Bologna, crolla il teorema della procura contro gli anarchici: tutti assolti

Dopo mesi di udienze, si è concluso con un’assoluzione il processo bolognese a carico di sei militanti anarchici accusati a vario titolo di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa. L’impianto accusatorio riguardava fatti risalenti al 2022, quando vennero messe in campo diverse azioni dimostrative in solidarietà ad Alfredo Cospito, detenuto al 41-bis. Una parte dei militanti è stata assolta “per non aver commesso il fatto”, l’altra perché “il fatto non sussiste”. Erano gli ultimi imputati di un processo più ampio, che all’inizio delle indagini contava 19 persone, scomodando persino l’accusa di terrorismo. Poi progressivamente il teorema della procura è crollato, fino ad arrivare all’ultima sentenza della giudice Nicolina Polifroni.

Tra novembre e dicembre del 2022, mentre Alfredo Cospito portava avanti uno sciopero della fame contro la detenzione al 41-bis, vennero realizzate diverse azioni dimostrative a suo sostegno. Prima ci fu il blitz durante una messa all’interno della chiesa del Sacro Cuore a Bologna, poi l’arrampicata su una gru. Dopo mesi di indagini per danneggiamento e interruzione di funzione religiosa, la procura ha chiesto l’assoluzione per 5 imputati, confermata poi in tribunale dalla giudice Nicolina Polifroni. A un’altra ragazza la procura contestava invece il danneggiamento dei ripetitori di Monte Capra, nei pressi di Sasso Marconi, chiedendo un anno e mezzo di carcere. Le prove a suo carico sono state però ritenute insufficienti dalla giudice, che l’ha assolta “per non aver commesso il fatto”.

Quando la procura di Bologna ha aperto l’inchiesta sui militanti anarchici 19 persone sono finite nel registro degli indagati. 11 di questi rispondevano all’accusa di associazione a delinquere con finalità terroristica. Poi il castello, come accade spesso in giro per l’Italia con le altre inchieste contro i movimenti antagonisti, è crollato e le accuse sono progressivamente cadute. Ora la sentenza del Tribunale di Bologna chiude il cerchio, e lo fa a poche ore dall’intervento del Ministero della Giustizia, che ha respinto le richieste della difesa di Cospito e ha confermato per altri due anni la detenzione al 41-bis. Dal 2022 Cospito sta scontando la sua condanna in questo regime speciale. Nel 2024 la Corte di Cassazione ha confermato la pena a 23 anni di carcere per avere piazzato due bombe in un cassonetto nei pressi della scuola dei carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, nel 2006, senza che vi fossero vittime.

Avatar photo

Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi sia importante che notizie e informazioni come queste vengano pubblicate e lette da sempre più persone? Sostieni il nostro lavoro con una donazione. Grazie.

Articoli correlati

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Articoli nella stessa categoria