giovedì 19 Maggio 2022

Malles, il comune altoatesino che sta fermando l’avanzata dei pesticidi

Le cittadine di Malles, turistico comune altoatesino, dopo una lunga battaglia sono riuscite a fermare l’avanzata dei pesticidi. L’Alto Adige è un paese frutticolo e la coltivazione intensiva delle mele è praticata in tutta la Val Venosta. Si tratta di frutticoltura convenzionale la quale, per eliminare i parassiti che massicciamente attaccano le piante da frutto, non riesce a fare a meno dei pesticidi. Un problema notevole, considerando che quando soffia il vento, questi vengono trasportati per molti chilometri. Una dinamica che ha spinto le donne altoatesine a farsi coraggio e a contrastare il giro di interessi economici che ruota attorno all’impiego delle nocive sostanze chimiche.

Il tutto è partito anni fa, quando Martina Hellrigl, mamma imprenditrice di origini svizzere, poco dopo essersi trasferita in Alto Adige, si imbatté in un agricoltore di erbe aromatiche biologiche. Questo raccontò di come le sue piantagioni fossero risultate contaminate da pesticidi, dopo che, accanto al suo campo, vennero piantati dei meli. Non potendo fare certificare le sue erbe, trasferì la sua attività più lontano, ma di lì a poco, si verificò nuovamente il problema. L’esperienza dell’uomo colpì molto Martina, spingendola ad andare più a fondo nella questione e, indagando e chiedendo informazioni, scoprì che già da anni, alcune persone, si stavano interessando alla causa, seppur con difficoltà. Il problema dei pesticidi era un argomento quasi tabù, e se da un lato c’era la paura delle colture contaminate, dall’altro pesava la consapevolezza di essere davanti a una questione delicata, la quale andava a toccare gli interessi economici di alcune realtà e metteva a dura prova l’equilibrio relazionale della comunità.

Ciononostante Martina Hellrigl ha deciso di attivarsi. Con l’invio di diverse lettere al giornale locale Vinschger Wind, in cui venne espressa la paura per la contaminazione da pesticidi che interessava i loro terreni, e il passaparola tra le donne del paese, nacque il movimento “Hollawint”. Fu proprio grazie a quest’ultimo che venne organizzata la presentazione pubblica di una petizione referendaria presso l’ufficio comunale, durante il quale le attiviste spiegarono i loro obiettivi, le loro idee, ma soprattutto le conseguenze negative che sarebbero arrivate se avessero continuato a non affrontare il problema. Così, a fine agosto 2014, 2477 cittadini con il 76% di voti favorevoli, dissero “no” ai pesticidi.

Il referendum però, nonostante siano passati anni, non è ancora stato attuato. In più ci sono stati degli scontri, molti dei quali finiti in tribunale. Alcuni agricoltori hanno chiesto l’intervento dell’Associazione degli Agricoltori, facendo causa ai promotori del referendum e ad altre associazioni e istituzioni che sostengono la battaglia. Ma le cittadine del piccolo comune non si sono mai arrese, e hanno deciso di compiere un ulteriore passo con la fondazione della cooperativa sociale Vinterra per l’affitto di terreni da preservare. Con questa iniziativa, già 4,5 ettari compresi tra Malles e Glorenza, proliferano di colture biologiche. Inoltre, tutto il movimento creato da Hollawint ha innescato dei cambiamenti positivi nel paese: quello che prima era un tabù, adesso è un tema sentito; molte persone hanno cambiato il loro modo di pensare, tanti agricoltori sono passati al biologico e i loro prodotti vanno a ruba.

[di Eugenia Greco]

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