Scoperto un gruppo clandestino di ex poliziotti dedito a truffa e spionaggio

Una struttura clandestina composta da ex appartenenti alle forze dell’ordine e da figure legate, in varie fasi, ai servizi di informazione avrebbe operato per anni nel campo del dossieraggio illegale, dell’accesso abusivo a banche dati, della captazione fraudolenta di comunicazioni e di presunte truffe economiche. È questo il quadro al centro di una vasta inchiesta in cui sono impegnati i magistrati della Procura di Roma, che nella giornata di ieri ha portato i carabinieri del ROS a eseguire perquisizioni nei confronti di più persone. Nel mirino degli inquirenti c’è la cosiddetta “Squadra Fiore”, un gruppo ritenuto capace di muoversi in modo parallelo rispetto ai canali istituzionali, usando competenze maturate negli apparati dello Stato per finalità illecite.

L’indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Stefano Pesci, è partita da sviluppi investigativi romani e da elementi emersi nel procedimento milanese su Equalize, ma per gli investigatori si tratterebbe di filoni distinti. Se a Milano la vicenda ruotava attorno a una società di investigazioni private e a vittime spesso molto note, a Roma invece si sta indagando su un network composto in larga parte da ex uomini dell’intelligence o delle forze dell’ordine, che avrebbe agito dietro coperture formali e schermature societarie. Al centro dell’indagine c’è la figura di Giuseppe Del Deo, ex numero due del Dis ed ex dirigente dell’Aisi, oggi presidente esecutivo di Cerved Group Spa. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Del Deo avrebbe usato per scopi non istituzionali gli schedari informativi del comparto sicurezza, avvalendosi di una squadra di collaboratori indicati negli atti come “i neri”, ai quali avrebbe impartito disposizioni per attività clandestine di tipo para-investigativo. Le accuse nei suoi confronti sono di peculato e accesso abusivo a sistema informatico. In serata, Del Deo ha annunciato di essersi autosospeso dalla carica in Cerved, sostenendo di averlo fatto «per preservare la reputazione della Società», ma al contempo dichiarandosi «certo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti».

Il filone principale dell’indagine concerne il presunto peculato di fondi dell’Aisi: Del Deo avrebbe affidato contratti per milioni di euro alla società Sind, specializzata in sistemi di riconoscimento biometrico, senza che le forniture fossero mai eseguite. Sempre nel 2023, l’ex vertice dei servizi avrebbe curato l’acquisto per la Presidenza del Consiglio della piattaforma «Nexus» dalla stessa Sind, per un valore di dieci milioni di euro, ma il prodotto sarebbe risultato carente sotto il profilo tecnico. Parallelamente, si contesta all’imprenditore Carmine Saladino – ex titolare della grande azienda italiana di tecnologia informatica Maticmind – una truffa aggravata: nella vendita della sua società a un’holding partecipata da Cassa Depositi e Prestiti, avrebbe gonfiato il fatturato di oltre 40 milioni di euro, incrementando falsamente il margine operativo lordo e procurandosi un profitto indebito di circa 8 milioni di euro. Nel fascicolo compaiono anche nomi noti del passato investigativo, come Giuliano Tavaroli, già coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi, e altri ex membri dei corpi di polizia o dell’intelligence. Gli inquirenti ritengono che il gruppo operasse tramite società di consulenza, strumenti criptati e una rete di contatti capace di aggirare i normali controlli. Tra gli elementi al vaglio dei magistrati ci sono anche riferimenti a presunti rapporti con ambienti del Vaticano.

Secondo gli investigatori, la “Squadra Fiore” avrebbe avuto una base logistica a Roma e avrebbe acquisito e commercializzato informazioni riservate estrapolate illecitamente da banche dati protette. Le attività contestate comprendono accessi abusivi, violazioni della privacy, esercizio abusivo della professione, intercettazioni illecite e interruzione di comunicazioni informatiche e telematiche. L’operatività del gruppo sarebbe iniziata almeno nel novembre 2024, con interventi svolti su commissione e dietro pagamento, anche per bonifiche ambientali e per la predisposizione di dossier su persone fisiche e imprese.

 

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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1 commento

  1. Tutto questo, ovviamente, alla luce del sole.
    Basta andare sul sito di quella società e avere tutte le informazioni che vuoi a pagamento.
    Alla faccia dei regolamenti che ci fanno credere di proteggerci.
    Poi troveranno la quadra e tutto andrà nel dimenticatoio e comunque continueranno indisturbati a fare quello che hanno sempre fatto: spiare

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