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha firmato ieri un contratto da 86 milioni di euro con la start-up Clear Space per l’omonima missione, la prima al mondo per la rimozione ed il recupero di rifiuti nello Spazio. Il primo obiettivo della ClearSpace-1, prevista nel 2025, è un modulo fuori controllo di un razzo Vega, pesante 112 kg e abbandonato in orbita di smaltimento graduale nel 2013, conformemente alle norme di mitigazione dei detriti spaziali. Il rottame, simile per dimensioni ad un piccolo satellite, verrà catturato e portato a bruciare nell’atmosfera da un robot spaziale provvisto da un quartetto di bracci, anch’esso destinato alla distruzione.

La ClearSpace-1 mira ad essere la prima missione di un autentico programma di pulizia dello spazio intorno alla Terra, già inquinato da circa 23000 detriti spaziali, tra resti di precedenti spedizioni e satelliti fuori servizio: per definizione oggetti alla deriva, si prestano a collisioni non prevedibili che ostruirebbero delle orbite chiave, rendendole impraticabili per future missioni.

Nuovo Dpcm: ecco cosa si può fare a Natale

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Ieri sera il premier Giuseppe Conte ha presentato il nuovo Dpcm, che a partire da oggi sarà valido per 50 giorni.

Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti da una regione all’altra, anche per raggiungere le seconde case. Il 25-26 dicembre e l’1 gennaio sono vietati gli spostamenti da un comune all’altro. Confermato a partire da oggi fino al 6 gennaio il coprifuoco dalle 22 alle 5 ed a Capodanno sarà esteso dalle 22 alle 7. Ci si potrà spostare solo per motivi di necessità: lavoro, salute, rientro nel proprio domicilio e assistenza a chi non è autosufficiente. Gli spostamenti proibiti vanno giustificati attraverso il modulo di autocertificazione, per certificarne la necessità, dove deve essere indicato il punto di partenza e quello di arrivo.

A Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania, nelle zone gialle, i ristoranti saranno aperti solo per il pranzo. Nelle zone rosse, invece, sarà consentito solamente il servizio d’asporto/domicilio. Il 31 dicembre gli alberghi saranno aperti ma con i ristoranti interni chiusi dalle 18; possibile solo il servizio in camera. Dal 4 dicembre al 6 gennaio i negozi saranno aperti fino alle 21, ma dal 4 al 15 dicembre l’apertura sarà consentita soltanto ai negozi d’alimentari, farmacie, para farmacie, tabacchi ed edicole. Dal 21 dicembre al 6 gennaio chiunque rientri in Italia dall’estero, dovrà rispettare il periodo di quarantena.

Iran, approvata nuova legge per sviluppare il nucleare e fermare le ispezioni Onu

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Ieri, mercoledì 2 dicembre, l’organismo di vigilanza del Guardian Council iraniano ha approvato una nuova legge. In essa sono previsti l’aumento dell’arricchimento di uranio oltre il limite stabilito dall’accordo nucleare di Teheran del 2015 – a meno che le sanzioni del patto del 2018 tra Teheran e Pechino, Parigi, Berlino, Mosca, Londra e Washington non vengano allentate entro due mesi – e la sospensione delle ispezioni delle Nazioni Unite ai suoi siti nucleari in Iran. In base alla nuova legge,  l’arricchimento di uranio iraniano salirà al 20% e verranno installate centrifughe avanzate negli impianti nucleari di Natanz e Fordow.

Teheran concederà due mesi alle parti europee dell’accordo per allentare le sanzioni sui settori pretolifero e finanziario iraniano. L’Iran sta gradualmente riducendo la propria adesione all’accordo a causa della politica di “massima pressione” di Trump. Tutto ciò renderà ancora più difficile la politica del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il quale ha già dichiarato che revocherà le sanzioni se Teheran tornerà alla “stretta osservanza dell’accordo nucleare”.

Il Guardian Council ha il compito di garantire che i progetti di legge non siano in contraddizione con le leggi islamiche sciite o con la costituzione iraniana. Al momento la situazione è molto tesa: il disegno di legge era già stato approvato con una forte maggioranza in parlamento martedì, probabilmente come conseguenza delle due morti di peso delle settimane scorse del direttore generale del programma nucleare e dello scienziato nucleare rivendicate da Israele.

