Secondo i risultati pubblicati stamattina dalla commissione elettorale centrale, il Primo Ministro Nikol Pashinyan ha ottenuto la maggioranza nelle elezioni legislative tenutesi ieri in Armenia. Il partito Contratto Civile di Pashinyan ha ottenuto il 53,9% dei voti mentre il blocco dell’ex Presidente Robert Kocharyan si è fermato al 21% dei voti. La formazione di Kocharyan contesta però i risultati denunciando brogli elettorali.
Caso Report: la Rai ricorre al Consiglio di Stato
Ieri la sentenza del Tar che – un attacco senza precedenti all’informazione in Italia – impone alla trasmissione Report di consegnare gli atti relativi a un’inchiesta andata in onda nell’ottobre scorso e la dura reazione del direttore della trasmissione, Sigfrido Ranucci, che ha dichiarato «Report non svelerà le proprie fonti, non lo faremo neppure da morti. Devono venire a prenderle con l’esercito». Oggi la Rai scende in campo al fianco della propria trasmissione d’inchiesta e annuncia il ricorso al Consiglio di Stato.
Il nuovo presidente dell’Iran è Ebrahim Raisi
La vittoria si era profilata già chiaramente dalla mattina, ma ora è arrivato anche l’annuncio ufficiale: il nuovo presidente dell’Iran è Ebrahim Raisi. Il candidato conservatore ha ottenuto il 61,95% dei voti, sconfiggendo il candidato moderato Abdolnasser Hemmati e l’ex comandante delle Guardie della Rivoluzione, Mohsen Rezai. Raisi, magistrato ed ex Presidente della Corte Suprema, è conosciuto per essere tra i responsabili della campagna di esecuzione dei prigionieri politici del 1988, quando almeno 8.000 oppositori, principalmente comunisti, vennero uccisi.
Incendi: quando le tecnologie di sorveglianza possono fare del bene
Prima della pandemia di coronavirus, l’attenzione dell’intero globo era focalizzata sull’impressionante incendio che ha devastato l’entroterra dell’Australia. L’Oceania non è però l’unica area soggetta a roghi cataclismatici: la California passa tra le fiamme praticamente ogni estate e anche l’Italia sta dimostrando sempre più di essere vulnerabile a questo genere di minaccia.
Gli incendi tendono a divampare nella natura, oltre che per questioni dolose, a causa dell’incuria della silvicoltura, di un monitoraggio pieno di falle e di un avanzamento del cambiamento climatico che sta aggravando la situazione dei sottoboschi più torridi. In tutti i casi, il promuovere delle soluzioni effettive a questi problemi comporterebbe costi economici che vanno ben oltre a quanto normalmente a disposizione delle guardie forestali.
Per cercare quantomeno di prevenire le situazioni drammatiche, i ricercatori stanno rodando diversi sistemi di monitoraggio, i quali dovrebbero dimostrarsi in grado di lanciare gli opportuni allarmi sin dalle primissime avvisaglie degli incendi, così che le autorità possano intervenire prontamente per circoscrivere l’area.
La Curtin University australiana, per esempio, sta valutando di adoperare i dati Synthetic Aperture Radar (SAR) forniti dai satelliti della European Space Agency (ESA), ovvero di adoperare apparecchi che, direttamente dall’orbita terrestre, riescano a percepire la morfologia delle foreste a prescindere dal fumo e dalle situazioni meteorologiche. Anche in questo caso, però, non tutti sono d’accordo che il rapporto costi-benefici sia adeguatamente equilibrato.
Ben più pragmatica è la soluzione che stanno iniziando a imbastire a nord di San Francisco: il sistema di monitoraggio ALERTWildfire. Si tratta di semplici torri di vedetta sulla cui cima viene posta una camera da presa che scatta un’istantanea della foresta ogni dieci secondi.
Questa sovrabbondanza di immagini viene dunque gestita da un guardaboschi digitale, da un’intelligenza artificiale che, seppur sia ancora in fase di addestramento, si è già dimostrata in grado di far guadagnare preziosi minuti alle squadre di intervento. Lo strumento, di fatto, confronta l’ultimo scatto eseguito con le immagini dell’area e se percepisce una quale alterazione nel paesaggio provvede immediatamente a lanciare l’allarme.
