La presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde, negli scorsi giorni ha reso noto che un ulteriore aumento dei tassi d’interesse di 50 punti base nella prossima riunione del 16 marzo è «molto, molto probabile». La Lagarde ha spiegato che la BCE non ha un tetto massimo di rialzo dei tassi, in quanto l’unico obiettivo è contenere l’inflazione al 2% e ha detto quindi di non poter dire a che livello arriveranno i tassi, ma che saranno certamente più alti di quelli attuali. «La mia preoccupazione principale è l’inflazione. Non vogliamo distruggere l’economia, non è questo il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo è quello di contenere l’inflazione. Come banca centrale, l’aumento dei tassi di interesse è il nostro strumento principale per raggiungere questo obiettivo. […] Faremo tutto il necessario per riportare l’inflazione al 2%. L’inflazione è un mostro che dobbiamo abbattere e mantenere al 2%», ha asserito la presidente dell’istituto di credito europeo. Al contempo si è registrata una grande richiesta di Btp italiani da parte dei piccoli risparmiatori.
Risultati modesti contro l’inflazione
Fino ad ora, la politica del rialzo dei tassi d’interesse per contenere l’inflazione ha portato modesti risultati: secondo i dati dell’Eurostat, infatti, a febbraio «l’inflazione nell’area euro ha registrato un incremento annuale dell’8,5%, rispetto al +8,6% di gennaio e al +5,9% dello stesso mese del 2022». Ciò significa che a febbraio il carovita nell’Eurozona è calato di un solo decimale rispetto a gennaio. Allo stesso tempo «su base mensile i prezzi al consumo nell’area euro hanno registrato un aumento dello 0,8%. Il dato core (che esclude cibo, energia, alcol e tabacco) ha evidenziato un incremento del 5,6% su base annuale». Se da un lato, la politica della BCE per contenere l’aumento dei prezzi appare debole – con un parziale calo dei prezzi dovuto più che altro al ribasso dei costi dell’energia – dall’altro, incide pesantemente sull’economia e sui consumi, in quanto il denaro preso in prestito da famiglie e imprese è sempre più caro e tende, dunque, a scoraggiare acquisti, investimenti e assunzioni. Per quanto riguarda i mutui, ad esempio, il sito Mutuionline spiega che, in seguito alla politica monetaria intrapresa dalla BCE, «La rata di un mutuo è aumentata in media dal 25 al 40%, condizione che ha impedito a molte famiglie di acquistare: per chi desiderasse diventare proprietario, le possibilità sono oggi allungare la durata del mutuo oppure scegliere una soluzione di immobile fuori dal centro».
La corsa dei mutui e gli attriti con le banche
Proprio per compensare gli oneri che devono sostenere famiglie e imprese, la Lagarde è ricorsa agli istituti di credito privati, chiedendo loro di rinegoziare i mutui. La presidente ha spiegato che «è nel loro interesse farlo perché sanno che quando l’inflazione sarà sotto controllo, i tassi di interesse alla fine scenderanno. E non vogliono prestiti in sofferenza nei loro bilanci». Il capo della BCE, dunque, sta chiedendo a istituti privati di compensare gli effetti negativi prodotti dalle sue scelte di politica monetaria. Di conseguenza, non si sono fatte attendere le repliche istituzionali: il direttore generale dell’ABI (Associazione delle banche italiane), Giovanni Sabatini, ha ricordato che «In Italia più che in altri Paesi europei, sono presenti strumenti per venire incontro alla necessità dei debitori in potenziali situazioni di difficoltà» aggiungendo che «la legge di Bilancio per il 2023 ha introdotto l’obbligatorietà per la banca di convertire il mutuo da variabile a fisso in caso di richiesta del proprio cliente. […] Nelle attuali contingenze sarebbe necessario reintrodurre flessibilità regolamentari per evitare effetti pro-ciclici, in particolare per quello che riguarda le vincolanti e eccessivamente rigide regole dell’autorità Bancaria Europea in materia di ristrutturazioni onerose».
Il successo dei BTP italiani
Anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha mancato di esternare le sue preoccupazioni circa le decisioni della BCE, evidenziando come «il rialzo del tassi pone problemi seri per chi ha bilanci fortemente indebitati come quello italiano». Ciononostante, sul fronte del debito pubblico, si registra un grandissimo successo per l’ultima emissione del Btp Italia che è andato a ruba tra i piccoli risparmiatori nella prima giornata di collocamento: «Il numero di contratti sottoscritti nel corso della Prima Fase è stato il secondo più elevato registrato nelle emissioni BTP Italia, denotando una significativa partecipazione da parte dei risparmiatori retail, ai quali è specificatamente dedicato tale strumento. Questo risultato si mostra pienamente in linea con la strategia del Tesoro degli ultimi anni, finalizzata alla crescita della quota dei risparmiatori retail, in un’ottica di ampliamento e diversificazione della base degli investitori», fa sapere il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF). Il valore corrispondente di BTP Italia acquistati da piccoli risparmiatori (retail) e investitori istituzionali durante il periodo di collocamento del titolo indicizzato all’inflazione è stato pari a 9.916,862 milioni di euro. Ciò significa che è possibile finanziare il debito pubblico ricorrendo al risparmio privato degli italiani che è uno dei più alti al mondo dopo quello del Giappone, senza dover ricorrere agli investitori finanziari internazionali conferendogli il potere di intervenire nelle politiche statali.
Dunque, nonostante le politiche restrittive della BCE, il collocamento dei titoli di Stato italiano appare ottimo grazie a una strategia che mira a coinvolgere i piccoli investitori e che sarà probabilmente affiancata ad altri “meccanismi premiali”, come quello che punta a mobilitare il risparmio privato verso progetti di rilevanza comune, proposto da Giulio Centemero, capogruppo della Lega in commissione finanze alla Camera. Se da un lato, ricorrere al risparmio privato è un’idea vincente, dall’altro, le politiche restrittive della BCE peseranno sui conti pubblici e sulle rate dei mutui e non si prevede un’inversione di tendenza da parte dell’istituto di Francoforte che, al contrario, sta già programmando i prossimi rialzi dei tassi.
[di Giorgia Audiello]




Non sono un esperto di economia ma avendo fatto matematica e fisica, credo di capire qualcosa di numeri e di ragionamento, che sono fondamento di conoscenza e crescita. Ma se gli italiani sono, se ho capito bene, il secondo paeseal mondo relativo al risparmio privato, e se in pochissimo tempo hanno acquistato nove e rotti miliardi di BTP italiani, perché non autofinanziare il nostro debito pubblico e fortificare la nostra condizione economica senza indebitarci ukteriormentec
…Ulteriormente… accertando denaro dall’Europa. Denaro che prima on poi i nostri figli dovranno restituire con il rischio di un ricatto europeo se non dovessimo riuscire alla restituzione?
Non potendo derubare i risparmiatori in altro modo hanno deciso di fare in modo che i loro risparmi si mangino da soli. Così molti decidono di spendere il loro denaro in cose che non gli servono pur di non vedere sprecato il loro lavoro. Il capitalismo sta raschiando ben oltre il fondo del barile.