Il nuovo primo ministro del Bangladesh, Tarique Rahman, ha prestato giuramento. Rahman è un esponente del Partito nazionalista del Bangladesh, che alle ultime elezioni ha ottenuto 212 seggi su 350 disponibili. La sua nomina e quella del suo gabinetto di governo mette fine a un anno e mezzo di governo tecnico, salito al potere dopo le proteste degli studenti del 2024 che hanno portato al rovesciamento dell’amministrazione di Sheikh Hasina, fuggita dal Paese per rifugiarsi in India.
Israele approva il piano per registrare i terreni delle Palestina occupata come “proprietà statale”
Sfruttando il silenzio e l’impunità internazionale, Israele sferra un nuovo attacco alla sovranità palestinese. Su proposta del Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, del Ministro della Giustizia Yariv Levin e del Ministro della Difesa Israel Katz, il governo di Tel Aviv ha approvato un piano per rivendicare le aree della Palestina occupata come “proprietà statale”, laddove i palestinesi non dovessero essere in grado di “dimostrarne” la titolarità. L’espropriazione si aggiunge alle altre misure approvate pochi giorni fa dal governo, che insieme restituiscono il tentativo finale di annessione e colonizzazione delle terre palestinesi da parte di Israele. L’esecutivo guidato da Netanyahu, più volte rimaneggiato negli ultimi anni, prova attraverso il pugno di ferro a recuperare consensi interni, con l’orizzonte elettorale sempre più vicino.
Gli Accordi di Oslo hanno diviso trent’anni fa la Cisgiordania in tre zone, preparando il terreno alla nascita di uno Stato palestinese. L’Area A venne affidata, sia dal punto di vista civile che militare, all’Autorità Nazionale Palestinese (ANP); l’Area B ottenne una gestione amministrativa da parte dell’ANP ma sotto il controllo militare israeliano; l’Area C, invece, pari al 60% dell’intera superficie della Cisgiordania finì sotto amministrazione civile e militare di Tel Aviv. Nei fatti, nel corso degli anni, le poche tutele sulla carta sono state vanificate dalle aggressioni di coloni e militari, dagli sfollamenti forzati della popolazione e dai sempre più stringenti pacchetti di leggi. Il nuovo piano approvato dal governo di Netanyahu alza il tiro, passando all’attacco formale della sovranità palestinese.
Per la prima volta dall’occupazione della Cisgiordania avvenuta nel 1967, Israele registrerà le aree dell’Area C come “proprietà statale”, laddove i palestinesi non dovessero essere in grado di “dimostrarne” la titolarità. Uno schema già visto in passato con la cosiddetta “legge sulla proprietà degli assenti”, varata dallo Stato ebraico nel 1950, alcuni mesi dopo la sua nascita. Facendo leva su tale norma, Israele mise le mani sui beni lasciati da centinaia di migliaia di palestinesi fuggiti durante la Nakba e finiti nei campi profughi in Giordania, Siria, Libano e Iraq. Le proprietà dei palestinesi, bollati come “assenti”, vennero dunque assegnate ai cittadini israeliani e mai più restituite ai legittimi proprietari.
Oggi, l’ampliamento di quella base legale, permetterà a Tel Aviv di annettere circa due terzi dell’Area C, secondo le previsioni. I palestinesi vivono lì da generazioni, ma buona parte delle famiglie ha perso i documenti relativi alla proprietà durante la Guerra dei 6 giorni, cui si aggiungono gli innumerevoli casi di sfollamenti forzati. Una volta ottenuto il dominio nel 1967, Israele ha bloccato le registrazioni, impedendo la formalizzazione della realtà. «Ciò che il governo israeliano sta facendo è l’attuazione dell’annessione, confezionandola come un mero processo burocratico», ha detto l’analista politico Xavier Abu Eid ad Al Jazeera. Il nuovo piano continua lungo la strada tracciata negli anni dagli esecutivi israeliani attraverso l’espansione delle colonie illegali ai sensi del diritto internazionale; la confisca delle terre bollate come zone militari (sulla questione si veda il documentario Premio Oscar No Other Land); il mancato rilascio di nuovi permessi a costruire; le restrizioni all’accesso a pascoli, acqua e servizi essenziali.
Il nuovo censimento mette nel mirino la casa di circa 300mila palestinesi, che piombano in una rinnovata condizione di precarietà. Non sono i soli, dal momento che nei giorni scorso l’esecutivo guidato da Netanyahu ha approvato un ulteriore pacchetto di spoliazione relativo all’Area A e B della Cisgiordania. Tel Aviv potrà ad esempio demolire gli edifici di proprietà palestinese, interferendo con la sovranità dell’ANP. Quest’ultima — se da un lato condanna le mosse israeliane, definendole una formalizzazione della costruzione di insediamenti illegali in Cisgiordania — dall’altro continua a collaborare con l’occupante, affiancandolo ad esempio nelle operazioni contro la resistenza palestinese.
Evasione fiscale, sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio
Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio a Roma con l’accusa di evasione fiscale per circa 20 milioni di euro, somme che secondo l’accusa non sarebbero state versate tra il 2018 e il 2022 quando era amministratore di fatto dell’Università Niccolò Cusano. Il processo inizierà il 4 giugno davanti al tribunale monocratico e coinvolgerà altre tre persone. Le indagini della Guardia di finanza contestano una gestione con modalità commerciali, pur beneficiando di agevolazioni fiscali per atenei, e l’utilizzo dell’università come un «bancomat» per spese personali di lusso.
