mercoledì 28 Settembre 2022

Rompere il muro del silenzio: 24 ore per Julian Assange

«Julian Assange è un uomo, un giornalista che ha rivelato i crimini e i criminali delle guerre in Afghanistan e in Iraq degli Stati Uniti. Julian Assange per questo è stato punito, è stato ingiustamente incarcerato e imbavagliato, gli è stato impedito di fare informazione. Mentre i crimini e i criminali sono impuniti e assolti. Julian Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti e condannato a morte con 175 anni di carcere». Così si apre l’appello lanciato dall’agenzia stampa internazionale Pressenza, che la redazione de L’Indipendente ha sposato con convinzione, aderendo al comitato promotore dell’iniziativa. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini, rompere il muro di silenzio dei media mainstream e fare pressione sulle autorità politiche, attraverso una manifestazione di 24 ore consecutive che si svolgerà il prossimo 15 ottobre, arricchita da eventi proposti in tutto il pianeta da organizzazioni sociali, testate indipendenti e attivisti, uniti da una diretta internazionale. Una iniziativa per difendere la libertà di Julian Assange e con essa quella di tutti noi.

A due mesi dalla sua realizzazione, la maratona “24 ore per Julian Assange” si sta diffondendo rapidamente per tutto il pianeta, con decine di eventi già confermati e centinaia di attivisti, organizzazioni sociali e testate coinvolte, tra cui L’Indipendente, presente all’interno del comitato promotore. Si punta «alla massima apertura, diversità e creatività possibili – un piccolo evento di quartiere, uno spettacolo, una manifestazione, un incontro tra amici, un video, un’intervista radiofonica, una dichiarazione. Tutti sono benvenuti, non importa quanto “piccoli” o “grandi”». Pertanto, sono invitati «attivisti di base, giornalisti, personaggi dello spettacolo, artisti, scrittori ecc ecc a partecipare secondo le loro possibilità, capacità e gusti», attraverso l’apposita sezione sul sito, arricchita da una mappa interattiva e in continuo aggiornamento sugli eventi in programma. La manifestazione comincerà in un punto preciso a una certa ora del 15 ottobre e durerà 24 ore, durante le quali una diretta collegherà tutte le iniziative del pianeta, al grido di “Julian libero!”.

Julian Assange rappresenta un modello di mondo nuovo e migliore dove l’ingiustizia va condannata e i diritti umani difesi. Per questo motivo, la sua lotta è la lotta di tutti e richiede un impegno diffuso, in modo da formare una diga compatta all’onda che vorrebbe travolgere un simbolo e condannarlo a 175 anni di carcere. Attualmente, Julian Assange è detenuto nel Regno Unito e rischia l’estradizione negli Stati Uniti a seguito dell’autorizzazione in tal senso da parte del governo britannico. Pochi giorni fa, i legali di Julian Assange hanno annunciato di aver citato in giudizio la Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti e l’ex Segretario di Stato Mike Pompeo. L’accusa, presentata ieri in un tribunale distrettuale di New York, è di aver registrato le conversazioni tra il fondatore di WikiLeaks e i suoi legali, con tanto di accesso ai contenuti dei loro telefoni e computer. La contromossa di Assange si inserisce in un iter giudiziario non ancora concluso, con la famiglia, i legali e milioni di persone nel mondo pronte a battersi per il giornalista australiano, come dimostra l’annuncio della 24 ore, l’ultima di una lunga serie di iniziative di supporto ad Assange nate negli anni.

[di Salvatore Toscano]

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