 

Pesca, al via la prima alleanza globale per la sostenibilità nei mari

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Con l’iniziativa Ocean panel, 14 paesi si sono uniti per una pesca più sostenibile. Ripristinare le popolazioni ittiche in calo, stop all’overfishing e all’inquinamento marino da plastica entro 10 anni, questi i termini dell’accordo a cui hanno aderito i governi responsabili del 40% delle coste mondiali.  In assenza di un trattato delle Nazioni Unite a pieno titolo, l’alleanza in questione rappresenta la più grande iniziativa mondiale per la sostenibilità degli oceani. I paesi firmatari sono Australia, Canada, Cile, Fiji, Ghana, Indonesia, Giamaica, Giappone, Kenya, Messico, Namibia, Norvegia, Palau e Portogallo.

Il WWF è stato tra i primi a puntare i riflettori sullo sfruttamento eccessivo dei mari. Secondo l’associazione ambientalista, il 33% degli stock ittici viene sovrapescato mentre il 60% è sfruttato al massimo delle capacità. Dello stesso parere la Fao che, con un recente rapporto, ha invece sottolineato come un terzo dei mari del pianeta versi in uno stato di forte sofferenza. Impegni concreti come quello appena sottoscritto sono quindi indispensabili per un cambio di rotta, anche perché – come hanno sottolineato gli esperti – se gli oceani fossero gestiti in modo sostenibile, potrebbero fornire sei volte più cibo rispetto ad oggi.

Italia, il debito pubblico impiegherà 10 anni per tornare ai livelli pre Covid

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Alla fine del 2020 il rapporto tra debito pubblico e Pil italiano raggiungerà il 158%, un grosso divario rispetto alla fine del 2019 in cui il rapporto risultò pari al 134,8%, lo prevede la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, prodotto dal Ministero dell’Economia italiano. Il livello al quale il debito italiano si assesterà era stato superato solamente nel 1919, nel cosiddetto “biennio rosso”, quando le spese della Prima guerra mondiale si fecero sentire. Un aumento così rapido ed esponenziale del debito non si verificava dagli anni ’70, quando il rapporto debito/Pil aveva registrato una crescita poderosa a causa delle spese per sanità e pensioni.

Nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza – strumento di programmazione che indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine, si ipotizza che il debito pubblico tornerà sotto il 130% del Pil solo alla fine del decennio.  L’Italia attualmente, si trova al 5° posto tra i paesi più indebitati del mondo dopo Giappone (238%), Grecia (182%), Barbados (157%) e Libano (147%).

Il debito pubblico è il debito contratto da uno Stato per far fronte al proprio fabbisogno. I titolari del debito pubblico, ossia i creditori dello Stato in questione, sono tutti quei soggetti che hanno finanziato lo Stato in qualche maniera. Grazie al debito pubblico ogni Stato finanzia la propria crescita economica, i servizi che offre ai cittadini, gli investimenti: per questo motivo una corretta gestione del debito pubblico è fra i più importanti compiti di ogni governo.

 

 

Raddoppia la produzione dei combustibili fossili nonostante la crisi climatica

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I governi del mondo stanno “raddoppiando” i combustibili fossili nonostante l’urgente necessità di ridurre le emissioni di carbonio per affrontare la crisi climatica. Lo ha rilevato un rapporto delle Nazioni Unite. I ricercatori affermano che la produzione dei combustibili fossili dovrà diminuire del 6% all’anno, fino al 2030, per rispettare gli obbiettivi dell’accordo di Parigi (mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C). Tuttavia, le nazioni stanno pianificando un aumento nella loro produzione del 2% annuo ed i paesi del G20 gli stanno fornendo più finanziamenti (50% in più), rispetto a quelli destinati all’energia pulita.

La valutazione della futura produzione di combustibili fossili si basa sui più recenti piani energetici pubblicati da 8 paesi chiave (producono il 60% delle emissioni globali): Stati Uniti, Cina, Canada, India, Indonesia, Russia, Australia e Norvegia. Il rapporto ha creato una coalizione di ONG, che ha scritto al primo ministro britannico, invitandolo a “mostrare leadership climatica”. Boris Johnson, infatti, ospiterà un vertice critico delle Nazioni Unite sul clima nel novembre 2021.

India, migliaia di contadini invadono Dheli contro la liberalizzazione del mercato agricolo

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Da giorni decine di migliaia di agricoltori hanno invaso Nuova Delhi, la capitale dell’India, per protestare contro la nuova legge agricola che secondo i manifestanti favorirebbe i grandi gruppi, facilitando lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. La nuova legge, approvata in settembre dal governo guidato dal  primo ministro Narendra Modi liberalizza i prezzi di vendita delle merci, superando la precedente norma che prevedeva che gli agricoltori dovessero vendere i loro prodotti ai depositi statali, da cui avevano la garanzia di ottenere almeno il prezzo minimo fisso concordato con il governo.

