giovedì 19 Maggio 2022

SHEIN: cosa c’è dietro il logo più famoso della fast-fashion

Difficile non conoscere Shein, il rivenditore di abbigliamento online che in poco tempo ha saputo imporsi nel mercato della fast fashion raggiungendo colossi quali Zara, H&M, Pull&Bear, Primark. Con un piano marketing studiato a puntino, l'azienda cinese offre agli utenti capi di abbigliamento per tutti i gusti, sospettosamente troppo economici e che appassionano i clienti. Tanto che nel 2020 "L'azienda internazionale di e-commerce di fast fashion B2C" - come si legge sul sito ufficiale - valeva 15 miliardi di dollari, assicurandosi il primo posto nel mondo come e-commerce in oltre 220...

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2 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo che sicuramente aiuta a sensibilizzarci sulle realtà di sfruttamento del lavoro. Purtroppo anche in Italia esiste una crescente propensione allo sfruttamento del lavoro e a tutti i livelli, dalla mano d’opera all’impiego di giovani (e meno giovani) con qualifiche universitarie. Si tratta di sfruttamento legalizzato dalle varie forme di “contratti”, dallo stage (gratuito o per max 600 euro) all’apprendistato(800-900 euro), che alla scadenza vengono ripetutamente rinnovati su persone diverse in modo da creare un ciclo continuo di risorse a bassissimo costo, portando i nostri giovani a vagare di azienda in azienda ogni 6 mesi (per gli stage) o ogni anno(apprendistati e simili) spesso senza peraltro ricevere alcuna reale formazione. L’altra faccia della medaglia sono aziende che rincorrendo il costo minimo mancano di vero sviluppo e innovazione. Questi contratti palliativi per un costo del lavoro tra i più alti in Europa portano i nostri ragazzi ad abbandonare l’Italia verso paesi dove non solo gli inquadramenti seguono una coerenza di remunerazione e crescita ma anche dove la meritocrazia esiste ancora. Un paese come il nostro nostro dove persino la ricerca segue logiche di corruzione e raccomandazioni – e spesso per garantirsi un posto per una manciata di euro al mese- è destinato ad invecchiare e degradare. Mi piacerebbe leggere analisi e denunce su questa situazione a mio avviso gravissima.
    Una mamma di due “cervelli in fuga”.

    • Ha ragione, dovremo guardare prima a casa nostra dove lo sfruttamento e’ legalizzato e tutelato da sindacati incapaci.
      In Italia ci sono gli open space con le uscite di emergenza e senza sbarre alla finestre, ma la liberta’ ci viene tolta fuori dagli ambienti di lavoro.

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