La Global Sumud Flotilla lascerà oggi le coste turche, riprendendo il suo viaggio verso la Striscia di Gaza. Più di 50 barche sfideranno l’assedio israeliano, due settimane dopo l’abbordaggio illegale subito al largo delle coste greche. Gli oltre 1000 attivisti a bordo riprenderanno il viaggio senza il supporto dell’Europa. È infatti caduto nel vuoto l’appello firmato da 19 eurodeputati che chiedeva a Bruxelles il «pieno sostegno diplomatico alla missione». «Quando i governi restano immobili, i popoli si mettono in cammino», scrive la Flotilla annunciando la ripresa della navigazione. Parallelamente un convoglio terrestre si sta radunando in Tunisia per giungere a Gaza attraverso il Valico di Rafah.
«Mentre Israele porta avanti il suo progetto di occupazione genocidiaria di Gaza, Cisgiordania e Libano, espandendo i suoi crimini anche alle acque europee, non possiamo permetterci di fermarci» scrive la missione in un comunicato sui propri social. La Flotilla riparte a pochi giorni dal rientro a casa di Saif Abukeshek e Thiago Ávila, i due attivisti rapiti e deportati da Israele durante l’assalto alla flotta avvenuto nella notte tra il 29 e il 30 aprile al largo delle coste dell’isola greca di Creta. In quell’occasione, i mezzi militari israeliani circondarono le imbarcazioni degli attivisti e sequestrarono circa 180 persone, tenendole imprigionate per 40 ore su una loro imbarcazioni in condizioni disumane – molti hanno denunciato pestaggi e torture. Quasi tutti sono poi stati consegnati alle autorità greche, mentre Abukeshek e Ávila (rapiti su una nave italiana, quindi su suolo italiano) sono stati portati in Israele e trattenuti illegalmente, solo per essere rilasciati dopo dieci giorni di torture e trattamenti inumani.
Appena rientrato in patria, a Barcellona, Abukeshek (spagnolo di origini palestinesi) è immediatamente ripartito per raggiungere i propri compagni e riprendere la missione. «[Al momento del mio rilascio] Ho lasciato dietro di me migliaia di palestinesi prigionieri, bambini, donne e uomini. Sono sicuro che il trattamento che ho ricevuto io non è comparabile alla sofferenza che stanno attraversando. Abbiamo sentito le testimonianze delle loro torture, delle violazioni subite su base giornaliera. Dobbiamo continuare a mobilitarci, non possiamo dimenticare i prigionieri palestinesi» ha dichiarato, «dobbiamo continuare fino a che la Palestina non sarà libera». Era stato proprio lui ad annunciare, in una conferenza stampa, che la Flotilla sarebbe nuovamente salpata oggi.
Nel frattempo, la situazione nella Striscia di Gaza rimane disastrosa. L’UNHCR riporta che le forze israeliane continuano a mantenere un «elevato livello di attività» tra bombardamenti, via aria, via terra e anche via mare, soprattutto nella città di Gaza e a Khan Younis, uccidendo civili e distruggendo infrastrutture essenziali. Solamente nel mese di aprile, riporta l’OHCHR, sono stati uccisi 111 palestinesi, dei quali 18 bambini e 7 donne. Dal 7 ottobre 2023 al 6 maggio 2026, almeno 72.619 palestinesi sono stati uccisi da Israele, oltre 172 mila feriti. La linea gialla che delimita l’area sotto controllo israeliano è stata «notevolmente estesa» verso Gaza City e Khan Younis. Si prevede che questa espansione, sostiene l’UNHCR, «influirà sugli interventi umanitari e metterà ulteriormente sotto pressione la popolazione, aumentando i rischi legati alla violenza in questa zona». Le malattie dovute anche alla diffusione di roditori e insetti, che stanno infestando le abitazioni, sta peggiorando notevolmente la crisi sanitaria, con conseguenze gravi per la popolazione civile.





El pueblo unido y más serà vencido, vada all’inferno David.