In Italia, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) di Firenze ha invece messo in campo la FuelGeoData, un’app con cui i cittadini possono censire e geolocalizzare la presenza di combustibili forestali. Un approccio “dal basso” decisamente più artigianale che, nella sua semplicità, potrebbe fornire un effettivo contributo nel mappare la situazione, nonché a costruire un archivio di informazioni che verranno poi elaborate nel 2022.
Satelliti, intelligenze artificiali e applicazioni invadenti per smartphone: tutte tecniche che solitamente vediamo asservite alle mire di politici e aziendali, ma che adoperate con fini virtuosi possono effettivamente migliorare le nostre condizioni di vita e aiutare il pianeta. Come sempre il problema non è la tecnologia in sé ma l’uso che se ne fa.
[di Walter Ferri]
Hong Kong: negata cauzione a direttore e Ad del quotidiano Apple Daily
Ad Hong Kong, il rilascio su cauzione è stato negato a Ryan Law e Cheung Kim-hung, rispettivamente direttore e amministratore delegato del quotidiano Apple Daily. Questi ultimi sono stati arrestati giovedì in seguito al blitz della polizia presso la sede del giornale che ha sostenuto il movimento pro-democrazia e sono apparsi oggi davanti ad un giudice che, però, non ha concesso a loro tale possibilità. Ciò poiché non è certo che «non continuino a commettere atti che metterebbero in pericolo la sicurezza nazionale». Gli altri tre dirigenti dell’Apple Daily arrestati giovedì, invece, sono stati rilasciati ieri su cauzione.
Mix di vaccini: diecimila italiani hanno già fatto causa allo Stato
Il Codacons, un’associazione senza fini di lucro che si occupa di difendere i consumatori, ha recentemente lanciato un’azione collettiva contro lo Stato italiano con la quale viene chiesto un risarcimento in favore delle persone con meno di 60 anni a cui è stato somministrato il vaccino AstraZeneca. L’iniziativa è nata a causa delle indicazioni contrastanti fornite nel corso del tempo dalle autorità nonché dei «numerosi eventi avversi, anche letali, riportati dai soggetti fruitori del siero anglo-svedese». Ad essa, come dichiarato dal presidente del Codacons Carlo Rienzi, hanno finora aderito quasi 10.000 cittadini, i quali si ritengono lesionati dalla comunicazione farraginosa e contraddittoria da parte delle istituzioni. A tal proposito, l’ultima decisione in ordine di tempo è quella di effettuare il “mix vaccinale” nei confronti dei giovani che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca: una scelta priva di un reale fondamento scientifico.
Nello specifico, l’azione del Codacons si basa su tre fattispecie di risarcimento. Innanzitutto vi è quello basato sul danno non patrimoniale causato dalla paura di ammalarsi per aver ricevuto il vaccino in questione, il quale è «ormai riconosciuto dalla Giurisprudenza» e «potrà forfettariamente quantificarsi nella misura di 10.000 euro». Poi si fa riferimento al «risarcimento del danno non patrimoniale-biologico permanente o temporaneo, anche in termini di danno differenziale, con riserva di indicazione e quantificazione specifica». Infine, vi è «l’indennizzo a carico dello Stato , previsto dalla Legge 201/92, per essersi sottoposti a vaccinazione da cui è derivata la menomazione psicofisica permanente da valutarsi e quantificarsi nel prosieguo (da indicare qualora sussistente)».
Detto ciò, il Codacons si è reso anche protagonista di un’altra azione. Infatti, in seguito alla morte della 18enne ligure Camilla Canepa, deceduta dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca, l’associazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Genova chiedendo di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Commissario Francesco Paolo Figliuolo e la Asl competente.
[di Raffaele De Luca]
Birmania: Onu condanna golpe e chiede di fermare flusso di armi
Una risoluzione non vincolante è stata adottata dall’Assemblea Generale dell’Onu. Tramite la stessa è stato condannato il colpo di Stato in Birmania. Inoltre, il testo contiene un appello rivolto a tutti gli Stati membri con cui si chiede di mettere fine al flusso di armi verso il Paese asiatico. La risoluzione è stata approvata da 119 Paesi, mentre altri 36 si sono astenuti. Tra essi la Cina, il principale alleato della Birmania.
