sabato 13 Dicembre 2025

Israele dà il primo via libera alla legge per la pena di morte solo per i palestinesi

La legge che permette di uccidere i palestinesi anche in prigione è passata in prima lettura alla Knesset, il Parlamento israeliano, ieri sera, con 39 voti favorevoli e 16 contrari.
Il disegno di legge, proposto dalla deputata Limon Son Har-Melech del partito Potere Ebraico, stabilisce che i tribunali israeliani devono infliggere la pena di morte a coloro che hanno commesso un omicidio di “matrice nazionalista” ai danni di un cittadino israeliano, consentendo ai giudici dei tribunali militari della Cisgiordania di condannare a morte i colpevoli con una maggioranza semplice, anziché con una decisione unanime. Il disegno di legge eliminerebbe anche la possibilità che i comandanti militari regionali commutino tali sentenze.

La nuova legge, se approvata dopo tre letture in Parlamento, permetterebbe di giustiziare coloro che uccidono israeliani per “razzismo” e “con l’obiettivo di danneggiare lo Stato di Israele e la rinascita del popolo ebraico nella sua terra”. Una legge che punisce la lotta armata contro l’occupazione israeliana, profondamente razzista e discriminatoria, dato che si applicherebbe solo agli arabi che uccidono ebrei e non ai terroristi ebrei.
Già in passato Amnesty aveva condannato la proposta di legge, sia per il ritorno alla pena di morte in sé sia perché la legge «è il tentativo di creare una distinzione su base etnico-nazionalista e questo la rende una legge di apartheid». La condanna arrivava anche dagli esperti ONU, che parlano di un «passo profondamente regressivo» che «tra l’altro si applicherà alle minoranze e a chi vive da 55 sotto occupazione».

Abu Mazen, presidente dell’Autorità nazionale palestinese, la definisce «una decisione che apre la porta a esecuzioni extragiudiziali sul campo ed è un chiaro intento di commettere un crimine». Addameer, l’associazione palestinese per i diritti umani parla di un «nuovo episodio nella serie continua di oppressione e costituisce una grave escalation delle violazioni diffuse da parte di Israele nei confronti dei palestinesi, comprese centinaia di esecuzioni extragiudiziali». Una legge che rivela « un altro aspetto del regime di apartheid israeliano».

Il disegno di legge sarà ora deferito alla commissione per essere preparato per le ultime due letture che deve superare per diventare legge. «Oggi abbiamo compiuto un passo storico verso la vera giustizia e il rafforzamento della deterrenza contro il terrorismo. La legge sulla pena di morte per i terroristi, che ha superato la prima lettura, è l’espressione morale e nazionale di un popolo che rifiuta di accettare una realtà in cui gli assassini di ebrei vivono in prigione e si aspettano accordi», ha detto la deputata Son Har-Melech.

Dopo la votazione, il presidente di Otzma Yehudit (potere ebraico) e ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha iniziato a distribuire baklava (dolci) ed a esultare di gioia. Il partito aveva già promosso due tentativi di approvazione di una legge simile, nel 2022 e nel 2023, entrambe falliti. Ma il genocidio impunito a Gaza, e la liberazione degli ostaggi vivi a Gaza ha evidentemente aperto un varco, subito sfruttato dai nazionalisti di estrema destra. Ben Gvir, oltre a farsi fotografare con i detenuti palestinesi torturati e bendati nelle carceri israeliane, oltre a farsi riprendere mentre distribuisce ordini di demolizione delle case palestinesi nel Negev, è noto per aver tenuto un ritratto nel suo salotto del terrorista Baruch Goldstein, che uccise 29 fedeli musulmani palestinesi e ne ferì altri 125 a Hebron, nel massacro della Tomba dei Patriarchi. Un ministro che da un lato idolatra i terroristi israeliani che hanno commesso massacri: ma che vuole la morte di qualsiasi palestinese che uccide un ebreo.

Sebbene la pena di morte esista formalmente nella legislazione israeliana, è stata applicata solo una volta, nel 1962, nel caso dell’ufficiale nazista Adolf Eichmann, uno degli artefici dell’Olocausto. È tecnicamente consentita nei casi di alto tradimento, nonché in determinate circostanze in regime di legge marziale applicabile all’interno dell’IDF e in Cisgiordania, ma attualmente richiede una decisione unanime da parte di un collegio di tre giudici e non è mai stata applicata. Se approvata in via definitiva, la nuova legge permetterà di giustiziare – solo i palestinesi – anche con una maggioranza semplice. Aprendo le porte a nuovi abusi e crimini contro i detenuti palestinesi.

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Moira Amargi

Moira Amargi esiste ed è una persona specifica, ma il nome è uno pseudonimo, usato quando pubblica report sulla Palestina o dall'interno di cortei e momenti di conflitto sociale a rischio repressione. È corrispondente per L'Indipendente dal Medio Oriente e dai Territori Palestinesi occupati.

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3 Commenti

  1. Grazie M.A. Un’altro passo verso la legalizzazione di quel terrorismo di stato che viene perpetrato ormai da più di settant’anni.
    Difficile negare che leggi come queste non alimentino un nuovo, realistico, causale …antisemitismo. Fanno parte, probabilmente, di un progetto estremo, criminale, psicologicamente ed eticamente degenerato: quello di raggiungere… e gestire il male estremo per isolare e compattare il popolo ebraico. Una ideologia malata ritiene che una tale violenza senza freni, confermi il mandato divino (in realtà demoniaco e di crociata memoria): dio lo vuole.

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