A Roma l’assemblea nazionale per attuare l’articolo 11 della Costituzione

Il prossimo 4 luglio, i ministri Antonio Tajani (Affari Esteri), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e Guido Crosetto (Difesa) si recheranno alla Villa Taverna, residenza romana dell’Ambasciatore USA in Italia, per festeggiare il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. Data la presenza alla festa di addetti militari e di businessmen statunitensi, sicuramente i tre ministri cercheranno di unire l’utile al dilettevole, ricucendo i rapporti incrinati e cercando di fare affari, in particolare nei settori armamenti e materiali dual use (militare/civile) come le terre rare. Contemporaneamente a Roma e ad Istanbul, attivisti No War e No Nato si riuniranno per dire stop al riarmo, stop alla conversione bellica, stop all’invio delle armi in Ucraina e in Israele e, più in generale, stop all’imperialismo guerrafondaio. Il loro sarà perciò un 4 luglio antiaffarista e antimilitarista, l’antitesi del raduno alla Villa Taverna. 

A Roma, dunque, il CNNN (Coordinamento Nazionale No NATO) ha indetto una assemblea nazionale aperta a tutti che proporrà iniziative in tutta la penisola per attuare l’articolo 11 della Costituzione (quello sul ripudio della guerra).  «L’articolo 11 non deve essere soltanto un principio etico e morale da rivendicare a parole come fa il governo Meloni», dice Chiara Masini del CNNN; «deve essere un obiettivo pratico da conseguire e che contribuisce a dare un nuovo, diverso, alternativo indirizzo politico al Paese». Si discuterà, perciò, di lotte contro la leva obbligatoria, contro le installazioni USA e NATO in Italia coperte dal segreto e dall’impunità, contro il riarmo e la conversione bellica e, infine, di lotte a favore dell’obiezione di coscienza – anche nei luoghi di lavoro.

L’evento – che originariamente era stato fissato per il 20 giugno – si terrà il prossimo 4 luglio (un sabato) alle ore 14.30 presso lo Spin Time in via di Santa Croce in Gerusalemme 55.  Gli organizzatori chiedono conferma di partecipazione ed eventuale richiesta di intervento scrivendo a coordinamentonazionalenonato@proton.me. 

Il 4 luglio ad Istanbul, invece, si terrà un Vertice dei Popoli (People’s Summit) anti-NATO e antimperialista, organizzato dal TIP, il Partito dei Lavoratori Turchi, e aperto a partecipanti da tutto il mondo.  (Tra i firmatari dell’appello a partecipare figurano anche degli attivisti italiani.) L’evento vuole porsi in contrasto con il Vertice NATO che si terrà in Turchia il 7 e l’8 luglio nella città di Ankara. L’inglese verrà usato come lingua franca.

Chi non ha la possibilità di recarsi ad Istanbul può seguire i lavori tramite un apposito webinar; per ricevere il link, bisogna compilare il modulo presente all’indirizzo https://notonato2026.org/en/events o scrivere a notonato1949@gmail.com.  Ulteriori dettagli sull’evento sono presenti all’indirizzo https://notonato2026.org/en. 

«Dire NO alla NATO non significa solo opporsi all’esistenza di un patto militare», dicono gli organizzatori; «significa voler costruire un mondo senza guerre né sfruttamento, in cui i popoli vivano in solidarietà.  Di fronte a un vertice (quello di Ankara) in cui i leader degli Stati membri della NATO si riuniranno per proporre nuovi piani di aggressione, è necessario far sentire la voce della pace e della solidarietà internazionale».

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Patrick Boylan

Californiano di nascita e italiano di adozione, cofondatore delle associazioni Rete NoWar, U.S. Citizens for Peace & Justice e Free Assange Italia. Formato come giornalista all'allora International Herald Tribune (Parigi), è autore dei libri Free Assange e Progressisti con l’elmetto: la Sinistra pacifista viene arruolata. Già professore di Inglese per la Facoltà di Comunicazione Interculturale all'Università Roma Tre, svolge training interculturali per enti ed aziende.

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