Onu: Antonio Guterres rieletto segretario generale
Antonio Guterres, il diplomatico portoghese 72enne, è stato confermato come segretario generale delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale dell’Onu lo ha infatti eletto per acclamazione: si tratta del secondo mandato, esso ha una durata di cinque anni ed inizierà il primo gennaio 2022. «Sono profondamente onorato e grato per la fiducia che avete riposto in me, servire le Nazioni Unite è un privilegio immenso e un dovere nobilissimo», ha affermato Guterres in seguito alla conferma.
I contagi salgono nonostante i vaccini? L’Inghilterra cambia il modo di contarli
In Inghilterra, il Servizio sanitario nazionale (Nhs) ha inviato una lettera agli ospedali in cui viene indicato loro di cambiare il modo in cui vengono contati i casi di Covid-19: l’ordine è quello di registrare separatamente i pazienti effettivamente malati, ossia i sintomatici, da quelli ricoverati per altri motivi che risultano positivi solo accidentalmente, ovvero gli asintomatici. È quanto si apprende dal quotidiano britannico The Indipendent, il quale ha riportato il contenuto della lettera ed ha sottolineato che essa sia datata 7 giugno e che, da quel giorno in poi, sia stato attuato questo differente modus operandi. Finora, infatti, erano stati registrati come contagiati indistintamente sia i positivi malati che quelli sani, ed a tal proposito la motivazione di questo cambio di rotta fornita dal Servizio sanitario nazionale è la seguente: esso è stato eseguito per «aiutare ad analizzare l’effetto del programma vaccinale e per verificare se quest’ultimo stia riducendo con successo la malattia dovuta al Covid-19». Tuttavia, tale obiettivo non sembra realmente perseguibile in quanto il nuovo metodo di conteggio dei malati non sarà retroattivo: esso sarà applicato solo ai nuovi pazienti e non varrà per il periodo precedente al 7 giugno.
In pratica, ci si chiede come sia possibile mettere a confronto in maniera realistica i dati dei mesi precedenti con quelli attuali se il modo di riportarli è stato modificato solo per i più recenti. Appare ovvio, infatti, che ciò provocherà una riduzione del numero di pazienti Covid che, però, non sarà veritiera. Per questo, vi è il rischio che il migliore andamento dei contagi dovuto al diverso modo di contarli possa essere erroneamente attribuito all’efficacia dei vaccini somministrati, sovrastimandone i benefici.
Il Regno Unito, infatti, è il paese europeo dove si è vaccinato maggiormente: in totale sono state somministrate 72,9 milioni di dosi ed il 46% della popolazione ha completato il ciclo di vaccinazione. Ma nei confronti della campagna vaccinale ultimamente sono emersi non pochi punti critici: delle 42 persone morte finora a causa della variante Delta (ex variante indiana) del Covid-19, 12 avevano ricevuto la doppia dose di vaccino da almeno 14 giorni e 7 si erano sottoposte alla prima iniezione da almeno 21 giorni. Inoltre, il numero dei contagi è costantemente in crescita ed attualmente la media settimanale è di oltre 8000 casi al giorno. Dunque, ci si chiede se in Inghilterra tale scelta sia stata in realtà presa per far sì che l’opinione della massa sulla campagna di vaccinazione torni ad essere positiva, dato che ciò che è stato recentemente registrato sta producendo un aumento dei dubbi a riguardo.
Detto ciò, a prescindere da quella che sia la vera motivazione di questa decisione, essa è ad ogni modo una scelta di notevole importanza. Infatti, dall’inizio della pandemia non solo in Inghilterra ma anche in molti altri Paesi (compresa l’Italia) sono stati riportati tra i contagiati tutti gli individui risultati positivi al covid test, compresi appunto quelli privi di sintomi. Si tratta in pratica di una totale inversione del metodo scientifico, che dovrebbe occupare le prime pagine di tutti i quotidiani. Ma nonostante ciò i media mainstream italiani non hanno dedicato nemmeno una riga alla questione.
[di Raffaele De Luca]







