La medicina mappa finalmente il clitoride, rimasto invisibile per secoli

Nel manuale di anatomia che Helen O’Connell usava da studentessa negli anni Ottanta, il clitoride non esisteva. C’era invece un intero capitolo dedicato all’anatomia del pene. O’Connell, diventata nel 1993 la prima donna urologa in Australia, decise di colmare quella lacuna: nel 1998 pubblicò il primo studio sistematico sull’anatomia del clitoride, dimostrando che l’organo era molto più esteso e complesso di quanto i testi medici avessero mai descritto. Quasi trent’anni dopo, un team di Amsterdam compie il passo successivo: per la prima volta esiste una mappa precisa della sua rete nervosa.

Il clitoride è un organo erettile situato nella parte superiore della vulva. La porzione visibile, il glande, rappresenta solo una piccola parte della sua struttura. La componente principale si sviluppa all’interno del corpo, attorno all’osso pubico e in stretta relazione con altre strutture pelviche. È attraversato da una rete estremamente fitta di terminazioni nervose ed è coinvolto nei meccanismi dell’eccitazione e dell’orgasmo. Nonostante questa funzione, per decenni è stato studiato in modo frammentario, spesso trascurato nei manuali di anatomia e poco considerato nella ricerca medica.

Le ragioni sono diverse. Da un lato, fattori culturali che hanno storicamente limitato l’attenzione sulla sessualità femminile. Dall’altro, la complessità anatomica dell’organo, difficile da osservare con le tecnologie tradizionali. Fino a pochi anni fa, molte descrizioni del clitoride si basavano su osservazioni incomplete. Attraverso studi di risonanza magnetica, Helen O’Connell ha dimostrato che il clitoride è molto più grande e articolato di quanto si ritenesse, con una struttura simile, per alcuni aspetti, a quella del pene, composta da tessuti erettili e corpi cavernosi. Queste tecniche, però, permettevano di osservare la forma generale, senza entrare nel dettaglio della distribuzione dei nervi. Il nuovo studio ha superato questo limite utilizzando raggi X ad alta energia e tecnologie di imaging avanzate, capaci di ricostruire immagini tridimensionali su scala micrometrica. I ricercatori hanno analizzato campioni anatomici donati e sono riusciti a tracciare con precisione il percorso dei principali nervi che attraversano il clitoride.

I risultati, non ancora sottoposti a revisione tra pari, sono stati pubblicati sulla piattaforma preprint bioRxiv e riportano una nuova descrizione del nervo dorsale, considerato la principale via sensoriale dell’organo. In passato si pensava che questo nervo si assottigliasse avvicinandosi al glande. Le nuove osservazioni mostrano invece che mantiene una struttura costante lungo tutto il suo percorso. Alcune diramazioni si estendono anche oltre le aree finora considerate, raggiungendo il cappuccio del clitoride e il monte di Venere, ampliando così la zona di innervazione. All’interno del glande, i ricercatori hanno poi identificato una rete di piccoli fasci nervosi organizzati in modo ramificato, con diametri compresi tra frazioni di millimetro e distribuiti verso la superficie. Questa configurazione aiuta a spiegare la sensibilità elevata dell’organo, che dipende proprio dalla densità e dalla disposizione delle terminazioni nervose.

Le implicazioni della recente mappatura vanno oltre la conoscenza teorica. In ambito medico, sapere con precisione dove si trovano i nervi permette di ridurre il rischio di danni durante interventi chirurgici nella zona genitale. Questo riguarda, ad esempio, la chirurgia per il trattamento dei tumori della vulva, le operazioni di affermazione di genere e le procedure ricostruttive dopo mutilazioni genitali femminili. Con le conseguenze delle quali oggi convivono più di 230 milioni di donne e ragazze nel mondo, soprattutto in alcune regioni dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Asia. Interventi più precisi possono contribuire a preservare la sensibilità e la funzionalità dell’organo, con effetti diretti sulla qualità della vita delle pazienti.

Più in generale, la medicina sta cercando di colmare lacune storiche nello studio del corpo femminile. Per molto tempo, molti aspetti della salute delle donne sono stati analizzati con strumenti e modelli costruiti prevalentemente sul corpo maschile. Un approccio che negli ultimi anni sta cambiando, con una maggiore attenzione alle specificità anatomiche e fisiologiche. Disporre oggi di una mappa dettagliata del clitoride è infatti un passaggio che contribuisce a rendere la medicina più completa e più aderente alla realtà biologica, con benefici che vanno dalla ricerca di base fino alla pratica clinica quotidiana.

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Gloria Ferrari

Laureata in Culture e Letterature del mondo moderno a Torino. Scrive di diritti umani e ambiente per diverse testate giornalistiche italiane. Collabora con L’Indipendente dal 2021.

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1 commento

  1. Il mistero del clitoride in realtà è lo stesso dell’organo maschile, ambedue funzionano come semplici interruttori on off, basta che vibrano e sia con un ritmo alla Jimmy Endrix o col ritmo della quinta di Betoven o di una campana rotta, il risultato è esattamente lo stesso livello di orgasmo, per questo i belli deludono e i brutti stupiscono! 😂

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