Secondo il primo ministro dare maggiore autonomia ai produttori è un grande passo avanti, che gli permetterebbe di essere direttamente in contatto con le imprese private nazionali o estere vendendolo al miglior offerente. Opposta la lettura dei sindacati agricoli che sottolineano come i piccoli produttori non avrebbero alcuna forza contrattuale per alzare i loro proventi in un mercato in cui il 70% delle famiglie vive di agricoltura e in cui l’offerta è molto ampia. La legge, sottolineano, andrebbe a favorire solo i grandi gruppi che si troverebbero nella possibilità di imporre i propri prezzi ai produttori.

I contadini autori della protesta provenivano dalla regione agricola del Punjab ed erano in marcia lungo l’autostrada che conduce alla capitale quando sono stati fermati dalla polizia, sono seguiti scontri nei quali i braccianti  “armati” di bastoni e sassi, hanno fronteggiato i cannoni ad acqua e i gas lacrimogeni delle forze dell’ordine.

Stéphanie Frappart nella storia: prima donna ad arbitrare in Champions League

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Ieri sera, per la prima volta nella storia della Champions League (la più importante competizione calcistica continentale), un arbitro donna ha diretto una partita. Juventus-Dinamo Kiev è stata arbitrata dalla francese Stéphanie Frappart. La 36enne di Herblay, si è approcciata con personalità alla partita anche se gli ospiti contestano un possibile rigore non concesso durante il primo tempo. Stephanie aveva 13 anni quando ha cominciato ad arbitrare, inseguendo la scia della svizzera Nicole Petignat (prima ad arbitrare la Coppa UEFA ), e della tedesca Bibiana Steinhaus (prima ad arbitrare un campionato europeo).

“È allo stesso tempo un privilegio, un onore e una responsabilità. Spero che la mia carriera incoraggi le giovani a impegnarsi come arbitri”, aveva dichiarato Frappart. Tra i tanti complimenti ricevuti in questi anni, anche quello di Juergen Klopp (allenatore Liverpool), dopo la finale di Supercoppa 2019 che aveva arbitrato: “C’era tanta pressione per questo momento storico ma è rimasta calma e ha fatto tutto al meglio. Si merita il massimo rispetto”.

Il 2020 potrebbe diventare uno dei tre anni più caldi mai registrati

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Il 2020 sarà probabilmente uno dei tre anni più caldi mai registrati. Lo ha detto Petteri Taalas, Segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), agenzia delle Nazioni Unite, nel presentare il rapporto provvisorio sullo stato del clima globale. La temperatura media nel 2020 (da gennaio a ottobre) è stata di circa 1,2°C superiore al periodo 1850-1900, che gli scienziati usano come periodo di riferimento dei livelli preindustriali per misurare il riscaldamento globale. Attualmente, la valutazione colloca il 2020 come il secondo anno più caldo; la classifica potrebbe variare al termine dell’anno. Le temperature del 2020 sono paragonabili a quelle del 2016, l’anno più caldo registrato fino ad oggi. Il rapporto dell’OMM ha inoltre rilevato che il riscaldamento globale sta peggiorando in tutti e sette i principali indicatori climatici: nel 2020 i disastri legati al clima si aggiungono ai problemi derivati dalla pandemia, aumentando la sofferenza umana.

Di fronte a questo scenario, il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha sfidato i leader mondiali ad abbandonare i combustibili fossili e a fare del 2021 l’anno in cui l’umanità porrà fine alla sua “guerra contro la natura”. «Le attività umane sono alla radice della nostra discesa verso il caos» ha detto Guterres, «ma questo significa che l’azione umana può risolverlo».

Il primo pollo confezionato senza uccidere nessun pollo è stato messo in vendita

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I “bocconcini di pollo“, della società americana Eat Just, hanno superato, per la prima volta, il controllo sicurezza da parte della Singapore Food Agency. La “carne coltivata” è stata approvata e potrebbe aprire la porta ad un futuro in cui la carne sarà prodotta senza l’uccisione del bestiame. Attualmente, ogni giorno, vengono macellati circa 130 milioni di polli per la carne e 4 milioni di maiali. Decine di aziende stanno sviluppando pollo, manzo e maiale coltivati, con l’obiettivo di ridurre l’impatto sul clima, oltre a fornire carne priva di droghe e cruelty-free. Le cellule del prodotto Eat Just vengono coltivate in un bioreattore e poi combinate con ingredienti vegetali.  Le unità biologiche utilizzate provengono da una banca cellulare e non richiedono la macellazione. Le cellule infatti possono essere prelevate da animali vivi e poi fatte crescere con nutrienti forniti dalle piante.

 L’azienda ha definito come sfide principali la reazione dei consumatori alla carne coltivata, l’approvazione in altre nazioni e l’aumento della produzione.