Latte in polvere per neonati con tossine: continuano i sequestri anche in Italia
Il ministero della Salute ha pubblicato negli ultimi giorni la lista dei richiami di più di 70 lotti di latte in polvere distribuiti dalla multinazionale francese Danone. La decisione è stata presa per l’adeguamento alle nuove linee guida EFSA sui limiti della cereulide, tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus: la revisione dei parametri europei ha spinto l’azienda ad avviare un ritiro precauzionale dei prodotti coinvolti. Si tratta dell’ennesimo richiamo registratosi negli ultimi mesi nel comparto dei prodotti lattiero-caseari destinati alla prima infanzia, in seguito a numerosi casi di intossicazione denunciati in Europa.
Nello specifico, i lotti di latte per neonati e bambini richiamati – in tutto 76 – sono marcati Aptamil, Mellin e Profutura, commercializzati nel nostro Paese da Danone Nutricia Spa Società benefit. Il provvedimento si colloca in un quadro di allerta su scala internazionale che ha coinvolto decine di Paesi e numerosi marchi di latte per lattanti e di proseguimento, tra cui Nestlé, Lactalis, Danone e, per quanto riguarda l’Italia, Granarolo. Già all’inizio di gennaio Nestlé aveva disposto il ritiro di diversi lotti di latte in formula, compresi Nidina 1 e Nidina Optipro 1. Nei giorni scorsi, inoltre, l’allerta è stata ulteriormente ampliata ad altri lotti, estendendo così il perimetro del richiamo.
Nelle ultime settimane, autorità sanitarie in diversi paesi europei hanno segnalato casi di bambini con sintomi compatibili con intossicazione da cereulide, come vomito e diarrea. In Spagna, cinque neonati sono stati ospedalizzati per disturbi gastrointestinali associati al consumo di formule ora sotto indagine, mentre nel Regno Unito sono state effettuate oltre 30 segnalazioni di possibili casi legati alla contaminazione. Due inchieste giudiziarie sono inoltre state aperte a Bordeaux e ad Angers dopo la morte di due neonati, avvenuta a pochi giorni di distanza. I bambini, deceduti rispettivamente il 23 dicembre e l’8 gennaio, erano stati entrambi alimentati con latte in polvere Guigoz, prodotto da Nestlé (allo stato attuale, non esiste ancora un nesso causale accertato tra i prodotti e i decessi). La scorsa settimana, le autorità sanitarie di Svizzera e Belgio hanno emesso avvisi ai genitori dopo che è stata riscontrata la contaminazione del latte artificiale di diversi produttori con cereulide.
La situazione ha suscitato preoccupazione tra i genitori e ha portato le istituzioni di controllo alimentare di diversi paesi a intensificare i controlli sulla filiera produttiva del latte artificiale per neonati, con campagne di ispezione e l’invito a segnalare prontamente eventuali lotti sospetti. L’Entrata in gioco dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è un elemento chiave: l’ente ha stabilito un limite molto più rigoroso per la presenza di cereulide nei prodotti per l’infanzia (0,014 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno per lattanti) e ha aggiornato le sue linee guida tecniche a seguito delle ampie campagne di richiamo. Questo nuovo parametro ha spinto diversi produttori, tra cui Danone e Nestlé, a riesaminare i loro lotti e ad allargare le misure di ritiro rispetto a quanto annunciato inizialmente.
Le autorità segnalano che i prodotti oggetto di richiamo non devono essere somministrati a neonati e bambini nella prima infanzia: i consumatori sono invitati a restituirli ai punti vendita, dove potranno ottenere la sostituzione o il rimborso. Qualora un neonato abbia manifestato episodi di vomito o diarrea dopo aver consumato i lotti interessati, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) raccomanda di contattare tempestivamente il pediatra e, in presenza di sintomi severi, rivolgersi direttamente al pronto soccorso.
USA: è morto Jesse Jackson, icona dei diritti civili
È morto a 84 anni il reverendo Jesse Jackson, storico attivista per i diritti civili e due volte candidato alla presidenza USA. La famiglia, annunciandone la scomparsa a NBC, lo ha ricordato come un leader al servizio degli oppressi e degli emarginati. Nato a Greenville, nella Carolina del Sud, emerse accanto a Martin Luther King Jr. negli anni Sessanta. Fondò a Chicago Operation PUSH e la National Rainbow Coalition e fu inviato speciale in Africa per il presidente Bill Clinton. Nel 2017 aveva reso pubblica la diagnosi di Parkinson.
Board of Peace, governi e speculatori riuniti a decidere il futuro di Gaza: Italia “osservatrice”
Napoli, in fiamme la cupola del Teatro Sannazaro
Nella notte si è sviluppato un incendio a Napoli, interessando il quartiere Chiaia. È andata in fiamme la cupola del Teatro Sannazaro. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento del rogo. All’origine dell’incendio, che ha interessato un condominio vicino, vi sarebbe un corto circuito. Intossicate per il fumo alcune persone, resta da capire l’entità del danno per il teatro fondato nel 1847, tra i simboli del panorama artistico napoletano.









