Milano conferma il gemellaggio con Tel Aviv: proteste contro la giunta Sala

La giunta guidata da Giuseppe Sala ha confermato il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, nonostante le proteste dei cittadini e un ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale. «In Europa e in Italia le persone stanno chiedendo di sospendere gli accordi con Israele, e invece noi a Milano continuiamo a mantenere il gemellaggio, è assurdo», ha detto la consigliera dei Verdi Francesca Cucchiara durante una sessione ampiamente partecipata dalla cittadinanza. La lista dei comuni che, a seguito del genocidio a Gaza, hanno deciso di interrompere i rapporti istituzionali con Israele è lunga e attraversa l’Italia, da Napoli a Sesto Fiorentino. Proprio in queste ore, l’esercito israeliano sta continuando l’invasione del Libano meridionale. La demolizione di interi villaggi impedisce il ritorno di decine di migliaia di abitanti.

Nonostante un ordine del giorno presentato dal Partito Democratico e approvato dal Consiglio Comunale, la giunta Sala ha tirato dritto, confermando il gemellaggio di Milano con Tel Aviv. Elena Grande, dei Verdi, è stata l’unica assessora ad opporsi. Proprio i Verdi — che come il PD fanno parte della maggioranza — hanno guidato la protesta a Palazzo Marino, occupando l’aula del Consiglio Comunale e impedendone il proseguo dei lavori. I cittadini presenti hanno rincarato la dose, invocando le dimissioni di Sala e accusando la giunta di “complicità nel genocidio”.

A un anno dalle prossime elezioni comunali si registra un forte strappo tra la maggioranza e il sindaco, esasperato anche dai toni. In attesa di capire se lo strappo verrà ricucito, una certezza resta: nell’immediato Milano non si unirà alle decine di comuni italiani che hanno deciso di avviare delle sanzioni — in larga parte simboliche — contro Israele. A Napoli sono state intraprese diverse iniziative, dal riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano all’interruzione dei rapporti con gli enti legati al governo Netanyahu. A Sesto Fiorentino, invece, l’Azienda Farmacie e Servizi SPA, che gestisce le farmacie comunali, ha disposto la sospensione degli accordi commerciali con i fornitori israeliani. L’obiettivo è la pressione diplomatica e commerciale, mettendo nel mirino quella che la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha definito un’economia del genocidio.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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5 Commenti

    • mi spiace contraddirla ma la sinistra…in Italia sono decenni che non esiste più. Chi dovrebbero essere i leader di questa famigerata sinistra: Schlein, Conte, Bersani, Renzi, Calenda, Gentiloni, Letta ? Cerchiamo di essere più realisti e diciamo che l’ultimo leader di sinistra in Italia forse è stato E.Berlinguer. Tutti gli altri sono personaggi in cerca d’autore telecomandati dalle lobby di potere

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