mercoledì 30 Novembre 2022

Covid: il WTO raggiunge un accordo di facciata sui brevetti dei vaccini

Nella giornata di venerdì l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) è giunta a un accordo rispetto alla questione della sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini, a 20 mesi dalla richiesta di India e Sudafrica. Gli esperti, tuttavia, per via del risultato parziale cui si è giunti e del ritardo con cui è stato siglato tale accordo, diffidano dal fatto che questo possa effettivamente avere un impatto sulla disparità di accesso alla vaccinazione e alle cure a livello globale.

La richiesta di Sudafrica e India per una sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini e sui trattamenti per il Covid, nonché sui test diagnostici, è stata avanzata per la prima volta nell’ottobre 2020. Da allora, governi e Big Pharma si sono sempre opposti a tale misura, preferendo puntare sulla distribuzione delle dosi per mezzo del Covax, metodo presto rivelatosi inadeguato e fallimentare. A quasi due anni dalla richiesta, i 164 Paesi del WTO sono finalmente giunti a un accordo che prevede una deroga ai brevetti solamente per i vaccini, escludendo quindi i medicinali e i test diagnostici. I Paesi potranno ora produrre i vaccini contro il Covid “senza il consenso del titolare del brevetto” per un periodo di cinque anni. Tale deroga si applica solamente ai Paesi in via di sviluppo – e non a tutte le Nazioni che ne avessero avuto bisogno, come inizialmente richiesto da Sudafrica e India. I membri del WTO si sono riservati ulteriori sei mesi di tempo per deliberare in materia di sospensione dei brevetti anche per quanto riguarda medicinali e test diagnostici.

Secondo James Love, direttore della ONG Knowledge Ecology International, la quale si occupa di proprietà intellettuale in campo medico, il risultato delle trattative è “limitato e deludente”, in quanto “Il fatto che l’eccezione sia limitata ai vaccini, abbia una durata di cinque anni e non metta in discussione le regole del WTO sui segreti commerciali rende particolarmente improbabile un accesso più ampio alle contromisure per il covid-19”. Alle sue dichiarazioni fanno eco quelle di Max Lawson, co-presidente di People’s Vaccine Alliance e responsabile di Oxfam per le disuguaglianze, il quale ha riferito che Svizzera, Gran Bretagna ed Europa hanno “bloccato qualsiasi cosa che somigli a una significativa deroga della proprietà intellettuale” e che “la condotta dei Paesi ricchi è assolutamente vergognosa”.

Al momento, la produzione dei vaccini nel mondo sta ampiamente superando la domanda. Se da un lato è vero che numerosi Paesi in via di sviluppo hanno un bassissimo tasso di vaccinazione, dall’altro questo dato è causato più da difficoltà nella distribuzione e somministrazione delle vaccinazioni che non all’approvvigionamento. A questo punto della pandemia, inoltre, dato il progressivo rientrare dell’emergenza in tutti i Paesi del globo, l’urgenza ha più a che fare con l’accesso ai trattamenti per sintomi e conseguenze legate alla contrazione del covid che non con la somministrazione di vaccini.

[di Valeria Casolaro]

 

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI