«Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra». Con queste parole il sindaco di New York, Zohran Mamdani, è tornato all’attacco del premier israeliano. Pochi giorni fa aveva dichiarato che la sua amministrazione stava valutando se dare seguito al mandato di cattura internazionale e arrestare Netanyahu, atteso a New York per la prossima assemblea delle Nazioni Unite. Una strada rivelatasi impraticabile nell’ordinamento giuridico statunitense, come ammesso da Mamdani in un video pubblicato su X nella notte italiana. Il sindaco di New York si è rivolto al governo federale presieduto da Donald Trump, esortandolo a sfruttare i propri poteri e a dare seguito al mandato di arresto spiccato dalla Corte Penale Internazionale (CPI).
Di seguito, vi riportiamo il testo integrale dell’intervento di Mamdani: «Benjamin Netanyahu è un criminale di guerra. L’artefice di un orribile genocidio contro il popolo palestinese. È responsabile dell’uccisione di oltre 73.000 persone; della mutilazione di decine di migliaia di bambini (poiché coloro che sopravvivono subiscono amputazioni senza anestesia); di aver preso di mira ospedali neonatali e centri di maternità, negando ai neonati anche la possibilità di vivere. Netanyahu ha fatto morire di fame innumerevoli persone, impedendo loro di raggiungere cibo e aiuti umanitari. Ha ucciso centinaia di operatori umanitari e giornalisti.
Il mese scorso l’ONU ha confermato che i bambini palestinesi continuano a essere deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze armate israeliane, a più di otto mesi dal cosiddetto cessate il fuoco. La lista potrebbe continuare all’infinito. In tutto questo noi, come americani, paghiamo per quelle bombe che uccidono.
C’è un motivo per cui la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Netanyahu. Come esseri umani, abbiamo trascorso generazioni a costruire una sensibilità condivisa del fatto che esistano crimini così gravi. Offendono tutta l’umanità. Chiunque, con i propri occhi, con il proprio cuore, con la propria coscienza, dovrebbe riconoscere la devastazione che ha provocato e capire che merita di comparire davanti a un tribunale. Come ho già detto, sono d’accordo con la Corte Penale Internazionale sul fatto che Benjamin Netanyahu dovrebbe essere arrestato e processato per i suoi crimini, così come dovrebbe accadere per gli altri imputati.
La mia amministrazione ha esaminato ogni strada disponibile, ai sensi della legge applicabile, per determinare se la città di New York potesse eseguire il mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale in caso di arrivo di Benjamin Netanyahu. Purtroppo non abbiamo l’autorità legale per far rispettare questo mandato. Il governo federale sì. E lo invito a rispondere alla Corte Penale Internazionale.
Voglio essere comunque chiaro. Benjamin Netanyahu non è il benvenuto a New York City, così come non lo è nessun altro criminale di guerra in libertà. Se è vero che non possiamo porre fine al genocidio da soli, è altrettanto vero che possiamo decidere se il nostro silenzio diventerà un’arma ulteriore. Facciamo dunque ricorso a tutti gli strumenti di cui disponiamo per difendere l’umanità e la dignità di tutte le persone. Questo è il mio impegno nei vostri confronti».
L’appello di Mamdani a Washington è destinato a cadere nel vuoto. Donald Trump è intervenuto lunedì sulla questione, dichiarando che Netanyahu «non sarà arrestato, in nessun modo, forma o maniera, mentre si trova negli Stati Uniti d’America».




