venerdì 12 Agosto 2022

L’OMS dichiara l’emergenza, l’UE approva i vaccini: cosa succede con il vaiolo delle scimmie?

L’epidemia di vaiolo delle scimmie rappresenta “un’emergenza sanitaria globale”, il più alto livello di allerta dell’Organizzazione mondiale della sanità. La decisione è stata comunicata sabato 23 luglio dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in contrasto con lo stesso comitato di esperti dell’Organizzazione, che a maggioranza (9 voti contro 6) aveva respinto la dichiarazione di emergenza. Parallelamente l’Agenzia europea del Farmaco (EMA) aveva raccomandato alle autorità europee di aggiornare l’etichetta del vaccino Imvanex (prodotto dalla casa farmaceutica danese Bavarian Nordic e già approvato contro il vaiolo nel 2013), allargandone la destinazione d’uso anche alla prevenzione del vaiolo delle scimmie. Raccomandazione prontamente raccolta dalla Commissione Europea nella giornata di ieri, 25 luglio.

I numeri del vaiolo delle scimmie non paiono tuttavia preoccupanti, specie se comparati con l’allarmismo che si è generato sulla vicenda. Secondo l’ultimo bollettino di sorveglianza, rilasciato dal Centro Europeo per il monitoraggio delle malattie (ECMC), al 19 luglio in Europa non si conta nessun decesso a fronte di 10.604 casi confermati di infezione. 256 i positivi che hanno avuto bisogno di un ricovero ospedaliero, tra cui meno della metà (114) hanno necessitato di cure cliniche. Un solo positivo è stato ricoverato in terapia intensiva.

La diffusione del vaiolo delle scimmie nei Paesi europei secondo i dati raccolti da ECDC aggiornati al 19 luglio

Cosa comporta la classificazione dell’epidemia come “emergenza sanitaria globale” da parte dell’OMS? Le principali richieste verso gli stati membri che hanno registrato casi negli ultime tre settimane – Italia inclusa – sono: attuare azioni di risposta con l’obiettivo di fermare la trasmissione da uomo a uomo del virus e proteggere i gruppi vulnerabili (individui immunosoppressi, bambini, donne in gravidanza); elaborare campagne informative e azioni per limitare i contagi; segnalare e tracciare i casi, isolando i positivi. A questo si aggiunge la richiesta di avviare campagne di informazione atte ad evitare la stigmatizzazione delle comunità più colpite, ovvero quella omosessuale, che rappresenta attualmente la grande maggioranza degli infetti di un virus che si trasmette principalmente per via sessuale.

E per quanto riguarda i vaccini? Il documento rilasciato dall’OMS raccomanda di “considerare l’uso mirato di vaccini contro il vaiolo o il vaiolo delle scimmie” nelle persone “a rischio di esposizione” al virus (elencando tra questi operatori sanitari ad alto rischio di esposizione, personale di laboratorio clinico che esegue test diagnostici sul virus e comunità ad alto rischio di esposizione o con comportamenti ad alto rischio, come le persone che hanno più partner sessuali), nonché come “profilassi post-esposizione” per i soggetti che sono stati a stretto contatto con un positivo (familiari e partner sessuali). L’OMS tuttavia annota che i dati sull’efficacia del vaccino contro il vaiolo delle scimmie sono attualmente “limitati”. Inoltre, nelle linee guida pubblicate il 14 giugno, l’Organizzazione specificava che “la vaccinazione di massa non è richiesta né raccomandata in questo momento” e che le decisioni sull’uso dei vaccini “dovrebbero basarsi su una valutazione completa dei rischi e dei benefici caso per caso”.

Ma intanto l’unica società produttrice del vaccino sigla contratti milionari. Stati Uniti e Canada si sono già aggiudicati centinaia di migliaia di dosi di Imvanex. Mentre i Paesi europei stanno procedendo alla spicciolata nello stringere contratti di fornitura. I nomi degli stati del Vecchio Continente che hanno siglato contratti non è stato divulgato, ma tra questi – secondo una inchiesta della testata statunitense Politico – vi sarebbero Italia, Germania, Francia e Regno Unito. La Bavaric Nordic sta ripetutamente festeggiando in borsa, dove il suo valore è aumentato di circa il 30% negli ultimi dieci giorni, passando da 233 corone danesi per azione a 347.

Cos’è il vaiolo delle scimmie? il virus fu osservato per la prima volta nel 1958. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità: “Si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma che largamente si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità […] Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste […] La malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono venir somministrati degli antivirali quando necessario”. Ancora non del tutto certe le modalità di trasmissione, secondo il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC): attraverso il contatto con un animale infetto o, da uomo a uomo, attraverso “grandi goccioline respiratorie” (contatto viso a viso prolungato) e scambio di fluidi corporei.

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