sabato 24 Settembre 2022

In tutta Europa tornano le restrizioni anti-Covid

Le campagne vaccinali – inizialmente aventi ad oggetto la doppia dose a cui si è successivamente aggiunto il cosiddetto “booster” – sono state attuate con la convinzione che avrebbero rappresentato il mezzo con cui sarebbe stata superata l’emergenza sanitaria e le relative restrizioni, permettendo così di tornare alla normalità. Ad oggi però i Paesi europei, compresi quelli in cui la campagna vaccinale procede a gonfie vele, si trovano a fare i conti con l’avanzare della pandemia e della nuova variante Omicron, motivo per cui diversi governi nazionali stanno di nuovo imponendo restrizioni ai cittadini.

In Irlanda, ad esempio, a partire dal 20 dicembre è stato praticamente imposto il coprifuoco. Venerdì scorso infatti il governo ha annunciato che tutti i ristoranti, bar e caffè – esclusi i servizi d’asporto o di consegna a domicilio – avrebbero dovuto chiudere alle 20.00 e che nessun evento indoor avrebbe potuto avere luogo dopo le 20:00. In relazione agli eventi antecedenti alle 20:00, poi, il governo ha precisato che la partecipazione sarebbe dovuta essere «limitata al 50% della capacità della sede» o comunque non vi sarebbero dovute essere più di 1.000 persone. La «partecipazione agli eventi all’aperto», inoltre, sarebbe dovuta essere «limitata al 50%» o comunque non vi sarebbero dovuti essere più di 5.000 partecipanti. Tutto ciò nonostante una forte campagna vaccinale, con il 76,6% della popolazione che ha ricevuto due dosi di vaccino ed il 32,8% che si è sottoposto al booster.

In Olanda le restrizioni sono ancora più dure: domenica scorsa infatti è scattato il lockdown, che durerà almeno fino al 14 gennaio. Come si legge sul sito del governo, si è deciso di optare per tale soluzione in quanto «la rapida diffusione della variante Omicron deve essere rallentata per garantire che i servizi sanitari rimangano a disposizione di tutti». Dunque, negozi non essenziali, musei, cinema, teatri, bar e ristoranti ed altri luoghi pubblici resteranno chiusi, così come «le istituzioni scolastiche e l’assistenza extrascolastica», che rimarranno chiuse almeno fino al 9 gennaio 2022. Eccezioni in tal senso sono previste solo per «la formazione pratica, gli esami e gli studenti vulnerabili». Non si può non sottolineare, tuttavia, come tali restrizioni facciano seguito ad una campagna vaccinale a cui ha aderito gran parte della popolazione: basterà ricordare che al momento l’85,8% dei cittadini over 18 ha completato il ciclo vaccinale base. Segnali negativi, nonostante tutto ciò, si erano però già cominciati ad intravedere il mese scorso, quando le terapie intensive erano tornate a riempirsi.

C’è poi la Danimarca, dove sebbene il 77,5% della popolazione si sia sottoposto alle prime due dosi ed il 34,9% abbia ricevuto il booster sono state imposte in questi giorni delle chiusure parziali. Come si legge sul sito delle autorità danesi, le discoteche sono infatti attualmente chiuse così come gran parte dei luoghi culturali, mentre ristoranti, bar e caffetterie devono restare chiusi dalle 23:00 alle 05:00. Gli alcolici, inoltre, non possono essere venduti tra le 22:00 e le 05:00. Si tratta di misure messe in campo per contrastare il vertiginoso aumento dei casi: nonostante molti cittadini – come detto – si siano vaccinati, in Danimarca si viaggia ad una media settimanale di oltre 9000 casi al giorno. Un vero e proprio record, dato che mai dall’inizio della pandemia nel Paese erano stati registrati numeri simili.

Anche il Portogallo ha scelto di introdurre nuove restrizioni: ieri il primo ministro Antonio Costa ha annunciato che saranno anticipate le restrizioni inizialmente «previste per il post Capodanno». Tra le misure imposte va sicuramente citata la chiusura di locali e bar – che dal 25 dicembre al 10 gennaio dovranno abbassare le serrande – nonché lo smart working, che sarà obbligatorio durante tale periodo. Tutto ciò nonostante in Portogallo quasi la totalità della popolazione sia stata vaccinata: l’87,9% dei cittadini infatti si è sottoposto al vaccino, ed inoltre la dose booster è stata somministrata al 22,6% della popolazione. Un annuncio simile è infine arrivato sempre ieri anche in Germania: il governo tedesco ha infatti comunicato che dal 28 dicembre «i grandi eventi dovranno svolgersi a porte chiuse» così come verranno chiusi «i club e le discoteche». Inoltre, con particolare riferimento alle feste di capodanno, il governo ha annunciato che «gli assembramenti privati ​​anche per vaccinati o guariti dal Covid saranno consentiti solo con un massimo di dieci persone».

[di Raffaele De Luca]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

7 Commenti

  1. spero nella minore letalità della omicron e che qualcuno anche in Italia faccia uno studio serio come in Israele e UK:

    nella giornata di oggi è iniziato uno studio condotto in collaborazione con il Ministero della Salute presso lo Sheba Medical Center (un ospedale israeliano) ed atto a valutare l’efficacia della quarta dose.

    Esso coinvolgerà 6000 persone, tra cui 150 operatori sanitari della struttura ospedaliera con un livello attuale di anticorpi giudicato basso a cui verrà iniettata la quarta dose. Lo studio infatti testerà l’effetto della quarta dose di vaccino sul livello degli anticorpi, sulla prevenzione della malattia e verificherà anche la sua sicurezza. In tal modo, dunque, si cercherà di fare luce sull’ipotetico vantaggio derivante dalla sottoposizione a questa ulteriore dose, il che permetterà di comprendere se ed a chi sia necessario somministrarla.

  2. Mi sembra tutto piuttosto assurdo. I numeri dei decessi e dei ricoveri sono comunque molto più bassi dello scorso anno, grazie ai vaccini. La Omicron sembra essere solo un raffreddore dai dati che arrivano dal Sud Africa. Non comprendo questo chiudere guardando ai contagi, che di per sé non significano nulla visto che le persone sono vaccinate, se cerchiamo il rischio zero sarà impossibile tornare a vivere come prima, non succederà mai, i Paesi falliranno economicamente. I vaccini saranno comunque sempre indietro sulla variante circolante, quindi che facciamo?! Quali sono i valori per cui secondo i governi si può tornare a vivere normalmente accettando un rischio? Smettiamola per favore e torniamo a vivere come ha fatto l’Inghilterra dove ci sono oltre 100000 contagi ma pochi morti.

  3. Credo che anche se l’articolo nn lo dice tra i ricoverati ci sono sia vaccinati che nn vaccinati giusto. Visto le percentuali dei vaccinati è così alta.Mi farebbe piacere avere una statistica vera da un giornale imparziale per capire effettivamente la situazione

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI