Padova: 4 attivisti arrestati a processo per direttissima

Resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Sono queste le accuse con cui ieri, 15 aprile, a Padova, sono stati arrestati quattro attivisti del Centro Sociale Pedro, che ora si trovano sotto processo per direttissima. La dinamica della vicenda è ancora confusa: gli agenti sostengono di avere approcciato il veicolo su cui si trovavano gli attivisti dopo avere individuato non meglio precisati atteggiamenti sospetti, mentre i militanti affermano di essere stati fermati senza motivo, di rientro da un’assemblea per organizzare la manifestazione del 25 aprile. «L’atteggiamento è sembrato fin da subito intimidatorio», scrivono gli attivisti, che dopo avere mostrato i documenti sarebbero stati oggetto di perquisizione e violenze; alle 13.30 di oggi è iniziato il processo contro di loro. Davanti all’aula padovana è stato organizzato un presidio di solidarietà, mentre a Roma la Senatrice Ilaria Cucchi ha lanciato un’interrogazione parlamentare per gettare luce sull’accaduto.

I fatti denunciati dagli attivisti sono avvenuti nella sera di ieri, 15 aprile. Secondo la versione dei membri del CSO Pedro, gli attivisti saerbbero stati fermati mentre si trovavano in Via Annibale da Bassano, davanti a un tabacchi, di rientro da una assemblea cittadina, tenutasi proprio presso il centro sociale per lo svolgimento dell’imminente manifestazione della Liberazione. Gli attivisti sarebbero stati approcciati da due pattuglie, che avrebbero sin da subito mostrato «atteggiamenti intimidatori», costringendoli fisicamente a uscire dal veicolo dopo avere aperto violentemente le portiere, e strattonandoli «anche nel momento in cui avevano già consegnato le carte di identità». Dopo avere identificato i presenti, avrebbero perquisito la macchina, senza alcun esito; le forze dell’ordine avrebbero poi immobilizzato a terra e ammanettato uno dei giovani, poi spinto all’interno della volante. Nel mentre, sul posto sarebbero arrivati altri militanti dal CSO e – analogamente – numerose squadre di carabinieri, per un totale di circa 15 agenti. I carabinieri avrebbero scagliato calci e pugni contro gli attivisti radunatisi nella zona, usato spray al peperoncino e minacciato i presenti con teaser e manganelli. Avrebbero poi arrestato i quattro fermati senza rilasciare per tutta la notte alcuna comunicazione ai legali.

La versione degli agenti, ripresa dai media locali, è diametralmente opposta: i carabinieri avrebbero notato «atteggiamenti sospetti» della conducente del veicolo, e si sarebbero avvicinati. «Gli occupanti del mezzo hanno assunto un atteggiamento ostile ed oltraggioso, tentando di eludere il controllo allontanandosi», si legge su Padova Oggi, che aggiunge che sul posto sarebbero arrivato una quarantina di attivisti dal CSO Pedro. «Il gruppo ha creato una barriera fisica attorno ai militari nel tentativo di delegittimarne l’operato ed opponendosi ai controlli in corso in modo da agevolare la fuga dei fermati». All’arrivo degli agenti di supporto, gli attivisti sarebbero stati arrestati; la conducente è stata denunciata per avere violato un foglio di via, mentre un quinto individuo è stato denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. Sette carabinieri sarebbero rimasti feriti.

Questa mattina è stato indetto il processo per direttissima, iniziato alle 13.30 presso il Tribunale di Padova. Gli attivisti del CSO Pedro hanno organizzato un presidio di solidarietà davanti all’aula di tribunale, cominciato alle 13 di oggi. Parallelamente, a Roma, la senatrice Ilaria Cucchi – vice presidente della Seconda Commissione Giustizia del Senato – e il deputato Marco Grimaldi, entrambi di AVS, hanno presentato una interrogazione parlamentare per discutere della vicenda. Gli attivisti denunciano «l’inconsistenza delle accuse rivolte» e denunciano la presunta sistematicità degli abusi di potere da parte delle forze dell’ordine. «Non è la prima volta che a Padova succedono fatti del genere», scrivono, «in particolare a seguito di controlli dei carabinieri, spesso perpetrati a danni di persone marginalizzate e razzializzate e con esiti anche peggiori». Mentre il processo è ancora in corso, così anche il presidio, che chiede «il rilascio immediato» delle persone arrestate e «di iniziare una campagna contro gli abusi in divisa dei carabinieri di Padova».

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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