sabato 3 Dicembre 2022

I governi stanno accumulando scorte di vaccino contro il vaiolo delle scimmie

Con all’incirca 1600 casi confermati in tutto il mondo, il vaiolo delle scimmie non può ancora essere considerato una malattia endemica. Tuttavia, la corsa all’acquisto dei vaccini è già cominciata in diversi Paesi: la Bavarian Nordic, azienda danese, ha già stipulato contratti con numerosi Paesi, tra i quali USA, Canada ed altri i quali, per motivi non meglio specificati, “non sono ancora stati resi noti”. La Health Emergency and Preparedness Response Authority (HERA) ha confermato oggi l’acquisto di oltre 100 mila dosi da destinare ai Paesi europei, mentre diverse testate giornalistiche documentano l’acquisto diretto di decine di migliaia di dosi per Paesi quali l’Italia, la Francia e il Regno Unito. Tuttavia, il decorso della malattia e lo scarso numero di casi confermati non sembra giustificare un tale allarmismo da parte delle istituzioni, né un tale dispendio di fondi pubblici.

 

In un comunicato del 10 giugno scorso la Bavarian Nordic ha fatto sapere che l’Autorità statunitense per la Ricerca Avanzata e lo Sviluppo Biomedico (BARDA) ha ordinato 500 mila dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie, commercializzato negli USA come Jynneos e l’unico approvato dalla FDA contro tale patologia. Aggiunti al precedente ordine di BARDA effettuato nel 2020 di 1,4 milioni di dosi complessive, il totale dei vaccini in possesso dagli USA si aggira intorno alle 2 milioni di dosi. Inoltre, il contratto siglato dalla BARDA con la Bavarian Nordic prevede la fornitura di 13 milioni di dosi per il periodo 2023-2025, le quali verranno prodotte all’ingrosso per essere poi messe in fiale e distribuite su richiesta.

Un precedente comunicato del 7 giugno 2022 riferiva della stipula di un contratto quinquennale con il Canada per una vendita di dosi del valore di 56 milioni di dollari. Il vaccino, commercializzato nel Paese con il nome di Imvamune, sarà consegnato a partire dal 2023. Nello stesso comunicato, viene riportato che “Bavarian Nordic ha contratti di fornitura in corso con gli Stati Uniti e il Canada e ha consegnato il vaccino a un certo numero di Paesi non ancora noti a livello globale come parte della loro preparazione biologica nazionale”. Il 30 maggio, con un comunicato simile, l’azienda dichiarava “la firma di una serie di contratti di fornitura del vaccino contro il vaiolo dell’azienda con Paesi non ancora resi noti, con l’obiettivo di garantire una fornitura sufficiente a soddisfare i requisiti per la vaccinazione degli individui a rischio di vaiolo delle scimmie nel breve e medio termine”.

Il vaccino distribuito da Bavarian Nordic al momento è stato autorizzato dalle autorità di controllo per l’utilizzo contro il vaiolo delle scimmie solamente negli Stati Uniti e in Canada, mentre in Europa si sta ancora cercando di ottenere la licenza. Tuttavia, a confermare che le discussioni per l’acquisto di dosi da parte dei Paesi europei sono in corso è il responsabile delle relazioni con gli investitori e delle comunicazioni dell’azienda Rolf Sass Sørensen, il quale avrebbe dichiarato a Politico che i governi europei hanno già “indicato il numero di dosi”. Sørensen avrebbe anche dichiarato che “non sappiamo a chi stiano fornendo quelle dosi, chi sarà coperto da quel contratto”. L’azienda non sarebbe nemmeno al corrente di quali Paesi stiano partecipando alle trattative, condotte dalla Health Emergency and Preparedness Response Authority (HERA), istituita ad hoc nell’ottobre 2021 al fine di costituire una struttura permanente dotata di strumenti e risorse atti a pianificare in anticipo l’azione europea in caso di emergenze sanitarie. Un portavoce della Commissione europea avrebbe confermato la notizia, ma senza fornire ulteriori indicazioni riguardo i Paesi in trattativa. Secondo l’inchiesta, tra i Paesi che avrebbero già firmato contratti per centinaia di migliaia di dosi vi sarebbero l’Italia, la Germania, la Francia e il Regno Unito. L’Italia, inoltre, aveva già dichiarato di disporre di 5 milioni di dosi di vaccino efficaci contro il vaiolo delle scimmie e di essere pronta per un eventuale aumento dei casi.

Proprio nella giornata di oggi, HERA ha comunicato di aver stipulato con la Bavarian Nordic un contratto per l’acquisto di 109.090 dosi di vaccino contro il vaiolo delle scimmie, in modo da renderlo rapidamente disponibile a tutti gli Stati membri dell’UE. La Commissione europea ha dichiarato, a tal proposito, che “le consegne inizieranno già entro la fine del mese per gli Stati membri prioritari che hanno concesso eccezioni nazionali per il vaccino”.

Il virus in questione si differenzia dal vaiolo per “la minore diffusione e gravità” e “si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e terapie specifiche”, secondo quanto dichiarato dall’Istituto Superiore della Sanità. Il parere degli esperti è difatti che non si tratti di un virus particolarmente insidioso, dato confermato dal fatto che i precedenti focolai riscontrati in occidente si sono esauriti rapidamente. A ciò va aggiunto che il vaccino contro il vaiolo, obbligatorio in Italia fino al 1981 e somministrato a circa il 40% della popolazione attuale, protegge anche contro questo tipo di variante, garantendo la pressoché totale immunità.

[di Valeria Casolaro]

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