Iran: nuova ondata di attacchi incrociati dopo l’abbattimento di un elicottero USA

È stata una notte di tensioni, quella tra ieri e oggi, 10 giugno, tra USA e Iran. Tutto è iniziato con l’abbattimento di un elicottero Apache, che Washington ha attribuito a Teheran. Le autorità iraniane non hanno né confermato né smentito le accuse e gli USA hanno lanciato bombardamenti contro diverse aree dell’Iran meridionale. A quel punto è toccato ai pasdaran, che hanno sferrato attacchi contro le basi statunitensi della regione. Dopo ore di fuoco incrociato, gli USA hanno dichiarato di avere terminato le proprie operazioni e l’Iran ha interrotto gli attacchi. Ora la situazione risulta tranquilla e la tregua pare reggere. Il fuoco incrociato tra Stati Uniti e Iran segue di due giorni analoghi scambi di attacchi tra la Repubblica Islamica e Israele, e arriva mentre Tel Aviv continua la propria invasione del Libano. Sebbene a bassa intensità, gli scambi testimoniano le difficoltà nel far avanzare il dialogo diplomatico, con i negoziati ancora in stallo proprio a causa delle operazioni israeliane contro il Paese dei Cedri.

L’elicottero statunitense è caduto mentre sorvolava lo Stretto di Hormuz nel tardo pomeriggio di lunedì 8 giugno. L’equipaggio è stato tratto in salvo e si trova in condizioni stabili. Gli USA hanno accusato l’Iran dell’accaduto, che tuttavia non ha risposto direttamente alle accuse. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, tuttavia, ha ricordato che i cieli sopra lo Stretto ricadono sotto la giurisdizione dell’Oman e dell’Iran, affermando che «le forze straniere presenti in prossimità del nostro territorio sono costantemente esposte a rischi dovuti a propri errori umani, semplici incidenti o alla possibilità di rimanere coinvolte in scontri a fuoco»; Araghchi, insomma, non ha né confermato né smentito che l’Iran abbia abbattuto l’elicottero, ma ha suggerito che, qualora fosse accaduto, potrebbe essersi trattato di un incidente.

Ieri, dopo un pomeriggio di tensioni, sono arrivati gli attacchi. Il Comando Centrale (CENTCOM) degli USA ha sferrato attacchi contro le aree meridionali dell’Iran a partire dalle 23, prendendo di mira alcune zone dell’Hormozgan, tra cui Kohestak, Bandar-e Jask e Sirik; in quest’ultima località sono stati colpiti due serbatoi di acqua potabile e una torre di controllo. Nel corso della notte sono arrivate segnalazioni di attacchi anche contro l’isola di Qeshm – dove sono state udite sei esplosioni – la città di Jam, il porto di Bandar Abbas e aree della montagna di Mobārakeh. In totale gli USA hanno lanciato due o tre ondate di attacchi colpendo 20 obiettivi e, attorno alle 3, hanno annunciato la fine delle operazioni di «autodifesa».

Subito dopo gli attacchi statunitensi è stato ordinato il massimo livello di allerta nelle basi statunitensi in Kuwait, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Qatar. Mentre gli USA portavano avanti la loro seconda ondata di attacchi, l’Iran ha lanciato raid contro il Bahrain, il Kuwait e la Giordania. In Bahrain è stata presa di mira la base della Quinta Flotta della Marina degli Stati Uniti, che pare sia stata colpita; in Kuwait i pasdaran hanno attaccato la base aerea Ali Al Salem con droni e missili, mentre in Giordania hanno colpito la base statunitense Al-Azraq e la base Muwafaq al-Salti. Non sono noti i danni provocati dagli attacchi iraniani ma, secondo quanto comunicato dai pasdaran, sarebbero stati colpiti 21 obiettivi.

Gli attacchi di questa notte sembrano essere già terminati e, tutto sommato, essere stati limitati. Essi, tuttavia, testimoniano il persistere delle tensioni nella regione e tra le parti coinvolte nel conflitto, mentre i dialoghi di pace risultano ancora in stallo. A complicare le trattative sono principalmente le operazioni israeliane nel sud del Libano: Israele continua infatti la propria invasione e i bombardamenti sulle aree meridionali del Paese dei Cedri. Negli ultimi giorni, l’esercito di Tel Aviv ha riservato particolare attenzione alla zona di Tiro, dove ha emanato ordini di evacuazione in vista di bombardamenti massicci. Proprio l’invasione israeliana del Libano ha provocato la reazione dell’Iran, che due giorni fa ha lanciato attacchi di rappresaglia contro Israele per rimarcare che le proprie condizioni per intavolare negoziati di pace includono la cessazione completa delle operazioni militari israeliane contro l’alleato. Israele ha risposto con analoghi attacchi sul territorio iraniano e, anche in quell’occasione, come oggi, i combattimenti sono andati avanti nella notte per poi interrompersi senza grosse conseguenze.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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