mercoledì 7 Dicembre 2022

La maggioranza degli italiani dice no alle armi e alla criminalizzazione della Russia

Nei giorni scorsi diversi sondaggi hanno mostrato una certa lontananza tra la volontà dell’opinione pubblica e le decisioni del Governo Draghi, soprattutto in materia di spese militari e conflitto Russia-Ucraina. Due rilevazioni, realizzate da SWG e EMG su diversi campioni, hanno condotto allo stesso risultato: oltre un italiano su due (54%) è contrario all’aumento delle spese militari, fissato alla soglia del 2% del PIL da un accordo informale NATO. Nel primo sondaggio, il 34% si è dichiarato invece favorevole e il restante 12% si è astenuto. Al contrario, la rilevazione di EMG ha mostrato un equilibrio fra chi accoglierebbe positivamente l’incremento di investimenti nel settore (23%) e chi si è mostrato indeciso (23%).

Nel frattempo, tra il 28 e il 29 marzo la società Izi ha raccolto, su un campione di 1029 intervistati, diversi dati sulle opinioni degli italiani in materia di conflitto in Ucraina, aumento delle spese militari e fiducia nei media. Se da un lato è emerso che il 44,4% degli intervistati non giustifica in alcun modo la Russia, dall’altro è stato rilevato che il 48,9% non criminalizza in modo esclusivo il Paese: una parte (22,1%) “non giustifica la guerra ma afferma che la Russia stia difendendo i propri interessi”, un’altra fetta (18,4%) crede che le responsabilità “vadano attribuite ai due Stati”, e la restante quota (8,4%) afferma che il Paese “sia stato provocato dall’Ucraina e/o dalla NATO e si stia legittimamente difendendo”. Interessante poi il dato sulla fiducia verso i mezzi di informazione “che stanno raccontando e testimoniando gli sviluppi della guerra in Ucraina e la situazione in Russia”: soltanto un intervistato su tredici (7,8%) sostiene che i media stiano facendo un ottimo lavoro e quindi nutre molta fiducia in loro. Quasi un italiano su due (46,3%) fa poco affidamento, o non lo fa affatto, sulle notizie fornite dagli organi di stampa. Inevitabile quando comunicazione a senso unico e fake news fanno parte, quasi quotidianamente, dell’informazione fornita ai lettori.

[Di Salvatore Toscano]

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4 Commenti

  1. siamo nel sistema delle caste, dei popolo che non ha diritti, del ricco ammirato perchè delinquente, della informazione unica. Ma siamo anche in un periodo in cui possiamo scegliere cosa leggere, cosa mangiare, chi frequentare e sopratutto di lottare e di non cedere alla violenza.

  2. Democrazia rappresentativa di sé stessa.
    Avremmo dovuto batterci per andare alle urne, altro che COVID!
    Ora quando, e se, ci andremo, gli scenari saranno talmente diversi che non servirà.
    Ci hanno fregato, ma con la nostra complicità.

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